Archive for the 'Adsl' Category

Tlc: Ue, cresce concorrenza su banda larga in Italia e Europa

Wednesday, June 27th, 2007

[yahoo.com]Bruxelles, 22 giu . - (Adnkronos/Aki) - Cresce la concorrenza nel mercato italiano della banda larga con un incremento su anno del 23,2% a gennaio. E’ quanto emerge dal Rapporto semestrale sullo stato della broad band in Europa che la Commissione europea pubblichera’ nelle prossime settimane. Lo scorso gennaio, secondo i nuovi dati Ue, il numero totale delle connessioni a larga banda in Italia e’ stato pari 8.498.910, +23,2% rispetto allo stesso mese del 2006. L’Italia si posiziona al quarto posto della classifica Ue per numero di linee, preceduta da Francia, Regno Unito e Germania e seguita da Spagna, Olanda e Belgio.

La penetrazione, calcolata in termini di linee per 100 abitanti, ha raggiunto il 14,5%, lievemente inferiore alla media Ue del 16,2%. La quota di mercato degli operatori alternativi, al 33,4%, e’ cresciuta del 5,1% in un anno. In salita anche la quota dei nuovi entranti sul mercato DSL, che e’ passata dal 25,3% di gennaio 2006 al 30.9% dello stesso mese del 2007. Bene anche il mercato europeo. A gennaio 2007 il numero totale di linee a banda larga nell’Ue a 27 stati e’ stato pari a 80.047.141, con una crescita del 16,8% rispetto a luglio e del 35,7% su anno.

Aumenta anche la quota di mercato degli operatori nuovi entranti nel broadband, pari a 52,8%, mentre le connessioni fornite dagli operatori ex-monopolisti, 47.2%, continua il declino iniziato nel 2003. L’84,4 % delle connessioni totali, secondo l’esecutivo Ue, e’ fornito su piattaforma DSL, mentre il 15,6% utilizza tecnologie alternative, che hanno registrato un incremento del 14.9% rispetto al luglio 2006. La percentuale di linee DSL fornite dagli operatori ex-monopolisti nell’Unione e’ in discesa, passando dal 59,7% al 56,7% su base annua.

Salute, in UK WiFi ancora sotto accusa

Thursday, April 26th, 2007

[punto-informatico.it] L’agenzia britannica per la Salute pubblica torna sul possibile rischio salute derivante dalla crescente diffusione di reti wireless nelle scuole.

Londra - Torna d’attualità l’allarme salute per i network WiFi attivi nelle scuole britanniche: il responsabile della HPA - Health Protection Agency, sir William Stewart, ha annunciato l’apertura di un’inchiesta volta ad identificare e valutare le implicazioni che la tecnologia wireless può avere sulla salute degli studenti.

Nell’ultimo periodo il WiFi ha infatti conosciuto una crescita esponenziale, dovuta alla crescente diffusione di network wireless nelle scuole (circa il 50% degli istituti scolastici elementari e il 75% di quelli secondari), secondo l’Independent. Una crescita rilevante, sostiene sir Stewart, che intende promuovere un’iniziativa di monitoraggio della salute dei giovani studenti, per capire se esiste effettivamente - e di quale entità possa essere - un rischio salute. Una preoccupazione già emersa alcuni mesi fa nel mondo didattico del Regno Unito, su cui però dalla stessa HPA, poco tempo dopo si era espressa minimizzando il problema.

Sir Stewart ha ora però manifestato alcune perplessità, in seguito alle dichiarazioni di alcuni studiosi britannici che ipotizzano la possibilità che l’implementazione dei network wireless sia foriera di “smog elettronico”, ossia inquinamento elettromagnetico. E ai dubbi di Stewart fanno eco le preoccupazioni espresse dal sindacato degli insegnanti, che intende rivolgersi al Ministro dell’Istruzione chiedendo l’avvio di un’inchiesta sui possibili rischi derivanti dall’attivazione delle reti WiFi nelle scuole.

La preoccupazione potrebbe però uscire presto dalle scuole e diffondersi in tutta la città. O almeno nella City: come annunciato da BBC, il cuore economico-finanziario della capitale diventerà in questi giorni la più estesa area europea integralmente coperta da un ombrello WiFi che, a fronte di un canone di 11 sterline al mese, potrà offrire connettività ad un bacino di utenza formato da 350mila persone.

Si tratta della concretizzazione del progetto congiunto annunciato oltre un anno fa da The Cloud e City of London Corporation. La rete, grazie all’impiego della tecnologia mesh, consentirà la connettività ininterrotta anche in mobilità. È quindi verosimile attendersi, a breve, un nuovo allarme WiFi per chi lavora nella City.

Internet/ Ancora boom di navigatori a marzo: +5%. Vola il Web 2.0

Thursday, April 26th, 2007


[Affari Italiani] A marzo crescono in Italia i navigatori attivi: 18,8 milioni gli utenti che si sono connessi al web almeno una volta nel mese da casa o dal luogo di lavoro (+2% rispetto a febbraio 2007, +5% rispetto a marzo 2006), che diventano 20,7 milioni prendendo in considerazione anche chi ha utilizzato applicazioni quali l’instant messenger o i programmi per scaricare musica e film. Lo rende noto Nielsen//NetRatings.

La navigazione da parte di questi utenti ha ormai frequenza quasi giornaliera (29 sessioni nel mese) e il tempo dedicato al web da ciascuno, ossia 18 ore e 25 minuti, cresce di 1 ora e 20 minuti rispetto a febbraio e di quasi 4 ore rispetto a un anno fa. Intorno a Internet ruota quindi un’audience sempre più numerosa e interattiva che dedica maggiore attenzione al mezzo, stimolata in tal senso dalla penetrazione della banda larga sempre più diffusa. A marzo sono stati 14 milioni i navigatori che si sono collegati dalle loro abitazioni con connessioni veloci, il 77% di tutti i navigatori da casa. Con tempi davvero significativi: 29 ore nel mese per il navigatore broadband contro le 14 ore di chi è dotato del vecchio modem. L’offerta di video online e di altri contenuti in streaming sta proficuamente cavalcando la nuova tecnologia.

Segni di questa innovazione, secondo Nielsen//Netratings, sono i successi dei siti del Web 2.0, non solo dei siti di video online come YouTube, i canali video di Libero, Alice, Google e le Web TV (come le sezioni TV e Multimedia di Repubblica e i Mediacenter di Corriere e Gazzetta), ma anche dei motori di ricerca “umani” come Wikipedia (6,6 milioni di utenti, piu’ che raddoppiati nell’ultimo anno) e Yahoo! Answers (che in 10 mesi ha raggiunto un’utenza di 2,2 milioni) e dei siti dove costruirsi una vita virtuale come Second Life (ancora poco visitato in Italia, ma che solo nell’ultimo mese ha visto triplicare la propria utenza, passata dai 70 mila utenti di febbraio ai 230 mila utenti di marzo).

Accanto a questi siti continua a crescere anche l’utilizzo delle applicazioni Internet (14,8 milioni a marzo, +12% rispetto al 2006), dagli instant messenger (7,2 milioni di utenti solo per MSN Messenger, +48% nell’ultimo anno) al peer-to-peer e al “for free”. eMule ha avuto 6,4 milioni di utenti a marzo (+49% rispetto a un anno fa), Skype 2,5 milioni (+54% nell’ultimo anno) e iTunes 2,1 milioni (+94% rispetto a marzo 2006).

Per quanto riguarda le categorie piu tradizionali a marzo gli internauti hanno intensificato la presenza sui siti governativi e della pubblica amministrazione (10,8 milioni di visitatori, +8% rispetto a febbraio), sui siti di ricerca di lavoro (+23% rispetto a febbraio) e sui siti di travel.

L’avvicinarsi delle vacanze pasquali e dei ponti del 25 aprile e 1 maggio sembra infatti stimolare la voglia di viaggi: 9,5 milioni di persone (il 47% di tutti i navigatori italiani) hanno visitato un sito di travel nel mese di marzo. Durante il mese il traffico si è intensificato in particolare sui siti delle agenzie viaggi virtuali (Expedia +16%, Edreams +19%, Lastminute +27%) e delle compagnie aeree (+7%) ma anche su siti collegati ai viaggi, come i siti di meteo (+15%). Si segnalano in particolare nel mese gli incrementi di audience di MSN / Windows Live e Microsoft (entrambi con un +7%), Alice (+5%), Yahoo! (+9%) Wikipedia (+10%), SeatPG Directories Online (+12%) e Leonardo.it (+9%).

Crescono infine i siti degli operatori di telefonia, fissa e mobile: Vodafone Omnitel (2,9 milioni, +5%), Telecom Italia (2,4 milioni, + 14%) e TIM (2 milioni, +29%). Per ulteriori informazioni potete visitare il sito www.nielsen-netratings.com.

Dalla pay-tv alla Tav: le novità in vigore

Friday, April 6th, 2007

[denaro.it]Telefonini, pay-tv, banche, assicurazioni, carburanti, imprese. E’ vasto il raggio d’azione della seconda tranche di liberalizzazioni messe a punto dal ministro dello Sviluppo economico, Pierluigi Bersani. Il testo della legge di conversione del decreto, approvata venerdì scorso in via definitiva, è stato pubblicato ieri in Gazzetta Ufficiale. Una parte delle misure è stata di fatto già in vigore, altre sono legate alla conversione in legge, altre ancora scatteranno nelle prossime settimane. Ecco un quadro con la tempistica della normativa.

Le norme valide da ieri…
Tra le più attese c’è l’abolizione dei costi fissi delle ricariche per Internet e per la pay-tv. Si tratta di una norma che non è stata prevista nella prima stesura della legge ed è stata introdotta con un emendamento, sulla scia di quanto già previsto per le ricariche dei cellulari. Diverse le norme, in vigore da ieri, che riguardano le compagnie di assicurazioni. Innanzitutto il divieto di assegnare una classe di merito più sfavorevole alle seconde auto della stessa tipologia. L’automobilista che acquisti una seconda vettura e la assicuri con la stessa compagnia. Lo stesso vale anche per un familiare convivente. Vietata anche l’esclusiva nell’offerta di polizze assicurative del ramo danni per i nuovi contratti. Quelli già stipulati dovranno essere adeguati entro il 1° gennaio 2008. Sempre ieri parte la revoca delle concessioni rilasciate alla Tav dalle Ferrovie dello Stato per le tratte Milano-Verona, Verona-Padova e Milano-Genova e si torna alle gare pubbliche, con l’obiettivo di far risparmiare soldi alle Casse dello Stato. Infine, per i contratti assicurativi poliennali stipulati dalla conversione in legge del decreto, il cliente può recedere annualmente senza oneri con preavviso di 60 giorni (lo stesso vale per i vecchi contratti se in essere da almeno 3 anni).

…e quelle dal 4 marzo
Le novità che sono già in vigore da un mese sono due: l’abolizione dei costi aggiuntivi per le ricariche telefoniche e la trasparenza sulle pubblicità e le offerte per i voli aerei. La prima è stata quella che maggiormente ha fatto parlare di sé e ha fatto sì che chi acquista una ricarichi paghi solo il traffico effettivo a sua disposizione. Il credito, inoltre, non ha più una scadenza. Per quanto riguarda i voli, stop alle pubblicità che segnalano le tariffe omettendo le tasse. Altrimenti scattano le multe.

Provvedimenti retroattivi
Diverse misure sono già in vigore dal 2 febbraio scorso con la pubblicazione in Gazzetta del decreto. Per parrucchieri, estetisti, attività di pulizia, guide turistiche, autoscuole sono caduti una serie di vincoli, anche numerici, che limitavano l’accesso alla professione. Sono state vietate le penali per l’estinzione anticipata dei mutui accesi per l’acquisto di una casa ed è stata stabilita la portabilità del mutuo senza costi. Per quanto riguarda carburanti è scattato l’obbligo per le stazioni di servizio di esporre il listino dei prezzi comparati. Per i trasferimenti delle utenze telefoniche, tv e internet è stato abolito qualsiasi vincolo temporale. Dal 2 febbraio, inoltre, è stato estero il contributo sulla rottamazione dei veicoli euro zero e euro uno, che, previsto in finanziaria, scadrà il 31 dicembre.
Intanto a 60 giorni dalla conversione del disegno di legge scatterà la estinzione automatica dell’ipoteca sui mutui immobiliari, senza autentica notarile. Dal prossimo 1° agosto partirà l’obbligo di indicazione visibile, chiara e indelebile della data di scadenza degli alimentari.

RAPPORTO E-FAMILY SONO DIGITALI 6 FAMIGLIE SU 10 FORTE ANALFABETISMO DEL DIGITALE IN ITALIA

Friday, March 16th, 2007

[ASSODIGITALE.IT] Dalle conclusioni del Rapporto E-Family presentato da Confindustria ed Anie emerge una preoccupante realtà secondo la quale età, sesso, inglese si confermano come i tre aspetti del digital divide: e che metà Italia è analfabeta di Internet, NONOSTANTE GLI SFORZI MESSI IN ATTO FINO AD OGGI.

È vicino alla soglia del 60% la percentuale delle famiglie dotate di almeno un personal computer in Italia. E oltre la metà delle famiglie italiane vanta anche almeno un internauta tra i suoi componenti. Queste percentuali salgono al 90% quando si parla di telefonini.

Dalle conclusioni del rapporto realizzato in collaborazione con Niche Consulting, emerge che la componente femminile della popolazione è in fase di recupero. E che per superare il ritardo digitale che interessa particolarmente casalinghe ed anziani, occorre indirizzare azioni sulla loro formazione con modalità appropriate.

Il digital divide non presenta caratteri geografici: il Mezzogiorno risulta quasi allineato al Centro-nord e i piccoli centri «inseguono» le città.

Sono arrivate a quota 60% della popolazione le famiglie ‘digitali’ italiane, che si avvalgono dei vantaggi dell’innovazione tecnologica dietro sollecitazione dei figli in età scolastica e a causa del livello di istruzione e attività lavorativa dei componenti. Ma vi è anche un 40% di popolazione italiana che continua a rimanere indietro.

Sono le persone anziane, le casalinghe e coloro che non conoscono la lingua inglese, che hanno grandi difficoltà ad avvicinarsi al mondo delle nuove tecnologie. E’ questa, in sintesi, la fotografia della popolazione italiana che offre il Rapporto e-Family 2007, presentato oggi a Roma da Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici e da Anie, Federazione nazionale imprese elettrotecniche ed elettroniche.

Grande vivacità nella diffusione di nuove tecnologie e servizi per le famiglie
Il 2006 ha visto articolarsi in modo significativo il panorama tecnologico della famiglia italiana. In particolare le innovazioni digitali che hanno registrato maggiori dinamiche sono:

- Personal computer: circa 2,5 milioni di nuovi PC (sempre più spesso si tratta di acquisti destinati a sostituire tecnologie diventate obsolete o di secondi/terzi PC domestici). In buona parte si tratta di PC portatili (notebook) la cui diffusione nelle famiglie è pressoché raddoppiata negli ultimi due anni, passando dall’11% nel 2004 al 20% del 2006 come tasso di presenza nelle case.
-Banda larga: il 2006 ha registrato il boom dei collegamenti a “tariffa fissa”, passati da 1,5 a 3,7 milioni (il 60% dei collegamenti internet da casa)

-cellulari di terza generazione (UMTS): il parco utilizzatori è cresciuto di 5 milioni in un anno.
-Fotografia digitale: 1,3 milioni di nuove fotocamere (anche in questo caso si tratta in buona parte di acquisti destinati a sostituire tecnologie diventate obsolete).
-Televisori LCD: 1,9 milione di nuovi schermi di medio-grande formato.
-Stampanti: 800.000 nuove stampanti multi-funzione.
-Lettori portatili di musica digitale (MP3): la diffusione è passata in soli 2 anni dal 4 al 24% delle famiglie.

Secondo l’indagine, giunta alla sua settima edizione, nel 2006 nelle case degli italiani è avvenuto il boom dei collegamenti a banda larga a tariffa fissa, passati da 1,5 a 3,7 milioni. Sono inoltre entrati più di 2,5 milioni di nuovi Pc, per la maggior parte portatili, 1,3 milioni di nuove fotocamere digitali, 800.000 nuove stampanti multi-funzione, senza contare i 5 milioni di nuovi utenti di cellulari di terza generazione Umts.

Secondo lo studio è questa la dimostrazione che esiste una dimensione familiare italiana molto vivace, fortemente orientata verso l’innovazione e allineata agli standard internazionali nell’utilizzo delle nuove tecnologie. Anzi, addirittura prima nel mondo nel caso dell’utilizzo di cellulari e degli Umts.

‘’Il Rapporto e-Family - ha commentato Alberto Tripi, presidente di Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici - indica come il processo per la costruzione della cosiddetta Società della conoscenza, che rappresenta l’obiettivo della politica europea varata a Lisbona per rendere competitiva l’Ue, in Italia si configuri come un fenomeno che riceve il maggior impulso proprio dal basso. Cioè da quella larga fetta di popolazione, ormai maggioritaria, che, investendo sulle innovazioni tecnologiche ritenute utili, scavalca così arretratezze strutturali, politiche e culturali del nostro Paese'’.

Il presidente della Federazione Anie, Guidalberto Guidi, ha rilevato come il Rapporto e-Family 2007 ‘’confermi una tendenza già in atto da qualche tempo e in continua crescita: la spiccata propensione del consumatore italiano all’acquisto di prodotti di elettronica di consumo tecnologicamente evoluti. Una evidenza, questa, dai rilevanti risvolti sociali, se si pensa alla pluralità e all’accessibilità di tali strumenti, che permettono una diffusione ampia e senza barriere di informazioni e cultura. Il caso delle TV a schermo piatto è emblematico: nel 2007 si prevede che gli acquisti di flat tv da parte delle famiglie italiane raggiungeranno per la prima volta quelli degli apparecchi tradizionali a tubo catodico'’.

la Cina pronta a detronizzare gli Usa per numero di utenti, ma la censura è sempre più forte

Friday, January 26th, 2007

[key4biz.it]La Cina è pronta a detronizzare gli Stati Uniti dalla prima posizione mondiale per numero di utenti internet.

Secondo l’ultimo rapporto del Centro d’informazione cinese su Internet (CNNIC), la Cina contava nel 2066 circa 137 milioni di internauti – un abitante su 10 – pari a una crescita del 23% rispetto al 2005. Di questi, 104 milioni sono connessi in banda larga.

La Cina dunque, entro i prossimi due anni, potrebbe diventare il nuovo eldorado sia per le web company – quelle occidentali sono già accorse in massa sul mercato – che per gli advertiser, ma sono ancora molte le sfide da superare, soprattutto per quanto riguarda il digital divide e la censura.

I più assidui navigatori, secondo lo studio, sono gli uomini, single e laureati, di età inferiore ai 35 anni e con un reddito mensile inferiore a 2.000 yuan (198 euro).

L’internauta tipo passa online in media 17 ore a settimana, dalle 16 ore settimanali del 2005 e le 8 ore e mezza del 2001.

Secondo i responsabili del CNNIC, dunque, entro al massimo due anni la Cina diverrà il più grande mercato internet mondiale davanti agli Stati Uniti, che contano attualmente 210 milioni di internauti.

Una delle sfide del prossimo futuro, sarà quella di mantenere gli attuali ritmi di crescita e per farlo, bisognerà favorire l’uso di internet nelle campagne e nelle aree – tantissime – attualmente tagliate fuori dalla rivoluzione digitale.

Esiste infatti, spiega il CNNIC, “una netta differenza nello sviluppo di internet ij Cina tra la città e la campagna e tra le diverse regioni”.

Tutto il mondo è paese dunque, e anche in Cina a godere a pieno dei vantaggi del web sono le province più ricche: il Guandong, che è di fatto la provincia più economicamente fiorente, figura in testa, con 18,31 milioni di internauti, pari al 13,4% del totale, seguito dalle province orientali di Shandong, Jiangsu e Zhejiang.

Il tasso di penetrazione a Pechino, Shanghai e Tianjin è di, rispettivamente, il 30,4%, 28,7% e 24,9%, contro il 6,8 nel Qinghai nel nord ovest e il 5,8% del Tibet.

Nonostante le mirabolanti previsioni di crescita, secondo l’Accademia delle scienze sociali di Shanghai, la Cina è ancora lontana dagli Stati Uniti in termini di profitti.

Per quanto riguarda l’e-commerce, ad esempio, è altamente improbabile che la Cina riesca a raggiungere i ritmi degli Usa, dove il numero di persone che fanno shopping in rete è molto più grande, grazie alla maggiore diffusione delle carte di credito e di sistemi di pagamento online molto sicuri.

Secondo IResearch, comunque, il 2007 vedrà esplodere il commercio online anche nel Paese, con profitti che sfioreranno i 6 miliardi di dollari, contro i 721 milioni di dollari del 2005.

Lontana anni luce dal mondo occidentale, la Cina lo è anche in fatto di libertà e rispetto dei diritti umani. Lo sviluppo vertiginoso della rete non si accompagna infatti a un allentamento della censura: le autorità continuano ad arrestare gli internauti che esprimono su internet opinioni difformi a quelle del governo e ammonta a 50 il numero di cyberdissidenti attualmente in carcere.

In Cina, insomma, internet continua a essere censurato e controllato, nonostante le autorità lo ritengano un ottimo strumento di propaganda.

Un terreno su cui Cina e Usa si incontrano è quello della diffusione dello spam: insieme, le due potenze sono responsabili di circa i due terzi della posta spazzatura che circola nel mondo, di cui il 34% parte dagli Usa e il 31% dalla Cina.

Per il Sud Italia si apre la strada per superare il digital divide

Friday, January 26th, 2007

[datamanager.it]Grazie a un accordo firmato tra il Consorzio Infotel e WiFi-Company, molti comuni e abitanti della Campania e della Basilicata potranno presto usufruire di connessioni veloci e servizi wireless.

Il Consorzio Infotel, società di riferimento per il Centro Servizi Territoriali (CST) di Capaccio (SA) in ambito di trasferimento tecnologico, innovazione e gestione progetti, e centro di ricerca riconosciuto dal Ministero dell’Università e della Ricerca (MIUR), ha scelto WiFi-Company, società specializzata in soluzioni contro il digital divide, come partner tecnologico per la sperimentazione di servizi telematici e connessioni veloci in modalità Wi-Fi nelle province di Salerno e di Potenza per i Comuni che ne faranno richiesta.

Il consorzio Infotel è specializzato nella fornitura di prodotti e servizi ad alto valore aggiunto in termini di innovazione tecnologica con particolare riferimento alla pubblica amministrazione e principalmente nelle province di Salerno e Potenza, dove verranno sperimentati i primi servizi.

WiFi-Company si occuperà della progettazione, realizzazione e gestione della infrastruttura di rete e dei servizi (dalla connettività alla videosorveglianza) ai Comuni che ne faranno richiesta.

Le reti Wan si baseranno su una serie di piccole antenne rice-trasmittenti (Access Point) alte meno di 30 cm, posizionate nei punti strategici del comune e in grado di ricevere e inviare dati alle antennine riceventi che ogni utente dovrà disporre sopra il tetto di casa, posizionate in modo da poter vedere l’antenna che trasmette il segnale.

Oltre la connettività pura, sono tanti i servizi ai quali si potrà accedere sempre in modalità wireless: telelavoro, telecontrollo, monitoraggio ambientale, fonia IP (voip), video fonia IP e così via.

Singhiozzi ADSL, basta migrare a OpenDNS?

Tuesday, December 19th, 2006

[punto-informatico.it] Lo sostengono i molti che hanno risolto i propri problemi di connettività modificando gli indirizzi dei server DNS. Ma gli addetti ai lavori avvertono: la rete italiana soffre di più profondi problemi strutturali.

Roma - Tra le molte segnalazioni che continuano ad arrivare dagli utenti sulle difficoltà di navigazione, arrivano anche email che spiegano come sono state risolte, in particolare modificando nei parametri della connessione gli indirizzi dei server DNS. Grazie al passa parola in rete molti hanno optato per le soluzioni diOpenDNS.

Attivo dal mese di luglio, propone un servizio di Domain Name System che, a fronte di un po’ di pubblicità, promette velocità, sicurezza e un minor rischio di errori nella battitura degli indirizzi web. In un recente post nel suo blog, OpenDNS dà il benvenuto agli utenti che ne hanno scelto la soluzione e che, allo stesso post, rispondono con commenti entusiastici.

Le ragioni per cui questa “migrazione” può funzionare si trovano forse nelle parole di Telecom Italia raccolte la scorsa settimana da Punto Informatico: Telecom identificava la causa di questi problemi di connessione nella “notevole diffusione di software malevolo di tipo spyware o adware il cui effetto si manifesta nella possibile difficoltà di connessione e nel saltuario sovraccarico dei sistemi DNS dei vari Internet Service Provider”. Ai più appare quindi verosimile che la “migrazione” dell’utenza verso impostazioni differenti di server DNS, possa aver risolto i problemi di “sovraccarico dei sistemi DNS dei vari ISP” menzionati da Telecom.

Problema risolto, dunque? Non sembra detta l’ultima parola: nonostante i festeggiamenti di molti utenti, non manca chi manifesta, dati alla mano, il proprio scetticismo sul fatto che questa soluzione sia risolutiva. La causa dell’inconveniente, sostengono molti, risiederebbe in un’estrema saturazione del backbone ATM, su cui viaggiano le ADSL “entry level” di Telecom e degli operatori alternativi.

Ai dubbi già manifestati da Stefano Quintarelli di AIIP, che in settembre aveva dato conto di alcune avvisaglie sul degrado prestazionale delle dorsali offerte da Telecom sul mercato wholesale, fanno eco le perplessità di Gigi Tagliapietra, presidente Clusit (Associazione Italiana per la Sicurezza Informatica), che esprime la convinzione che “le difficoltà pesanti che la rete sta incontrando non sono in parte imputabili al worm ma piuttosto a una fragilità intrinseca della rete italiana dovuta anche al sovraccarico di traffico a cui è sottoposta, non controbilanciato da investimenti adeguati per il potenziamento”.

“È come un organismo - continua Tagliapietra - che, debilitato da scarsa alimentazione, si trovi in seria difficoltà per un attacco di influenza che, se l’organismo fosse sano, non causerebbe problemi particolarmente gravi. Se penso poi che in questo contesto strutturale, Telecom sta spingendo come non mai per aumentare il numero dei clienti (…) c’è da domandarsi se quella politica così poco lungimirante stia già dando i suoi effetti più negativi. Sempre che non ci sia qualche altro problema tecnico che l’attacco ai DNS innesca come concausa”.

Il problema mostra quindi svariate sfaccettature, ed è di non facile identificazione. La questione, di conseguenza, sembra tutt’altro che chiusa.

L’Adsl da gioco targata Tiscali

Monday, July 31st, 2006

[Panorama.it] Gli utenti in unbundling hanno ora a disposizione una connessione pensata apposta per l’online gaming e per il Voip. Configurata in modalità Fast, costa 34,95 euro al mese e va a 10/1 Mbps

Il 28 luglio debutta, per i soli utenti coperti da rete unbundling, Tiscali Adsl Gaming, un’Adsl pensata ad hoc per il gioco online. E - aggiungo io- anche per il VoIP, visto che la sua caratteristica è di essere configurata in modalità Fast, il che abbassa la latenza media dai 60-70 millisecondi a 40-50 millisecondi. Una bassa latenza è congeniale per tutte le applicazioni sincrone, che richiedono uno scambio di dati quanto più possibile in tempo reale, con pochissimi ritardi: il VoIP, il gioco online, quindi, soprattutto.

Adsl Gaming costa 34,95 euro al mese e va a 10/1 Mbps. Come al solito, è possibile abbinarla all’offerta VoIP di Tiscali. A confermare questo nuovo interesse che Tiscali ha trovato per il gioco, ha deciso di supportare il primo campionato italiano di videogame, partito a giugno. Tiscali sarà presente alle diverse tappe della gara (Torino, Firenze, Milano, Napoli, Catania), offrendo la propria Adsl Gaming con una promozione speciale, ad oggi non comunicata.

La modalità Fast non è certo una novità nel settore. È stata da anni una carta giocata da provider minori per distinguersi; per la prima volta è stata introdotta da Ngi, noto portale per il gioco online. A differenza della normale modalità Adsl (Interleaved), la Fast non compie controlli sugli errori di trasmissione dati e così riduce la latenza.

L’assenza di controlli può creare problemi solo su doppini sfortunati, usurati o troppo lunghi, rendendo difficoltosa la connessione. In questo caso, al solito, il provider contatta l’utente e gli suggerisce di passare da Fast alla Interleaved.
Questa complicazione ha scoraggiato, finora, i grossi operatori a lanciare offerte Adsl in Fast. Un po’ perché hanno tanti utenti da gestire e quindi è meglio ridurre al minimo inconvenienti e problemi di connessione; un po’ perché si rivolgono a un target di massa, quindi in teoria meno interessato ad applicazioni di nicchia come il gioco online.

Tiscali è stato il primo grande operatore a superare il tabù della Fast: evidentemente ha pensato che i tempi sono maturi. Non a caso, però, la offre ai soli utenti coperti dalla sua rete in unbundling, dove può meglio controllare e gestire la connessione e dribblare eventuali problemi.

Hardware per il Voip

Wednesday, June 28th, 2006

Per sfruttare al meglio il Voip la vostra connessione deve essere almeno di tipo adsl e con una buona banda

Il modo più semplice per utilizzare la telefonia via internet tramite l’ausilio di un programma come SKYPE (ve ne sono anche altri) con il quale potreste telefonare con un notevole risparmio e contattando un altro utente che utilizza il medesimo sistema la chiamata è gratuita, rimane cuffie con microfono.
Vi sono in commercio telefoni specifici per il Voip che si collegano tramite porta usb al pc, ma anche in questo caso per ricevere e effettuare chiamate è necessario lasciare acceso il computer.

Infine per i più esigenti ci sono degli adattatori che si collegano al router e al vostro telefono fisso trasformandolo in telefono voip connesso 24 ore su 24, eliminando così il disturbo di lasciare acceso il pc inutilmente .