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Microsoft: imperativo categorico ‘vincere’ contro Google

Wednesday, August 1st, 2007

[punto-informatico.it]  Roma - Già nei mesi scorsi il responsabile della progettazione software Microsoft, Ray Ozzie, aveva inquadrato Google come uno stimolo per lanciare l’azienda di Redmond su fronti ancora poco esplorati. Le strategie e le parole di Microsoft, schermaglie legali a parte, sembrano dimostrare l’intenzione di competere con Google ad armi pari e senza timori, anche ora che Gates si appresta ad allontanarsi dall’azienda, per consegnarla al triumvirato Ballmer-Ozzie-Mundie.

Una delle direttrici in cui Microsoft si muove con determinazione è l’ampliamento del suo core business. Senza rinunciare all’obiettivo del miliardo di Windows installati e al rilascio di Windows 7 entro i prossimi tre anni, in casa Microsoft si inizia ad ammettere qualche variazione sul tema. Nel corso del Financial Analyst Meeting è stato lo stesso Gates a prospettare una diversificazione della strategia aziendale proponendo un approccio combinatorio tra il profittevole modello di business Microsoft, e il software as a service delle applicazioni Google, in vista di una reale convergenza centrata sull’utente. Il Web sarà la piattaforma, secondo la formula coniata da Tim ÒReilly, per offrire servizi Web complementari con il tradizionale “software in scatola” offerto da Microsoft. Software che, a parere di WebProNews manterrà il dominio incontrastato sul mercato, pur restando tutt’altro che gratuito per l’utente, contrariamente a quanto avviene per le innumerevoli Google App. Non mancano però in Microsoft i tentativi di ricalcare la strategia di BigG: ZDNet ha raccolto indiscrezioni riguardo alla prossima release di Microsoft Works, che si prevede gratuita e foraggiata dalla pubblicità.

Allo stesso modo, Microsoft inizia a proporsi come inseguitore di Google nell’ambito pubblicitario. Mentre BigG si affanna nel tentativo di riemergere dall’affaire antitrust innescato dall’acquisizione di DoubleClick, a detta di Google stessa, entusiasta della crescita della competitività, Microsoft si è adoperata per racimolare accordi e assorbire compagnie. Prima mossa, l’acquisizione di aQuantive. Seguono, nell’ordine, l’accordo che ha assicurato alla piattaforma pubblicitaria in-game Massive Network la gestione del product placement per cinque titoli Electronic Arts; l’accordo per veicolare la pubblicità su Digg e l’acquisizione di AdECN, azienda che opera come raccordo tra editori e inserzionisti nell’ambito del display advertising. Una strategia che, gestita e supportata dal neocostituito gruppo di lavoro Internet Services Research Center (ISRC), potrebbe far decollare la piattaforma adCenter, guidando Microsoft a diventare la “potenza dell’advertising” in cui crede Ballmer.

È il New York Times, in una lunga intervista a Bill Gates, a configurare un altro fronte sul quale Microsoft e Google potrebbero trovarsi a competere: il mercato degli smartphone, nel quale BigG sembra essersi mossa sul fronte software, nonostante il proliferare di rumors che sembravano anticipare l’avvento di un vero e proprio dispositivo GPhone. Anche in questo caso Microsoft ostenta sicurezza: Gates prevede che Google non abbia possibilità di insidiare il solido 10% di mercato detenuto da Microsoft con Windows Mobile e sembra ritenere ingenui coloro che si aspettano un futuro della telefonia gratuito e targato Google, che Gates definisce come un’azienda che “ha sviluppato una trentina di prodotti, di cui uno solo profittevole”.

È in questo contesto stimolante che il chairman di Microsoft si prepara ad abbandonare progressivamente gli incarichi per votarsi alla beneficenza. Uno scenario di transizione che Craig Mundie e Ray Ozzie, di comune accordo con Gates, ritengono rappresentare la congiuntura giusta perché il cofondatore del colosso di Redmond ceda loro il passo. Ma è lo stesso New York Times a raccogliere le dichiarazioni di Gates, che, forse incapace di rinunciare a giocare un ruolo di peso in questo panorama pregno di sfide, “programma di rimanere profondamente coinvolto in alcune aree dell’azienda”.

Tiscali diventerà operatore mobile virtuale

Wednesday, August 1st, 2007

[mytech.it]  L’accordo appena siglato con Telecom Italia ha il sapore di un primato: Tiscali diventerà così il primo operatore di rete fissa a essere anche un mobile virtuale per il grande pubblico dei consumatori. L’accordo tra Vodafone e Bt Italia (altro operatore di rete fissa), infatti, vale solo per il pubblico delle aziende.
Una data di lancio ancora non c’è, ma è noto che per un operatore strutturato come Tiscali ci vogliono mesi per preparare la discesa in campo nel terreno dei virtuali (BT Italia prevede di impiegarne circa sei dall’accordo, con un lancio a novembre). Tiscali infatti non sarà un semplice rivenditore di servizi mobili (come lo sono Carrefour e Coop), ma utilizzerà la propria rete fissa in accoppiata con quella mobile di Tim (alla quale, grazie a questo accordo, ottiene accesso).

Di conseguenza, annuncia Tiscali, potrà offrire servizi mobili da soli o in bundle con quelli fissi e banda larga. Nasceranno servizi convergenti fisso-mobili, sia per la voce sia per i dati (annuncia Tiscali). Si prevede insomma anche un’offerta banda larga che includa traffico su Adsl e in mobilità. Tiscali lancerà inoltre anche un’offerta quadruple play, che oltre a voce, banda larga e mobile includerà i servizi Ip Tv.

I prezzi futuri ovviamente non sono stati ancora annunciati, ma Tiscali già dice che potrà farli in completa autonomia da Telecom. Sostiene inoltre che le condizioni dell’accordo le permetteranno di fare concorrenza sulla clientela residenziale e aziendale a tutti gli operatori di rete mobile.

Per Telecom il senso dell’accordo è duplice: rafforzare questa nuova fonte di entrate (il mercato mobile all’ingrosso) rispondendo alla parallela avanzata di Vodafone; tentare di mitigare la multa che l’Antitrust entro le prossime due settimane potrebbe affibbiare a Telecom Italia (e a Wind), per avere fatto cartello contro l’ingresso dei virtuali in Italia. Le evidenze che giungono dagli uffici dell’Antitrust parlano chiaro, infatti: una multa ci sarà molto probabilmente contro Telecom e Wind.

L’accordo con Tiscali giunge tardivo (mentre quello con Bt Italia ha permesso a Vodafone di tirarsi fuori dall’inchiesta Antitrust), ma comunque l’Autorità potrebbe tenerne conto per avere la mano leggera sulla punizione da assegnare. Certo è che Telecom ci spera: “L’accordo sottoscritto con Tiscali- ha dichiarato infatti Riccardo Ruggiero, amministratore delegato di Telecom Italia- rappresenta una risposta concreta alle aspettative delle istituzioni e dei consumatori, in quanto consente anche a un operatore di rete fissa di potere offrire servizi integrati fisso-mobile alla propria clientela, rendendo così ancora più competitivo il mercato delle telecomunicazioni. Telecom Italia è certa che il perseguimento di questa strategia consentirà una crescente valorizzazione degli assets infrastrutturali dell’azienda”.

Eurotariffe: adesso telefonare dall’estero costa meno

Wednesday, August 1st, 2007

[panorama.it] State andando in vacanza all’estero e pensate di poter già godere delle nuove Eurotariffe? Forse prima di “alzare” la cornetta vi converrebbe allora informarvi sui costi del vostro operatore al di fuori dei confini nazionali. Non tutte le compagnie di telecomunicazioni hanno infatti recepito allo stesso modo la direttiva dalla Commissione Europea che, come noto, ha fissato i nuovi tetti per le telefonate dall’estero: 49 centesimi di euro Iva esclusa (che diventeranno 43 nell’estate 2009) per le chiamate effettuate con il proprio cellulare in terra straniera, e non più di 24 centesimi di euro (Iva esclusa) per quelle ricevute. Il regolamento prevede una fase transitoria verso le Eurotariffe, che dovranno essere applicate obbligatoriamente a partire dall’inizio di settembre. “Nel frattempo - ha ricordato il portavoce della Commissione, Martin Selmayr - gli operatori hanno l’obbligo già ora di offrire ai propri clienti la possibilità di optare per l’eurotariffa, e di applicarla un mese dopo aver ricevuto l’accettazione da parte degli stessi clienti”.

In Italia, per il momento solo Vodafone e Wind hanno già recepito il provvedimento in maniera pressoché definitiva: la prima ha iniziato a offrire l’Eurotariffa dal 29 luglio, attraverso un’attivazione dal numero gratuito 42070, la seconda (in maniera automatica) dal giorno dopo. Diversa la posizione scelta da Tim, che consentirà ai propri utenti di chiedere la prenotazione per l’eurotariffa dal 30 luglio fino al 30 settembre, riservandosi di rilasciarla entro 30 giorni. Solo dal primo ottobre la nuova tariffazione sarà disponibile per tutti i clienti (purché naturalmente non abbiano già scelto una diversa opzione di roaming) senza prenotazione e attivazione. Va detto che l’operatore proporrà in aggiunta, dal 6 agosto, un’offerta a pagamento (10 euro per i privati, 19 per gli utenti business) denominata Tim Senza Confini che permetterà di non pagare per un mese le chiamate ricevute nei 27 paesi membri dell’Unione e di sfruttare l’Eurotariffa (49 centesimi) per quelle effettuate. Quanto a Tre, non è stata ancora rilasciata alcuna comunicazione ufficiale. I clienti dell’operatore per il momento dovranno dunque accontentarsi dell’offerta All’estero come a casa, attivabile automaticamente senza costi aggiuntivi, per chiamare in tutti i paesi coperti direttamente dall’operatore (Svezia, Regno Unito, Austria, Danimarca, Irlanda, Australia e Hong Kong) al costo della tariffa nazionale più lo scatto alla risposta (50 centesimi di euro).

Per aiutare i clienti a orientarsi fra le nuove tariffe scontate, la Commissione Europea ha deciso di attivare un sito, a partire dai primi di agosto: qui verranno segnalate le compagnie che si sono adeguate entro i termini prestabiliti dal regolamento comunitario e quelle che ancora non lo hanno fatto. “Sarà un sito con i nomi di tutti gli operatori europei” ha riferito a Bruxelles lo stesso Selmayr, “per dire se ognuno di essi ha o non ha applicato le Eurotariffe, o se applica tariffe ancora meno care”.

Nelle acque italiane 119 veleni

Wednesday, August 1st, 2007

[lastampa.it] ROMA. C’è poco da stare allegri: metà dei laghi e dei fiumi italiani sono contaminati da pesticidi, così come un quarto delle falde sotterranee. Ne sono stati ritrovati in totale 119 tipi diversi, prevalentemente erbicidi: 112 nelle acque superficiali e 48 in quelle di profondità. Quanto basta, e avanza, per preoccupare il ministro Alfonso Pecoraro Scanio (Ambiente): «Chiederò al Cipe un piano straordinario per la tutela delle acque. Oggi più che mai l’Italia deve sostenere con forza la diffusione dell’agricoltura biologica».

L’allarme è lanciato dall’Agenzia per la Protezione dell’Ambiente (Apat), che ieri ha reso noti i dati emersi dal Rapporto 2005 sulla presenza di pesticidi. Terbutilazina, metolactor, simazina, terbutilazina-desetil, ma anche atrazina, dimetenamid, molinate e oxadiazon… Esemplare il caso del Po, dove la «terbutilazina», diserbante usato per le coltivazioni di mais ed in fase di revisione a livello comunitario, la fa da padrona.

La contaminazione, diffusa in tutta l’area padano-veneta e scoperta anche in alcune aree del centro-sud, ha fatto capolino nel 51,5% dei punti prelievo delle acque superficiali (nel 29,2% dei casi oltre il limite) e nel 16,1% dei campioni delle acque sotterranee (2,7% di sforamenti). Oltretutto i pesticidi hanno la memoria lunga: a un ventennio dal divieto risulta diffusa la presenza di atrazina, utilizzata in dosi massicce nel passato prossimo. Il Piemonte, da solo, presenta 37 sostanze nelle acque superficiali (65% dei punti di campionamento), 23 in quelle sotterranee (45,9%).

I controlli in Italia hanno riguardato 3.574 punti di monitoraggio e 10.570 campioni, per un totale di 282.774 misurazioni. Risultato: quasi la metà dei laghi e fiumi monitorati (47%) è contaminata da pesticidi, nel 27,9% dei casi, con concentrazioni superiori al limite stabilito per le acque potabili. Idem per le acque sotterrane: il 24,8% è contaminato, nel 7,7% dei casi con sforamenti superiori ai limiti di potabilità.

Situazione da tenere sotto controllo, commenta Giancarlo Viglione, commissario straordinario dell’Apat. Oltretutto nel 2005 sono mancati all’appello i dati relativi delle acque sotterranee di Calabria, Puglia, Sardegna, Basilicata, Toscana e Liguria. Nel caso delle acque superficiali non sono arrivati da Valle d’Aosta, Toscana, Puglia, Calabria e Sardegna.

Arabi e cinesi uniti contro la web-repressione

Wednesday, June 27th, 2007

[quomedia.diesis.it] Gli attivisti e i blogger egiziani e cinesi si sono uniti nella campagna “Free the New Youth 4” per chiedere la liberazione di quattro blogger cinesi condannati nel 2003 da otto a dieci anni per “sovversione e sabotaggio dello stato” attraverso la rete. La campagna si è ispirata all’analoga presa di posizione di un gruppo di giovani egiziani in sostegno di Abdel Kareem Suleiman, il primo blogger processato in Egitto.

“Un gruppo dalla Cina ha chiesto il nostro aiuto per lanciare una campagna in internet. Kareem e i quattro ragazzi cinesi sono vittime dello stesso crimine: la violazione della libertà di espressione, uno dei diritti civili più elementari”, ha spiegato Esraa Al Shafei, direttore della campagna “Free Kareem!”.

I quattro blogger cinesi sono stati condannati per aver coordinato in internet il forum “Nuovo gruppo di studio giovanile”, per promuovere lo sviluppo e la crescita del paese.

I responsabili della campagna “Free Kareem”, oltre ai legami con la Cina, sono in contatto con blogger afghani e pakistani, come ha spiegato Al Shafei: “Stiamo per lanciare diversi progetti coordinati, vogliamo creare una rete che superi i limiti geografici per aumentare il nostro potere di influenza. Anche se abbiamo culture e religioni diverse, lottiamo per gli stessi valori. E allora possiamo lottare meglio insieme”.

Il Blue Gene di Ibm abbatte il muro dei petaflops

Wednesday, June 27th, 2007

[databusiness.it] L’ultimo supercalcolatore di Big Blue triplica la potenza, aumentando il consumo elettrico solo del 20%.
Fino a tre miliardi di calcoli per secondo (3 petaflops) a piena potenza e un milione di miliardi di calcoli per secondo a funzionamento regolare: queste sono le nuove cifre record raggiunte dall’ultimo supercalcolatore di Ibm, il Blue Gene/P. La macchina arriva solo sette mesi dopo la precedente versione /L, che raggiungeva una capacità di calcolo di 280 teraflops al secondo in funzionamento regolare.

Il Blue Gene /P, annunciato durante la conferenza International Supercomputing di Dresda, abbatte un nuovo muro. Dotato di architettura massivamente parallela, questo mostro di potenza è animato da Cpu costituite da quattro processori PowerPc, ciascuno dotato da 450 core con frequenza a 850 MHz. Trentadue Cpu possono essere integrate su una scheda madre. Un rack può accogliere fino a trentadue schede madri. Un supercalcolatore Blue Gene /P, dunque, raggiunge il petaflop assemblando 294.912 PowerPc. I 3 petaflops vengono ottenuti con 216 rack (884.736 PowerPc), ovvero la massima capacità attuale del Blue Gene /P.

Soprattutto grazie al miglioramento del rendimento dei processori, Ibm afferma di aver triplicato la potenza del proprio supercalcolatore, aumentando solo del 20% il consumo energetico. Al di là del modello messo a punto a Rochester, nell’insediamento Ibm del Minnesota, il primo Blue Gene /P dovrebbe essere installato in un laboratorio del dipartimento Usa dell’energia, ad Argonne, nell’Illinois. Secondo Ibm, anche l’istituto Max Planck, il laboratorio nazionale di Brookhaven e l’università di Stony-Brook ne hanno ordinato uno.

Ebay e Google seppelliscono l’ascia di guerra

Wednesday, June 27th, 2007

[theinquirer.net] IL SITO DI ASTE eBay ha ripristinato la pubblicità su Google segnando la conclusione di un attrito con la società del noto motore di ricerca nato da divergenze in merito a un party promozionale.

eBay aveva ritirato la pubblicità da Google definendo l’operazione un “esperimento” per determinare quale fosse il modo più efficace di attirare i clienti sul proprio sito di shopping.

Tuttavia sembra più verosimile che si trattasse di una ritorsione per il party che Google aveva fissato per il 14 giugno con lo scopo di distogliere l’attenzione dalla festa annuale degli utenti di eBay a Boston.

eBay era uno dei maggiori clienti di Google per mezzo del sistema di marketing AdWords e il denaro non speso veso Google è stato impiegato per aumentare il carico pubblicitario a vantaggio dei suoi concorrenti.

Il portavoce di eBay Hani Durzy, rifacendosi alla dichiarazione iniziale, ha detto che l’esperimento dimostra che il sito di aste non ha bisogno di spendere tanto in pubblicità su Google. Tuttavia ha confermato che le due società continueranno a fare affari l’una con l’altra.

In ogni caso il fatto che Google abbia annullato la serata di gala, che aveva come scopo la promozione del suo nuovo servizio per i pagamenti online, deve essere servito a calmare gli animi.

Spagna, arrestato per virus

Wednesday, June 27th, 2007

[cellulare-magazine.it] Giovane di Valencia finito in cella: 115mila smartphone infettati con più di 20 varianti di virus. Sette mesi di indagini.
Cosa volesse guadagnarci, a parte il sottile e perverso piacere di mettere nei guai il prossimo, non si sa. Quello che è certo è  che il ricavo immediato è stato un paio di manette e l’incarcerazione per aver infettato 115 mila cellulari giocando con i virus CommWarrior e Cabir.

L’untore del XXII secolo è uno spagnolo di 28 anni, originario di Valencia. Lo ha braccato e arrestato la polizia madrilena, risalendo a ritroso i flussi di virus che da sette mesi inondavano decine e decine di migliaia di smartphone con varianti sempre nuove di CommWarrior e Cabir, che avevano fatto capolino in Europa nel 2005, in contemporanea con i mondiali di Atletica di Helsinki.

All’arresto in Spagna è stato dato grande risalto, tanto che la notizia della conclusione dell’indagine è stata annunciata dallo stesso ministero dell’Interno di Madrid. Vittime dei virus gli smartphone di alta gamma che usano il sistema operativo Symbian (il più diffuso al mondo). I canali usati sono quelli tradizionali: il sistema di trasmissione Bluetooth e gli MMS.

L’operazione Leslie - dal nome della fidanzata del giovane - è iniziata in realtà sette mesi fa, e ha portato al sequestro di computer, vari hard disk, nove telefoni cellulari e altri dispostivi elettronici, dice il ministero.

I virus si propagavano a tutti i telefoni raggiunti via Bluetooth, che a loro volta inviavano un MMS a tutti i numeri in agenda.

I messaggi erano camuffati sotto la copertura di immagini erotiche, suonerie, notizie di sport, applicazioni di chat e addirittura un presunto nuovo antivirus per telefonini.

L’Ue non decide sul mais ogm

Wednesday, June 27th, 2007

[lanuovaecologia.it] Il comitato di regolamentazione degli organismi geneticamente modificati non esprime nessuna maggioranza, né favorevole né contraria, sull’utilizzo della specie Herculex Rv. L’Italia si astiene. La parola passa al Consiglio dei ministri europeo
I 27 stati membri dell’Ue non si sono pronunciati, oggi a Bruxelles, sull’utilizzo in Europa del mais transgenico 59122, chiamato anche Herculex RW. Lo ha annunciato la Commissione europea dopo che il Comitato di regolamentazione degli organismi geneticamente modificati (Ogm) nell’Ue, non è riuscito a riunire, sulla proposta di autorizzazione dell’esecutivo Ue, né una maggioranza a favore, né una contraria. Al momento del voto, hanno indicato fonti comunitarie all’Ansa, l’Italia si è astenuta, insieme ad altri partner tra cui Francia e Irlanda. La parola passa ora al Consiglio dei ministri dell’Ue.

La Commissione europea ha oggi deciso di inviare al Consiglio dei ministri dell’Ue la richiesta di autorizzazione alla commercializzazione sul mercato europeo di una barbabietola da zucchero geneticamente modificata (H7-1) dopo che il Comitato permanente per la catena alimentare e la salute animale dell’Ue non era riuscito, il 19 aprile scorso, a riunire sul dossier né una maggioranza a favore, né una contraria. In quell’occasione l’Italia insieme alla Francia si erano astenute. La richiesta di autorizzazione riguarda la vendita sul mercato europeo di alimenti per il consumo umano e animale di prodotti a base della barbabietola transgenica H7-1. Intanto i ministri dell’ambiente dell’Ue si confronteranno mercoledì 28 giugno, su un ulteriore dossier Ogm: quello relativo alla coltivazione di una patata transgenica a scopi industriali, ad esempio l’utilizzo nelle cartiere. Per evitare una contaminazione accidentale, la proposta prevede l’ eliminazione delle sementi dopo il loro utilizzo. Sulla patata transgenica i 27 ministri dell’ambiente si daranno battaglia al Consiglio Ue e l’Italia, secondo quanto appreso dall’Ansa, voterà contro la proposta.

Le reazioni. «Inspiegabile l’astensione del rappresentante del Ministero della Salute italiano». Così Ivan Verga direttore generale della Fondazione Diritti Genetici. Secondo Verga, «le grandi pressioni esercitate per ottenere l’autorizzazione di “Herculex” sono realizzate con lo scopo principale di evitare contenziosi legali fra gli Stati dell’Unione Europea e la multinazionale Pioneer responsabile dell’importazione illecita di un mais non autorizzato» che avrebbe già contaminato soprattutto in Irlanda partite di mais tradizionale. «Perché - si chiede Verga - il Ministero ha perso l’occasione di ribadire con un voto decisamente contrario che le sanatorie che favoriscono gli interessi delle multinazionali mettono a repentaglio la salute dei cittadini e l’economia agroalimentare europea che compete sui mercati in base alla qualità e alla sicurezza».

«Il copione sugli Ogm che va in scena in Europa è sempre lo stesso da anni – il commento dei Vas (Verdi Ambiente e società), una politica assente e balbettante da un lato, una burocrazia arrogante dall’altra e al centro le lobby che difendono gli interessi delle aziende agrochimiche e biotecnologiche». «Gli Ogm non servono all agricoltura – aggiunge la Cia – Confederazione italiana agricoltori - e, quindi, ogni decisione, sia a livello Ue che nazionale, deve andare in questa direzione. È necessario che l Europa abbia finalmente un atteggiamento chiaro evitando comportamenti poco trasparenti». La Cia, comunque, «esprime rammarico per il fatto che il rappresentante italiano in seno al Comitato di regolamentazione Ogm si sia soltanto astenuto e non abbia, invece, respinto in modo deciso la richiesta di utilizzo del mais Herculex».

Lettori Mp3, elaborano i dati come il cervello umano

Wednesday, June 27th, 2007

[pianetacellulare.it] David Melcher, neuroscienziato del Centro Interdipartimentale Mente/Cervello (CIMeC) dell’Università di Trento, descrive il meccanismo del cervello, che legge le immagini inviategli dagli occhi come un lettore mp3 legge i file musicali, unendo blocchi di informazione digitale in un continuum che forma la canzone.

Per la vista, il cervello mette insieme una serie di immagini dello stesso oggetto scattate una dietro l’altra dalla retina, permettendoci di vedere l’oggetto e anche di ‘anticiparci’ come lo vedremo negli istanti successivi. Si tratta del sofisticato meccanismo di elaborazione dell’informazione visiva scoperto in uno studio pubblicato sulla rivista Nature Neuroscience.

Il cervello deve quindi essere dotato di un meccanismo di elaborazione per decodificare l’infinito numero di ‘fermo immagini’ che riceve e che gli presentano oggetti osservati da diversi punti di vista, in momenti diversi e darci così la percezione visiva. L’hardware cerebrale funziona senza perdere nessun ‘bite’ di informazione visiva, in modo che noi percepiamo un’immagine continuamente aggiornata e siamo anche in grado di fare piccole previsioni di ciò che vedremo negli istanti immediatamente successivi.

Allo stesso modo il cervello mette una sull’altra le istantanee retiniche e ci permette di percepire l’immagine grazie alla sua capacità di predire i nuovi dettagli visivi che gli occhi gli invieranno prima di muoversi di nuovo. Ci sono pazienti con danni cerebrali probabilmente a carico del ‘lettore’ cerebrale di immagini che, purtroppo, hanno tante difficoltà anche nelle cose più semplici come leggere o camminare. E’ il motivo per cui questo studio - che fa luce sui meccanismi neurali della visione - potrebbe anche avere delle interessanti ricadute pratiche.