Archive for the 'Sistemi Operativi' Category

La Ue costringerà Microsoft

Friday, April 6th, 2007

[repubblica.it] ROMA - Il colosso informatico Microsoft sarà costretto - in seguito alla condanna del marzo 2004 - dalla Commissione europea a rivelare alla concorrenza i segreti del proprio sistema operativo Windows. E il tutto chiedendo un compenso molto più basso dell’attuale. E’ quanto scrive oggi il presigioso quotidiano finanziario inglese Financial Times citando un documento riservato. Le informazioni che il numero 1 del software dovrebbe rivelare sono indispensabili per le aziende che vogliono elaborare software compatibili con Windows.

Una rivelazione che ha registrato una immediata e ufficiale reazione dell’azienda di Redmond. Un portavoce di Microsoft replica al Financial Times affermando che il suo gruppo “risponderà esaustivamente entro il 23 aprile alle obiezioni sollevate dalla Commissione. Riteniamo - continua - di essere in regola con le decisioni del marzo 2004 e che i nostri protocolli siano ragionevoli e non discriminatori”. Da Bruxelles, invece, nessuna reazione. La commissione europea preferisce non commentare la notizia rivelata dal quotidiano britannico.

Questa accelerazione del contenzioso tra la Microsoft e l’Ue arriva dopo che l’esecutivo europeo aveva richiesto a Microsoft - già condannata per abuso di posizione dominantedi - di adeguare le licenze sulle informazioni del suo sistema operativo Windows. Attualmente la Microsoft richiede alle società che vogliono utilizzare il suo sistema operativo il 5,95% delle entrate sui sistemi applicativi operanti. La commissione invece aveva chiesto a Microsoft di applicare royalty molto più basse. Secondo il Financial Times, Ibm, Oracle e Sun hanno fatto rilevare a Bruxelles che i prezzi applicati da Microsoft sono troppo elevati e la stessa commissione, secondo il Ft riconosce che “i prezzi richiesti da Microsoft sono proibitivi e non consentono di sviluppare prodotti che avrebbero prospettive di business fattibili”.

Bruxelles aveva dato tempo fino a Microsoft fino al 3 aprile per speigare perché non rispetta ancora la condanna nei suoi confronti del marzo 2004 per abuso di posizione dominante. Un termine prorogato di altre tre settimane, fino al 23 aprile. Il primo marzo, la Commissione aveva minacciato l’azienda di nuove multe quotidiane.

Cuba e la revolucion del software libero

Tuesday, February 20th, 2007

[lastampa.i]Comunismo contro imperialismo 2.0. Il governo cubano ha deciso di proseguire il suo duello con gli Stati Uniti anche sul versante tecnologico, eliminando il sistema operativo Windows dai computer degli uffici statali e puntando su Linux e sul software libero.

La decisione è stata resa nota al termine della dodicesima confererenza Informatica, svoltasi la scorsa settimana a L’Avana e culminata nell’intervento del guru del free software Richard Stallman. Adottando Linux, Cuba segue l’esempio di altri stati, come il Venezuela del presidente Chavez (uno dei più grandi amici pubblici di Fidel Castro), il Brasile di Lula e la Norvegia.

Nel caso dell’isola caraibica, ovviamente la scelta si riveste di significati ideologici, peraltro sottolineati nel discorso d’apertura della conferenza dal ministro delle comunicazioni Ramiro Valdés Menéndez. Nel testo, disponibile integralmente online, Valdés fa più volte riferimento alla collaborazione tra l’industria informatica e i servizi segreti americani, ricordando anche una dichiarazione di Bill Gates secondo cui “i sostenitori del software aperto sono i nuovi comunisti”. Un pensiero che è stato preso alla lettera.

Il settore dell’Information technology a Cuba viaggia ancora molto a rilento, sia per ragioni esterne che interne. A causa dell’embargo americano, oggi l’isola trova molti problemi nell’approvvigionamento di pc e software ed è collegata al resto del mondo con Internet soltanto via satellite (nonostante, come ha ricordato Valdés, alcune dorsali a fibra ottica usate per i collegamenti internazionali giacciano sul fondo del mare a pochi chilometri dalle coste cubane).

Allo stesso tempo, lo stato di L’Avana viene considerato da Reporters Sans Frontières come uno dei tredici paesi “nemici di Internet“, a causa del divieto ai cittadini di connettersi alla Rete attraverso computer privati e delle rigide norme che limitano la libertà d’espressione online.

Windows Vista vende meno di XP

Tuesday, February 20th, 2007

[punto-informatico.it]Steve Ballmer ha voluto moderare l’entusiasmo con cui molti analisti finanziari hanno accolto il lancio consumer di Vista. Svelati inoltre nuovi dettagli dell’accordo con Novell

Redmond (USA) - Le previsioni degli analisti sui profitti derivanti dalla vendita di Windows Vista nell’anno fiscale 2008 sono “troppo aggressive”. È con queste parole che pochi giorni fa il CEO di Microsoft, Steve Ballmer, ha voluto correggere quanto dichiarato da molti analisti.

Ballmer ha spiegato che sebbene il lancio di Vista abbia fatto schizzare la vendità di PC a stelle e strisce di oltre il 170%, durante le prime due settimane di lancio il nuovo sistema operativo ha venduto meno copie di quanto abbia fatto a suo tempo Windows XP.

Secondo uno studio pubblicato da NPD Group, le copie retail di Windows Vista vendute ad una settimana dal debutto sono state quasi il 60% in meno rispetto a quelle di Windows XP, generando solo i due terzi dei profitti di quest’ultimo. NPD sottolinea poi come il prezzo medio di Vista sia di circa il 65% più elevato di quello di XP, e che il 30% delle edizioni di Vista finora vendute sono rappresentate dalla Ultimate (il cui costo integrale, in Italia, è di 600 euro).

NPD ha infine aggiunto che l’attuale impennata nella vendita dei PC è solo un fuoco di paglia: i numeri sarebbero infatti ampiamente gonfiati dal fatto che molte persone hanno atteso l’uscita di Vista per cambiare computer, ma sul medio periodo non si prevede un grosso aumento del tasso medio di crescita del mercato PC.

La presentazione di questi dati è stata seguita, verso la fine della scorsa settimana, da una sensibile flessione del valore azionario di Microsoft.

Ballmer ha anche parlato delle previsioni di spesa per il prossimo anno ed ha elencato le aree di attività in cui nei prossimi quattro anni Microsoft prevede di registrare crescite di un certo rilievo.

Lo scorso venerdì CRN.com ha pubblicato i risultati di un sondaggio effettuato tra vari solution provider americani che ha portato alla luce i dieci problemi di Vista e Office 2007 più lamentati dalle aziende: tra questi si trovano mancanza o scarsa qualità dei driver, invasività di certe funzionalità di sicurezza e poca familiarità degli utenti con la nuova interfaccia di Office.

Microsoft ha detto di non voler rilasciare ancora alcuna informazione ufficiale in merito alle prossime versioni di Windows e Office. Pare ormai assodato, comunque, che i nomi in codice saranno rispettivamente Windows 7 (che apparentemente si riferisce alla generazione del kernel NT) e Office 14 (il numero 13 è stato saltato per motivi scaramantici). Alcune nuovi indiscrezioni su tali prodotti vengono riportate in questo articolo di BetaNews.com.

La scorsa settimana Microsoft e Novell hanno svelato nuovi dettagli sull’accordo di collaborazione tecnica firmato lo scorso novembre. Le due aziende hanno ribadito il proprio impegno nello sviluppo di tecnologie che le permettano di migliorare l’interoperabilità tra Windows e Linux in quattro aree: virtualizzazione, Web service per la gestione di server reali e virtuali, interoperabilità tra directory e sistemi di identity e compatibilità dei formati documentali.

Per quanto riguarda la virtualizzazione, le due partner hanno spiegato di essere al lavoro su una soluzione che permetterà il consolidamento di server in data center basati su piattaforme eterogenee. Questo sforzo congiunto si concretizzerà nello sviluppo di una tecnologia che consentirà ai clienti di effettuare quanto segue:

- ospitare SUSE Linux Enterprise Server 10 di Novell come istanza virtualizzata di una release di Virtual Server 2005 R2, disponibile nella prima metà del 2007 attraverso un service pack;

- ospitare SUSE Linux Enterprise Server 10 come istanza virtuale esplicita (enlightened guest) di Windows Server Longhorn grazie al supporto, da parte del primo, della tecnologia di virtualizzazione di Longhorn: tale supporto sarà disponibile entro 180 giorni dal rilascio del nuovo Windows Server, prevista per la seconda metà del 2007;

- ospitare Windows Server Longhorn come istanza paravirtualizzata di SUSE Linux Enterprise Server 10, utilizzando la tecnologia di virtualizzazione open source Xen.

Microsoft e Novell stanno anche collaborando su soluzioni per i web service basate su standard quali Web Services for Management (WS-Management), che supporta l’iniziativa denominata Distributed Management Task Force (DMTF) per rendere disponibili risorse di gestione attraverso un insieme di protocolli Web Service. A tal proposito, Novell sta collaborando con la comunità open source per sviluppare un’implementazione open source delle specifiche WS-Management. Novell ZENworks Orchestrator e Microsoft System Center Operations Manager 2007 incorporeranno WS-Management entro l’anno.

L’interoperabilità tra Windows e SUSE Linux sarà raggiunta anche a livello di directory e identity, questo utilizzando protocolli basati su standard e “progettati - si legge in un comunicato - per migliorare sensibilmente il controllo degli accessi a risorse IT gestite sia con Novell eDirectory che con Microsoft Active Directory”.

Sul fronte dei formati di documenti, Novell sta cooperando con Microsoft e altri soggetti a un progetto open source che prevede la creazione di un convertitore bidirezionale per testi, fogli di calcolo e presentazioni tra il formato OpenDocument (ODF), supportato in primis da OpenOffice, e Open XML, il formato di file predefinito di Office 2007.

Lo scorso 2 febbraio Microsoft ha annunciato la disponibilità di Open XML/ODF Translator per Office 2007/2003/XP. Entro la fine di febbraio Novell rilascerà un Open XML/ODF Translator per l’edizione Novell di OpenOffice.org. Sia Novell che Microsoft hanno espresso la volontà di estendere il supporto del convertitore ai fogli di calcolo e alle presentazioni”.

“La maggior parte dei nostri clienti dispone di ambienti eterogenei, da noi definiti mixed source, e desidera che i propri fornitori di piattaforme si assumano la responsabilità di favorire il dialogo tra i sistemi”, ha dichiarato Jeff Jaffe, executive vice president e CTO di Novell. “È in questo che consiste il nostro accordo di collaborazione tecnica con Microsoft. Stiamo lavorando insieme per offrire vera interoperabilità tra Windows Server e SUSE Linux Enterprise Server e insieme garantire gli investimenti dei comuni clienti sui reciproci prodotti”.

Il CEO di Novell, Ron Hovespian, ha poi ribadito che l’accordo con Microsoft non impedisce alla propria azienda di continuare a competere con quest’ultima in modo diretto, attaccando Windows Vista con tutte le armi in suo possesso.

Software: Troppa illegalità nelle aziende !

Tuesday, February 20th, 2007

[assodigitale.it] Sono allarmanti i dati diffusi da BSA Business Software Alliance sulle azioni di contrasto contro la pirateria informatica messe in atto nell’anno 2006, il fenomeno è quanto mai attuale e ben lungi dall’essere debellato, l’attività di repressione continua a stretto contatto con la Guardia di Finanza.

Business Software Alliance (BSA) ha fornito i dati a consuntivo dell’anno 2006 per quanto riguarda le attività di contrasto all’impiego di software “pirata” nelle imprese: nell’intera regione EMEA sono ben 180.000 le azioni di enforcement intraprese nei confronti di aziende verso cui sussistevano fondati sospetti di utilizzo di software illecitamente duplicato, o comunque installato al di fuori dei regolari contratti di licenza.

Queste attività vengono svolte in parte dall’Associazione dei produttori di software commerciale in nome dei propri soci, in parte in collaborazione con le Forze dell’Ordine dei Paesi in cui essa opera.

In Italia, in particolare, BSA è stata richiesta di fornire supporto tecnico per circa 200 operazioni di verifica effettuate dalla sola Guardia di Finanza (il corpo di Polizia che ha il compito istituzionale di combattere il crimine economico; un corpo, lo ricordiamo, che non ha corrispettivi nel resto degli ordinamenti europei).

Nel corso di queste verifiche – un sottoinsieme delle migliaia di controlli  effettuati ogni anno dalla GdF in materia di tutela del diritto d’autore – sono stati rinvenuti prodotti illecitamente duplicati in ben il 67% dei casi, per un controvalore complessivamente stimabile in circa 3.500.000 euro a prezzi di mercato.

In tutti questi casi di violazione della Legge sul Diritto d’Autore (L 248/2000) – oltre alla prosecuzione delle indagini e all’eventuale successiva segnalazione all’Autorità Giudiziaria per l’avvio di procedimenti penali – ai titolari delle imprese è stata contestata una sanzione amministrativa pari al doppio del prezzo di mercato del software illegalmente utilizzato.

Oltre alla collaborazione con le Forze dell’Ordine, in Italia BSA intraprende azioni legali civili in nome dei propri soci membri nei confronti di aziende e studi professionali, qualora venga a conoscenza di situazioni di illegalità particolarmente gravi.

Tali azioni hanno consentito di ottenere circa 184.000 euro di risarcimenti per i danni subiti e, inoltre, che le imprese che agivano in regime di irregolarità investissero circa 124.000 euro ulteriori per dotarsi delle licenze necessarie per i software installati sui propri computer.

Vale la pena di sottolineare che, nell’ambito delle azioni civili, l’incidenza del software illegale nelle imprese oggetto di verifiche è stata del 100% (ossia nessuna delle aziende in questione era in regola) e che tutte si sono concluse con una transazione stragiudiziale, senza gravare il sistema giuridico nazionale di nuovi procedimenti giudiziari.

“E’ un momento molto difficile, questo, per la tutela della proprietà intellettuale nel nostro Paese”, commenta Francesca Giudice, Presidente di BSA Italia.

“Perché a fronte di un tasso di pirateria (stimato da IDC al 53%) che ci situa vicino a un non invidiabile primato in Europa, riscontriamo un diffuso atteggiamento di ostilità ‘culturale’ nei confronti della legge vigente”.

In base a uno studio IDC,  BSA stima che – a seguito di una riduzione del 10% nel tasso di pirateria in Europa (attualmente al 35%) – il settore del software nella sola Unione Europea potrebbe crescere dagli attuali 236 a potenziali 326 miliardi di euro, generando al contempo circa 19 miliardi di euro per i rispettivi sistemi fiscali nazionali e almeno 155.000 nuovi posti di lavoro.

“Recentemente sono state pubblicate dalla stampa interpretazioni capziose di una sentenza di Cassazione e autorevoli osservatori hanno proposto arditi progetti di abolizione del diritto d’autore e dei relativi sistemi di tutela che, ai loro occhi, favorirebbero decisamente l’economia che si basa su creatività e autorialità.

Noi siamo ancora convinti che, se la proprietà intellettuale venisse maggiormente tutelata, l’economia italiana trarrebbe maggiori vantaggi dalla nostra proverbiale creatività in tutti i campi di quanti non ne derivi oggi da comportamenti ancora considerati ‘furbi’ da chi li attua, o ‘irrilevanti’ da chi li giustifica”.

I server Sun avranno di nuovo chip Intel

Friday, January 26th, 2007

[programmazione.it] Jonathan Schwartz e Paul Otellini, rispettivamente direttori esecutivi di Sun Microsystems e Intel, hanno recentemente dichiarato che ufficializzeranno a breve una partnership tra le due case madri.

I primi server frutto di questo accordo non si faranno attendere: probabilmente già nella prima metà del 2007 Sun Microsystems potrà vendere server basati su tecnologia Xeon. Inoltre Otellini è convinto di integrare le tecnologie nella produzione di una versione x86 del sistema operativo Solaris, elevandolo quindi allo stato mainstream fino ad ora associato solo a Windows e Linux. Questo significa che in futuro le risorse tecniche di progettazione saranno focalizzate anche alla realizzazione di test e di verifiche sul software, migliorando la resa finale dei prodotti.

Al di là delle conseguenze commerciali dell’accordo, di cui a breve si avrà anche un rendiconto sul Wall Street Journal ad opera della Banca d’America, è da notare il ritorno sui propri passi di Sun Microsystems, che nel 2005 aveva messo alla porta i processori Intel nella linea x86 definendoli “lenti e ad alto consumo energetico”, sostituendoli con modelli Opteron. I nuovi modelli Xeon 5100 Woodcrest e Xeon 5300 Clovertown hanno però colmato la lacuna riportando in auge Intel.

Nonostante ci si aspetti che Sun Microsystems continuerà ad utilizzare i propri processori Sparc e gli Opteron per motivi contrattuali e di rientro delle risorse, l’ufficializzazione è prevista in occasione di una conferenza congiunta lunedì prossimo al St. Regis Hotel di San Francisco.

Novell fa le pulci a Windows Vista

Friday, January 26th, 2007

[lastampa.it]Si avvicina la data di rilascio della versione consumer del sistema operativo più atteso degli ultimi tempi. Nelle aspettative di Microsoft, e dei tanti produttori di computer, Vista è certamente al primo posto ma c’è qualcun’altro che corre ai ripari per ribadire al pubblico un’alternativa.

Si tratta di Novell, paladina della crociata dei sistemi operativi open source contro quelli proprietari, che ha reso pubblico, con evidente tempestività, l’ennesimo report in cui si dimostra che Suse Linux Enterprise Desktop 10 costerebbe alle aziende il 10% di Vista.

Novell fa un confronto basato sui costi di sottoscrizione. A fronte di un investimento di 50 dollari per un anno, 125 per tre, di Suse Linux, Microsoft ne richiede 385 (299 di licenza e 86 di manutenzione) per un anno e 557 dollari per tre. A questo dato Novell aggiunge che nel pacchetto da 50 dollari è compresa la suite OpenOffice mentre, scegliendo l’alternativa Microsoft, si dovrebbe mettere in conto un costo compreso tra 400 e 500 dollari.

Le argomentazioni di Novell sono ben illustrate in uno specifico sito e riguardano, oltre al puro costo dei prodotti, anche il Tco (total cost of ownership), ovvero il costo distribuito negli anni comprensivo anche dei servizi di assistenza, formazione e manutenzione.

La casa americana, inoltre, sottolinea il fatto che, per usare Suse non è necessario avere un Pc particolarmente prestante mentre uno dei problemi di Vista sarà certamente l’esigenza di un hardware all’altezza.

Il costo della manutenzione, inoltre, per chi adotterà Vista in ambito aziendale, secondo Novell dovrebbe incrementarsi di 87 dollari all’anno. Una simulazione che considera un’azienda con 25 installazioni di Vista e con Microsoft Systems Management Server 2003 prevede una spesa complessiva di gestione di circa 6mila dollari.

Se si considera Windows Server 2003 e i soliti 25 Vista si scende a 4mila dollari o anche a circa 2mila a seconda della tipologia di licenza scelta. Per la gestione di una infrastruttura simile, invece, Novell chiederebbe 1700 dollari.

Insomma, a novembre, tra squilli di trombe e annunci sulla stampa, Novell e Microsoft avevano stretto un accordo per risolvere i problemi di incompatibilità tra Windows e Linux e ora? Beh, gli affari sono affari.

Microsoft al countdown per il nuovo Windows

Thursday, November 2nd, 2006

[repubblica.it] Ma chi l’ha detto che i capi di Microsoft sono solo delle teste d’uovo elettroniche, tutti byte e software? Macché, sono anche dei geni del marketing. Sentite cos’hanno pensato. A fine gennaio inizierà la commercializzazione del nuovo sistema operativo Windows Vista, definito dagli addetti ai lavori ‘una svolta epocale’. «Insieme con il lancio di Office 2007, sarà il momento di maggior innovazione tecnologica di tutti i trent’anni di storia dell’azienda», conferma Marco Comastri, numero uno di Microsoft Italia. Il precedente sistema, Windows Xp, era stato lanciato sei anni fa, un’eternità in termini di hitech (salvo un aggiornamento solo per la parte sicurezza, chiamato Sp2, del 2004). Bene: se queste sono le premesse, chi mai andrà a comprarsi un ‘vecchio’ sistema operativo nelle poche settimane che mancano? Ecco quindi la trovata: il gruppo di Seattle offrirà un coupon («sarà una sorta di assicurazione», specifica Comastri) a chiunque acquisterà un pc equipaggiato con Windows Xp, che gli consentirà di effettuare l’upgranding a Vista appena questo sarà disponibile.
Con questo accorgimento, la Microsoft punta a contenere il prevedibile calo di fatturato nell’ultimo trimestre dell’anno, un periodo tradizionalmente assai fecondo per le case informatiche. Secondo i calcoli dell’azienda, il fatturato ‘posticipato’ al dopogennaio sarà di non più di 1,5 miliardi di dollari, il che comunque non sposterà il totale dell’esercizio, che per il gruppo va da inizio luglio a fine giugno e che si prevede fra i 50 e i 50,9 miliardi di dollari. Senonché, questo deferring di fatturato non ha convinto alcuni analisti: visto che il fatturato che essi prevedevano per il trimestre ottobredicembre era di 13,5 miliardi e che invece quello contenuto nella guidance dell’azienda era fra gli 11,8 e i 12,4 miliardi, appunto per la questione di questo benedetto Vista, inizialmente il titolo in Borsa aveva cominciato a scendere. Poi per fortuna di Microsoft il buon senso ha prevalso, ci si è accorti che a conti fatti per il titolo non cambiava nulla, e rapidamente l’azione ha ricominciato a guadagnare sul Nasdaq.
Tutto questo è accaduto nella notte fra giovedì e venerdì della scorsa settimana, in cui Microsoft ha pubblicato il suo bilancio del trimestre lugliosettembre, che quindi è il primo per l’esercizio fiscale della società, nonché come di consueto tutte le previsioni di cui parlavamo. Il trimestre peraltro non si è chiuso per niente male. Il fatturato è arrivato a 10,81 miliardi di dollari, l’11 per cento di incremento sullo stesso periodo dell’anno scorso e assolutamente in linea con le previsioni degli analisti. «Una società che aumenta le revenue dell’11% alla vigilia di un evento che rivoluzionerà tutto, mi sembra che possa essere considerata un’azienda affidabile», sottolinea Comastri. Che poi ricorda con comprensibile orgoglio che sono già oltre cinque milioni in tutto il mondo gli appassionati che si sono scaricati da Internet la cosiddetta candidate release di Vista, una specie di versione Beta che consente di cominciare a provare un po’ delle ebbrezze del nuovo sistema operativo.
Tornando al bilancio trimestrale, l’utile netto è stato di 3,48 miliardi, e anche qui si è rientrati nella ‘fascia alta’ delle aspettative, contro i 3,14 di un anno fa. Dove si è andati al di là delle aspettative è stato nel settore dei server per le aziende dove l’aumento del fatturato è stato del 17%, ed è stato il diciassettesimo trimestre consecutivo in aumento a due cifre. Meno bene i comparti ‘entertainment’ e Internet services. Nel primo, malgrado il successo della console Xbox 360, di cui Microsoft ha venduto la bellezza di sei milioni di unità in 10 mesi («e poi ci sono da considerare ricorda Comastri i 4 milioni di abbonati ad Xboxlive per giocare via Internet»), il bilancio segna ancora un valore negativo per i fortissimi costi di sviluppo di un settore nuovo per l’azienda. Il fatturato è comunque aumentato del 70%. Quanto a Internet, anche qui costi alti e bilancio sia pur lievemente in passivo. L’azienda comunque va avanti con i suoi investimenti e con i suoi programmi per valorizzare il portale Msn e tutti i servizi che ruotano intorno ad esso, dall’email al live local search che consente di fare ricerche su base geografica che fra poco si estenderanno al ristorante o all’ospedale di zona per tutti i quartieri di tutte le città del mondo. Per quanto riguarda l’orbita Internet, il fatturato della Microsoft è sceso del 4 per cento nel trimestre. Un episodio che merita, stando ai portavoce della società, una spiegazione tecnica: è diminuito considerevolmente il fatturato di quello che si può definire il ‘settore Internet tradizionale’, sostanzialmente gli abbonamenti a pagamento in un momento in cui tutti offrono la connessione gratuita. Ma il giro d’affari è considerevolmente salito in quella che è considerata la nuova frontiera del web, cioè la pubblicità online. Il trend insomma sarebbe anche in questo caso positivo per il medio termine.

Lightroom 3.0 for Mac disponibile in versione beta pubblica

Friday, June 23rd, 2006

[macitynet.it] Adobe ha annunciato un aggiornamento della versione beta pubblica di Adobe Lightroom, una nuovissima soluzione per il workflow dell’imaging digitale che consente ai fotografi professionisti di importare, selezionare, sviluppare e pubblicare grandi volumi di immagini.

La nuova versione aggiunge funzionalità suggerite dai primi beta tester: maggior controllo sulle dimensioni e le risoluzioni di esportazione, miglior selezione dei metadati con uscita di stampa, e letture dei valori RGB per una superiore precisione nel fotoritocco.

Nel modulo Develop sono stati aggiunti i tool di anteprima Before e After e una funzione History che permettono al fotografo di previsualizzare e tracciare le modifiche, oltre che di esercitare un maggior controllo sulle dimensioni e sulla risoluzione delle immagini esportate.

Un nuovo modulo Web dedicato propone una ricca esperienza di editing Web con visualizzazione in anteprima dell’output HTML e Flash. Altre funzioni comprendono il controllo di risoluzione nel modulo Export, un ulteriore tool Straighten per correggere i problemi di inclinazione della macchina fotografica, importazione ed esportazione di parole chiave, e possibilità di salvare i parametri di configurazione del modulo insieme con le raccolte di fotografie. Con Auto Import o Hot Folder l’utente può aggiungere automaticamente immagini alla Lightroom Library da una directory specificata.

Grazie al suo ambiente modulare basato sui task, Lightroom beta propone gli strumenti necessari a un workflow fotografico completo. Facendo leva sulla tecnologia Adobe Camera Raw 3.4, Lightroom supporta oltre 120 formati raw nativi.
I nuovi modelli di macchine fotografiche supportati da questa versione beta sono Canon EOS 30D, Epson R-D1s, Leaf Aptus 65 e Aptus 75, Olympus EVOLT E-330 e SP-320, Pentax *ist DL2 e Samsung GX-1S. Una volta importate, le immagini possono anche essere visualizzate mediante presentazioni complete di sottofondo musicale, oppure impreziosite da ombre esterne, bordi, Identity Plate e vari tipi di sfondi colorati.

Nel corso del periodo di beta pubblica di Lightroom, moduli e funzionalità saranno aggiunti o modificati in base alle necessità e alle priorità dei workflow della fotografia digitale.

Prezzi e disponibilità

Lightroom beta 3.0 for Macintosh OSX Tiger (10.4.3), un’applicazione Universal Binary in grado di funzionare su Mac basati sia su PowerPC che su Intel, può essere scaricata gratuitamente dal sito Web Adobe Labs da questa pagina.

I requisiti di sistema consigliati comprendono sistema operativo Macintosh OSX 10.4.3, processore PowerPC G4 da 1 GHz, 768 MB di RAM e monitor con risoluzione di 1.024×768. La versione definitiva del prodotto verrà rilasciata a fine 2006. Una versione Windows di Lightroom beta sarà disponibile per il download questa estate. Maggiori dettagli riguardo prezzi, requisiti di sistema e disponibilità non sono ancora noti.

Esce Ubuntu Dapper Drake

Monday, June 5th, 2006

[zeusnews.it]La nuova versione dell’amata distribuzione Linux non tradisce le attese.

La marcia di Linux verso il grande pubblico sembra inarrestabile. Proprio mentre sta per uscire (beh, si fa per dire) Windows Vista, con i suoi esosi requisiti hardware e tanta voglia di DRM, escono le nuove versioni di Fedora, e SUSE, grossi passi avanti verso l’usabilità del pinguino.

A conferma di tutto questo, la comunità di sviluppo della popolare distribuzione Linux Ubuntu ha rilasciato giovedì la versione 6.06 (i numeri indicano l’anno e il mese del rilascio), soprannominata Dapper Drake.

Il progetto Ubuntu, sudafricano come il suo fondatore, Mark Shuttleworth, è interamente basato su software libero. Ma è disponibile un supporto commerciale, fornito da Canonical, l’azienda britannica di Shuttleworth, sponsor dell’iniziativa.

Dopo un ritardo di un paio di mesi, i numerosissimi utilizzatori possono finalmente godersi le caratteristiche della versione stabile. Sono disponibili le immagini ISO delle nuove “live” (un CD che fa partire il PC con una versione provvisoria del sistema, senza intaccare l’hard disk), delle installazioni classiche, e delle installazioni server.

Tre tipi di installazione, tre architetture hardware supportate (intel X86, PowerPC e AMD64), quattro fiammanti versioni: Ubuntu, basata sull’ambiente grafico Gnome, Kubuntu, basata su KDE, Edubuntu, destinata ai ragazzi, e Xubuntu, la nuova versione alleggerita, destinata alle reti tipo “thin-client” e alle macchine più anziane.

Stando alle dichiarazioni del team, questa versione è pronta per affrontare i temibili Red Hat e Novell-Suse nelle applicazioni enterprise. Proprio in quest’ottica è stato esteso il supporto a tre anni (dai diciotto mesi delle versioni precedenti), e a cinque anni per le versioni “server”.

Le caratteristiche sono quelle che hanno reso amata questa distribuzione: solida base Debian e un gran lavoro sull’usabilità. Le novità, comuni ad altre distribuzioni uscite in questo periodo, sono l’ambiente Gnome 2.14, il kernel linux 2.6.15.6, GCC 4.0.3, OpenOffice 2.0.2, e una miriade di applicazioni Linux all’ultimo grido.

Notevoli i miglioramenti, tra cui un avvio più veloce, il nuovo CD live con installatore, il nuovo Gnome Power Manager, e il NetworkManager.

Particolare cura è stata rivolta all’inedita versione server, con kernel specifici, tra cui il “big iron”, particolarmente adatto per sistemi con più di otto CPU. Secondo Shuttleworth, i tradizionali punti di forza della distribuzione Desktop sono stati trasferiti a quella Server.

Chi sta usando questa nuova distribuzione, come il sottoscritto, è rimasto colpito dalla velocità di avvio di sistema e di applicazioni, dall’efficacia del motore interno beagle, ma soprattutto dalla possibilità di cambiare utente grafico senza chiudere la sessione corrente.

In pratica è possibile tenere aperte più sessioni grafiche contemporaneamente, passando dall’una all’altra con una combinazione di tasti ctrl-alt-FX. Chi ha il PC sempre acceso e bambini in casa, sa quanto questa caratteristica possa essere utile.

Microsoft non si aspetta ritardo lancio Vista da causa Symantec

Thursday, May 25th, 2006

[reuters.it] PECHINO (Reuters) - Oggi Microsoft ha detto di non aspettarsi un’azione legale che ritardasse l’uscita di Vista, una nuova versione del suo sistema operativo Windows.

La settimana scorsa Symantec ha fatto causa a Microsoft, accusandolo di essersi appropriato indebitamente di segreti commerciali utilizzati in Vista. La causa si incentra su un prodotto chiamato Volume manager, che consente ai sistemi operativi di immagazzinare e gestire grosse quantità di dati.

A chi gli chiedeva se il caso possa avere qualche impatto sull’uscita di Vista, l’amministratore delegato Steve Ballmer ha detto a Reuters: “Nessuno direi, ma ora si andrà in tribunale”.

Ballmer, intervistato dopo una conferenza stampa a Pechino, non ha voluto aggiungere dettagli.

Symantec ha chiesto un ingiunzione che blocchi ulteriori sviluppi, la vendita o la distribuzione di Vista e altri prodotti fino a che non sarà rimossa la proprietà intellettuale di Symantec.