Archive for the 'Internet' Category

Windows Live, due servizi per conquistare il web

Wednesday, June 27th, 2007

[visionpost.it]Windows Live presenta due servizi in beta pubblica destinati all’organizzazione dei file su internet: Photo Gallery permette di gestire la propria libreria fotografica, mentre Folders offre la possibilità di condividere file su internet e di memorizzare dati. Intanto Google migliora Google Docs

Continua l’attacco al web da parte di Microsoft che si propone di spostare il proprio impero online attraverso la piattaforma Windows Live. Ad affiancare il motore di ricerca e la web mail, arrivano oggi due applicazioni – ovviamente in beta – dedicate una alla gestione di gallerie fotografiche e l’altra all’organizzazione di un hard disk virtuale. L’obiettivo è quello di fornire servizi agli utenti in modo autonomo, senza dover far riferimento a terzi.

Il primo servizio, Windows Live Photo Gallery, si presenta come la trasposizione online dell’omonima applicazione già presente in Windows Vista che permette di gestire album fotografici e riordinare le immagini digitali in modo sincrono rispetto ai file presenti sul proprio personal computer. Ogni modifica effettuata in locale si ripercuote anche online, mantenendo così la libreria virtuale sempre aggiornata e accessibile da qualsiasi terminale, compresi i cellulari dotati di sistema operativo Windows Mobile 6.

Come per tutti i programmi di fotogallery, è possibile riordinare i file secondo diversi criteri di data, parole chiave o cartella, creando così infiniti set. Ogni album può anche essere fruito in modalità slideshow, ma questa opzione necessita l’uso di un programma per il montaggio video, Microsoft Movie Maker. La beta pubblica di Windows Live Photo Gallery sarà inizialmente riservata solo ad alcuni mercati: Stati Uniti (sia in inglese che in spagnolo), Cina, Francia, Germania, Gran Bretagna, India, Giappone e Spagna.

Altre funzionalità riguardano comandi di editing che permettono di apportare alcune modifiche di base alle immagini, come modulare la luminosità, il contrasto e il colore, ritagliare una selezione della fotografia, oppure ridurre automaticamente l’effetto occhi rossi. Infine, l’integrazione con gli altri programmi di Windows Live permette di inviare le fotografie direttamente sul proprio blog, ma soltanto se quest’ultimo è ospitato dalla piattaforma proprietaria Spaces.

Il servizio di Windows Live Folders è invece un hard disk remoto che offre la possibilità di archiviare gratuitamente fino a 500 MB di dati, gestendone l’accesso secondo tre modalità: cartelle pubbliche, cartelle condivise e cartelle personali. Così come per Photo Gallery, l’applicazione web di archivio file si presenta in un mercato ricco di alternative simili sviluppate da start-up come Box.net o eSnips. E la nascita di Folders trova la sue radici proprio nell’acquisizione di FolderShare, una start-up rilevata da Microsoft nel 2005.

Oltre ai due nuovi servizi, che vedranno effettivamente la luce solo nelle prossime ore, Microsoft promette un’estate molto calda per Windows Live. Nonostante i servizi siano ben poco innovativi rispetto al panorama attuale di applicazioni web, l’idea di Redmond è quella di sfondare nell’internet minacciando da vicino le posizioni di Google e Yahoo!, ma proprio la ricchezza del mercato online rende la scalata dell’azienda di Bill Gates più complessa.

Nel frattempo, Google insidia la stessa Microsoft nel settore delle applicazioni da ufficio. Proprio ieri il colosso di Mountain View ha aggiornato e migliorato profondamente il suo Google Docs, che consente agli utenti di creare e condividere documenti di testo e fogli di calcolo online. Ma non solo: il motore di ricerca si sposta anche nell’universo offline e minaccia di insidiare il dominio di Microsoft all’interno del Pc. Questa battaglia rischia però di confondere gli utenti che, in una continua alternanza tra on e offline iniziano a perdere il senso dell’orientamento, e a non capire più se un file è residente sul proprio hard disk o nell’immensa rete.

Passo accelerato per la musica digitale

Wednesday, June 27th, 2007

[lastampa.it](NEW YORK) Secondo uno studio condotto dalla società Npd, specializzata in ricerche di mercato, iTunes, il programma di Apple che consente di acquistare canzoni online, è al terzo posto assoluto tra i rivenditori di musica negli Stati Uniti.

Nel primo trimestre di quest’anno, infatti, iTunes ha conquistato una quota di mercato per unità vendute del 9,8%, dietro ai supermercati Wal-Mart, con il 15,8%, e alla catena di grandi magazzini Best-Buy, con il 13,8 per cento. Npd ha considerato ogni 12 canzoni scaricate da iTunes come equivalenti a un cd acquistato in un negozio.

Il dato riflette una tendenza in atto da tempo nell’industria musicale: il calo inesorabile delle vendite dei compact disc e il contemporaneo aumento della musica commercializzata tramite Internet.

Secondo lo studio, quest’anno sono stati venduti circa 212 milioni di album, un calo del 16% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, mentre la musica digitale è cresciuta del 49%.

I dati forniti dalla società Nielsen Soundscan evidenziano anche che alla fine di maggio di quest’anno le vendite complessive di musica, in cd e altri formati sono salite del 14% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Tlc: Ue, cresce concorrenza su banda larga in Italia e Europa

Wednesday, June 27th, 2007

[yahoo.com]Bruxelles, 22 giu . - (Adnkronos/Aki) - Cresce la concorrenza nel mercato italiano della banda larga con un incremento su anno del 23,2% a gennaio. E’ quanto emerge dal Rapporto semestrale sullo stato della broad band in Europa che la Commissione europea pubblichera’ nelle prossime settimane. Lo scorso gennaio, secondo i nuovi dati Ue, il numero totale delle connessioni a larga banda in Italia e’ stato pari 8.498.910, +23,2% rispetto allo stesso mese del 2006. L’Italia si posiziona al quarto posto della classifica Ue per numero di linee, preceduta da Francia, Regno Unito e Germania e seguita da Spagna, Olanda e Belgio.

La penetrazione, calcolata in termini di linee per 100 abitanti, ha raggiunto il 14,5%, lievemente inferiore alla media Ue del 16,2%. La quota di mercato degli operatori alternativi, al 33,4%, e’ cresciuta del 5,1% in un anno. In salita anche la quota dei nuovi entranti sul mercato DSL, che e’ passata dal 25,3% di gennaio 2006 al 30.9% dello stesso mese del 2007. Bene anche il mercato europeo. A gennaio 2007 il numero totale di linee a banda larga nell’Ue a 27 stati e’ stato pari a 80.047.141, con una crescita del 16,8% rispetto a luglio e del 35,7% su anno.

Aumenta anche la quota di mercato degli operatori nuovi entranti nel broadband, pari a 52,8%, mentre le connessioni fornite dagli operatori ex-monopolisti, 47.2%, continua il declino iniziato nel 2003. L’84,4 % delle connessioni totali, secondo l’esecutivo Ue, e’ fornito su piattaforma DSL, mentre il 15,6% utilizza tecnologie alternative, che hanno registrato un incremento del 14.9% rispetto al luglio 2006. La percentuale di linee DSL fornite dagli operatori ex-monopolisti nell’Unione e’ in discesa, passando dal 59,7% al 56,7% su base annua.

Internet: quelle parole che non piacciono

Wednesday, June 27th, 2007
web 2

[corriere.it]Un sondaggio commissionato dal Lulu Blooker Prize rivela che i vocaboli legati al web 2.0 sono tra i più odiosi e irritanti.
MILANO - Folksonomia, blogosfera, blog, netiquette e blook. Ecco la top-five delle parole dell’Internet più irritanti. Questo è quanto emerge dai risultati di un sondaggio condotto dalla società inglese di ricerche YouGov per conto di Lulu Blooker Prize , il premio letterario – sponsorizzato dal fornitore di libri a richiesta Lulu – destinato agli autori di blooks (vale a dire quei libri che nascono da un blog o comunque da un sito web). E, guarda caso, il termine è in classifica.
DALLA FOLKSONOMIA AL BLOOK - Il vocabolo più odioso fuoriuscito dalla Rete è dunque folksonomia (più sovente si utilizza l’originale inglese folksonomy), espressione che sta a indicare una modalità di categorizzazione, utilizzata da gruppi di persone al fine di organizzare in categorie le informazioni disponibili nell’Internet, attraverso l’uso di parole chiave scelte liberamente. Una classificazione collaborativa e spontanea, che differisce assai dalla metodologia classica (cioè la tassonomia, da cui la contrazione “sonomia”, abbinata a “folk”, ovvero popolo) ed è un concetto fortemente legato al web sociale. Risultano fastidiosi pure i termini blog, blogosfera (vale a dire tutto l’universo legato ai diari e giornali di rete) e blook (di cui s’è già detto), tutti legati anch’essi al cosiddetto web 2.0. Solo netiquette, il galateo della rete, è una parola, per così dire, d’altri tempi e non un neologismo recente, bensì legato all’ascesa della ondata del web e alla diffusione della e-mail.
IL SONDAGGIO - YouGov ha intervistato 2.091 adulti a inizio di giugno. I risultati del sondaggio sono stati pubblicati dall’agenzia giornalistica francese Afp. Non si conosce ancora, tuttavia, la classifica completa ma solo questi cinque primi posti… E la decima posizione: wiki. Ancora uno smacco al lessico del web di seconda generazione. Su quanto sta nel mezzo regna per ora il silenzio…

La metà degli italiani non usa Internet

Friday, June 8th, 2007

[ampletech.net] Nell’era delle tecnologie il 52% degli italiani non usa ancora Internet. E parliamo di qualcosa come 26.6 milioni di italiani. Se poi si analizza quel 31% che rappresenta la reale “avanguardia tecnologica” si assiste ad un’ulteriore suddivisione: a fronte di un 14% della popolazione (qualcosa come 7.4 milioni di italiani) che abbina un uso consapevole, interattivo ed evoluto delle tecnologie con un’elevata propensione al consumo di contenuti culturali (sono i cosiddetti Eclettici), troviamo un 17%, pari a 8.9 milioni di italiani (i cosiddetti Technofan) che utilizzano le tecnologie per lo più in modo passivo, come svago o per comunicare. Dai dati che emergono dall’indagine probabilmente questo gap rischia nel futuro di aumentare. E’ questa la fotografia tracciata da ACNielsen nell’indagine “Liquidi e mutanti. Industrie dei contenuti & consumatori digitali” commissionata dall’Osservatorio permanente sui contenuti digitali, presentata oggi a Roma.

La ricerca è stata realizzata su un campione rappresentativo della popolazione italiana di 8.500 individui con più di 14 anni per la parte quantitativa e su specifici focus group per cinque tipologie di utilizzatori di contenuti (dai 13 ai 50enni) per la parte qualitativa.

Ad orientare gli utenti verso un utilizzo evoluto e interattivo delle nuove tecnologie non è tanto la disponibilità o l’uso frequente delle tecnologie nuove e di tendenza: la tecnologia di per sé costituisce uno strumento neutro. Quello che fa la differenza è l’abitudine alla fruizione di consumi culturali. Maggiore è il consumo di cultura e maggiore è la propensione all’uso di tecnologie innovative: sono gli Eclettici, forti lettori, alti acquirenti di musica e DVD e consumatori di cinema, i più forti utilizzatori delle potenzialità offerte dal Web 2.0. I forti fruitori di programmi TV tendono invece a un consumo tecnologico ridotto: più che di digital divide è quindi più corretto parlare di cultural divide. Non emergono nemmeno grandi differenze tra Nord e Sud, conta invece molto di più se si vive in una grande città o in un piccolo centro.

Uso evoluto delle tecnologie e forti consumi culturali sono strettamente legati: dall’indagine emerge chiaramente però che - ed è questo il segnale più preoccupante - anche i genitori tecnologicamente più avanzati, non riescano a trasmettere la passione per la cultura ai figli, che, di conseguenza sempre di più, utilizzeranno le tecnologie come puro gadget. Anche i figli di genitori Eclettici, legati cioè alle tecnologie e alla cultura, stanno migrando nel gruppo dei Technofan, sicuramente emancipati in fatto di tecnologia, ma poco dotati di strumenti culturali che permettano loro di controllarla e gestirla.

Per quanto riguarda il diverso comportamento tra i due sessi, un segnale positivo viene dalle più giovani: non solo le 14-24enni usano Internet quanto i loro colleghi maschi ma l’utilizzo settimanale di forum e blog vede un’incidenza superiore tra le donne giovani (14-24 anni) rispetto ai loro coetanei maschi (43% vs 35% tra le 14-19enni e 28% vs 19% tra le 20-24enni, base utilizzatori internet), probabilmente per maggior bisogno confronto e condivisione. A partire dai 25 anni sono invece i maschi ad essere maggiori utilizzatori. Al contrario l’utilizzo di sistemi di file sharing risulta un “fatto maschile” in tutte le fasce d’età.

Le piattaforme più utilizzate: (almeno una volta alla settimana) il PC con DVD (39%) e il cellulare con MP3/video/fotocamera (33%), seguito dal lettore DVD (26%). Lettore MP3/i-Pod e TV LCD/al plasma seguono con il 15%. Sistemi di messaggistica istantanea (MSN Messenger, Skype) e forum/blog sono i servizi Internet più frequentemente utilizzati: lo usano almeno una volta la settimana rispettivamente il 27% e il 22% degli utilizzatori di internet. Gli acquisti di contenuti online sono ancora un fenomeno di nicchia, in ascesa ma di nicchia; l’acquisto di CD, DVD e libri avviene infatti ancora massicciamente offline. L’acquisto online è un fenomeno che interessa ad oggi circa il 10% degli heavy user di internet, coloro che si connettono da casa tutti i giorni o quasi (e il 3% se riportato alla popolazione italiana nel suo complesso). Il ruolo di internet è ancora solo emergente, ad eccezione del P2P per la musica (15% della popolazione) e i video (11% della popolazione). La musica acquistata regolarmente via web si attesta all’8% della popolazione.

“L’indagine evidenzia in modo chiaro che l’utilizzo consapevole ed evoluto delle tecnologie dipende in gran parte dagli strumenti culturali di cui gli utilizzatori sono dotati” – ha sottolineato il presidente del Gruppo Editoria Digitale di AIE, Fernando Folini – Solo creando condizioni per il loro sviluppo sarà possibile sfruttare e sviluppare al meglio le opportunità che le innovazioni man mano presenteranno.

Google Earth: Fotografata in tanga Polemica sulle mappe

Friday, June 8th, 2007

[ilrestodelcarlino.it] Associazioni in difesa della privacy in rivlota a causa della immagini in grado di cogliere ignari cittadini in situazioni talvolta imbarazzanti

New York, 7 giugno 2007 - Il sistema di mappe satellitari di Google sta scatenando una vera e propria rivolta tra le associazioni per la difesa per la privacy, a causa della qualità sempre più dettagliata delle immagini, in grado di cogliere ignari cittadini in situazioni talvolta imbarazzanti.

A scatenare l’indignazione, questa volta, la fotografia di una ragazza immortalata mentre sta entrando nella propria automobile in una strada di San Francisco, con il tanga ben in vista lasciato scoperto dai jeans a vita bassa mentre lei si piega per sedersi.

“Con l’opzione Street View gli utenti possono letteralmente muoversi per le vie di una città, controllare ristoranti, negozi e segnali stradali” si legge sul sito web del famoso motore di ricerca. Ma per gli attivisti, una tecnologia così sofisticata consente anche di osservare i passanti ignari, immortalati loro malgrado, in momenti di vita quotidiana.

Cantieri “artistici” sul web

Friday, June 8th, 2007

[datamanager.it] Il restauro degli Uffizi di Firenze in diretta su Internet

Il progetto del restauro degli Uffizi di Firenze sarà in diretta sul web non solo con immagini in tempo reale, ma anche attraverso documentazioni progettuali, schede tecniche, cenni storici e tutto ciò che riguarda la realtà del cantiere in un museo.
Sul sito www.nuoviuffizi.it ogni giorno si potrà visualizzare lo stato d’avanzamento dei lavori, documentato con fotografie, video e immagini in 2D e 3D.
I “Nuovi Uffizi” sono finanziati dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali che ha stanziato una somma di circa 49 milioni di euro per restaurare i 27.000 mq di superficie calpestabile del museo.
Il sito mostrerà le varie fasi del cantiere diretto dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio delle Province di Firenze, Pistoia e Prato.
www.nuoviuffizi.it permetterà agli utenti di capire la complessità degli interventi da effettuare e di conoscere le zone inagibili nelle varie fasi del restauro.

Scoperto un virus di OpenOffice

Wednesday, May 23rd, 2007

[theinquirer.net] UN WORM scritto per il pacchetto OpenOffice è stato scoperto dagli esperti di Sophos.

Il virus si presenta con l’immagine di un banchiere travestito da coniglio in atteggiamenti poco convenienti e colpisce le applicazioni OpenOffice che girano sotto Windows, Mac e linux.

Il sistema antivirus di Sophos ha comunque buone possibilità di identificarlo e debellarlo. Il worm è scritto in StarBasic, ma salva degli script sul disco in diversi altri linguaggi.

Il responsabile di Sophos Graham Cluey ha dichiarato che chi ha realizzato il virus è così sicuro della sua capacità di riprodursi che l’ha spedito agli uffici di Sophos per evitare che si diffonda senza limiti.

Altre informazioni le trovate qui.

P2P: italiani denunciati per mp3, Garante interviene

Wednesday, May 23rd, 2007

E ritornarono le persecuzioni…

[reuters.it] ROMA (Reuters) - Una casa discografica tedesca ha chiesto un risarcimento a migliaia di utenti italiani di internet che si erano scambiati musica attraverso la rete, riuscendo a risalire alla loro identità attraverso l’indirizzo IP dei loro computer, ma il Garante italiano della Privacy si è schierato oggi dalla parte degli utenti, contestando la possibile violazione dei loro dati personali.

La notizia delle denunce è stata diffusa oggi dalla casa discografica stessa, la Peppermint, e dall’associazione Altroconsumo, che ha presentato a sua volta un esposto contro l’azienda tedesca al Garante per il modo con cui questa è riuscita a recuperare le generalità degli utenti.

E nel pomeriggio l’Autorità garante per la protezione dei dati personali ha annunciato di aver “deciso di costituirsi in giudizio presso il Tribunale di Roma nelle cause intentate dalla Peppermint nei confronti di gestori telefonici allo scopo di identificare alcune migliaia di utenti”, dice un comunicato.

“La decisione del Garante nasce dalla volontà di verificare se nella vicenda siano stati rispettati tutti i diritti di protezione dei dati personali”.

Altroconsumo aveva scritto al Garante denunciando “le modalità illegali, dai contorni orwelliani, attraverso cui la Peppermint Jam Records GmbH ha raccolto circa 4.000 indirizzi IP di utenti italiani in rete, intimando loro di pagare 330 euro per aver condiviso dei file musicali”, come è scritto in una nota.

Secondo Altroconsumo, molti consumatori si sarebbero rivolti ai suoi giuristi dichiarando di aver ricevuto una lettera da uno studio legale di Bolzano con la quale si richiede il risarcimento per una presunta violazione della legge sul diritto d’autore ai danni della società discografica tedesca.

“Scaricare musica da Internet ci crea un grave danno economico”, ha detto a Reuters Wlolfgang Sick, amministratore delegato di Peppermint, che produce musica dance e pop. “Attraverso queste azioni legali vogliamo solo che la gente si renda conto che quello che scaricare musica è illegale”, ha aggiunto Sick.

Per identificare chi si scambia musica, Peppermint si sarebbe affidata ad un’azienda specializzata in grado di identificare l’indirizzo IP di qualsiasi computer appena questo comincia a scaricare qualcosa da internet attraverso i sistemi peer to peer come eMule o Limewire, che permettono di scambiare file fra diversi terminali privati.

L’associazione di consumatori, però, fa notare che la casa discografica non ha appurato se gli scambi sono avvenuti a fini commerciali o personali, che non esiste una correlazione diretta e provata fra l’indirizzo IP e l’identità delle persone a cui è stato chiesto un risarcimento e, infine, che il codice in materia di protezione dei dati personali vieta l’uso di comunicazione elettronica per accedere a informazioni archiviate nell’apparecchio terminale di un utente internet come la sua identità.

Gentiloni: «L’accesso alla rete un diritto universale»

Wednesday, May 23rd, 2007

[01net.it]Il Ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni conferma che entro l’estate usciranno i bandi di Gara per il WiMax e che l’accesso alla Rete può essere considerato come un diritto universale ed è una priorità dell’azione di Governo.

Roma -Il tema dell’accesso alla Rete attraversa tutto il Forum Pa come un fiume carsico che emerge anche quando il tema del confronto o del convegno non lo pone al centro dell’attenzione.

Senza un vero accesso alla rete da parte di tutto il Paese e non solo di una elite l’innovazione nella Pa non parte o peggio rischia di incrementare il Digital Divide.

La consapevolezza di questo rischio è così forte e palpabile che il Ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni non esita a chiamare in causa il tema dei Diritti Universali: “E’ necessario considerare l’accesso alla Rete - ha sostenuto al 18° Forum Pa - come un Diritto Universale, così come nel ‘900 si sono consacrati come diritti universali servizi come le poste, come la radio, la televisione, il telefono. Adesso si deve parlare di un diritto di cittadinanza nella Rete che passa attraverso il servizo dell’accesso”.

Gentiloni non rinuncia alla battuta e osserva che questo diritto non si garantisce con linee e con modem da 128k: “non so dimensionare quanto debba essere larga la “banda nazionale” - spiega - ma quel che è certo è che occorre lavorare pesantemente a livello di infrastrutture e che il rame per quanto efficientato presenta comunque dei limiti tali da porre la questione centrale di una nuova forma di cablaggio”.

Il pensiero va naturalmente alla fibra ottica e al WiMax. Gentiloni non si sottrae all’invito di disegnare degli scenari, in particolare quelli ai quali sta lavorando il Governo: “Per avere una banda larga a livello di infrastrutture di sistema Paese servono tre condizioni - precisa - Un quadro preciso delle regole, la capacità di reggere il passo con l’innovazione tecnologica e un ruolo forte della Pa come motore degli investimenti”.

Il primo punto è quello centrale, come spiega lo stesso Ministro: “un piano di cablaggio non può richiedere investimenti in misura inferiore ai 10 Miliardi di € per un orizzonte temporale di almeno cinque anni. Per poterlo affrontare serve una forte integrazione di intendimenti e di obiettivi tra pubblico e privato. Per avere gli investitori privati serve un quadro regolamentare che sappia fornire alle imprese uno scenario preciso nel quale collocare i loro investimenti e che sappia nel contempo garantire una eguaglianza di accesso all’investimento tra i vari operatori”.

Tenere il passo con l’innovazione tecnologica è paradossalmente più facile e dipende ancora una volta dal sistema delle regole. In questo contesto Gentiloni non dimentica che gran parte del Nostro Paese per ragioni di orografia e di concentrazione della popolazione necessita di gestire l’accesso alla Rete anche attraverso soluzioni come il WiMax . “Confermo che entro l’estate verranno indetti bandi di gara per il WiMax - ha dichiarato - un fatto e una soluzione importante che però non risolve il problema. Il WiMax - ha proseguito il Ministro - è e deve essere visto come completare alla banda larga via cavo e deve essere integrato in un piano complessivo di accesso alla Rete”.

Il terzo e ultimo punto è di quelli che dovrebbero fare felici i vendor di tecnologie e servizi e riguarda il ruolo della Pa come motore degli investimenti in innovazione. Gentiloni conclude osservando che l’investimento pubblico deve servire anche per mettere in moto un circolo virtuoso di investimenti volti ad aumentare la capacità di accesso in tutte e le sue forme, non solo per quelle infrastrutturali.

In particolare il Ministro delle comunicazioni celebra il ruolo strategico della Pa Locale: “A oggi - ha osservato - si sta spendendo qualcosa come 1 miliardo di € di risorse legate alla banda larga. Ebbene, il 70% di queste risorse sono investimenti di regioni, province e comuni. Solo il 30% è in capo alla Pa Centrale”.

Meditate fornitori, meditate.