Archive for the 'Internet' Category

Google pronta ad acquisire frequenze mobili

Wednesday, November 21st, 2007

[telefonino.net] Google è pronta ad offrire ben 4,6 miliardi di dollari per acquisire frequenze di telefonia mobile. L’offerta sarà presentata nell’asta per acquistare frequenze wireless che verranno cedute al miglior offerente dalla Federal Communications Commission il prossimo gennaio.
A scriverlo è il Wall Street Journal che cita persone informate della questione.

Google, utilizzando una licenza test sempre rilasciata dalla Federal Communications Commission statunitense, sta già testando una versione sperimentale della rete wireless a Mountain View, California. In questo la società californiana sta maturando un’esperienza che potrebbe tornarle utile se a gennaio vincesse l’asta di assegnazione frequenze, decidendo, quindi, di diventare un operatore nazionale di telefonia mobile.

La fine di Internet avverrà nel 2010

Wednesday, November 21st, 2007

[corriere.it] Accadrà quando i dati in circolo supereranno la capacità delle infrastrutture. Specie negli Usa.

Quando non c’era si viveva bene lo stesso, diciamolo, ma ora che c’è, per molti è difficile immaginare di poter stare senza. Parliamo dell’internet e di come si sia integrata perfettamente nella nostra esistenza, nella nostra quotidianità, diventando uno strumento prezioso sia per il lavoro che per lo studio e il tempo libero. Internet c’è, e probabilmente a nessuno passa per la testa l’idea che domani possa sparire, o non essere più così facilmente accessibile. Ma le cose potrebbero cambiare, molto presto, lasciando gli internauti con un palmo di naso di fronte al monitor nero.

TRAFFICO ECCESSIVO - Una ricerca condotta dagli studiosi del Nemertes Research Group rivela che da qui a due anni internet potrebbe non riuscire più a sopportare il peso dei nostri movimenti in rete e collassare tragicamente. Il motivo? L’incapacità delle attuali reti di reggere il traffico dati generato sia da parte degli utenti privati che dalle aziende. In particolare, gli analisti prevedono che la responsabilità della paralisi sarà imputabile principalmente ai contenuti web che appesantiscono le connessioni, come video streaming interattivi e trasferimenti di file in modalità peer-to-peer. Poco alla volta le maglie della rete finiranno con l’essere congestionate, e per il 2010 - stimano i ricercatori Nemertes - non saranno più vivibili.

PIÙ INVESTIMENTI - Che fare per evitare che ciò si verifichi? La soluzione è nelle mani dei provider e gestori della rete, che con tutta probabilità si vedranno costretti a investire cifre doppie rispetto a quelle preventivate per la ristrutturazione delle dorsali e lo sviluppo di nuove e più moderne infrastrutture. Si pensi che alla fine di quest’anno gli interanuti avranno creato circa 161 exabyte di dati (un exabyte, EB, equivale a circa 1,1 miliardi di gigabyte), che nel mese di maggio tre quarti degli utenti internet statunitensi hanno guardato una media di 158 minuti di video online, e che solo in Nord America saranno necessari investimenti nell’ordine dei 42-55 miliardi di dollari (28,4-37,2 miliardi di euro) per l’adeguamento delle reti alla domanda. I risultati dello studio confermano le preoccupazioni dell’Internet Innovation Alliance (Iia), che da tempo lancia moniti a proposito dell’imminente collasso delle linee sulle quali corrono i bit. Certo tale crescita non potrà che fare bene al web, ma solo se le autorità di ciascun Paese e i gestori delle reti prenderanno consapevolezza dell’accresciuta domanda attivandosi e rispondendo in modo adeguato.

Mozilla distribuisce Firefox 2.0.0.6

Wednesday, August 1st, 2007

[pcself.com] Mozilla Foundation ha rilasciato Firefox 2.0.0.6, un update che risolve una nuova vulnerabilità legata alla gestione degli indirizzi di rete, denominati URI (Uniform Resource Identifier).

La falla potrebbe permettere l’utilizzo di Internet Explorer 7 per passare a Firefox un indirizzo in grado di lanciare un qualsiasi pogramma installato sotto Windows XP. Stando a quanto sostenuto da Mozilla, gli utenti di Windows Vista o quanti utilizzano Firefox con IE6 non corrono alcun pericolo.

L’aggiornamento alla nuova versione è automatico, gli utilizzatori che non avessero ricevuto la notifica dell’update possono procedere al download manuale di Firefox 2.0.0.6 dai siti GetFirefox.com e MozillaItalia.it.

Dovrebbe essere rilasciata entro breve tempo anche una versione aggiornata di Thunderbird.

E anche l’Atlante diventa fai-da-te

Wednesday, August 1st, 2007

repubblica.it] SAN FRANCISCO - In rete, tutti possono essere cartografi. Con l’aiuto di strumenti che da qualche tempo forniscono i siti, milioni di persone si stanno cimentando con la cartografia, disegnando mappe digitali commentate da testi, immagini, colonne sonore o video. Questi cartografi dilettanti stanno contribuendo a trasformare il web in un mezzo di informazione in cui le carte geografiche svolgeranno un ruolo sempre più importante nel reperimento delle informazioni. La gente potrà scegliere il servizio cartografico che preferisce e scoprire informazioni su una specifica località: quali sono gli alberghi e i bar ma anche le statistiche relative alla criminalità, la diffusione dei graffiti nella città, gli avvenimenti che la riguardano.

Nel complesso, queste piantine assomigliano un po’ a Wikipedia, l’enciclopedia in rete, perché sono create con il contributo di milioni di persone. “Sta nascendo una cartografia del mondo estremamente dettagliata ad opera di gente sparsa per il pianeta”, dice John V. Hanke, direttore di Google Maps e Google Earth. Questo GeoWeb, come lo chiamano gli addetti ai lavori, è, sotto certi aspetti, una conseguenza della guerra tra i motori di ricerca.

Nella corsa a diffondere i loro servizi di mappatura - e a dominare il mercato delle pubblicità locali sulle piantine- queste società hanno creato gli strumenti che permettono anche a chi ha capacità tecniche modeste di fare ciò che in passato potevano fare solo i cartografi professionisti.

“È una rivoluzione”, dice Matthew H. Edney, direttore del Progetto di Storia della Cartografia all’Università del Wisconsin, a Madison. “Oggi chiunque è in grado di realizzare una mappa. Si possono scegliere i dati, aggiungerli, condividerli con altri. È un processo che ha spostato il potere di produrre piantine in un’arena nuova”.

La rivoluzione cartografica in rete è iniziata un paio di anni fa, quando fu permesso ai programmatori di arricchire le loro mappe con dati di fonti esterne. Lo scorso aprile Google ha inaugurato My Maps, che semplifica la creazione di carte personalizzate. Da allora sono state create oltre quattro milioni di piantine con le quali è possibile trovare qualunque cosa; un milione di queste con un programma Microsoft chiamato Collections; 40.000 grazie a Platial, nuova arrivata del settore tecnologico.

Motion Based, sito della Garmin, azienda di navigatori satellitari, consente di caricare i dati che l’utente raccoglie mentre si muove con un GPS. Su Flickr, servizio dedicato alla condivisione di immagini fotografiche, gli utenti hanno “geo- etichettato” 25 milioni di fotografie, fornendo dati relativi alle città che possono essere riprodotte su una carta o visualizzate in 3D.

A volte le cartine “fai da te” sono poco affidabili, a volte accuratissime. “Può succedere che facciate un’escursione con il navigatore satellitare e che possiate dare una descrizione di un sentiero più precisa di una mappa del Servizio Geologico Nazionale”, dice Daniel Cooke, scienziato della Tele Atlas North America, tra i principali fornitori di carte stradali digitali.

Fino a poco tempo fa gran parte delle carte in rete erano isole a sé. Ma Google e Microsoft hanno sviluppato strumenti con i quali è possibile vedere su un’unica mappa vari livelli di dati. E si sta passando da una versione in 2D a una 3D. La Microsoft, ad esempio, ha creato modelli tridimensionali di 100 città di tutto il mondo e punta ad averne 500 per il prossimo anno.

Meno Internet in giugno, ma non per i teenager, dice Nielsen

Wednesday, August 1st, 2007

[reuters.it]  MILANO (Reuters) - L’arrivo dell’estate contrae l’assiduità dei navigatori italiani sul web. Ma il previsto fenomeno sembra non valere per la fascia dei cybernauti tra i 12 ed i 17 anni.

E’ quanto emerge da dati della ricerca Nielsen/NetRatings diffusi oggi e riguardanti il mese scorso, secondo la quale gli utenti calano del 3% rispetto al mese di maggio (20,7 milioni sul Web, 22,2 milioni se si includono le applicazioni quali gli instant messenger e i media player).

Ma sono soprattutto i consumi della rete a diminuire in misura sostenuta nel mese, dice la Nielsen. Registrando un meno 10% del tempo che ciascun navigatore ha dedicato nel mese al mezzo: 20 ore e 38 minuti online, oltre due ore in meno rispetto a maggio.

Un calo fisiologico legato a dinamiche di stagionalità che si verifica ogni anno, dice la società, e che ha come effetto principale un minor numero di utenti che si connettono nel fine settimana.

A giugno inoltre un 4% in meno per gli internauti collegati la domenica rispetto a maggio. Decrementi analoghi anche nella fascia oraria dalle 18 alle 22, tradizionalmente preferita dai navigatori italiani.

Ma non tutti i navigatori trascorrono meno tempo online. Il calo dei consumi concerne soprattutto il target dei giovani tra i 25 ed i 34 anni - che riduce di 10 ore il tempo trascorso online nel mese - e le donne, che passano online 4 ore e 30 minuti in meno rispetto a maggio.

Al contrario, dice Nielsen, per il target dei teen-ager le occasioni di stare connessi sembrano aumentare: a giugno i 12-17enni sono stati online in media circa 2 ore in più (che diventano 6 ore in più se si considerano solo i consumi del pubblico maschile).

La chiusura delle scuole sembra pertanto aver dato maggiori opportunità ai ragazzi di andare online e di avere una fruizione più intensa del Web.

Wikipedia sfida Google nella ricerca online

Wednesday, August 1st, 2007

[visionpost.it]  Sta per nascere Wikia, un motore che unisce algoritmi e intelligenza umana: gli utenti saranno la vera novità, capace di portare la ricerca verso nuove frontiere. Almeno, è questa la previsione di Jimmy Wales, fondatore di Wikipedia e condottiero di questa avventura.

Chi potrà mai essere in grado di rivaleggiare con Google? Un’ardua sfida, che poteva essere seriamente raccolta solo da un nome di successo come Wikipedia, capace fin dalla sua nascita di raggiungere traguardi mai ipotizzati prima. Ecco quindi che nasce il progetto di un nuovo motore di ricerca la cui realizzazione è affidata a Wikia, start-up con a capo proprio Jimmy Wales, il fondatore della famosa enciclopedia online.

Il motore di ricerca in questione si prepara a competere con i monopolisti con una carta in più, l’open source, grazie al quale i partecipanti lavoreranno a favore di una ricerca intelligente. L’idea è quella di affiancare al classico algoritmo informatico l’aiuto umano necessario a valutare in modo appropriato le richieste ed eventualmente a indirizzarle meglio anche attraverso la disambiguazione dei termini. Perché eliminare le ambiguità è l’unico modo per focalizzare subito il percorso più adatto a una risposta pertinente e corretta. Insomma, la risorsa principale del progetto Wikia sta nelle potenzialità dell’apporto umano e non di una persona sola, ma di un grande numero di menti. Il software open source capace di dar vita a questa avventura – che dovrebbe diventare realtà entro la fine del 2007 – si chiama Lucerne.

Jimmy Wales non si è sbottonato molto sui dettagli. Per ora si sa (come riporta UsaToday) che tutto è nato con l’acquisizione di Grub – un sistema per l’indicizzazione del web capace di avvalersi dell’apporto dei computer degli utenti – e la possibilità di proseguire l’avventura è affidata alla pubblicità, che dovrà sostenere l’esistenza del nuovo motore di ricerca. Il progetto, inoltre, ha ricevuto fino a ora ottimi fondi di finanziamento: circa 14 milioni di dollari.

Il primo dei suoi obiettivi sarà quello di assicurarsi una quota di mercato pari al 5 per cento. Piccoli e cauti passi per prepararsi alla grande sfida, che si combatterà sul terreno della qualità, su cui Wales punta tutte le sue risorse spiegando che solo così è possibile invertire il rapporto di potere fra le società di ricerca e il pubblico. Solo così, ma anche seguendo alcuni principi fondamentali che sono già elencati nel sito Wikia: la trasparenza del funzionamento open source, la community che è la vera forza del progetto, la qualità come accuratezza e rilevanza della ricerca e infine la privacy, che assicura che non verranno usati i dati personali degli utenti.

Microsoft: imperativo categorico ‘vincere’ contro Google

Wednesday, August 1st, 2007

[punto-informatico.it]  Roma - Già nei mesi scorsi il responsabile della progettazione software Microsoft, Ray Ozzie, aveva inquadrato Google come uno stimolo per lanciare l’azienda di Redmond su fronti ancora poco esplorati. Le strategie e le parole di Microsoft, schermaglie legali a parte, sembrano dimostrare l’intenzione di competere con Google ad armi pari e senza timori, anche ora che Gates si appresta ad allontanarsi dall’azienda, per consegnarla al triumvirato Ballmer-Ozzie-Mundie.

Una delle direttrici in cui Microsoft si muove con determinazione è l’ampliamento del suo core business. Senza rinunciare all’obiettivo del miliardo di Windows installati e al rilascio di Windows 7 entro i prossimi tre anni, in casa Microsoft si inizia ad ammettere qualche variazione sul tema. Nel corso del Financial Analyst Meeting è stato lo stesso Gates a prospettare una diversificazione della strategia aziendale proponendo un approccio combinatorio tra il profittevole modello di business Microsoft, e il software as a service delle applicazioni Google, in vista di una reale convergenza centrata sull’utente. Il Web sarà la piattaforma, secondo la formula coniata da Tim ÒReilly, per offrire servizi Web complementari con il tradizionale “software in scatola” offerto da Microsoft. Software che, a parere di WebProNews manterrà il dominio incontrastato sul mercato, pur restando tutt’altro che gratuito per l’utente, contrariamente a quanto avviene per le innumerevoli Google App. Non mancano però in Microsoft i tentativi di ricalcare la strategia di BigG: ZDNet ha raccolto indiscrezioni riguardo alla prossima release di Microsoft Works, che si prevede gratuita e foraggiata dalla pubblicità.

Allo stesso modo, Microsoft inizia a proporsi come inseguitore di Google nell’ambito pubblicitario. Mentre BigG si affanna nel tentativo di riemergere dall’affaire antitrust innescato dall’acquisizione di DoubleClick, a detta di Google stessa, entusiasta della crescita della competitività, Microsoft si è adoperata per racimolare accordi e assorbire compagnie. Prima mossa, l’acquisizione di aQuantive. Seguono, nell’ordine, l’accordo che ha assicurato alla piattaforma pubblicitaria in-game Massive Network la gestione del product placement per cinque titoli Electronic Arts; l’accordo per veicolare la pubblicità su Digg e l’acquisizione di AdECN, azienda che opera come raccordo tra editori e inserzionisti nell’ambito del display advertising. Una strategia che, gestita e supportata dal neocostituito gruppo di lavoro Internet Services Research Center (ISRC), potrebbe far decollare la piattaforma adCenter, guidando Microsoft a diventare la “potenza dell’advertising” in cui crede Ballmer.

È il New York Times, in una lunga intervista a Bill Gates, a configurare un altro fronte sul quale Microsoft e Google potrebbero trovarsi a competere: il mercato degli smartphone, nel quale BigG sembra essersi mossa sul fronte software, nonostante il proliferare di rumors che sembravano anticipare l’avvento di un vero e proprio dispositivo GPhone. Anche in questo caso Microsoft ostenta sicurezza: Gates prevede che Google non abbia possibilità di insidiare il solido 10% di mercato detenuto da Microsoft con Windows Mobile e sembra ritenere ingenui coloro che si aspettano un futuro della telefonia gratuito e targato Google, che Gates definisce come un’azienda che “ha sviluppato una trentina di prodotti, di cui uno solo profittevole”.

È in questo contesto stimolante che il chairman di Microsoft si prepara ad abbandonare progressivamente gli incarichi per votarsi alla beneficenza. Uno scenario di transizione che Craig Mundie e Ray Ozzie, di comune accordo con Gates, ritengono rappresentare la congiuntura giusta perché il cofondatore del colosso di Redmond ceda loro il passo. Ma è lo stesso New York Times a raccogliere le dichiarazioni di Gates, che, forse incapace di rinunciare a giocare un ruolo di peso in questo panorama pregno di sfide, “programma di rimanere profondamente coinvolto in alcune aree dell’azienda”.

Arabi e cinesi uniti contro la web-repressione

Wednesday, June 27th, 2007

[quomedia.diesis.it] Gli attivisti e i blogger egiziani e cinesi si sono uniti nella campagna “Free the New Youth 4” per chiedere la liberazione di quattro blogger cinesi condannati nel 2003 da otto a dieci anni per “sovversione e sabotaggio dello stato” attraverso la rete. La campagna si è ispirata all’analoga presa di posizione di un gruppo di giovani egiziani in sostegno di Abdel Kareem Suleiman, il primo blogger processato in Egitto.

“Un gruppo dalla Cina ha chiesto il nostro aiuto per lanciare una campagna in internet. Kareem e i quattro ragazzi cinesi sono vittime dello stesso crimine: la violazione della libertà di espressione, uno dei diritti civili più elementari”, ha spiegato Esraa Al Shafei, direttore della campagna “Free Kareem!”.

I quattro blogger cinesi sono stati condannati per aver coordinato in internet il forum “Nuovo gruppo di studio giovanile”, per promuovere lo sviluppo e la crescita del paese.

I responsabili della campagna “Free Kareem”, oltre ai legami con la Cina, sono in contatto con blogger afghani e pakistani, come ha spiegato Al Shafei: “Stiamo per lanciare diversi progetti coordinati, vogliamo creare una rete che superi i limiti geografici per aumentare il nostro potere di influenza. Anche se abbiamo culture e religioni diverse, lottiamo per gli stessi valori. E allora possiamo lottare meglio insieme”.

Ebay e Google seppelliscono l’ascia di guerra

Wednesday, June 27th, 2007

[theinquirer.net] IL SITO DI ASTE eBay ha ripristinato la pubblicità su Google segnando la conclusione di un attrito con la società del noto motore di ricerca nato da divergenze in merito a un party promozionale.

eBay aveva ritirato la pubblicità da Google definendo l’operazione un “esperimento” per determinare quale fosse il modo più efficace di attirare i clienti sul proprio sito di shopping.

Tuttavia sembra più verosimile che si trattasse di una ritorsione per il party che Google aveva fissato per il 14 giugno con lo scopo di distogliere l’attenzione dalla festa annuale degli utenti di eBay a Boston.

eBay era uno dei maggiori clienti di Google per mezzo del sistema di marketing AdWords e il denaro non speso veso Google è stato impiegato per aumentare il carico pubblicitario a vantaggio dei suoi concorrenti.

Il portavoce di eBay Hani Durzy, rifacendosi alla dichiarazione iniziale, ha detto che l’esperimento dimostra che il sito di aste non ha bisogno di spendere tanto in pubblicità su Google. Tuttavia ha confermato che le due società continueranno a fare affari l’una con l’altra.

In ogni caso il fatto che Google abbia annullato la serata di gala, che aveva come scopo la promozione del suo nuovo servizio per i pagamenti online, deve essere servito a calmare gli animi.

Google vuole estensione sentenza antitrust su Microsoft

Wednesday, June 27th, 2007

[reuters.it] WASHINGTON (Reuters) - Google ha richiesto a un giudice federale di estendere il decreto che ha messo fine ad un caso di antitrust contro Microsoft per rispondere ai timori per la concorrenza relativi al nuovo sistema operativo Windows Vista.

Nella sua istanza, Google fa notare che nonostante la sentenza del 2002 - che ha definito alcuni elementi normativi che costringono Microsoft a non ostacolare i produttori di software indipendenti - “c’è ancora molto da fare perché si arrivi ad una reale possibilità di scelta libera per quanto riguarda i motori di ricerca interni dei computer”.

L’oggetto della contesa tra i due giganti del software è la presenza nel nuovo sistema operativo di Microsoft del programma “instant search” che permette di ricercare velocemente i file catalogati sull’hard disk del computer.

Anche Google fornisce gratuitamente un programma analogo che si chiama “Desktop Search” e, secondo la compagnia californiana, il programma integrato di Windows svantaggerebbe la concorrenza degli altri produttori.

Microsoft ha accettato la sentenza emessa nel 2002, ma ha detto che le modifiche al suo sistema operativo verranno inserite nel primo “Service Pack”, ossia nel primo pacchetto di aggiornamento di Vista che verrà rilasciato alla fine dell’anno, ma Google dice che i tempi delle modifiche non sono abbastanza chiari.