Archive for the 'Software' Category

Mezzo Service Pack per Vista?

Wednesday, August 1st, 2007

[pcself.com] Secondo numerosi siti statunitensi, Microsoft avrebbe rilasciato a un gruppo ristretto di tester qualche porzione di Service Pack. E si parla degli aggiornamenti.

Si tratterebbe di una release parziale, per altro destinata a un gruppo ristretto di tester che partecipano al programma Connect. Però, in questo primo assaggio denominato Vista Service Pack 0.5, già si delineerebbero gli interventi che Microsoft sta facendo sul suo sistema operativo.

Secondo quando riporta la stampa americana, la voce si è diffusa su numerosi siti di appassionati e sviluppatori: Microsoft sarebbe intervenuta sui problemi di rientro in funzione dei pc dalla modalità sleep o ibernate, sulle configurazioni di rete, sulla gestione della memoria, sulla compatibilità dei driver per video o stampanti.

Mozilla distribuisce Firefox 2.0.0.6

Wednesday, August 1st, 2007

[pcself.com] Mozilla Foundation ha rilasciato Firefox 2.0.0.6, un update che risolve una nuova vulnerabilità legata alla gestione degli indirizzi di rete, denominati URI (Uniform Resource Identifier).

La falla potrebbe permettere l’utilizzo di Internet Explorer 7 per passare a Firefox un indirizzo in grado di lanciare un qualsiasi pogramma installato sotto Windows XP. Stando a quanto sostenuto da Mozilla, gli utenti di Windows Vista o quanti utilizzano Firefox con IE6 non corrono alcun pericolo.

L’aggiornamento alla nuova versione è automatico, gli utilizzatori che non avessero ricevuto la notifica dell’update possono procedere al download manuale di Firefox 2.0.0.6 dai siti GetFirefox.com e MozillaItalia.it.

Dovrebbe essere rilasciata entro breve tempo anche una versione aggiornata di Thunderbird.

Acer, in arrivo nuovi pc basati su Ubuntu

Wednesday, August 1st, 2007

[webnews.html.it]  Acer offrirà presto una nuova gamma di Pc basati sul sistema operativo Linux, offrendo così una valida alternativa ai sistemi offerti con Microsoft Vista. Nel frattempo un annuncio offre il portatile Aspire 5710Z con la distribuzione Ubuntu preinstallato.
Acer segue le orme segnate da Dell e inizia ad installare il sistema operativo Linux su alcune delle macchine distribuite sul mercato. Nonostante la società produttrice di Pc non abbia rilasciato alcuna dichiarazione ufficiale in merito, un annuncio in Singapore mostra il portatile Aspire 5710Z con la distribuzione Ubuntu preinstallata.

La macchina in offerta, dotata di processore Intel dual-core a 1,73 Mhz, 512 Mb di RAM e disco rigido da 80 Gb, viene venduta ad un prezzo pari a 660 dollari americani. Non è ancora chiaro però se l’offerta sia gestita direttamente da Acer o attraverso terze parti. Quel che è chiaro, invece, è l’intento con cui il responsabile Acer Gianfranco Lanci si scagliava contro Vista nei giorni scorsi: il sistema operativo Microsoft era stato bocciato e Ubuntu potrebbe rappresentare la exit strategy individuata per compensare i mancati proventi auspicati (ed evidentemente non ottenuti) dal nuovo sistema operativo di Redmond.

Anche Dell, il secondo più grande produttore al mondo di Pc dopo HP, ha introdotto nel mese di maggio cinque modelli di Pc consumer basati sulla distribuzione Linux Ubuntu. Mark Shuttleworth, creatore della distribuzione utilizzata dai due produttori, si è dimostrato entusiasta della domanda relativa alla fascia Pc-Linux, dimostrando così come ci sia spazio per prodotti “alternativi” in un mondo informatico dove Microsoft sembra fare sempre e comunque la parte del leone.

Google vuole estensione sentenza antitrust su Microsoft

Wednesday, June 27th, 2007

[reuters.it] WASHINGTON (Reuters) - Google ha richiesto a un giudice federale di estendere il decreto che ha messo fine ad un caso di antitrust contro Microsoft per rispondere ai timori per la concorrenza relativi al nuovo sistema operativo Windows Vista.

Nella sua istanza, Google fa notare che nonostante la sentenza del 2002 - che ha definito alcuni elementi normativi che costringono Microsoft a non ostacolare i produttori di software indipendenti - “c’è ancora molto da fare perché si arrivi ad una reale possibilità di scelta libera per quanto riguarda i motori di ricerca interni dei computer”.

L’oggetto della contesa tra i due giganti del software è la presenza nel nuovo sistema operativo di Microsoft del programma “instant search” che permette di ricercare velocemente i file catalogati sull’hard disk del computer.

Anche Google fornisce gratuitamente un programma analogo che si chiama “Desktop Search” e, secondo la compagnia californiana, il programma integrato di Windows svantaggerebbe la concorrenza degli altri produttori.

Microsoft ha accettato la sentenza emessa nel 2002, ma ha detto che le modifiche al suo sistema operativo verranno inserite nel primo “Service Pack”, ossia nel primo pacchetto di aggiornamento di Vista che verrà rilasciato alla fine dell’anno, ma Google dice che i tempi delle modifiche non sono abbastanza chiari.

Anche Xandros passa dalla parte di Microsoft

Friday, June 8th, 2007

[ampletech.net] Tra Microsoft e Xandros ci sarà uno scambio di tecnologie, nell’ambito di una rete di collaborazioni che Microsoft sta sviluppando per muoversi nella direzione di una migliore compatibilità tra il sitema operativo protetto da diritti d’autore Windows e le applicazioni open-source. I termini dell’accordo prevedono che la newyorkese Xandros, che sviluppa e distribuisce applicazioni open source per desktop e software server, prenda in licenza codice server da Microsoft e sviluppi strumenti software che funzionino con i sistemi della stessa azienda di Redmond. Le due compagnie di software inoltre lavoreranno allo sviluppo di tecnologie per la traduzione fra i due formati di documenti per ufficio, l’OpenXML di Microsoft e l’Open Document Format dell’ambiente Open Office. Questa tecnologia migliorerarà l’interoperabilità tra Microsoft Office e le equivalenti suite di programmi di software libero. La compagnia di Bill Gates ha dichiarato che Xandros riceverà da questa collaborazioni enormi benefici in termini di mercato diventando in poco tempo una delle distribuzioni preferite dagli utenti nel panorama Linux.

La chiave all’accordo è una clausola che protegge i clienti di Xandros dall’essere citati dai legali di Microsoft per infrazioni dei diritti d’autore. Un numero crescente di aziende e di enti governativi fanno affidamento su elementi sia di Windows che di varie versioni di Linux per fare funzionare le reti dei loro uffici, ma temono essere citate dal creatore del software, che contesta al software libero di infrangere centinaia dei suoi brevetti. I termini economici dell’affare non sono stati resi noti.

Il segmento server del mercato software della piattoforma Linux è dominato da Red Hat Inc. e da Novell Inc. La fetta di mercato di Xandros è così piccola che il gruppo di ricerca IDC non la rintraccia neanche. Xandros, inoltre, controlla meno dell’1 per cento del mercato desktop Linux, sempre secondo le statistiche del 2006 della IDC, molto lontano dalle porzioni di mercato  ocupate da Red Flag Software, con sede in Cina, e dalla giapponese Turbolinux.

L’accordo tra Xandros e Microsoft è molto simile a quello che lo scorso Novembre la stessa compagnia di redmond stipulò con Novell. Questo accordo ha suscitato disapprovazione tra i programmatori open-source, che scrivono il realizzano il loro codice (e di conseguenza tutto il software che contiene loro codice) disponibile senza spese agli utenti e ad altri sviluppatori. I fautori del software libero sostengono che nel rispetto della Public License che regola i diritti d’autore del codice della Novell, l’azienda di Bill Gates dovrebbe, date le eccezioni fatte per alcuni clienti, ritirare tutti i reclami esposti sulla violazione dei brevetti regolanti il suo software proprietario. Nell’incontro di Maggio con la Commissione per le Transizioni e la Sicurezza, Novell ha anticipato che Microsoft potrebbe probabilmente ritirarsi dell’affare fatto a Novembre per evitare, appunto, di estendere i relativi patti di brevetto ad un più ampio numero di destinatari.

I guru del software libero in audizione alla Camera

Friday, June 8th, 2007

[lastampa.it] La Commissione cultura della Camera ha oggi ascoltato i due maggiori rappresentanti mondiali del movimento del software libero/open source, Richard Stallman e Bruce Perens. Prima dell’audizione i due ‘padri fondatori’ del movimento sono stati ricevuti dal Presidente della Camera Fausto Bertinotti.

Stallman e Perens hanno rappresentato alla commissione il pericolo dei brevetti sul software (non in vigore in Italia) per lo sviluppo della scienza informatica.

“Brevettare del software è come brevettare una sinfonia” – ha spiegato Stallman – “se ciò fosse stato possibile, Beethoven avrebbe avuto molte difficoltà a comporre le sue musiche”.

Stallman si è detto favorevole all’introduzione obbligatoria del software libero nelle pubbliche amministrazioni e nell’istruzione, proposta contenuta in un progetto di legge presentato alla Camera da Pietro Folena come anche in diversi progetti di legge regionale (Emilia, Puglia, Campania, Toscana). “Le pubbliche amministrazione con il software libero assicurerebbero la loro totale indipendenza e maggiore libertà per i cittadini”.

Bruce Perens ha spiegato che “grazie alla libertà assicurata dalle nostre licenze sono sorti software molto migliori e più affidabili, costruiti da centinaia di migliaia di programmatori in tutto il mondo che lavorano attraverso Internet. Io spesso – ha proseguito – ho curato un software libero per lo Space Shuttle”.

Oggi grandi case produttrici di software, ad esempio la Sun (inventrice del noto linguaggio Java, usato un po’ ovunque su Internet) “sono impegnate sul software libero/open source grazie a questa innovazione che Stallman, Linus Trovalds, io e molti altri abbiamo contribuito a creare”.

Entrambi hanno fortemente criticato la politica condotta da altre grandi aziende come la Microsoft, invitando i parlamentari a non apporre ostacoli (come appunto i brevetti) sullo sviluppo del software. “Vogliamo competere ad armi pari” ha concluso Perens.

Pietro Folena, in conclusione, ha richiamato i contenuti del suo disegno di legge sul software libero. “La pubblica amministrazione ha il dovere, verso i cittadini, di gestire i dati e le informazioni in modo trasparente e verificabile, cosa che solo il software libero assicura. Così come anche l’indipendenza dal singolo fornitore e quindi la neutralità sia rispetto alla tecnologia che al mercato”.

Folena ha poi criticato il recente accordo tra governo e Microsoft. “Ho già parlato con il ministro Mussi – ha concluso – per proporgli di prendere in considerazione la controproposta dell’associazione italiana del software libero insieme ad alcune università ed aziende grandi e piccole per dotare l’Italia di centri di ricerca e sviluppo sul software libero come sta accadendo in molti paesi, sia quelli con economie emergenti che alcuni nostri partner europei”.

Infine, riferendosi alle critiche mossegli oggi dalla Fimi (la Federazione dell’industria della musica) riguardo ad un emendamento al ddl Bersani, si è detto stupito: “Il presidente Mazza sa bene che anche grandi marchi appartenenti alla sua stessa federazione stanno abbandonando l’idea di imporre lucchetti ai contenuti digitali. Non si affrontano i problemi dell’industria mandando la polizia nelle case degli italiani”.

Pirateria in lieve recessione

Friday, May 18th, 2007

[databusiness.it] Il software pirata, in Italia fa danni per oltre un miliardo di euro mentre a livello mondiale la stima è di 40 miliardi di dollari. Il tasso di illegalità, però, è in lievissima contrazione.
Oltre un terzo del software installato nel 2006 sui personal computer di tutto il mondo non era legale. Sempre nel 2006, il tasso di illegalità in Europa si è attestato al 36%, in lievissimo calo rispetto al 37% del 2005.

Secondo gli ultimi dati rilasciati da Idc, la monetizzazione dei danni causati dal software pirata nel Vecchio Continente è stata di 1,038 miliardi di euro, 119 milioni di euro in meno rispetto all’anno precedente mentre a livello mondiale la stima di Bsa porta l’ammontare della cifra a 40 miliardi di dollari.

In generale, la sensibilità alle normative che regolano l’uso del software sta crescendo, soprattutto nei mercati emergenti: in Cina, per esempio, il calo in tre anni è stato pari al 10% che, quantificato in dollari, significano 864 milioni. Nel rapporto annuale che Idc ha stilato su richiesta della Business Software Alliance, anche l’Italia ha ridotto il tasso di illegalità di un -2%, passando dal 53% del 2005 al 51% del 2006.

Tuttavia il nostro Paese rimane nella lista nera del Ministero per il Commercio Statunitense, che nella watch list del 2007 ci ha inserito tra quegli Stati dove la proprietà intellettuale dei prodotti non è tutelata. Confrontando i dati relativi agli altri Stati occidentali economicamente sviluppati, il valore italiano è l’unico ad avere tassi di pirateria quasi balcanici.

Lo scenario però sta cambiando, da un lato grazie alle iniziative congiunte tra la Business Software Alliance e la Guardia di Finanza italiana per contrastare il fenomeno e, dall’altro, all’opera di evangelizzazione dei produttori di software che stanno comunicando in maniera efficace afferma gli effettivi vantaggi che un programma originale può portare rispetto a uno copiato.

Singolare è un dato che Idc rileva sul resto dell’Europa: anche se complessivamente le perdite sono costanti, aumenta il tasso di illegalità in Finlandia e in Germania, mentre cala del 3% in Grecia che, pur restando fanalino di coda della classifica europea, ha attuato modifiche legislative che hanno permesso alla polizia di investigare anche sugli asset informatici.

Secondo Idc le previsioni per i prossimi quattro anni sono di 250 miliardi di euro investiti in software per computer ma, se il tasso di pirateria dovesse mantenere il regime attuale, le ricadute potrebbero essere molto pesanti, con perdite pari a circa 133 miliardi di euro.

Microsoft: Linux viola 107 brevetti, OpenOffice 45

Friday, May 18th, 2007

[zeusnews.it] L’ufficio legale di Microsoft rispolvera l’antico sistema per raschiare ancora qualche soldo dal calderone dell’informatica. Accuse anche ad altri software open source.
Se speravamo che l’antica querelle su quale sistema operativo uno fosse libero di adottare, dobbiamo dire che ci sbagliavamo di grosso. Infatti in una recente intervista alla rivista Fortune il responsabile dell’ufficio legale di Microsoft Brad Smith ha tirato fuori dal cilindro una sua statistica sulle -per ora presunte- violazioni di brevetto da parte della comunità Open Source; circa una per ogni giornata lavorativa dell’anno.

La lista nel dettaglio contesta 42 violazioni col kernel Linux e 65 con l’interfaccia grafica; OpenOffice per conto suo ne avrebbe commesse appena 45, in confronto alle altre 83 variamente distribuite in altri programmi a sorgente aperto. Quanto a Steve Ballmer, l’impagabile successore di Zio Bill, ha chiarito una volta per tutte che secondo Redmond l’Open Source si deve allineare alle regole del mercato; smetterla cioè -tanto per citare il fondatore della casa- di “mettere in pratica un comunismo di nuovo genere”.

I moderati esprimono la saggia opinione che, si reputi o no legittima la questione della “proprietà intellettuale”, dovrebbe essere lasciata ai singoli la possibilità di scegliersi il software ritenuto più idoneo a soddisfare le proprie necessità; ma in pochi credono che -visti gl’interessi in gioco- la questione di per sè semplice possa risolversi col semplice buon senso, o anche facendo ricorso alla recente sentenza della Corte Suprema USA sui “brevetti ovvi”.

La bastonata, dopo le proposte collaborative con Novell e le aperture di Dell, è forte e desta reazioni preoccupate. Da parte degli utilizzatori privati, ma anche e sopratutto da parte di utilizzatori istituzionali, quelli cioè del calibro di IBM, Oracle, Sun, General Electric, Bank of America e tanti altri oltre ai già citati; ma ce n’è tutta una serie di minori che utilizzano varie risorse a sorgente libera che vanno dai cellulari ai lettori e un po’ a tutti i marchingegni che costituiscono larga parte di quella che sbrigativamente viene definita come “elettronica di consumo” e coinvolgerebbe altri “big” come ad esempio Motorola e Samsung.

Altri motivi di preoccupazione nascono dalle possibili interpretazioni della strategia commerciale di Microsoft, che sembrerebbe sul punto di dividere il mondo informatico tra i “buoni”, cioè i suoi partner commerciali o tecnici, e i “cattivi”, cioè tutti gli altri. A questo proposito Kevin Carmony di Linspire offre un’analisi dettagliata del problema e dei possibili scenari, il peggiore dei quali vedrebbero l’abbandono dell’Open Source da parte delle maggiori imprese che oggi lo utilizzano, almeno fino alla definizione delle liti giudiziarie che potrebbero durare anni e anni.

C’è infine chi fa notare che nel febbraio di quest’anno sul sito Mostrami il codice è stata indirizzata all’ineffabile Balmer una lettera aperta in cui la comunità OpenOffice s’impegnava a riscrivere le porzioni di codice incriminate se Microsoft avesse dimostrato la fondatezza delle accuse di violazione mosse in passato. Il messaggio era chiaramente un “mettere le mani avanti” ma anche un invito a tutta la comunità Open Source a ritenere diffamatorie e prive di significato le minacce provenienti da Redmond.

Qualcuno afferma che Microsoft non ha ancora risposto, ma per noi la risposta l’ha data, eccome. Ed è chiarissima. Più di un secolo fa, Ford consentiva al mondo di possedere auto di qualsiasi colore purché fossero nere, oggi Microsoft consentirebbe al mondo di usare qualsiasi programma per computer, purché sia uno dei suoi; e non è detto che il mondo gli basti.

Finta mail della polizia: attenti, è un virus

Friday, May 18th, 2007

[corriere.it] Avviate le indagini per risalire ai responsabili, l’attacco pare provenire dalla Corea. Molte proteste ai commissariati

MILANO - Molti utenti hanno ricevuto una mail sgrammaticata e minacciosa : «Sono capitano della polizia Prisco Mazzi. I rusultati dell’ultima verifica hanno rivelato che dal Suo computer sono stati visitati i siti che trasgrediscono i diritti d’autore e sono stati scaricati i file pirati nel formato mp3. Quindi Lei e un complice del reato e puo avere la responsabilita amministrativa».

ALLARME DELLA POLIZIA POSTALE - Sono migliaia, arrivate nelle caselle di posta degli italiani. Il testo dice poi che per sottrarsi alla punizione è necessario impegnarsi a non visitare più i siti illegali ed necessario installare una lettera sul computer. Molti dei destinatari della mail si sono rivolti alla polizia tramite il «commissariato online», un 113 virtuale. La polizia postale, che sta indagando per risalire ai responsabili, mette comunque sull’avviso. È una mail completamente falsa che installa un virus sul computer per carpire l’identità del destinatario della mail. Secondo gli esperti, si tratta di Win32/TrojanDownloader.Nurech.NAT, un “trojan” che viene individuato dagli antivirus per Windows (se aggiornati) e che ovviamente risulta innocuo per chi usa Linux o MacOs.
Stando alle segnalazioni, scrive l’esperto Paolo Attivissimo nel suo blog, l’attacco pare arrivare dalla Corea del Sud.
L’AVVISO - «Il messaggio - spiega il dirigente della polizia postale, Marcello La Bella - non èin alcun modo riferibile a forze di polizia. Ha un allegato che contiene un programma virus, un file eseguibile appositamente “zippato” per non essere verificato da software antivirus e antimalware». Per questo la polizia di Stato «invita gli utenti a non aprire per alcuna ragione il file, perchè installa il codice “malevolo”».
L’altro invito è quello di cessare le segnalazioni alla polizia stessa, la cui posta e i telefoni sono già intasati dalle proteste di chi pensa sia una vera email proveniente dalle forze dell’ordine.

Anche Second Life ha il suo Tg

Friday, May 18th, 2007

[tgcom] Con oltre 6 milioni di utenti sparsi in tutto il mondo, Second Life si è imposto all’attenzione mediatica come un vero e proprio fenomeno sociale. Antonio Di Pietro ha acquistato un’isola virtuale, la cantante Irene Grandi ha scelto questo “universo parallelo” come location per il suo ultimo video, e molti altri nomi illustri sono approdati su Second Life, creandosi un aspetto e un’identità vrituali. Tra i tanti siti con forum e chat sulle novità della “seconda vita” on-line, ce n’è uno particolarmente originale, che offre anche un innovativo telegiornale.

Il sito si chiama Sluub.com  e propone un telegiornale settimanale realizzato in italiano, in cui si raccontano i fatti più curiosi e le novità che ruotano attorno al mondo di Second Life. Il tg è strutturato in un vero e proprio formato televisivo, con tanto di sigla, sottotitoli, logo, servizi e presentatore, rigorosamente virtuale.

Second Life è una comunità virtuale tridimensionale on-line creata nel 2003, che fornisce ai suoi “residenti” (così vengono chiamati gli utenti) gli strumenti per aggiungere al “mondo virtuale” nuovi contenuti grafici: oggetti, fondali, fisionomie dei personaggi, contenuti audiovisivi, ecc. Una delle caratteristiche del mondo di Second Life è quella di lasciare ai “residenti” la libertà di utilizzare gli oggetti che essi creano, che possono poi essere venduti utilizzando una moneta virtuale, il Linden Dollar.