Google promette l’anonimato degli utenti
Friday, March 16th, 2007
[visionblog.it] Il fatto: Google dichiara ufficialmente un cambiamento di rotta rispetto al trattamento dei dati personali. L’impegno da ieri intrapreso con i propri utenti, è quello di mantenere le informazioni disponibili a eventuali richieste governative per un periodo limitato, che va dai 18 ai 24 mesi; allo scadere dei due anni, tutti i dati personali verranno oscurati e resi anonimi, impedendo qualsiasi collegamento tra gli individui e le ricerche effettuate su Google.
Il contesto: Attualmente, tutte le informazioni personali sulle ricerche online vengono archiviate a tempo indeterminato; la nuova strategia imporrà l’oscuramento delle ultime cifre degli indirizzi IP, impedendo così di risalire al computer – e all’utente – che ha inviato la richiesta al search engine. In realtà, Google cerca, con questa mossa, di redimersi dalle accuse che incolpano l’azienda di Page e Brin come collaboratori della censura governativa internazionale (in particolare in Cina e, più recentemente, in India): un passo indietro che riporta la realtà poco più vicina al «Don’t be evil» un tempo promesso. Non a caso, sono gli stessi avvocati della grande G, Peter Fleischer e Nicole Wong, a riportare la decisione sul sito ufficiale, caricando l’annuncio di un’aura ancora più marcata. Inoltre, il limite dei 24 mesi prima dell’anonimato potrà essere prorogato in presenza di nuove normative, garantendo comunque ai governi l’accesso ai database come già oggi accade. [continua]
I dati: Google raccoglie diversi tipi di informazioni che, presi isolatamente oppure incrociati tra loro, permettono di risalire ai percorsi effettuati da qualsiasi utente. In particolare si tratta delle chiavi di ricerca digitate nel motore, gli indirizzi web richiamati, i cookies, gli indirizzi IP e il tipo di browser degli internauti, ma anche la lingua impostata, la data e l’ora. Questi dati non sono importanti unicamente per questioni di sicurezza, ma anche per strategie commerciali che prevedono il profilamento dell’utenza: oscurando l’identità dei navigatori, Google mantiene così la possibilità di aggregare i dati – anche anonimi – a scopo di marketing, senza influenzare negativamente le strategie delle aziende.
Le G Apps: L’attuazione della nuova politica sulla riservatezza avverrà entro l’anno e riguarderà, per ora, solamente il motore di ricerca. Per quanto riguarda gli altri servizi di Google, non sono state ancora rese pubbliche le nuove direttive, ma è confermato l’impegno in difesa della privacy. In particolare, nel comunicato stampa vengono citate le funzioni “off the record” di Google Talk, “pause” e “lock search” di Google Desktop che impediscono di memorizzare le conversazioni o l’indicizzazione degli elementi visualizzati. La mole di dati personali, che vengono ogni giorno raccolti da Google in tutto il mondo, sono l’origine delle polemiche più accese riservate a Mountain View: accentrare milioni di dati sensibili – tra cui email, comunicazioni private e documenti – nelle mani di una singola potenza, può mettere a rischio la riservatezza di dati personali e aziendali.








