Archive for the 'Programmi' Category

Pirateria in lieve recessione

Friday, May 18th, 2007

[databusiness.it] Il software pirata, in Italia fa danni per oltre un miliardo di euro mentre a livello mondiale la stima è di 40 miliardi di dollari. Il tasso di illegalità, però, è in lievissima contrazione.
Oltre un terzo del software installato nel 2006 sui personal computer di tutto il mondo non era legale. Sempre nel 2006, il tasso di illegalità in Europa si è attestato al 36%, in lievissimo calo rispetto al 37% del 2005.

Secondo gli ultimi dati rilasciati da Idc, la monetizzazione dei danni causati dal software pirata nel Vecchio Continente è stata di 1,038 miliardi di euro, 119 milioni di euro in meno rispetto all’anno precedente mentre a livello mondiale la stima di Bsa porta l’ammontare della cifra a 40 miliardi di dollari.

In generale, la sensibilità alle normative che regolano l’uso del software sta crescendo, soprattutto nei mercati emergenti: in Cina, per esempio, il calo in tre anni è stato pari al 10% che, quantificato in dollari, significano 864 milioni. Nel rapporto annuale che Idc ha stilato su richiesta della Business Software Alliance, anche l’Italia ha ridotto il tasso di illegalità di un -2%, passando dal 53% del 2005 al 51% del 2006.

Tuttavia il nostro Paese rimane nella lista nera del Ministero per il Commercio Statunitense, che nella watch list del 2007 ci ha inserito tra quegli Stati dove la proprietà intellettuale dei prodotti non è tutelata. Confrontando i dati relativi agli altri Stati occidentali economicamente sviluppati, il valore italiano è l’unico ad avere tassi di pirateria quasi balcanici.

Lo scenario però sta cambiando, da un lato grazie alle iniziative congiunte tra la Business Software Alliance e la Guardia di Finanza italiana per contrastare il fenomeno e, dall’altro, all’opera di evangelizzazione dei produttori di software che stanno comunicando in maniera efficace afferma gli effettivi vantaggi che un programma originale può portare rispetto a uno copiato.

Singolare è un dato che Idc rileva sul resto dell’Europa: anche se complessivamente le perdite sono costanti, aumenta il tasso di illegalità in Finlandia e in Germania, mentre cala del 3% in Grecia che, pur restando fanalino di coda della classifica europea, ha attuato modifiche legislative che hanno permesso alla polizia di investigare anche sugli asset informatici.

Secondo Idc le previsioni per i prossimi quattro anni sono di 250 miliardi di euro investiti in software per computer ma, se il tasso di pirateria dovesse mantenere il regime attuale, le ricadute potrebbero essere molto pesanti, con perdite pari a circa 133 miliardi di euro.

Microsoft: Linux viola 107 brevetti, OpenOffice 45

Friday, May 18th, 2007

[zeusnews.it] L’ufficio legale di Microsoft rispolvera l’antico sistema per raschiare ancora qualche soldo dal calderone dell’informatica. Accuse anche ad altri software open source.
Se speravamo che l’antica querelle su quale sistema operativo uno fosse libero di adottare, dobbiamo dire che ci sbagliavamo di grosso. Infatti in una recente intervista alla rivista Fortune il responsabile dell’ufficio legale di Microsoft Brad Smith ha tirato fuori dal cilindro una sua statistica sulle -per ora presunte- violazioni di brevetto da parte della comunità Open Source; circa una per ogni giornata lavorativa dell’anno.

La lista nel dettaglio contesta 42 violazioni col kernel Linux e 65 con l’interfaccia grafica; OpenOffice per conto suo ne avrebbe commesse appena 45, in confronto alle altre 83 variamente distribuite in altri programmi a sorgente aperto. Quanto a Steve Ballmer, l’impagabile successore di Zio Bill, ha chiarito una volta per tutte che secondo Redmond l’Open Source si deve allineare alle regole del mercato; smetterla cioè -tanto per citare il fondatore della casa- di “mettere in pratica un comunismo di nuovo genere”.

I moderati esprimono la saggia opinione che, si reputi o no legittima la questione della “proprietà intellettuale”, dovrebbe essere lasciata ai singoli la possibilità di scegliersi il software ritenuto più idoneo a soddisfare le proprie necessità; ma in pochi credono che -visti gl’interessi in gioco- la questione di per sè semplice possa risolversi col semplice buon senso, o anche facendo ricorso alla recente sentenza della Corte Suprema USA sui “brevetti ovvi”.

La bastonata, dopo le proposte collaborative con Novell e le aperture di Dell, è forte e desta reazioni preoccupate. Da parte degli utilizzatori privati, ma anche e sopratutto da parte di utilizzatori istituzionali, quelli cioè del calibro di IBM, Oracle, Sun, General Electric, Bank of America e tanti altri oltre ai già citati; ma ce n’è tutta una serie di minori che utilizzano varie risorse a sorgente libera che vanno dai cellulari ai lettori e un po’ a tutti i marchingegni che costituiscono larga parte di quella che sbrigativamente viene definita come “elettronica di consumo” e coinvolgerebbe altri “big” come ad esempio Motorola e Samsung.

Altri motivi di preoccupazione nascono dalle possibili interpretazioni della strategia commerciale di Microsoft, che sembrerebbe sul punto di dividere il mondo informatico tra i “buoni”, cioè i suoi partner commerciali o tecnici, e i “cattivi”, cioè tutti gli altri. A questo proposito Kevin Carmony di Linspire offre un’analisi dettagliata del problema e dei possibili scenari, il peggiore dei quali vedrebbero l’abbandono dell’Open Source da parte delle maggiori imprese che oggi lo utilizzano, almeno fino alla definizione delle liti giudiziarie che potrebbero durare anni e anni.

C’è infine chi fa notare che nel febbraio di quest’anno sul sito Mostrami il codice è stata indirizzata all’ineffabile Balmer una lettera aperta in cui la comunità OpenOffice s’impegnava a riscrivere le porzioni di codice incriminate se Microsoft avesse dimostrato la fondatezza delle accuse di violazione mosse in passato. Il messaggio era chiaramente un “mettere le mani avanti” ma anche un invito a tutta la comunità Open Source a ritenere diffamatorie e prive di significato le minacce provenienti da Redmond.

Qualcuno afferma che Microsoft non ha ancora risposto, ma per noi la risposta l’ha data, eccome. Ed è chiarissima. Più di un secolo fa, Ford consentiva al mondo di possedere auto di qualsiasi colore purché fossero nere, oggi Microsoft consentirebbe al mondo di usare qualsiasi programma per computer, purché sia uno dei suoi; e non è detto che il mondo gli basti.

Anche Second Life ha il suo Tg

Friday, May 18th, 2007

[tgcom] Con oltre 6 milioni di utenti sparsi in tutto il mondo, Second Life si è imposto all’attenzione mediatica come un vero e proprio fenomeno sociale. Antonio Di Pietro ha acquistato un’isola virtuale, la cantante Irene Grandi ha scelto questo “universo parallelo” come location per il suo ultimo video, e molti altri nomi illustri sono approdati su Second Life, creandosi un aspetto e un’identità vrituali. Tra i tanti siti con forum e chat sulle novità della “seconda vita” on-line, ce n’è uno particolarmente originale, che offre anche un innovativo telegiornale.

Il sito si chiama Sluub.com  e propone un telegiornale settimanale realizzato in italiano, in cui si raccontano i fatti più curiosi e le novità che ruotano attorno al mondo di Second Life. Il tg è strutturato in un vero e proprio formato televisivo, con tanto di sigla, sottotitoli, logo, servizi e presentatore, rigorosamente virtuale.

Second Life è una comunità virtuale tridimensionale on-line creata nel 2003, che fornisce ai suoi “residenti” (così vengono chiamati gli utenti) gli strumenti per aggiungere al “mondo virtuale” nuovi contenuti grafici: oggetti, fondali, fisionomie dei personaggi, contenuti audiovisivi, ecc. Una delle caratteristiche del mondo di Second Life è quella di lasciare ai “residenti” la libertà di utilizzare gli oggetti che essi creano, che possono poi essere venduti utilizzando una moneta virtuale, il Linden Dollar.

BlackBerry sposa Windows Mobile

Thursday, April 26th, 2007

[cellulare-magazine.it] Da RIM una suite per emulare i servizi e-mail, telefono, calendario e rubrica sui dispositivi targati Microsoft.

Tutti i servizi di BlackBerry sui dispositivi equipaggiati con il sistema operativo di Microsoft. Research In Motion ha annunciato infatti l’intenzione di estendere entro l’anno le funzionalità della propria piattaforma agli smartphone dotati di OS Windows Mobile, grazie a una suite di applicazioni che potrà essere installata sul alcuni terminali.

Il software fornirà le funzionalità di e-mail, telefono, calendario, rubrica, gestione delle attività, memo, navigazione Internet, messaggistica istantanea e altre applicazioni sviluppate per la piattaforma BlackBerry.

La nuova suite apparirà sotto forma di icona sullo schermo, esattamente come avviene per qualunque altra applicazione.

La notizia arriva a poca distanza dal black out che la scorsa settimana ha colpito il sistema dell’azienza canadese  e che ha coinvolto milioni di utenti americani. Le cause dell’inconveniente, che ha paralizzato la ricezione della posta elettronica sui BlackBerry per diverse ore, sono state nel frattempo chiarite.

Secondo quanto riferisce un comunicato stampa di RIM, il problema sarebbe stato causato dall’installazione di un aggiornamento sui server di posta. La spiegazione ufficiale ha sottolineato che tale aggiornamento “non era stato sufficientemente testato e il sistema di ottimizzazione di routine non è quindi risultato efficace”.

FINE DRM MUSICA APPLE ITUNES QUALITA’ AUDIO SUPERIORE SU ITUNE STORE

Friday, April 6th, 2007

[assodigitale.it]Svolta epocale per l’Itunes Store di Apple che da maggio inizia a vendere files musicali di qualità audio superiore e senza protezione DRM ad un costo di 1,29 Euro Cadauno, cosa da tempo richiesta a gran voce dalla comunità di internet e da parecchi governi.

Apple® ha annunciato oggi che, a partire da maggio, a livello mondiale, l’intero catalogo digitale di musica della EMI Music sarà disponibile per l’acquisto su iTunes Store (www.itunes.it) senza DRM (senza cioè digital rights management).

I brani senza DRM della EMI saranno offerti ad un prezzo di 1,29 euro ciascuno, con la codifica AAC a 256 kbps, di qualità superiore, che renderà la qualità audio indistinguibile da quella della registrazione originale.

Inoltre, i clienti iTunes saranno in grado di aggiornare facilmente la loro intera collezione di contenuti EMI precedentemente acquistati alle versioni senza DRM in qualità superiore per soli 30 centesimi a canzone. iTunes continuerà ad offrire l’intero proprio catalogo, attualmente composto da oltre cinque milioni di canzoni, nella stessa versione attuale - con codifica AAC a 128 kbps con DRM — allo stesso prezzo di 99 centesimi per canzone,  e, allo stesso tempo, offrirà versioni in qualità superiore senza DRM non appena disponibili.

“Daremo ai clienti iTunes la scelta - le versioni attuali delle nostre canzoni allo stesso prezzo di 99 centesimi, o nuove versioni delle stesse canzoni, senza DRM e con anche una qualità audio superiore, per soli 30 centesimi in più,” ha affermato Steve Jobs, CEO di Apple. “Crediamo che i nostri clienti lo apprezzeranno e ci aspettiamo di vendere oltre la metà delle canzoni disponibili su iTunes in versione senza DRM entro la fine di quest’anno.”

“EMI e iTunes uniscono ancora una volta le proprie forze per far evolvere ulteriormente il settore della musica digitale, dando agli appassionati di musica una qualità audio superiore, che è virtualmente indistinguibile dalla registrazione originale, senza limiti di utilizzo sulla musica che amano, dei loro artisti preferiti,” ha affermato Eric Nicoli, CEO di EMI Group.

Con la musica senza DRM del catalogo EMI, i clienti iTunes avranno la possibilità di scaricare brani dei propri artisti preferiti EMI senza alcuna restrizione di utilizzo, che limiti la tipologia dei dispositivi o il numero dei computer su cui possono essere riprodotte le canzoni acquistate. Le canzoni senza DRM acquistate su iTunes Store saranno codificate in AAC a 256 kbps, il doppio rispetto all’attuale bit rate di 128 kbps, e saranno riproducibili su qualsiasi iPod, computer Mac o Windows, Apple TV e presto iPhone, così come su molti altri player di musica digitale.

L’ iTunes Store è ora dotato del più ampio catalogo al mondo con oltre cinque milioni di di canzoni, 350 serie televisive e oltre 400 film.

iTunes Store ha venduto oltre due miliardi di canzoni, 50
milioni di serie televisive e oltre 1,3 milioni di film; questi dati ne fanno il negozio online di musica, serie tv e film più famoso al mondo.  Le serie televisive e i film sono disponibili sono negli Stati Uniti, la disponibilità dei video varia a seconda della nazione.

Grazie alla leggendaria facilità d’uso di Apple, alle funzionalità d’avanguardia come il supporto integrato per il podcasting, alla condivisione di playlist iMix, alla perfetta integrazione con iPod e alla possibilità di trasformare i singoli acquistati in precedenza in album completi ad un prezzo ridotto, iTunes Store rappresenta il modo migliore per utenti Mac e PC di scoprire, acquistare ed scaricare musica e video online, legalmente.

Apple ha dato il via alla rivoluzione del personal computer negli anni ‘70, con Apple II, e lo ha reinventato un decennio più tardi, con l’introduzione del Macintosh. Ancora oggi Apple continua a guidare il settore grazie alla sua capacità di innovazione, con computer desktop e portatili, il sistema operativo OS X, gli applicativi iLife e quelli professionali. Apple sta inoltre guidando la rivoluzione dei media digitali con la linea di lettori di musica e video iPod e con il negozio online iTunes. Apple entrerà nel mercato della telefonia cellulare quest’anno con il suo rivoluzionario iPhone.

Le 150 oasi del Panda viste dal satellite

Friday, March 16th, 2007

[repubblica.it] ROMA - Dalle foreste pluviali alle zone umide, dalle vette immacolate ai paradisi caraibici. Sono questi ambienti naturali fragili e minacciati il campo d’intervento privilegiato del Wwf, organizzazione internazionale impegnata da quasi mezzo secolo nella conservazione e nella tutela del patrimonio naturalistico. Oggi grazie alle moderne tecnologie messe a disposizione da internet, è possibile farsi un’idea immediata e realistica della portata di questo lavoro. Il Wwf ha stretto infatti un accordo con Google Earth che rende possibile visitare online le oltre 150 oasi dell’organizzazione del panda sparse in tutto il mondo, dall’Asia all’Africa, dall’America Latina all’Europa.

Un accordo, spiega il segretario generale del Wwf Italia Michele Candotti, che “renderà immediato l’accesso alle aree in cui abbiamo sviluppato programmi di conservazione”. “L’intera rete del Wwf internazionale - ha precisato - è visibile sulla mappa del mondo e cliccando sul logo del panda si potrà entrare nel dettaglio delle location geografiche”. Soddisfatti per l’intesa raggiunta anche i responsabili del più importante motore di ricerca. Secondo John Hanke, direttore di Google Earth e del servizio mappe di Google, “Google Earth è una risorsa utilissima per la comunità ambientale”. “Siamo felici - ha aggiunto - che il Wwf abbia scelto Google Earth come piattaforma per diffondere il suo lavoro di conservazione”.

Girando sul web si potrà così avere l’immediata percezione della battaglia in corso nelle aree più minacciate del Pianeta, capire quale specie, foresta, fiume, porzione di mare è da salvaguardare, quali sono i programmi in corso per salvare habitat minacciati come i fiumi e i ghiacciai dell’Himalaya oppure le isole Galapagos, oppure animali a rischio d’estinzione come l’elefante della Namibia. Oltre ad ammirare le immagini, gli utenti di Google Earth potranno approfondire i singoli progetti del Wwf, leggendone una descrizione.

ITunes nel mirino della Ue: deve aprirsi a tutti i lettori

Friday, March 16th, 2007

[yahoo.com] Bruxelles, 13 mar . (Adnkronos/Aki) - Il commissario europeo per la protezione dei consumatori Meglena Kuneva farà pressioni affinché Apple modifiche la strategia finora seguita dalla società di non aprire il suo music store online iTunes a lettori musicali diversi dall’iPod. E’ stata lei stessa, confermando quanto già trapelato alla stampa, a confermare che la Commissione ha deciso di intervenire nella questione. “Non mi asterrò da fare pressioni”, ha infatti dichiarato all’agenzia online ‘Help Consumatori’. “Resto in forte contatto con il commissario alla Concorrenza Neelie Kroes e, anche se non si può ancora parlare di violazione delle normative Ue, approfondirò questo piano perché non posso chiudere gli occhi quando i consumatori avanzano lamentele e richieste di tutela a Bruxelles”.

Kuneva ha inoltre spiegato che “prenderà contatti anche con Apple” a proposito delle limitazioni imposte su iTunes perché “i consumatori dovrebbero essere liberi di scegliere” dove desiderano ascoltare la musica. “Pensate - ha spiegato ancora la Commissaria- che sia giusto che un Cd sia riprodotto in tutti i lettori Cd mentre un brano di iTunes possa essere sentito solo su un iPod? Io no. Qualcosa deve cambiare per far sì che tutti i consumatori possano approfittare di questo servizio on line”.

Il commissario non è sola. In molti paesi, tra cui Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Norvegia, Svezia e Olanda, le associazioni dei consumatori hanno presentato esposti contro il colosso informatico.

Second Life 1^ parte

Friday, March 16th, 2007

[Cani Sciolti] Negli ultimi giorni è tutto un rincorrersi di ministri, ministeri, regioni ed enti che entrano a far parte di Second life, ed allora non conoscendo l’argomento ed essendo molto curioso, mi sono andato ad informare su cosa fosse e come funzionasse questa vita virtuale, per cercare di capire a cosa sia dovuta questa nuova moda e quali vantaggi abbia.

Cominciamo dall’inizio, Second life è un invenzione dei Linden Lab di Philip Rosedale, e come spiega lo stesso creatore è un evoluzione dei giochi di ruolo e delle chat, un mondo dove non c’è competitività o antagonismo, o almeno cosi dovrebbe essere in teoria.

Gli utenti o giocatori iscritti sono 4,5 milioni in tutto il mondo, ma considerando che anche solo per vedere come funziona il tutto bisogna registrarsi il numero di iscritti è enormemente superiore a quello delle persone che realmente entrano regolarmente in Second life, difatti le presenze online registrate dalla home page varia da 25 a 30  mila presenze nelle ore di punta e  secondo calcoli  approsimativi si ritiene che  al massimo ci   siano 300/400 mila giocatori di cui una buona percentuale vive il gioco come se fosse la loro vita.

Nel gioco ci sono 4.417 isole su cui gli avatar ( giocatori ) possono costruire, i prezzi variano dai 5$ ai 195$ mensili a seconda se l’appezzamento di terreno sia da un minimo di 512 mq ad un massimo di 65.000 mq
Nel gioco si possono guadagnare soldi reali attraverso la vendita di oggetti o immobili o attraverso la conversione della moneta locale ( linden dollar ) che viene venduta anche su siti come Ebay ad un prezzo di 260 linden dollar contro 1 $.
Ma come si può osservare da uno studio compiuto dalla Bocconi, in febbraio 25.000 giocatori hanno avuto un flusso positivo di Linden dollar, ma nel 53% dei casi per un valore inferiore ai 10$ e nel 73% dei casi inferiore ai 50$, ma a frote di un tempo impiegato che non è dato sapere con precisione ma di certo significativo.
Certamente la possibilità di guadagnare denaro ha fatto si che ci fosse chi riesce a tramutarlo in un flusso di cassa notevole, come rappresentato dalla Anshe Chang Studios, società che si occupa di sviluppare e vendere immobili virtuali, una specie di chiavi in mano per chi non vuol perdere tempo, che ha un fatturato di diversi milioni di $, cosa che ha sicuramente ingolosito la nostrana Gabetti che ha aperto un ufficio con l’intento di partecipare al mercato.

Da questa mia iniziale ricerca ho capito il funzionamento del gioco, ci si registra, si crea un avatar e si comincia a girare per il mondo virtuale e volendo ci si può comprare della terra e costruirci un attività, o esporre oggetti o creare uffici da cui lanciare i propri messaggi, interagendo con altri avatar e cosi via come fosse una vita normale, ci sono pub, discoteche e di tutto un pò.

A questo punto, dopo aver conosciuto cosa sia questo Second life, mi sono chiesto alcune cose sui giocatori e su certi personaggi o istituzioni che ci entrano, ampliando la ricerca per capire meglio e crearmi un opinione.

Come ho detto ci sono studi che rivelano che diverse persone dedicano molto tempo a Second life trasferendo i normali rapporti sociali in questo gioco.
Queste persone evadono dai problemi reali e s’immergono in una realtà che non esiste creandosi un personaggio migliore di come loro sono realmente, probabilmente lo fanno delusi da quello che il mondo gli offre e forse non si rendono conto che il mondo con i suoi problemi è pronto a seguirli anche nel virtuale.
Stanno arrivando i politici, ci sono le multinazionali, ci sono i pusher che vendono la droga ( seclemina ), rappresentata da uno script che viene acquistato e che al suo utilizzo crea suoni ed immagini ipnotiche con pavimenti che si squagliano, una cosa veramente stupida considerando che sia chi si droga che chi entra costantemente in un attività virtuale fuggono dalla realtà, acquistare una droga virtuale per fuggira da una realtà virtuale che uno si è creato diventa un vero paradosso.
C’è il sesso virtuale, per cui vale lo stesso discorso fatto sopra, entrare in una realtà virtuale per comprare sesso virtuale.
Secondo il mio parere queste sono persone da aiutare perchè se domani Second life chiudesse sarebbe come privarli della loro vita, provate ad immaginarvi domani di svegliarvi e non trovare più le cose che siete abituati a fare, bel trauma vero ?
Ed invece nonostante i numeri dicano che anche come veicolo pubblicitario sia piuttosto limitato c’è chi pensa bene di creare concerti esclusivi di artisti famosi, o di proiettare film come Xmen prima su Second life che nelle sale Usa.
A mio parere queste sono discutibili mosse pubblicitarie per catturare quelle persone che nella vita reale mai verrebbero agganciate per il semplice motivo che non hanno una vita reale, viene data un senso d’importanza superiore al virtuale, creando una dissociazione ancor maggiore in certi suoi partecipanti che si sentono cosi ancor più ” fighi “, amplificando la distanza da quello che sono realmente.

Domani continuerò analizzando le parole iniziali di Rosendale e le scelte dei nostri politici,  discutibili anch’esse.

Cuba e la revolucion del software libero

Tuesday, February 20th, 2007

[lastampa.i]Comunismo contro imperialismo 2.0. Il governo cubano ha deciso di proseguire il suo duello con gli Stati Uniti anche sul versante tecnologico, eliminando il sistema operativo Windows dai computer degli uffici statali e puntando su Linux e sul software libero.

La decisione è stata resa nota al termine della dodicesima confererenza Informatica, svoltasi la scorsa settimana a L’Avana e culminata nell’intervento del guru del free software Richard Stallman. Adottando Linux, Cuba segue l’esempio di altri stati, come il Venezuela del presidente Chavez (uno dei più grandi amici pubblici di Fidel Castro), il Brasile di Lula e la Norvegia.

Nel caso dell’isola caraibica, ovviamente la scelta si riveste di significati ideologici, peraltro sottolineati nel discorso d’apertura della conferenza dal ministro delle comunicazioni Ramiro Valdés Menéndez. Nel testo, disponibile integralmente online, Valdés fa più volte riferimento alla collaborazione tra l’industria informatica e i servizi segreti americani, ricordando anche una dichiarazione di Bill Gates secondo cui “i sostenitori del software aperto sono i nuovi comunisti”. Un pensiero che è stato preso alla lettera.

Il settore dell’Information technology a Cuba viaggia ancora molto a rilento, sia per ragioni esterne che interne. A causa dell’embargo americano, oggi l’isola trova molti problemi nell’approvvigionamento di pc e software ed è collegata al resto del mondo con Internet soltanto via satellite (nonostante, come ha ricordato Valdés, alcune dorsali a fibra ottica usate per i collegamenti internazionali giacciano sul fondo del mare a pochi chilometri dalle coste cubane).

Allo stesso tempo, lo stato di L’Avana viene considerato da Reporters Sans Frontières come uno dei tredici paesi “nemici di Internet“, a causa del divieto ai cittadini di connettersi alla Rete attraverso computer privati e delle rigide norme che limitano la libertà d’espressione online.

I contenuti turistici del Touring Club sul navigatore T-370

Tuesday, February 20th, 2007

[lastampa.it]MILANO Il Touring Club varca la nuova frontiera dell’editoria turistica e lancia il Navigatore Portatile T-370: contenuti turistici uniti alla tecnologia più avanzata. Una modalità di conoscenza e fruizione del territorio destinata a rivoluzionare le abitudini dei viaggiatori. Il nuovo nato in casa Tci è stato presentato a Milano in una affollata conferenza stampa dal presidente del Touring Club Italiano, Roberto Ruozi, dall’amministratore delegato di Touring Editore, Martino Montanari, da Adriano Scardellato, amministratore delegato di Elda Ingegneria, Fiorenza Frigoni, responsabile del progetto Navigatore Touring e dall’attore Neri Marcorè che ha animato l’evento.

Come tutti i navigatori di fascia alta T-370 - spiegano al Touring - ci dice dove siamo, ci porta a destinazione guidandoci su tutte le strade d’Italia e sui grandi assi europei, ci permette di memorizzare indirizzi e itinerari personali. I dati digitali di base (Navteq Q3-2006) del Navigatore Touring comprendono tutta la rete autostradale e stradale italiana (con la possibilità di essere avvertiti da un richiamo sonoro se ci si sta avvicinando a un autovelox), con un livello di dettaglio che arriva all’identificazione dei numeri civici, oltre alla principali strade di collegamento europee.

Ma ciò che rende T-370 davvero unico anche tra i migliori navigatori sul mercato è il valore aggiunto dato dal Touring, che l’ha pensato per il turista/viaggiatore che desidera usarlo in auto, a piedi, in bicicletta, in montagna, e magari - a fine giornata - utilizzarlo per ascoltare in albergo la descrizione delle tappe successive del viaggio. Un patrimonio di informazioni turistiche che oggi aggiunge ai classici POI di Navteq 12.000 punti di interesse Touring (tra gli altri, gli alberghi e ristoranti selezionati dal Tci nelle categorie «Stanze italiane e Buona cucina 2007»), 75 itinerari personalizzabili e l’indicazione di alberghi, ristoranti, negozi, musei e servizi dove i soci Touring usufruiscono di sconti.

Tutto ciò succede a bordo, ma la vita del Navigatore T-370 non finisce sul parabrezza: grazie alla sua leggerezza e versatilità - è piatto, pesa 200 grammi, è dotato di auricolare ed è touch-screen - è il compagno ideale da tenere in tasca, in borsa, nello zaino e da usare anche camminando. E se si scarica, c’è l’alimentatore non solo da auto ma anche da muro.

T-370 è appena nato; crescerà rapidamente - assicurano al Touring Club - e si arricchirà di nuovi contenuti, informazioni, itinerari che sarà possibile acquistare su schedine apposite. Il Navigatore Portatile Touring ha un prezzo di 499,00 euro (424,15 per i Soci Touring) e per ora sarà venduto solo nei 32 «Punti Touring», nelle 135 librerie «Giunti al Punto» online e al telefono, con il servizio «Pronto Touring».