Archive for the 'Umts' Category

CeBIT 2007: arriva Starfish. Vodafone testa Skype sul cellulare

Friday, March 16th, 2007

[key4biz.it] Al CeBIT di Hannover Vodafone ha aggiunto un nuovo tassello alla sua internet strategy e dopo i servizi di eBay, YouTube e MySpace ha deciso di portare sul telefonino anche Skype, il re indiscusso del VoIP.

Il gigante mondiale della telefonia mobile ha messo a punto una nuova soluzione – battezzata Starfish – per permettere agli utenti di accedere alla lista dei contatti delle chat e dei programmi per le chiamate su internet - da MSN a Yahoo!, Aol e Skype – di inviare messaggi e fare telefonate online a un prezzo che batte ogni concorrenza.

Il sistema utilizza la rete GSM solo per connettersi a alla stazione radio wireless, ma poi il resto della chiamata passa da internet invece che dalla rete telefonica. Così anche se si chiama una persona che sta dall’altra parte del mondo, il costo della chiamata è minimo.

Skype utilizza infatti le connessioni internet a banda larga per telefonare bypassando le tradizionali linee telefoniche, per le quali viene utilizzata in genere una tariffazione al minuto. Le chiamate ad altri utenti Skype sono quindi gratuite, mentre quelle verso normali utenti sono molto più economiche di quelle effettuate via telefono.

Vodafone, tuttavia, non ha ancora deciso se e come il nuovo sistema verrà commercializzato, dal momento che Starfish – e i sistemi VoIP in generale – sono considerati una minaccia per i profitti della telefonia mobile.

“Non abbiamo ancora deciso se lo lanceremo, né i termini commerciali o i prezzi”, ha infatti spiegato Jan Holzberg, product manager del gruppo.

Starfish segna l’inizio di una nuova avventura per Vodafone, che alcune settimane fa aveva siglato un accordo anche con la casa madre di Skype, eBay, ma non è certo una novità per Skype che lo scorso anno aveva siglato un accordo con l’operatore 3.

Il gruppo Skype, acquisito da eBay per 2,6 miliardi di dollari, vanta un curriculum di tutto rispetto: disponibile in 27 lingue, Skype è il software VoIP più utilizzato, tanto da dar vita a un fenomeno, quello dello skyping, diffuso in tutto il mondo.

Le ultime cifre diffuse dalla società parlano di oltre 500 milioni di download, mentre la compagnia sta lavorando a nuovi dispositivi e accessori per portare l’esperienza VoIP su un nuovo livello.

La decisione di Vodafone, sebbene ancora molto vaga sul reale sviluppo della soluzione Starfish, segna di fatto un’inversione di tendenza tra gli operatori mobili, che si sono finora dimostrati reticenti a sostenere il VoIP, considerato anzi loro nemico numero uno.

Uno degli ostacoli maggiori alla diffusione del VoIP dal telefonino riguarda anche il fatto che sono ancora pochissimi gli operatori che applicano tariffe flat o comunque veramente economiche per la connessione a banda larga dal telefonino.

Usare dunque la connessione wireless dal cellulare per parlare via Skype è ancora tutt’altro che conveniente.

Operatori e i costruttori interessati agli sviluppi di Skype sono tanti, ma sono ancora veramente pochi i carrier disposti a creare pacchetti tariffari adeguati a godersi tutti i vantaggi delle telefonate su internet.

La maggior parte dei gestori infatti applica prezzi molto alti per magabyte scaricato sul telefonino, come insegna la storia del ragazzo italiano che si è visto addebitare una somma di 50 mila euro per aver scaricato sul cellulare un paio di film.

RAPPORTO E-FAMILY SONO DIGITALI 6 FAMIGLIE SU 10 FORTE ANALFABETISMO DEL DIGITALE IN ITALIA

Friday, March 16th, 2007

[ASSODIGITALE.IT] Dalle conclusioni del Rapporto E-Family presentato da Confindustria ed Anie emerge una preoccupante realtà secondo la quale età, sesso, inglese si confermano come i tre aspetti del digital divide: e che metà Italia è analfabeta di Internet, NONOSTANTE GLI SFORZI MESSI IN ATTO FINO AD OGGI.

È vicino alla soglia del 60% la percentuale delle famiglie dotate di almeno un personal computer in Italia. E oltre la metà delle famiglie italiane vanta anche almeno un internauta tra i suoi componenti. Queste percentuali salgono al 90% quando si parla di telefonini.

Dalle conclusioni del rapporto realizzato in collaborazione con Niche Consulting, emerge che la componente femminile della popolazione è in fase di recupero. E che per superare il ritardo digitale che interessa particolarmente casalinghe ed anziani, occorre indirizzare azioni sulla loro formazione con modalità appropriate.

Il digital divide non presenta caratteri geografici: il Mezzogiorno risulta quasi allineato al Centro-nord e i piccoli centri «inseguono» le città.

Sono arrivate a quota 60% della popolazione le famiglie ‘digitali’ italiane, che si avvalgono dei vantaggi dell’innovazione tecnologica dietro sollecitazione dei figli in età scolastica e a causa del livello di istruzione e attività lavorativa dei componenti. Ma vi è anche un 40% di popolazione italiana che continua a rimanere indietro.

Sono le persone anziane, le casalinghe e coloro che non conoscono la lingua inglese, che hanno grandi difficoltà ad avvicinarsi al mondo delle nuove tecnologie. E’ questa, in sintesi, la fotografia della popolazione italiana che offre il Rapporto e-Family 2007, presentato oggi a Roma da Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici e da Anie, Federazione nazionale imprese elettrotecniche ed elettroniche.

Grande vivacità nella diffusione di nuove tecnologie e servizi per le famiglie
Il 2006 ha visto articolarsi in modo significativo il panorama tecnologico della famiglia italiana. In particolare le innovazioni digitali che hanno registrato maggiori dinamiche sono:

- Personal computer: circa 2,5 milioni di nuovi PC (sempre più spesso si tratta di acquisti destinati a sostituire tecnologie diventate obsolete o di secondi/terzi PC domestici). In buona parte si tratta di PC portatili (notebook) la cui diffusione nelle famiglie è pressoché raddoppiata negli ultimi due anni, passando dall’11% nel 2004 al 20% del 2006 come tasso di presenza nelle case.
-Banda larga: il 2006 ha registrato il boom dei collegamenti a “tariffa fissa”, passati da 1,5 a 3,7 milioni (il 60% dei collegamenti internet da casa)

-cellulari di terza generazione (UMTS): il parco utilizzatori è cresciuto di 5 milioni in un anno.
-Fotografia digitale: 1,3 milioni di nuove fotocamere (anche in questo caso si tratta in buona parte di acquisti destinati a sostituire tecnologie diventate obsolete).
-Televisori LCD: 1,9 milione di nuovi schermi di medio-grande formato.
-Stampanti: 800.000 nuove stampanti multi-funzione.
-Lettori portatili di musica digitale (MP3): la diffusione è passata in soli 2 anni dal 4 al 24% delle famiglie.

Secondo l’indagine, giunta alla sua settima edizione, nel 2006 nelle case degli italiani è avvenuto il boom dei collegamenti a banda larga a tariffa fissa, passati da 1,5 a 3,7 milioni. Sono inoltre entrati più di 2,5 milioni di nuovi Pc, per la maggior parte portatili, 1,3 milioni di nuove fotocamere digitali, 800.000 nuove stampanti multi-funzione, senza contare i 5 milioni di nuovi utenti di cellulari di terza generazione Umts.

Secondo lo studio è questa la dimostrazione che esiste una dimensione familiare italiana molto vivace, fortemente orientata verso l’innovazione e allineata agli standard internazionali nell’utilizzo delle nuove tecnologie. Anzi, addirittura prima nel mondo nel caso dell’utilizzo di cellulari e degli Umts.

‘’Il Rapporto e-Family - ha commentato Alberto Tripi, presidente di Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici - indica come il processo per la costruzione della cosiddetta Società della conoscenza, che rappresenta l’obiettivo della politica europea varata a Lisbona per rendere competitiva l’Ue, in Italia si configuri come un fenomeno che riceve il maggior impulso proprio dal basso. Cioè da quella larga fetta di popolazione, ormai maggioritaria, che, investendo sulle innovazioni tecnologiche ritenute utili, scavalca così arretratezze strutturali, politiche e culturali del nostro Paese'’.

Il presidente della Federazione Anie, Guidalberto Guidi, ha rilevato come il Rapporto e-Family 2007 ‘’confermi una tendenza già in atto da qualche tempo e in continua crescita: la spiccata propensione del consumatore italiano all’acquisto di prodotti di elettronica di consumo tecnologicamente evoluti. Una evidenza, questa, dai rilevanti risvolti sociali, se si pensa alla pluralità e all’accessibilità di tali strumenti, che permettono una diffusione ampia e senza barriere di informazioni e cultura. Il caso delle TV a schermo piatto è emblematico: nel 2007 si prevede che gli acquisti di flat tv da parte delle famiglie italiane raggiungeranno per la prima volta quelli degli apparecchi tradizionali a tubo catodico'’.

Nasce una nuova società per superare i limiti dell’ UMTS

Friday, September 15th, 2006

[newsmobile.it] Sette operatori internazionali di telefonia hanno annunciato ieri di aver formato un organizzazione che si occuperà di esaminare se è possibile che la tecnologia wireless a banda larga si evolva ancora e superi gli attuali standard 3G.
“L’iniziativa delle reti mobili di nuova generazione (Ngmn), che questa settimana è diventata una società britannica, ha creato i presupposti per lo sviluppo di una nuova rete mobile a banda larga più ampia”, fanno sapere le società internazionali in un comunicato.
Le sette società sono: China Mobile, KPN, NTT DoCoMo, Orange, Sprint Nextel, T-Mobile e Vodafone.
Ngmn lavorerà assieme ai sistemi (wireless) standard già esistenti per favorire lo sviluppo e la standardizzazione delle tecnologie mobili di nuova generazione, si legge nel comunicato.

Vodafone: parte il super Umts…Hsdpa

Friday, June 16th, 2006

[alground.com] Navigare in rete alla velocità di 1.8 megabit al secondo, una velocità circa quattro volte maggiore di quella attualmente raggiungibile con l’Umts. E’ quello che da domani sarà possibile grazie a Hsdpa, il nuovo servizio Umts lanciato dalla compagnia Vodafone. Il nuovo servizio, sebbene abbia delle prestazioni sicuramente inferiori rispetto ad un collegamento Adsl sulla rete di tipo fisso, permetterà comunque di navigare con l’ausilio della banda larga, anche direttamente da casa grazie alla Internet box di Vodafone, che consentirà di collegare ad una rete i pc fissi e i laptop portatili, mentre, se si vuole navigare con il proprio cellulare basterà inserire la propria Sim in una nuova connect card o in un nuovo telefonino. Bastano 30 euro per avere a disposizione 30 ore di navigazione. Il servizio, che sulle prime sarà operativo solo nelle zone di Milano e Torino, ben presto, si pensa alla fine del corrente mese, potrà arrivare a coprire la stessa zona del normale Umts.

Una lunga storia - La vodafone Italia ha lanciato per prima nel nostro paese, la banda larga mobile, ed ora prosegue sulla stessa linea con il nuovo servizio Hsdpa: quest’ultimo è creato appositamente per il trasferimento di grandi quantità di dati a costi decisamente più contenuti rispetto alla media, oltre ad essere in grado di supportare applicazioni fra le più innovative come l’amato download di giochi e musica, e le applicazioni business. Attualmente sono 29 le reti Hsdpa, numero che dovrebbe salire a 32 entro al fine del 2006. Allo stesso modo, i mezzi tecnici che supportano questa nuova tecnologia conoscono un periodo di estremo sviluppo, più 56% rispetto al febbraio del 2005. E, di conseguenza, sono stati ben 14 i modelli di telefonini dotati di questa tecnologia prodotti e distribuiti dai 13 fornitori attualmente operativi sul mercato. Numeri che confermano il successo della tecnologia e della soddisfazione degli utenti che cresce anno dopo anno. A fronte di una crescita così rapida, gli esperti prevedono che ben l’80% degli utenti che utlizzano dispositivi mobili si affiderà all’Hsdpa, sistema che con il passare del tempo permetterà applicazioni sempre più efficienti, volumi di scambio dei dati sempre più consistenti e, soprattutto, costi sempre più ridotti.

Da non trascurare, tuttavia, l’invito alla prudenza rivolto dagli analisti di Visiongain. L’analista Goran Nastic ha infatti confermato che “Per la maggior parte degli operatori, l’Hsdpa è relativamente economico e semplice da sviluppare rispetto al W-CDMA e in più ha il potenziale per stimolare l’Arpu dati”,rimarcando però che “una trasmissione dati più veloce non implica necessariamente un’esperienza migliore e un maggiore uso dei dati”. Prudenza più che confermata, dal momento che solo il 10% degli utenti dotati di tecnologia a livelli simi è un fruitore fisso dei servizi: “L’Hsdpa – ha precisato Nastic – non è la risposta, ma è un passo nella direzione giusta”.

Preoccupazioni finanziarie - Neo in questa rosea atmosfera, la situazione non perfettamente felice di Vodafone sotto l’aspetto finanziario. La gestione della società preoccupa notevolmente gli investitori i quali, secondo quanto dichiarato dal Times, hanno deciso una riunione per definire la strategia migliore per rilanciare la società e correggere alcuni difetti di gestione, strategia che sarà presentata ai dirigenti della Vodafone, il che non esclude, anzi, la possibilità che si verifichi al più presto un rinnovamente radicale del CDA Vodafone.

Ritirata la licenza UMTS di Telefonica in SvizzeraAggiungere l`articolo al mio swissinfo

Thursday, April 13th, 2006

[swissinfo.org]La Commissione federale delle telecomunicazioni (Comcom) ha ritirato la concessione UMTS alla società 3G Mobile, filiale della spagnola Telefonica.

3G Mobile non ha mai utilizzato la sua concessione e non ha risposto agli obblighi di copertura imposti dalla legge, spiega la Comcom.

La società 3G Mobile, controllata da Telefonica, aveva acquisito la concessione nel 2000 per 50 milioni di franchi.

Tuttavia, la società spagnola non ha mai risposto agli obblighi di copertura imposti dall’Ufficio federale della comunicazione e non ha installato nemmeno un’antenna per sviluppare l’utilizzo della tecnologia UMTS sul territorio svizzero.

Lo hanno constatato le autorità di controllo, al termine della loro procedura di sorveglianza.

I beneficiari di una concessione di telefonia mobile di terza generazione avevano tempo fino alla fine del 2004 per fornire dei servizi UMTS ad almeno il 50% della popolazione svizzera.

Nessun indennizzo

La Comcom ha dunque deciso di ritirare senza alcun indennizzo la concessione inutilizzata.

La commissione ha pure rifiutato le richieste di 3G Mobile per abrogare la disposizione di concessione infranta e trasmettere la licenza ad uno o più concessionari UMTS. La società può tuttavia ancora inoltrare un ricorso al Tribunale federale.

La Comcom non ha ancora preso alcuna decisione sulla destinazione delle frequenze liberate dal ritiro di Telefonica. Al proposito, si pronuncerà in futuro.

Progetto congelato

La decisione interviene dopo che Telefonica aveva congelato in suoi progetti in Svizzera già nel 2002.

Il gruppo iberico aveva tentato di rivendere la sua licenza UMTS avvicinando diversi operatori, tra i quali Tele2, ma i prezzi richiesti erano stati giudicati troppo elevati.

Sono dunque soltanto tre gli operatori che beneficiano di una concessione UMTS e che ne hanno rispettato le condizioni: Orange (filiale di France Telecom), Sunrise (società del gruppo danese TDC) e Swisscom.

Le tre società si fanno dunque concorrenza sul mercato di questa tecnologia che permette di seguire programmi televisivi, di accedere ad internet o di scaricare canzoni sul telefono cellulare.

La tecnologia avanza

Da parte sua, la Comcom guarda già più lontano. Ha ad esempio fissato le regole dettagliate per la vendita delle tre concessioni per l’accesso ad internet tramite la banda larga senza fili (BWA).

Le aziende che già hanno segnalato il loro interesse per il nuovo segmento di mercato sono numerose, per cui l’attribuzione si farà tramite una messa all’asta.

Per evitare degli accordi tra i candidati, prima dell’asta non verrà diffusa alcuna indicazione sul numero e sull’identità degli operatori interessati.

Le offerte dovranno pervenire alla Commissione entro il prossimo 6 giugno. Le tre candidature che prevarranno saranno comunicate due giorni dopo.