Archive for the 'Programmi' Category

Friday, January 18th, 2008

[webnews.it] La start-up californiana a-la-Mobile ha presentato la prima suite di applicazioni per Android finora mai creata. I programmi includono tutto il necessario, dal browser al gestore della telecamera e passando per i giochi, per rendere uno smartphone completo ed utilizzabile.

La suite funziona, o meglio, funzionerà sull’ormai celebre sistema operativo mobile voluto da Google e supportato dalla Open Handset Alliance. Non essendo un rilascio ufficiale i software sono ancora in fase sperimentale ma, a detta della stessa a-la-Mobile, si tratta di un importante passo per dimostrare le potenzialità di Android e del suo approccio open, grazie al quale è stato possibile ottenere un risultato notevole in breve termine. Pauline Alker, CEO di a-la-Mobile, ha anche dichiarato che la natura aperta di Android significherà un maggiore grado di personalizzazione da parte dei produttori, e una riduzione dei costi dei dispositivi.

Non essendoci ancora un telefono ufficiale a-la-Mobile ha utilizzato un HTC Qtek 9090 su cui è stato installato Android, completato con uno stack di telefonia curato e preparato dalla stessa a-la-Mobile. L’azienda californiana intende presentare il prototipo direttamente presso i costruttori per promuovere la propria implementazione. Di certo l’evoluzione di quest’ulteriore passo sarà caldamente influenzato dal fatto che a-la-Mobile non fa parte della Open Handset Alliance.

Già da prima del progetto di Google, a-la-Mobile si occupava di sistemi Linux su dispositivi mobili ed embedded, e secondo alcuni analisti la piccola startup ha deciso di utilizzare il suo know how per accaparrarsi una fetta della torta offerta da Android. Una torta di cui i principali membri della OHA, tra cui operatori telefonici del calibro di T-Mobile e Sprint, non vedranno i proventi per parecchi mesi ancora. Infatti Andy Rubin, senior director del settore mobile di Google, ha ribadito che la coalizione presenterà i primi dispositivi solo nella seconda metà di quest’anno. Rubin ha anche annunciato che i sorgenti completi di Android verranno pubblicati al di fuori dell’OHA solo dopo che almeno un paio di telefoni ufficiali avranno visto la luce: Google intende infatti affinare il software con le prime esperienze sul campo prima di aprire completamente il codice del suo progetto. Prospettiva che non rispecchia molto le abitudini di altri progetti opensource che contano spesso proprio su aiuti esterni per trovare e risolvere eventuali problemi.

Resta certo che molte aziende aspetteranno impazientemente e passivamente che Android raggiunga la necessaria maturità per essere utilizzato. È questa l’opinione di Morgan Gillis, direttore esecutivo della LiMo Foundation (un gruppo di aziende che, prima ancora della OHA, ha iniziato la standardizzazione delle installazioni Linux sui dispositivi mobili). Gillis prevede che saranno poche le aziende a contribuire concretamente allo sviluppo e che molte altre si limiteranno ad attendere che Android diventi abbastanza stabile per la commercializzazione. E nonostante che prototipi come quello di a-la-Mobile siano interessanti, fino ad allora Android è destinato a restare un enorme esperimento di laboratorio.

A-la-Mobile è una società fondata nel giugno del 2005 da Pauline Alker e Frederick con l’intento di fornire implementazioni Linux per i dispositivi mobili wireless. A-la-Mobile è membro del Open Source Development Lab (il consorzio che finanzia lo sviluppo del kernel Linux) e del Linux Phone Standards Forum.

Exploit per Excel !

Friday, January 18th, 2008

[webnews.it] Microsoft conferma quanto circolante sul web: una falla “zero day” di Excel è stata scoperta e gli utenti aventi il software installato sui propri sistemi non dormiranno dunque notti tranquille. Non vulnerabili, comunque, le ultime versioni del software.

La conferma giunge dalla stessa Microsoft: Excel, il noto software proprio della suite Office, soffre di una grave vulnerabilità il cui attacco è già stato registrato online mentre nulla è dato invece a sapersi relativamente alla disponibilità di una patch correttiva.

Secondo quanto annunciato in un apposito Microsoft Security Advisory (947563), le versioni vulnerabili sarebbero le seguenti: Microsoft Office Excel 2003 Service Pack 2, Microsoft Office Excel Viewer 2003, Microsoft Office Excel 2002, Microsoft Office Excel 2000, Microsoft Excel 2004 per piattaforma Mac. Il gruppo avrebbe già attivato in emergenza il Software Security Incident Response Process (SSIRP) per investigare sull’accaduto.

L’attacco potrebbe provenire da file excel corrotti inviati via mail o depositati su internet: incoraggiandone il download e l’apertura si da il via alle infezioni a catena che rischiano di sollevare una nuova epidemia. Il bollettino Microsoft comunica comunque una serie di fattori mitiganti che dovrebbero soffocare i rischi della prima ora. Microsoft Office Excel 2003 Service Pack 3, Microsoft Office Excel 2007 e Microsoft Excel 2008 per Mac, infatti, non sarebbero vulnerabili al problema. Inoltre senza la necessaria interazione della vittima l’exploit non ha possibilità di andare a segno.

Tra i consigli riportati da Microsoft si segnala quello che suggerisce l’uso del MOICE (Microsoft Office Isolated Conversion Environment) per tradurre in nuovo formato i vecchi file ricreando così un ambiente salubre nel quale l’attacco non può prender vita. Per il resto, a meno di una improvvisa accelerazione delle infezioni, il bug non sarà affrontato con una patch dedicata almeno fino al 12 febbraio, secondo martedì del mese e giorno di patch in casa Microsoft.

Nel frattempo c’è chi le falle ha deciso, sulla scia di precedenti esperimenti mai andati troppo a buon fine, di venderle. Una falla in Windows, ad esempio, sarebbe sul mercato per 20 mila dollari. Ad avviare la cessione è la Digital Armaments.

MySQL cambia faccia !

Friday, January 18th, 2008

[cwi.it] Le prospettive di mercato dopo l’annuncio dell’acquisizione della società open source da parte di Sun. Le dichiarazioni dei due vendor, il commento di IDC e della Free Software Foundation.

La decisione di Sun Microsystems di comprare MySQL, la società che sta dietro al popolare database open source, per 1 miliardo di dollari, potrebbe consentire a questultima di esapndere il raggio d’azione e sfidare ancor di più i concorrenti commerciali. Più immediatamente, l’annuncio indirizza però un problema, ossia il futuro della stessa MySQL che, con sedi a Uppsala (Svezia) e Cupertino (California), propone un database che viene adottato da un numero crescente di aziende in ogni settore. Ora, se tutto dovesse andare come pianificato, la soluzione entrerà a far parte del portafoglio open source di Sun. Il completamento dell’operazione è atteso per fine terzo trimestre o inizio quarto trimestre dell’anno.

Jonathan Schwartz, CEO e presidente di Sun, l’ha definita come “l’acquisizione più importante della storia di Sun”, affermando inoltre che MySQL ha bisogno di Sun per espandersi. Il grosso impedimento alla crescita di MySQL risiedeva infatti, sostiene Schwartz, nella sua incapacità “di dare tranquillità a un’azienda globale che vuole inserire MySQL in implementazioni mission-critical”.

La casa di Santa Clara sta scommettendo sul fatto che la richiesta per questo database open source continuerà a crescere, specialmente nelle imprese e nei paesi emergenti, il che potrebbe consentirgli di sfidare gli operatori principali su un mercato da 15 miliardi di dollari. Rilevando MySQL, Schwartz ha quindi affermato che Sun sta acquisendo una società con un’ampia gamma di clienti che include alcuni dei grossi nomi del Web 2.0, come Facebook e YouTube, così come aziende più tradizionali come Toyota Motor e Southwest Airlines. Il CEO di MySQL, Marten Mickos, che entrerà a far parte della senior leadership di Sun, ha dichiarato che “esiste un buona concordanza culturale, un buon allineamento strategico, ma anche una meravigliosa logica industriale che vediamo sottostante questa intera transazione”.

MySQL sta guadagnando terreno nell’utilizzo mission-critical, e con l’acquisizione “saremo in grado di offrire a questi clienti anche un miglior servizio” così come “uno stack completo” di software, ha dichiarato Mickos, riferendosi a un insieme di software di cui le aziende tipicamente necessitano, inclusi strumenti di sicurezza, identità, gestione e sviluppo - tutti ora parte del portafoglio Sun.

Secondo Crawford del Prete, analista IDC, l’acquisizione non dovrebbe far sorgere preoccupazioni per gli utenti. “Significa che abbiamo una società di sistemi molto grande che sta continuando a investire nella piattaforma e assicurare una road map sul lungo termine”. Peter Brown, executive director della Free Software Foundation, ha aggiunto che c’erano state preoccupazioni sul fatto che un acquisto o un’offerta pubblica da parte di MySQL avrebbe potuto portare il software verso una direzione proprietaria. Ma la mossa di Sun la attenua: “Sun ha mostrato di avere ottime credenziali da una prospettiva del software libero”, ha commentato Brown.

Firefox 3.0 : disponibile Beta 1

Wednesday, November 21st, 2007

[ilsoftware.it] Mozilla ha appena reso disponibile Firefox 3.0 beta 1. La terza versione del browser opensource si avvicina sempre più alla release finale, attesa forse già entro la fine dell’anno o comunque per gli inizi del 2008 (una data ufficiale non è stata ancora comunicata). E’ il momento, quindi, di scoprire quali saranno le funzionalità che verranno integrate nel prodotto finale: le caratteristiche “inedite”, inserite nel nuovo Firefox, non dovrebbero infatti subire modifiche se non per quanto concerne la correzione di bug.
Firefox 3.0 propone alcune interessanti funzioni volte alla protezione della navigazione e dei dati memorizzati sul personal computer dell’utente. In particolare, il browser opensource si farà carico di controllare l’identità dei vari siti web bloccando quelli potenzialmente nocivi, migliorerà la gestione delle pagine SSL, integrerà un controllo antivirus all’interno del download manager e verificherà i plug-in in corso d’installazione in modo da non permettere l’utilizzo di quelli ritenuti pericolosi (la stessa procedura d’installazione dei plug-in risulterà ancor più semplificata), ottimizzerà la gestione delle password.
In Firefox 3.0 debutterà anche “Places”, funzionalità precedentemente “stralciata” dalla seconda versione del browser di Mozilla. “Places” combina l’utilizzo dei bookmark con la cronologia della “navigazione”: il concetto è quello di effettuare ricerche rapide sui siti visitati. L’inedita funzionalità farà uso di un database in formato SQLite per la gestione delle informazioni, supporterà l’impiego di tag od “etichette” predefinite da parte dell’utente. L’obiettivo è quello di meglio organizzare i segnalibri e facilitare le ricerche.
Anche gli effetti grafici e gli stili impiegati dal browser sono stati ampiamente rivisti in modo da rendere più chiara la visualizzazione di bookmark, cronologia della navigazione, elenchi dei file scaricati da Internet.
“Sotto il cofano”, è stato aggiornato il motore di rendering delle pagina web (Gecko), portato alla versione 1.9 e reso più stabile e maggiormente performante (le modifiche apportate al codice sarebbero circa 2 milioni, apportate nel corso di oltre due anni di sviluppo).
Chi fosse interessato a provare la beta 1 di Firefox 3.0 può scaricarla da questa pagina tenendo presente che la versione in italiano non è per il momento disponibile.

Microsoft: Visual Studio 2008 al Via !

Wednesday, November 21st, 2007

[mytech.it] Visual Studio 2008 promette 250 novità, mentre .Net Framework 3.5 servirà come supporto alle applicazioni distribuite. Cambiano (e molto) gli strumenti di sviluppo Microsoft in nome di Vista.

Cadono gli ultimi veli su Visual Studio 2008 e su .Net Framework 3.5, ovvero sulla prossima generazione di strumenti di sviluppo di casa Microsoft. Certo, si parla di strumenti specialistici che difficilmente avranno un posto sulla scrivania di molti utenti finali, ma influiranno in maniera significativa su quelle che saranno le future applicazioni per Vista e sulle modalità di fruizione delle stesse.

Al momento in cui scriviamo, le nuove versioni di Visual Studio e .Net Framework sono già disponibili su Msdn, ovvero il portale per gli sviluppatori Microsoft: significa che saranno messe in commercio su larga scala nelle prossime settimane. Per le realtà europee, ovviamente, i tempi si allungano: ma per chi è abituato a programmare di professione, i menu in inglese non dovrebbero essere certo un problema.

La nascita di Visual Studio 2008 è stretta figlia di Vista: non è certo un mistero che l’attuale Visual Studio 2005 non vada del tutto d’accordo con l’ultimo sistema operativo di casa Microsoft. Comprensibile, tutto sommato, dal momento che tra Xp e Vista le differenze sono marcate, e abbracciano un arco temporale pari a quasi sei anni (Windows Xp ha esordito a fine 2001, Vista all’inizio del 2007); come è prassi in questi casi, Microsoft incoraggerà il salto di versione proponendo l’aggiornamento a prezzi scontati.

Per il nuovo ambiente di sviluppo, Microsoft promette qualcosa come 250 novità funzionali nonché una maggior velocità di esecuzione. Tra esse spicca Linq (Language INtegrated Query), una tecnologia per fare dialogare i vari linguaggi di programmazione supportati da Visual Studio con i backend Sql dei database con cui essi interagiscono; ma - come è ovvio - Microsoft promette ben altro oltre a ciò.

“Che si sviluppi software per lavoro o per passione; per i client, i server, il Web o periferiche specifiche, speriamo che vi divertiate con i nostri prodotti, perché i vostri software sono la nostra passione” è il pensiero di “Soma” Somasegear, uno dei boss della divisione Microsoft dedicata allo sviluppo del software. Possiamo dire che le sue parole, specie nel finale, hanno un che di già sentito?

Garmin lascia e TomTom si fa sotto

Wednesday, November 21st, 2007

[quomedia.diesis.it]  Dopo l’abbandono di Garmin, per la corsa all’acquisto del sistema di cartografia olandese TeleAtlas, TomTom ha ufficialmente campo libero. Il numero uno europeo dei terminali Gps ha lanciato oggi la sua offerta d’acquisto per TeleAtlas.

L’offerta è di 30 euro per azione, per un totale di 2,9 miliardi di euro. La gara per l’acquisto di TeleAtlas è stata aperta il 19 novembre e si concluderà il 18 dicembre. La condizione vincolante d’acquisto è di rilevare almeno l’80% del capitale. I rapporti tra TeleAtlas e TomTom sono già attivi e la fusione dei due gruppi potrebbe portare a un aumento delle funzionalità del servizio.

PS3 più appetibile per gli sviluppatori !

Wednesday, November 21st, 2007

[punto-informatico.it] Tokyo - La licenza del development kit (SDK) di PlayStation 3 può ora essere acquistata a circa la metà del suo prezzo originario. Con questa mossa Sony spera di allargare la comunità di sviluppatori PS3, incrementando - per il medio-lungo termine - il numero di titoli compatibili con l’ultima incarnazione di PlayStation.

In Europa l’SDK è ora disponibile al prezzo di 7500 euro, una cifra che lo rende maggiormente alla portata delle case di sviluppo più piccole, le stesse da cui spesso provengono anche le idee più innovative e originali. Questo sconto è invece destinato ad influire ben poco sulle scelte degli studios più grandi e affermati, le cui strategie di sviluppo dipendono solo marginalmente dal costo degli SDK.

“Mano a mano che verrà sviluppato un numero crescente di titoli per PS3, Sony ridurrà significativamente il prezzo del Reference Tool: questo con l’obiettivo di contribuire a tagliare i costi di sviluppo della comunità di programmatori di giochi”, ha affermato Sony in un comunicato.
Va considerato che l’SDK per PS3 è ancora considerevolmente più caro rispetto a quello di Wii, che costa meno di 1500 euro: ciò tuttavia dipende anche dalla diversa piattaforma hardware alla base delle due console. Piattaforma, quella della console di Sony, che molti sviluppatori ritengono più difficile da programmare rispetto a quella di Wii e Xbox 360.

La riduzione del costo dell’SDK segue da vicino l’introduzione del modello di PS3 con hard disk da 40 GB, che, rispetto alla versione originale, costa 200 euro in meno. Sebbene una parte di consumatori abbia accolto questa versione “lite” di PS3 con poco entusiasmo, i dati di vendita sembrano premiare la scelta di Sony: in Giappone, ad esempio, la scorsa settimana le vendite di PS3 hanno persino superato, per la prima volta, quelle di Wii. Ma questo trend al rialzo si sta registrando un po’ in tutto il mondo, in parte dovuto anche al progressivo “sboom” di Wii, che su certi mercati comincia a dare segni di stanca.

Explorer è il prodotto tecnologico più influente degli ultimi 25 anni

Wednesday, August 1st, 2007

[macitynet.it] In un sondaggio di CompTIA, poco meno di 500 professionisti IT hanno posizionato il browser di Microsoft in cima alla lista dei prodotti tecnologici più influenti dell’ultimo venticinquennio. L’unico prodotto della Mela presente in classifica è iPod: solo quarto, ma il più giovane della top ten.

Il prodotto tecnologico più influente dell’ultimo quarto di secolo? Internet Explorer! Ebbene, forse un po’ a sorpresa, un sondaggio condotto fra maggio e giugno scorsi dall’associazione CompTIA su 471 esperti IT, ha nominato il browser di Microsoft la tecnologia più influente degli ultimi 25 anni: il 66% degli interrogati ha scelto Internet Explorer.

Questo può far capire quanto il vituperato applicativo di Redmond abbia fatto breccia nel cuore del pubblico, raggiungendo nel 2003 addirittura il 95% di penetrazione del mercato browser e detenendone ancora oggi circa il 66,5%, nonostante l’avanzata di Firefox.
Tant’è che per molte persone Internet è ancora rappresentato proprio dall'’icona di Internet Explorer.

Microsoft raccoglie anche le successive tre posizioni, con in ordine Microsoft Word (56%), Windows 95 (50%) e Microsoft Excel. Quest’ultimo si piazza a pari merito con l’unico prodotto Apple presente fra i primi dieci, ovvero l’iPod, che ha raccolto il 49% dei consensi.
Chiudono la top 10, sempre in ordine, il Black Berry (39%), Adobe Photoshop (35%), MacAfee VirusScan (32%), Netscape Navigator (31%) e Palm Pilot (31%).

E’ da notare come iPod risulti fra tutti il prodotto più giovane: lanciato nel 2001, porta sulle spalle solamente 6 anni di vita, sufficienti a superare in popolarità prodotti ben più “anziani” come Adobe Photoshop - la cui prima versione risale al 1990 - o lo storico Netscape Navigator, nato nel 1994.

Molto più stagionati invece i quattro prodotti Microsoft, il più giovane dei quali è proprio Internet Explorer, la cui prima release risale al 1995, mentre Word ed Excel mettono le radici nei lontani (informaticamente parlando) anni ‘80.

Mozilla distribuisce Firefox 2.0.0.6

Wednesday, August 1st, 2007

[pcself.com] Mozilla Foundation ha rilasciato Firefox 2.0.0.6, un update che risolve una nuova vulnerabilità legata alla gestione degli indirizzi di rete, denominati URI (Uniform Resource Identifier).

La falla potrebbe permettere l’utilizzo di Internet Explorer 7 per passare a Firefox un indirizzo in grado di lanciare un qualsiasi pogramma installato sotto Windows XP. Stando a quanto sostenuto da Mozilla, gli utenti di Windows Vista o quanti utilizzano Firefox con IE6 non corrono alcun pericolo.

L’aggiornamento alla nuova versione è automatico, gli utilizzatori che non avessero ricevuto la notifica dell’update possono procedere al download manuale di Firefox 2.0.0.6 dai siti GetFirefox.com e MozillaItalia.it.

Dovrebbe essere rilasciata entro breve tempo anche una versione aggiornata di Thunderbird.

I guru del software libero in audizione alla Camera

Friday, June 8th, 2007

[lastampa.it] La Commissione cultura della Camera ha oggi ascoltato i due maggiori rappresentanti mondiali del movimento del software libero/open source, Richard Stallman e Bruce Perens. Prima dell’audizione i due ‘padri fondatori’ del movimento sono stati ricevuti dal Presidente della Camera Fausto Bertinotti.

Stallman e Perens hanno rappresentato alla commissione il pericolo dei brevetti sul software (non in vigore in Italia) per lo sviluppo della scienza informatica.

“Brevettare del software è come brevettare una sinfonia” – ha spiegato Stallman – “se ciò fosse stato possibile, Beethoven avrebbe avuto molte difficoltà a comporre le sue musiche”.

Stallman si è detto favorevole all’introduzione obbligatoria del software libero nelle pubbliche amministrazioni e nell’istruzione, proposta contenuta in un progetto di legge presentato alla Camera da Pietro Folena come anche in diversi progetti di legge regionale (Emilia, Puglia, Campania, Toscana). “Le pubbliche amministrazione con il software libero assicurerebbero la loro totale indipendenza e maggiore libertà per i cittadini”.

Bruce Perens ha spiegato che “grazie alla libertà assicurata dalle nostre licenze sono sorti software molto migliori e più affidabili, costruiti da centinaia di migliaia di programmatori in tutto il mondo che lavorano attraverso Internet. Io spesso – ha proseguito – ho curato un software libero per lo Space Shuttle”.

Oggi grandi case produttrici di software, ad esempio la Sun (inventrice del noto linguaggio Java, usato un po’ ovunque su Internet) “sono impegnate sul software libero/open source grazie a questa innovazione che Stallman, Linus Trovalds, io e molti altri abbiamo contribuito a creare”.

Entrambi hanno fortemente criticato la politica condotta da altre grandi aziende come la Microsoft, invitando i parlamentari a non apporre ostacoli (come appunto i brevetti) sullo sviluppo del software. “Vogliamo competere ad armi pari” ha concluso Perens.

Pietro Folena, in conclusione, ha richiamato i contenuti del suo disegno di legge sul software libero. “La pubblica amministrazione ha il dovere, verso i cittadini, di gestire i dati e le informazioni in modo trasparente e verificabile, cosa che solo il software libero assicura. Così come anche l’indipendenza dal singolo fornitore e quindi la neutralità sia rispetto alla tecnologia che al mercato”.

Folena ha poi criticato il recente accordo tra governo e Microsoft. “Ho già parlato con il ministro Mussi – ha concluso – per proporgli di prendere in considerazione la controproposta dell’associazione italiana del software libero insieme ad alcune università ed aziende grandi e piccole per dotare l’Italia di centri di ricerca e sviluppo sul software libero come sta accadendo in molti paesi, sia quelli con economie emergenti che alcuni nostri partner europei”.

Infine, riferendosi alle critiche mossegli oggi dalla Fimi (la Federazione dell’industria della musica) riguardo ad un emendamento al ddl Bersani, si è detto stupito: “Il presidente Mazza sa bene che anche grandi marchi appartenenti alla sua stessa federazione stanno abbandonando l’idea di imporre lucchetti ai contenuti digitali. Non si affrontano i problemi dell’industria mandando la polizia nelle case degli italiani”.