Archive for the 'Tecnologia' Category

FBI: creiamo un database biometrico internazionale

Friday, January 18th, 2008

[tomshw.it] FBI, durante il meeting dell’International Information Consortium, ha proposto a Regno Unito, Australia, Nuova Zelanda e Canada di partecipare ad un progetto di integrazione dei database biometrici. In pratica, l’obiettivo statunitense è quello di realizzare un cosiddetto “server in the sky”, ovvero un database internazionale che consenta la condivisione dei dati biometrici (impronte, immagini dell’iride, etc.) dei criminali.

La National Policing Improvement Agency (NPIA) anglosassone ha dichiarato che l’integrazione sarebbe tecnicamente possibile, ma che al momento non vi è ancora niente di formale. “FBI sta proponendo una cosa che verrà discussa dall’ International Information Consortium group, ma siamo solo all’inizio; non vi è ancora alcun accordo”, ha dichiarato un portavoce della NPIA.

La società statunitense Northrop Grumman, che ha realizzato il database biometrico inglese Ident1, è stata già contattata dal FBI per un eventuale coinvolgimento. Comunque, secondo gli Interni statunitensi, “server in the sky” si mostra come una delle possibilità percorribili, non certamente l’unica.

Niente iPhone in Cina

Friday, January 18th, 2008

[oneeconomy.it] Le trattative per la commercializzazione dell’iPhone in Cina si sono interrotte, la notizia è stata data da Bloomberg 14 gennaio 2008.

Rainie Lei, portavoce della compagnia telefonica China Mobile a Hong Kong ha dichiarato che le trattative con Apple per la commercializzazione dell’iPhone in Cina sono terminate.

Il portavoce della compagnia telefonica cinese non ha voluto rilasciare nessuna dichiarazione riguardo al motivo del blocco delle trattative. Il portavoce della Apple a Honk Kong Jill Tan si è astenuto da ogni commento.

Secondo indiscrezioni il motivo della rottura della trattativa è dovuto alle eccessive richieste di Apple che vorrebbe una percentuale sui ricavi relativi alla vendita di servizi e contenuti per iPhone tra il 20 e il 30%, tale percentuale è maggiore di quanto l’operatore telefonico sarebbe disposta a riconoscere.

La notizia dell’inizio delle trattative era stata data in Novembre e il titolo Apple ne aveva subito beneficiato con un forte rialzo nonostante la commercializzazione dell’iPhone nei mercati asiatici non fosse imminente.

Sin dall’inizio Wang Jianzhou, CEO di China Mobile, si era dichiarato perplesso riguardo ai diritti da retrocedere alla Apple e aveva iniziato la trattativa dichiarandosi in disaccordo sulla percentuale da riconoscere, occorre considerare l’enorme forza contrattuale di China Mobile che ha oltre 350 milioni di contratti al suo attivo.

La notizia non sembra tuttavia aver spinto al ribasso il titolo Apple che ieri ha recuperato la perdita accusata Venerdì 11 mettendo a segno un rialzo intorno 2,50%. Oggi ci sarà il MacWorld con il possibile annuncio di un nuovo prodotto, si parla di un Tablet (MacBook Air?) o qualcosa del genere. Quindi la notizia di China Mobile è passata in secondo piano. Sicuramente tra oggi e domani, se le previsioni verranno mantenute e se realmente ci saranno nuovi prodotti, il titolo Apple salirà ancora.

Lo stesso non si può dire del titolo CHL (China Mobile) che ha subito grosse perdite e in previsione non c’è nulla.

Tlc: la Sardegna e’ l’unica regione italiana web 100%

Friday, January 18th, 2008

[adnkronos.com] Roma, 15 gen. (ITnews/Ign) - Sarà una delle regioni con il Pil più basso a dotarsi del pacchetto tecnologico più avanzato. Entro il 2008, infatti, tutti i comuni della Sardegna saranno connessi in rete in banda larga. serviti dall’Adsl attraverso la fibra ottica o ponti radio.

E’ questo l’ambizioso progetto annunciato oggi dal presidente della Regione, Renato Soru, che intende così giocare d’anticipo rispetto alle altre 19 regioni italiane dove non è stimabile, al momento, una tempistica così rapida sulla copertura integrale nel territorio della banda larga.

L’iniziativa fa parte del progetto Sics, finanziato da fondi Cipe e da quelli regionali. Il 31 dicembre 2007 si è concluso la prima parte (grazie al finanziamento di circa 7 milioni di euro) che ha riguardato 105 comuni su 307. Il secondo intervento - da 14 milioni di euro - permetterà, quest’anno, di completare l’opera.

Microsoft : sotto stretta sorveglianza!

Friday, January 18th, 2008

[zeusnews.it] L’ultimo brevetto Microsoft del 2007 riguarda un insieme di tecnologie ideate per capire se un impiegato sia frustrato, stanco o demotivato, e prendere provvedimenti.

Quella del Grande Fratello è un’immagine ormai un po’ trita, ma l’ultimo brevetto registrato da Microsoft per il monitoraggio delle attività degli utenti fa temere che qualcosa dello stesso genere si stia tranquillamente avvicinando.

Ad accorgersene per primo è stato il Times Online: prima della fine dello scorso anno, Microsoft ha fatto richiesta per registrare l’ennesimo brevetto.

Scopo di questa tecnologia è monitorare ogni aspetto delle vite degli utenti di Pc. E quando si dice “ogni”, si intende proprio “ogni”.

Nella richiesta si legge, infatti: “Il sistema può rilevare automaticamente frustrazione o stress nell’utente attraverso sensori fisici e ambientali”.

Verranno quindi tenuti sotto controllo valori quali il battito cardiaco, la respirazione, la temperatura corporea e via di seguito fino alle espressioni del volto.

Lo scopo di tutta questa attività? “Offrire, di conseguenza, l’assistenza necessaria”.

Ci si potrà quindi aspettare, magari, una nuova reincarnazione di Clippy, il più famoso e probabilmente odiato assistente di Office, che invece di dire “Sembra tu stia scrivendo una lettera. Vuoi aiuto?” dirà “Mi sembri stressato e poco efficiente. Chiamo il capo?”

Alla fin fine, l’obiettivo è migliorare l’efficienza negli uffici, basandosi sulle statistiche create a partire dai dati raccolti dai sensori e utilizzabili per definire gli “incarichi futuri”.

Le possibilità d’impiego, però, non si fermano qui: “Monitorare l’attività dell’utente può essere d’aiuto nel controllare come vengano portate avanti le attività per cercare problemi dell’utente, abusi, errori comuni o per assicurarsi che le policy dell’azienda o del governo vengano rispettate”.

Ecco quindi che torna lo spettro del Grande Fratello; spettro che acquista consistenza se si considera che l’eventuale applicazione del brevetto non sarebbe limitata ai computer, ma estendibile ad apparecchi come telefoni cellulari o palmari.

In Inghilterra già guardano male queste tecnologie, facendo notare come degli studi condotti sottolineino l’avversione degli impiegati a essere sottoposti a sorveglianza eccessiva, cosa che porta a lavoratori meno motivati. Secondo David Frost, della Camera di Commercio, “la fiducia che esiste tra datore di lavoro e impiegato verrebbe meno se lo staff si sentisse sotto sorveglianza costante”.

Microsoft ancora non ha commentato le reazioni seguite alla pubblicazione della richiesta di brevetto, in quanto durante il processo di approvazione del brevetto stesso i campi di applicazione potrebbero essere modificati. Visto che l’approvazione è prevista entro circa un anno, non resta che aspettare e vedere.

Apple lancia “MacBook Air”, la leggerezza si fa computer

Friday, January 18th, 2008

[lastampa.it] Il nuovo portatile ultrapiatto, ultraleggero e ipertecnologico domina la scena al MacWorld di San Francisco
Steve Jobs sfodera l’asso nella manica. E potrebbe farlo nel senso letterale del termine, a guardare sottigliezza e leggerezza della sua ultima creatura. Sul palco del Moscone Center di San Francisco, davanti agli occhi adoranti di migliaia di Mela-maniaci, il numero uno di Apple ha presentato il nuovo portatile MacBook Air, un concentrato di tecnologia in 19 millimetri di spessore.

Per la “one more thing” - l’ultimo e più atteso annuncio - del Mac World 2008, Jobs sceglie il prodotto che dovrebbe consolidare definitivamente la posizione di Apple sul mercato dei laptop: all’estetica ipercurata che da sempre contraddistingue la casa di Cupertino, il nuovo Air unisce dimensioni e peso da primato e prestazioni all’altezza, se non superiori a quelle dei notebook tradizionali. Merito del microprocessore sviluppato da Intel, il Core 2 Duo, e dalla tecnologia che Apple ha voluto integrare nel suo portatile: disco rigido da 80 Gb, tecnologie wi-fi e bluetooth di ultima generazione, batteria in grado di reggere 5 ore di lavoro e un corredo software adeguato, che naturalmente comprende Leopard, il sistema operativo lanciato lo scorso ottobre.
Non mancano le chicche che faranno la felicità degli utenti più affezionati, che hanno già sperimentato l’ultima generazione di portatili MacBook, i nuovi iPod Touch o l’ormai celebre iPhone: schermo da 13,3 pollici retroilluminato, webcam integrata e naturalmente il sensore multi-touch, il dispositivo che permette di interagire con file, applicazioni e contenuti multimediali semplicemente spostando, pizzicando, ruotando o ingrandendo quanto appare sullo schermo.
Niente lettore cd/dvd, né prese ethernet per la connessione internet: Apple punta tutto sul wireless, sia per accedere alla rete, sia per la lettura di eventuali supporti ottici, perché sarà possibile utilizzare i lettori di altri computer connessi al portatile. Per i tradizionalisti, è disponibile comunque una presa di connessione per dischi esterni.

Entusiasmo alle stelle fra il pubblico di San Francisco, almeno finchè non viene annunciato il prezzo, tutt’altro che leggero: Air sarà sul mercato fra due settimane al prezzo di 1800 dollari. C’è da scommettere che, come è accaduto per l’iPhone, saranno in molti a non scoraggiarsi di fronte al notevole esborso, pur di accaparrarsi in anteprima quello che promette di essere il prossimo “status symbol” targato Apple. Per gli altri, un buon periodo di rodaggio basterà a mettere in luce pregi e difetti di Air e a portare il costo a livelli più accettabili.

Migliaia di televisori nuovi rischiano di danneggiarsi !

Wednesday, November 21st, 2007

[quomedia.diesis.it] Attenzione: se avete un tv in formato panoramico (16:9) e guardate i programmi standard trasmessi da Rai, Mediaset e La7 utilizzando le due bande nere ai bordi laterali rischiate di rovinare le performance dello schermo. Lo denuncia Adiconsum.

La gran parte delle nuove tv in vendita a schermo piatto sono con il formato widescreen, che spalma l’immagine da destra a sinistra senza bordi. Il problema è che Dvd a parte (e qualche canale di Sky via satellite) le reti televisive tradizionali italiane trasmettono in formato 4:3, quello che si adatta ai vecchi televisori con schermo più compatto.

Nel menu dei televisori in formato 16:9 si può scegliere come adattare l’immagine 4:3 al widescreen e prevede la funzione di ripristino dell’immagine tradizionale aggiungendo due bande nere a lato dello schermo che adattano e compensano il passaggio dal formato panoramico a quello standard.

Ci sono delle controindicazioni però. Samsung avvisa i suoi clienti che “Su un Tv Lcd, l’uso del formato 4:3 per un periodo prolungato può lasciare traccia dei bordi sulla parte sinistra, destra e centrale del video a causa delle differenti emissioni luminose dello schermo”. Ma non basta: “Questo tipo di danni non è coperto da garanzia”.

Adiconsum, l’associazione a difesa dei consumatore, chiede al Parlamento di aggiungere un emendamento alla finanziaria – già prodiga di attenzioni per la tv con gli incentivi al digitale - per risolvere il problema e obbligare i boradcaster dal primo gennaio 2009 a trasmettere in 16:9. In quella data cesserà la vendita di tv analogiche e si presuppone che quelle nuove e digitali saranno in formato panoramico.

Di seguito il video con il quale Mauro Vergari di Adiconsum lancia l’allarme.

GPL: Già pronta l’Affero General Public License

Wednesday, November 21st, 2007

[tomshw.it] L’Affero General Public License, una variazione della General Public License (GPL), è stata finalmente ultimata. L’aspetto più interessante è che questo tipo di licenza nasce per far fronte a quelle situazioni dove il software condiziona il suo accesso come avviene in un servizio di un network (SaaS).

La classica GPL tratta questa specifica condizione come un uso privato del software, permettendo all’utente di mantenere ogni cambiamento per sé; mentre Affero GPL consente agli sviluppatori di abilitare gli utenti al downloading quando si tratta di servizi per network.

Free Software Foundation ha valutato l’opportunità di inserire gli elementi caratterizzanti di Affero GPL nella versione 3 di GPL, ma alla fine ha preferito la strada della doppia licenza per non creare confusione nell’ambiente. È anche vero, però, che è prevista una possibile convergenza in alcune specifiche circostanze.

La fine di Internet avverrà nel 2010

Wednesday, November 21st, 2007

[corriere.it] Accadrà quando i dati in circolo supereranno la capacità delle infrastrutture. Specie negli Usa.

Quando non c’era si viveva bene lo stesso, diciamolo, ma ora che c’è, per molti è difficile immaginare di poter stare senza. Parliamo dell’internet e di come si sia integrata perfettamente nella nostra esistenza, nella nostra quotidianità, diventando uno strumento prezioso sia per il lavoro che per lo studio e il tempo libero. Internet c’è, e probabilmente a nessuno passa per la testa l’idea che domani possa sparire, o non essere più così facilmente accessibile. Ma le cose potrebbero cambiare, molto presto, lasciando gli internauti con un palmo di naso di fronte al monitor nero.

TRAFFICO ECCESSIVO - Una ricerca condotta dagli studiosi del Nemertes Research Group rivela che da qui a due anni internet potrebbe non riuscire più a sopportare il peso dei nostri movimenti in rete e collassare tragicamente. Il motivo? L’incapacità delle attuali reti di reggere il traffico dati generato sia da parte degli utenti privati che dalle aziende. In particolare, gli analisti prevedono che la responsabilità della paralisi sarà imputabile principalmente ai contenuti web che appesantiscono le connessioni, come video streaming interattivi e trasferimenti di file in modalità peer-to-peer. Poco alla volta le maglie della rete finiranno con l’essere congestionate, e per il 2010 - stimano i ricercatori Nemertes - non saranno più vivibili.

PIÙ INVESTIMENTI - Che fare per evitare che ciò si verifichi? La soluzione è nelle mani dei provider e gestori della rete, che con tutta probabilità si vedranno costretti a investire cifre doppie rispetto a quelle preventivate per la ristrutturazione delle dorsali e lo sviluppo di nuove e più moderne infrastrutture. Si pensi che alla fine di quest’anno gli interanuti avranno creato circa 161 exabyte di dati (un exabyte, EB, equivale a circa 1,1 miliardi di gigabyte), che nel mese di maggio tre quarti degli utenti internet statunitensi hanno guardato una media di 158 minuti di video online, e che solo in Nord America saranno necessari investimenti nell’ordine dei 42-55 miliardi di dollari (28,4-37,2 miliardi di euro) per l’adeguamento delle reti alla domanda. I risultati dello studio confermano le preoccupazioni dell’Internet Innovation Alliance (Iia), che da tempo lancia moniti a proposito dell’imminente collasso delle linee sulle quali corrono i bit. Certo tale crescita non potrà che fare bene al web, ma solo se le autorità di ciascun Paese e i gestori delle reti prenderanno consapevolezza dell’accresciuta domanda attivandosi e rispondendo in modo adeguato.

Apple iPhone: e se in Italia arrivasse senza brand?

Wednesday, November 21st, 2007

[newsmobile.it] Dopo quelle relative all’uscita, iniziano a piovere dalla Rete tonnellate di rumors circa la presentazione di iPhone 3G per il mercato italiano. Dopo Tim, attualmente sarebbe Vodafone il gestore più accreditato per ottenere l’esclusiva di vendita del gioiello Apple per il nostro Paese; ma la notizia di ieri relativa al mercato tedesco (Vodafone Germania ottiene il blocco delle vendite di iPhone in esclusiva da parte di T-Mobile) francamente ci pare un controsenso e potrebbe risultare un precedente pericoloso, tanto dal farci dubitare che in Italia ci sarà un solo carrier in grado di vendere iPhone.
E se alla fine Apple lo commercializzasse senza alcun vincolo? Non sarebbe uno scandalo se il telefonino più atteso della storia venisse piazzato appositamente nel nostro Paese ad un prezzo elevato (900 euro?).
Chi vivrà, vedrà.
Non rimane che attendere il MacWorld di gennaio (e la fine dello stesso mese per l’arrivo nel mercato), ovvero l’evento che dovrebbe chiarire una volta per tutte la strategia di distribuzione di Apple in Italia per il suo telefonino.