Archive for the 'Google' Category

Ritorno alle origini… Senza google !

Friday, January 18th, 2008

Docente universitaria inglese di Brighton vieta l’uso di Google.

[pc-facile.com] Vietati perchè “i ragazzi non usano più il cervello: dobbiamo recuperare il valore della ricerca e dell’analisi. Per questo vieto loro di usare Google, Wikipedia o altri siti simili. Fornisco una lista di libri su cui lavorare e mi aspetto che siano quelle le fonti che vengono citate regolarmente nei loro progetti.”

Una scelta che fa sicuramente discutere questa della Docente inglese dell’Università di Brighton. Dal punto di vista del ragionamento proposto non c’è che dire, è pura verità. Al giorno d’oggi, ad esempio, per fare una somma di 4 addendi si usa la calcolatrice, l’intelligenza è poco stimolata e soppiantata da calcolatori o come in questo caso, strumenti che facilitano il lavoro dello studente. Da punto di vista però dell’evoluzione è un grandioso passo avanti: dal web si carpisono milioni di informazioni che possono arricchire e approfondire di gran lunga lo studio di una determinata materia.

La Docente però non è contro lo sviluppo e la conoscenza degli strumenti nati dal web: vorrebbe che gli studenti imparassero ad usarli a misura, magari preferendo talvolta un buon libro ad essi.

Wikipedia sfida Google nella ricerca online

Wednesday, August 1st, 2007

[visionpost.it]  Sta per nascere Wikia, un motore che unisce algoritmi e intelligenza umana: gli utenti saranno la vera novità, capace di portare la ricerca verso nuove frontiere. Almeno, è questa la previsione di Jimmy Wales, fondatore di Wikipedia e condottiero di questa avventura.

Chi potrà mai essere in grado di rivaleggiare con Google? Un’ardua sfida, che poteva essere seriamente raccolta solo da un nome di successo come Wikipedia, capace fin dalla sua nascita di raggiungere traguardi mai ipotizzati prima. Ecco quindi che nasce il progetto di un nuovo motore di ricerca la cui realizzazione è affidata a Wikia, start-up con a capo proprio Jimmy Wales, il fondatore della famosa enciclopedia online.

Il motore di ricerca in questione si prepara a competere con i monopolisti con una carta in più, l’open source, grazie al quale i partecipanti lavoreranno a favore di una ricerca intelligente. L’idea è quella di affiancare al classico algoritmo informatico l’aiuto umano necessario a valutare in modo appropriato le richieste ed eventualmente a indirizzarle meglio anche attraverso la disambiguazione dei termini. Perché eliminare le ambiguità è l’unico modo per focalizzare subito il percorso più adatto a una risposta pertinente e corretta. Insomma, la risorsa principale del progetto Wikia sta nelle potenzialità dell’apporto umano e non di una persona sola, ma di un grande numero di menti. Il software open source capace di dar vita a questa avventura – che dovrebbe diventare realtà entro la fine del 2007 – si chiama Lucerne.

Jimmy Wales non si è sbottonato molto sui dettagli. Per ora si sa (come riporta UsaToday) che tutto è nato con l’acquisizione di Grub – un sistema per l’indicizzazione del web capace di avvalersi dell’apporto dei computer degli utenti – e la possibilità di proseguire l’avventura è affidata alla pubblicità, che dovrà sostenere l’esistenza del nuovo motore di ricerca. Il progetto, inoltre, ha ricevuto fino a ora ottimi fondi di finanziamento: circa 14 milioni di dollari.

Il primo dei suoi obiettivi sarà quello di assicurarsi una quota di mercato pari al 5 per cento. Piccoli e cauti passi per prepararsi alla grande sfida, che si combatterà sul terreno della qualità, su cui Wales punta tutte le sue risorse spiegando che solo così è possibile invertire il rapporto di potere fra le società di ricerca e il pubblico. Solo così, ma anche seguendo alcuni principi fondamentali che sono già elencati nel sito Wikia: la trasparenza del funzionamento open source, la community che è la vera forza del progetto, la qualità come accuratezza e rilevanza della ricerca e infine la privacy, che assicura che non verranno usati i dati personali degli utenti.

Microsoft: imperativo categorico ‘vincere’ contro Google

Wednesday, August 1st, 2007

[punto-informatico.it]  Roma - Già nei mesi scorsi il responsabile della progettazione software Microsoft, Ray Ozzie, aveva inquadrato Google come uno stimolo per lanciare l’azienda di Redmond su fronti ancora poco esplorati. Le strategie e le parole di Microsoft, schermaglie legali a parte, sembrano dimostrare l’intenzione di competere con Google ad armi pari e senza timori, anche ora che Gates si appresta ad allontanarsi dall’azienda, per consegnarla al triumvirato Ballmer-Ozzie-Mundie.

Una delle direttrici in cui Microsoft si muove con determinazione è l’ampliamento del suo core business. Senza rinunciare all’obiettivo del miliardo di Windows installati e al rilascio di Windows 7 entro i prossimi tre anni, in casa Microsoft si inizia ad ammettere qualche variazione sul tema. Nel corso del Financial Analyst Meeting è stato lo stesso Gates a prospettare una diversificazione della strategia aziendale proponendo un approccio combinatorio tra il profittevole modello di business Microsoft, e il software as a service delle applicazioni Google, in vista di una reale convergenza centrata sull’utente. Il Web sarà la piattaforma, secondo la formula coniata da Tim ÒReilly, per offrire servizi Web complementari con il tradizionale “software in scatola” offerto da Microsoft. Software che, a parere di WebProNews manterrà il dominio incontrastato sul mercato, pur restando tutt’altro che gratuito per l’utente, contrariamente a quanto avviene per le innumerevoli Google App. Non mancano però in Microsoft i tentativi di ricalcare la strategia di BigG: ZDNet ha raccolto indiscrezioni riguardo alla prossima release di Microsoft Works, che si prevede gratuita e foraggiata dalla pubblicità.

Allo stesso modo, Microsoft inizia a proporsi come inseguitore di Google nell’ambito pubblicitario. Mentre BigG si affanna nel tentativo di riemergere dall’affaire antitrust innescato dall’acquisizione di DoubleClick, a detta di Google stessa, entusiasta della crescita della competitività, Microsoft si è adoperata per racimolare accordi e assorbire compagnie. Prima mossa, l’acquisizione di aQuantive. Seguono, nell’ordine, l’accordo che ha assicurato alla piattaforma pubblicitaria in-game Massive Network la gestione del product placement per cinque titoli Electronic Arts; l’accordo per veicolare la pubblicità su Digg e l’acquisizione di AdECN, azienda che opera come raccordo tra editori e inserzionisti nell’ambito del display advertising. Una strategia che, gestita e supportata dal neocostituito gruppo di lavoro Internet Services Research Center (ISRC), potrebbe far decollare la piattaforma adCenter, guidando Microsoft a diventare la “potenza dell’advertising” in cui crede Ballmer.

È il New York Times, in una lunga intervista a Bill Gates, a configurare un altro fronte sul quale Microsoft e Google potrebbero trovarsi a competere: il mercato degli smartphone, nel quale BigG sembra essersi mossa sul fronte software, nonostante il proliferare di rumors che sembravano anticipare l’avvento di un vero e proprio dispositivo GPhone. Anche in questo caso Microsoft ostenta sicurezza: Gates prevede che Google non abbia possibilità di insidiare il solido 10% di mercato detenuto da Microsoft con Windows Mobile e sembra ritenere ingenui coloro che si aspettano un futuro della telefonia gratuito e targato Google, che Gates definisce come un’azienda che “ha sviluppato una trentina di prodotti, di cui uno solo profittevole”.

È in questo contesto stimolante che il chairman di Microsoft si prepara ad abbandonare progressivamente gli incarichi per votarsi alla beneficenza. Uno scenario di transizione che Craig Mundie e Ray Ozzie, di comune accordo con Gates, ritengono rappresentare la congiuntura giusta perché il cofondatore del colosso di Redmond ceda loro il passo. Ma è lo stesso New York Times a raccogliere le dichiarazioni di Gates, che, forse incapace di rinunciare a giocare un ruolo di peso in questo panorama pregno di sfide, “programma di rimanere profondamente coinvolto in alcune aree dell’azienda”.

Google vuole estensione sentenza antitrust su Microsoft

Wednesday, June 27th, 2007

[reuters.it] WASHINGTON (Reuters) - Google ha richiesto a un giudice federale di estendere il decreto che ha messo fine ad un caso di antitrust contro Microsoft per rispondere ai timori per la concorrenza relativi al nuovo sistema operativo Windows Vista.

Nella sua istanza, Google fa notare che nonostante la sentenza del 2002 - che ha definito alcuni elementi normativi che costringono Microsoft a non ostacolare i produttori di software indipendenti - “c’è ancora molto da fare perché si arrivi ad una reale possibilità di scelta libera per quanto riguarda i motori di ricerca interni dei computer”.

L’oggetto della contesa tra i due giganti del software è la presenza nel nuovo sistema operativo di Microsoft del programma “instant search” che permette di ricercare velocemente i file catalogati sull’hard disk del computer.

Anche Google fornisce gratuitamente un programma analogo che si chiama “Desktop Search” e, secondo la compagnia californiana, il programma integrato di Windows svantaggerebbe la concorrenza degli altri produttori.

Microsoft ha accettato la sentenza emessa nel 2002, ma ha detto che le modifiche al suo sistema operativo verranno inserite nel primo “Service Pack”, ossia nel primo pacchetto di aggiornamento di Vista che verrà rilasciato alla fine dell’anno, ma Google dice che i tempi delle modifiche non sono abbastanza chiari.

Google Earth: Fotografata in tanga Polemica sulle mappe

Friday, June 8th, 2007

[ilrestodelcarlino.it] Associazioni in difesa della privacy in rivlota a causa della immagini in grado di cogliere ignari cittadini in situazioni talvolta imbarazzanti

New York, 7 giugno 2007 - Il sistema di mappe satellitari di Google sta scatenando una vera e propria rivolta tra le associazioni per la difesa per la privacy, a causa della qualità sempre più dettagliata delle immagini, in grado di cogliere ignari cittadini in situazioni talvolta imbarazzanti.

A scatenare l’indignazione, questa volta, la fotografia di una ragazza immortalata mentre sta entrando nella propria automobile in una strada di San Francisco, con il tanga ben in vista lasciato scoperto dai jeans a vita bassa mentre lei si piega per sedersi.

“Con l’opzione Street View gli utenti possono letteralmente muoversi per le vie di una città, controllare ristoranti, negozi e segnali stradali” si legge sul sito web del famoso motore di ricerca. Ma per gli attivisti, una tecnologia così sofisticata consente anche di osservare i passanti ignari, immortalati loro malgrado, in momenti di vita quotidiana.

Google, nasce il motore unico di ricerca

Friday, May 18th, 2007

[rainews24.rai.it] Google, il motore di ricerca più usato su internet, lancia Universal Search, la ricerca universale. Crollano i confini tra le varie categorie di ricerca: tutti i risultati ottenuti, testi, video, blog, immagini, sono presentati in una stessa pagina. I primi sottogruppi ad essere unificati in Universal Search sono: Web, News, Images, Local Search, Books e Video.

Ad esempio, tra i risultati di ‘I have a dream’, compare il testo del famoso discorso di Martin Luther King sulla fine della discriminazione razziale, ma subito dopo anche il video, insieme a richiami a una vasta serie di siti a corredo e completamento della ricerca.

Oppure, se avete cercato notizie su “downtown Los Angeles” vi verranno presentate le foto del centro della città americana, le mappe, le pagine Web più rilevanti, i film su Los Angeles e via dicendo.

“E’ nostro obiettivo abbattere le pareti tra le diverse informazioni - commenta Marissa Mayer, vicepresidente di Google per le ricerche - e vediamo grandi possibilità di applicazioni
del nuovo modello per il futuro”.

Google afferma di aver creato un sistema di page ranking migliorato per tutto il materiale a disposizione. I rappresentanti dell’azienda dicono che la ricerca universale richiede un’infrastruttura di ricerca completamente rinnovata, impegnando oltre 100 ingegneri per un periodo di oltre due anni.

“E’ un’evoluzione naturale, con la parte più interessante rappresentata dai video”, aggiunge Martin Pyykkonen, analista per Global Crown Capital. “Quello che tutti stanno pensando ora è quanto saranno disposti a pagare le aziende per avere un link video”, ha aggiunto Pyykkonen.

La ricerca vedrà così, per la prima volta e tra le altre cose, i video di YouTube altamente integrati in Google, mostrati subito tra i risultati di ricerca, mentre per i video da altri siti l’utente verrà dirottato al sito madre.

Tuttavia, quello che sembra essere un punto di forza potrebbe rappresentare una debolezza. Avere contenuti di tipo diverso insieme significa, per l’utente, passare più tempo su internet a selezionare le informazioni. Un intento apertamente dichiarato dalla società di Mountain View. “Il nostro obiettivo è avere gente che spende molto più tempo con Google”, spiega uno dei fondatori, nel corso della presentazione di Universal Search.

D’altronde indurre gli utenti a consultare più a lungo sul motore di ricerca ha dei risvolti economici importanti dal momento che Google è anche un polo di attrazione di investimenti pubblicitari. E’ recente l’acquisizione dell’azienda Double Click, uno dei principali operatori della pubblicità online in America, per 3,1 miliardi di dollari.

Il nuovo modo di presentare i risultati delle ricerche, indebolendo ancora di più la gerarchia delle informazioni, potrebbe rappresentare però un’occasione per siti non istituzionali di diventare maggiormente visibili. E così, per esempio, se digitiamo Bush, insieme a Wikipedia, al sito della Casa Bianca o ai discorsi del Presidente testi o video, tra i primi risultati ci sono le foto che paragonano il presidente degli Stati Uniti ad uno chimpanze, giochini e filmati curiosi.

Google traccia il tuo vissuto online

Thursday, April 26th, 2007

[corriere.it] Una memoria di tutta la storia della navigazione di una persona, ogni sito visitato, quando e per quanto tempo.

Accade spesso di avere la necessità di rintracciare pagine web visitate in passato (magari per caso), senza però avere memoria di quale sia il percorso che ha condotto fino a loro, e nemmeno una vaga idea di quale sia il giorno della cartella cronologia in cui andare a frugare per ritrovare ciò di cui si ha bisogno. La soluzione è allora quella di mettersi d’impegno e cercare di rintracciare le pagine in questione tramite nuove query, oppure sperare che nella memoria del Pc vi sia ancora qualche traccia che conduca a loro: il che può risultare non solo faticoso, ma anche frustrante. Ecco perché Google ha pensato bene di offrire agli internauti un nuovo servizio, in grado di ricostruire la storia della navigazione in rete di ogni singolo utente.
MEMORIA ONLINE – Battezzato Web History, il nuovo strumento messo a punto dai laboratori della grande G – attualmente disponibile nell’immancabile versione beta – consiste di fatto in un archivio contenente tutta la storia online di una persona. Chiunque abbia effettuato ricerche tramite il popolare motore di Mountain View ha la possibilità di accedere al proprio account Google e prendere visione dell’intero tracciato dei propri movimenti in rete.
COSA, QUANDO E QUANTO – Web History offre infatti il calendario delle ricerche eseguite nelle settimane e nei mesi precedenti (andando indietro nel tempo fino al giorno della propria registrazione a Google), consente di sfogliarlo ed eseguire ricerche al suo interno per ottenere i risultati più pertinenti in base al contenuto della propria cronologia. Possono essere inoltre creati dei segnalibri per evidenziare i siti preferiti, a cui poi sarà possibile aggiungere etichette e note personali. Non mancano dati e statistiche: Google non solo elabora automaticamente la classifica dei 10 siti più visitati, delle 10 query più utilizzare e dei click più frequenti, ma illustra anche l’andamento mensile, giornaliero e orario dell’attività in rete dell’utente. Il servizio di Web History può essere disattivato o sospeso, e i suoi dati completamente o parzialmente cancellati dall’utente, qualora lo desideri.

La Thailandia blocca accesso a YouTube

Friday, April 6th, 2007

[datamanager.it] Video non permessi portano al blocco del sito

Non c’è tregua per il sito di video YouTube..
Un altro governo ha deciso di bloccare l’accesso al sito dopo una disputa su un filmato che prende in giro una delle figure principali del Paese.
Il ministro delle comunicazioni thailandese ha dichiarato di aver bloccato l’accesso a YouTube a seguito della poca disponibilità di Google nei confronti del governo thailandese.
Il ministro thailandese Sitthichai Pookaiyaudom, infatti, aveva chiesto a Google, nuovo proprietario di YouTube, di eliminare dal sito un video-parodia con protagonista il monarca più longevo del Paese.
Il video incriminato è una parodia, della durata di 44 secondi, del re Bhumibol Adulyadej, scaricato 16.000 volte, realizzata da un certo “paddidda”.
Sitthichai Pookaiyaudom ha dichiarato che Google non ha rimosso il video e per questo motivo il ministro ha dovuto bloccare l’accesso a www.youtube.com.
Il governo ha deciso che fino a quando il video non verrà rimosso, sarà impossibile per i thailandesi, accedere a YouTube.

Google lancia MyMaps per personalizzare le mappe online

Friday, April 6th, 2007

[reuters.it]  SAN FRANCISCO (Reuters) - Per semplificare la creazione delle mappe sulla Rete, Google lancia un servizio che permetterà a chiunque di segnalare luoghi interessanti, tracciare itinerari e allegare foto o video sulle cartine già disponibili online.

L’azienda leader nelle ricerche sul Web, che ha rivoluzionato due anni fa il settore delle cartine geografiche con il sito Google Maps, ha annunciato il lancio di MyMaps, un sito che consente a tutti di creare una mappa con pochi click.

Gli utenti potranno sbizzarrirsi nella personalizzazione delle mappe, segnalando ristoranti, percorsi turistici, luoghi interessanti e illustrandoli con foto e commenti esplicativi.

“Chi meglio della gente del posto può essere bravo nel disegnare una mappa?”, dice la product manager di Google Maps Jessica Lee. “MyMaps renderà accessibile a tutti la personalizzazione delle mappe”.

Una volta personalizzata una mappa, l’utente potrà decidere se metterla in Rete in modo che gli altri utenti possano vederla all’interno del sito Google Maps, oppure potrà tenerla per sé o renderla accessibile a un gruppo di amici.

Il nuovo servizio è disponibile sul sito Google Maps (http://maps.google.com/), e si accede cliccando sul link “MyMaps”.

Le 150 oasi del Panda viste dal satellite

Friday, March 16th, 2007

[repubblica.it] ROMA - Dalle foreste pluviali alle zone umide, dalle vette immacolate ai paradisi caraibici. Sono questi ambienti naturali fragili e minacciati il campo d’intervento privilegiato del Wwf, organizzazione internazionale impegnata da quasi mezzo secolo nella conservazione e nella tutela del patrimonio naturalistico. Oggi grazie alle moderne tecnologie messe a disposizione da internet, è possibile farsi un’idea immediata e realistica della portata di questo lavoro. Il Wwf ha stretto infatti un accordo con Google Earth che rende possibile visitare online le oltre 150 oasi dell’organizzazione del panda sparse in tutto il mondo, dall’Asia all’Africa, dall’America Latina all’Europa.

Un accordo, spiega il segretario generale del Wwf Italia Michele Candotti, che “renderà immediato l’accesso alle aree in cui abbiamo sviluppato programmi di conservazione”. “L’intera rete del Wwf internazionale - ha precisato - è visibile sulla mappa del mondo e cliccando sul logo del panda si potrà entrare nel dettaglio delle location geografiche”. Soddisfatti per l’intesa raggiunta anche i responsabili del più importante motore di ricerca. Secondo John Hanke, direttore di Google Earth e del servizio mappe di Google, “Google Earth è una risorsa utilissima per la comunità ambientale”. “Siamo felici - ha aggiunto - che il Wwf abbia scelto Google Earth come piattaforma per diffondere il suo lavoro di conservazione”.

Girando sul web si potrà così avere l’immediata percezione della battaglia in corso nelle aree più minacciate del Pianeta, capire quale specie, foresta, fiume, porzione di mare è da salvaguardare, quali sono i programmi in corso per salvare habitat minacciati come i fiumi e i ghiacciai dell’Himalaya oppure le isole Galapagos, oppure animali a rischio d’estinzione come l’elefante della Namibia. Oltre ad ammirare le immagini, gli utenti di Google Earth potranno approfondire i singoli progetti del Wwf, leggendone una descrizione.