Archive for the 'Server' Category

MySQL cambia faccia !

Friday, January 18th, 2008

[cwi.it] Le prospettive di mercato dopo l’annuncio dell’acquisizione della società open source da parte di Sun. Le dichiarazioni dei due vendor, il commento di IDC e della Free Software Foundation.

La decisione di Sun Microsystems di comprare MySQL, la società che sta dietro al popolare database open source, per 1 miliardo di dollari, potrebbe consentire a questultima di esapndere il raggio d’azione e sfidare ancor di più i concorrenti commerciali. Più immediatamente, l’annuncio indirizza però un problema, ossia il futuro della stessa MySQL che, con sedi a Uppsala (Svezia) e Cupertino (California), propone un database che viene adottato da un numero crescente di aziende in ogni settore. Ora, se tutto dovesse andare come pianificato, la soluzione entrerà a far parte del portafoglio open source di Sun. Il completamento dell’operazione è atteso per fine terzo trimestre o inizio quarto trimestre dell’anno.

Jonathan Schwartz, CEO e presidente di Sun, l’ha definita come “l’acquisizione più importante della storia di Sun”, affermando inoltre che MySQL ha bisogno di Sun per espandersi. Il grosso impedimento alla crescita di MySQL risiedeva infatti, sostiene Schwartz, nella sua incapacità “di dare tranquillità a un’azienda globale che vuole inserire MySQL in implementazioni mission-critical”.

La casa di Santa Clara sta scommettendo sul fatto che la richiesta per questo database open source continuerà a crescere, specialmente nelle imprese e nei paesi emergenti, il che potrebbe consentirgli di sfidare gli operatori principali su un mercato da 15 miliardi di dollari. Rilevando MySQL, Schwartz ha quindi affermato che Sun sta acquisendo una società con un’ampia gamma di clienti che include alcuni dei grossi nomi del Web 2.0, come Facebook e YouTube, così come aziende più tradizionali come Toyota Motor e Southwest Airlines. Il CEO di MySQL, Marten Mickos, che entrerà a far parte della senior leadership di Sun, ha dichiarato che “esiste un buona concordanza culturale, un buon allineamento strategico, ma anche una meravigliosa logica industriale che vediamo sottostante questa intera transazione”.

MySQL sta guadagnando terreno nell’utilizzo mission-critical, e con l’acquisizione “saremo in grado di offrire a questi clienti anche un miglior servizio” così come “uno stack completo” di software, ha dichiarato Mickos, riferendosi a un insieme di software di cui le aziende tipicamente necessitano, inclusi strumenti di sicurezza, identità, gestione e sviluppo - tutti ora parte del portafoglio Sun.

Secondo Crawford del Prete, analista IDC, l’acquisizione non dovrebbe far sorgere preoccupazioni per gli utenti. “Significa che abbiamo una società di sistemi molto grande che sta continuando a investire nella piattaforma e assicurare una road map sul lungo termine”. Peter Brown, executive director della Free Software Foundation, ha aggiunto che c’erano state preoccupazioni sul fatto che un acquisto o un’offerta pubblica da parte di MySQL avrebbe potuto portare il software verso una direzione proprietaria. Ma la mossa di Sun la attenua: “Sun ha mostrato di avere ottime credenziali da una prospettiva del software libero”, ha commentato Brown.

Prezzi e disponibilità delle future cpu Phenom

Wednesday, November 21st, 2007

[hwupgrade.it] “A partire dal primo trimestre 2008 AMD promette nuove versioni di processore quad core Phenom, con clock più elevati”

Nella giornata di ieri AMD ha presentato ufficialmente le proprie nuove cpu quad core Phenom, rendendo disponibili due versioni con frequenze di clock pari a 2,2 GHz e 2,3 GHz.

Parliamo dei modelli Phenom 9500 e Phenom 9600, proposti a prezzi ufficiali pari 251 dollari e a 283 dollari USA per ordini 1.000 processori effettuati dai clienti OEM e dai distributori, tasse escluse.

AMD non ha presentato, così come inizialmente previsto, anche la versione Phenom 9700 a 2,4 GHz di clock in quanto a frequenze superiori a 2,3 GHz le cpu Phenom manifestano un bug di funzionamento con un particolare set di applicazioni eseguito con tecnologia di virtualizzazione.

Il lancio della versione Phenom 9700 è stato pertanto posticipato al primo trimestre 2008, periodo nel quale AMD avrà presumibilmente a disposizione la revision B3 del chip con bug corretto e maggiore tolleranza a frequenze di clock superiori a quelle di default.

Questo processore verrà presentato, al debutto, ad un prezzo inferiore ai 300 dollari USA, cifra che lascia immaginare che AMD praticherà una conseguente riduzione di prezzo delle proprie cpu Phenom 9500 e Phenom 9600.

Sempre nel corso del primo trimestre 2008 AMD dovrebbe presentare la cpu Phenom 9900, versione a 2,6 GHz di clock proposta ad un prezzo ufficiale atteso inferiore ai 350 dollari USA. E’ evidente come con questi livelli di prezzo AMD cerchi di proporre in modo più competitivo le proprie soluzioni rispetto a quanto offerto dalla concorrente Intel a pari frequenza di clock con le proprie soluzioni Core 2 Quad.

Entro la fine dell’anno AMD dovrebbe presentare una versione “Black Edition” del processore Phenom 9600, dotata di moltiplicatore di frequenza sbloccato verso l’alto e in grado quindi di essere maggiormente appetibile per gli appassionati di overclock. Questo processore verrà proposto allo stesso prezzo della versione Pheno 9600 standard.

Abu Dhabi investe su AMD

Wednesday, November 21st, 2007

[01net.it] Un fondo di investimenti di Abu Dhabi acquista l’8,1% delle azioni della società, che si appresta a lanciare la prima piattaforma frutto dell’acquisizione di ATI.

Una bella iniezione di risorse per Amd. La società ha reso noto nei giorni scorsi di aver ricevuto da un fondo di investimenti di Abu Dhabi un investimento di 622 milioni di dollari.

Mubadala Development Company, questo il nome della società, ha infatti acquisito l’8,1% del capitale di Amd, rilevando 49 milioni di azioni di nuova emissione al prezzo di 12,70 dollari l’una.
Si tratta di una quota di minoranza, che non dà dunque diritto a Mubadala Investment Company il diritto di accesso al consiglio di amministrazione, ma che immette nelle casse di Amd nuova linfa per proseguire nella sua battaglia contro Intel.
Nel frattempo, la società si appresta a rilasciare nuovi prodotti con il lancio di Spider, la prima piattaforma per pc desktop risultato dell’acquisizione di ATI Technologies. Spider, il cui annuncio è atteso in giornata, includerà chip quad-core Phenom, i chipset serie 7 e nuovi chip grafici.

Il Blue Gene di Ibm abbatte il muro dei petaflops

Wednesday, June 27th, 2007

[databusiness.it] L’ultimo supercalcolatore di Big Blue triplica la potenza, aumentando il consumo elettrico solo del 20%.
Fino a tre miliardi di calcoli per secondo (3 petaflops) a piena potenza e un milione di miliardi di calcoli per secondo a funzionamento regolare: queste sono le nuove cifre record raggiunte dall’ultimo supercalcolatore di Ibm, il Blue Gene/P. La macchina arriva solo sette mesi dopo la precedente versione /L, che raggiungeva una capacità di calcolo di 280 teraflops al secondo in funzionamento regolare.

Il Blue Gene /P, annunciato durante la conferenza International Supercomputing di Dresda, abbatte un nuovo muro. Dotato di architettura massivamente parallela, questo mostro di potenza è animato da Cpu costituite da quattro processori PowerPc, ciascuno dotato da 450 core con frequenza a 850 MHz. Trentadue Cpu possono essere integrate su una scheda madre. Un rack può accogliere fino a trentadue schede madri. Un supercalcolatore Blue Gene /P, dunque, raggiunge il petaflop assemblando 294.912 PowerPc. I 3 petaflops vengono ottenuti con 216 rack (884.736 PowerPc), ovvero la massima capacità attuale del Blue Gene /P.

Soprattutto grazie al miglioramento del rendimento dei processori, Ibm afferma di aver triplicato la potenza del proprio supercalcolatore, aumentando solo del 20% il consumo energetico. Al di là del modello messo a punto a Rochester, nell’insediamento Ibm del Minnesota, il primo Blue Gene /P dovrebbe essere installato in un laboratorio del dipartimento Usa dell’energia, ad Argonne, nell’Illinois. Secondo Ibm, anche l’istituto Max Planck, il laboratorio nazionale di Brookhaven e l’università di Stony-Brook ne hanno ordinato uno.

Hi-tech, milioni di oggetti in pattumiera ancora funzionanti

Friday, June 8th, 2007

[ilsole24ore.com] Più di otto milioni di oggetti tecnologici ancora funzionanti finiscono dimenticati nelle cantine delle case degli italiani, mentre altri milioni di dispositivi sono gettati via anche se ancora perfettamente integri, con gravi ripercussioni per il patrimonio naturale. Lo rivela una ricerca realizzata da Research International per eBay in occasione della giornata mondiale per l’ambiente, per la quale sono state intervistate 1.000 persone di età compresa tra i 18 e i 65 anni. Nonostante le difficoltà economiche degli ultimi anni, gli italiani manifestano ancora una certa propensione all’acquisto e alla sostituzione di oggetti tecnologici: alcuni apparecchi come forni a gas, tv, lavatrici, aspirapolvere, hanno un ciclo di utilizzo di lunga durata, cioè di circa 8 anni. La sostituzione con un elettrodomestico nuovo avviene però quando il 22% di questi dispositivi è ancora funzionante (26% nel caso degli aspirapolvere, 30% per gli Hi-fi e addirittura 35% per i forni a gas o elettrici).

In questi casi, la maggior parte degli italiani tende a tenere in casa questi oggetti oppure a disfarsene: i ricercatori di Research International hanno stimato che, visti i dati del sondaggio, circa 8 milioni di elettrodomestici a vita lunga rischiano di restare inutilizzati nelle case italiane o di finire in una discarica. Solo una piccola parte degli intervistati, meno del 2%, ha rivenduto questo tipo di oggetti, ma la percentuale potrebbe crescere di molto nei prossimi anni: l’11% prevede di fare in futuro questo tipo di scelta e il 2% si potrebbe affidare al commercio on line. Un altro tipo di dispositivi, come cellulari, lettori Mp3, Pc, hanno invece un ciclo di vita “breve”, con un tempo di utilizzo medio di circa 4 anni: in questo caso addirittura il 50% degli apparecchi è sostituito quando è ancora funzionante. I telefoni cellulari, ad esempio, sono cambiati tendenzialmente ogni 3 anni, e nel 35% dei casi, sono dimenticati in casa e non sono riutilizzati. Questo significa un numero molto alto di piccoli oggetti non utilizzati che, secondo la ricerca, ammontano a circa 18 milioni. Del resto gli oggetti tecnologici diventano obsoleti in fretta e risultano di fatto inutilizzabili anche se perfettamente funzionante. Chi userebbe ancora un vecchio 386 con Windows 3.11 del 1992 o un telefonino Motorola D460 del 1997? per non parlare di un più nuovo Nokia 5150 del 2000? Non è detto che funzionante voglia dire usabile davvero.

L’indagine segnala però come, per gli oggetti a vita breve, gli italiani siano molto più disponibili a prendere in considerazione l’ipotesi della vendita: il 14,8% del campione pensa di rivendere questo tipo di dispositivi, mentre il 5,4% prevede di farlo tramite eBay e dunque tramite il commercio on line.

Roma, via al festival dell’innovazione

Friday, June 8th, 2007

[corriere.it] In mostra i computer che hanno fatto storia, dai primi Commodore agli Olivetti e la videoinstallazione del poeta Sanguineti

Le parole del poeta Edoardo Sanguineti che in forma di ologramma guida il pubblico nel mondo dell’hi-tech servendosi di una video-installazione e le immagini che raccontano un quarto di secolo di pc. Si apre così oggi all’Ara Pacis di Roma la prima edizione del festival dell’Innovazione: una quattro giorni di oggetti tecnologici, musica, cinema e dibattiti interamente dedicati al tema dell’innovazione. Con un’immersione nel mondo virtuale di Second Life.

VIDEO-INSTALLAZIONE - Il via dunque con Sanguineti in holopresenza: lo si vede a grandezza naturale, come se fosse in carne e ossa davanti al pubblico. ma anche nello maxischermo alle sue spalle che avvolge la stessa immagine holo. Nell’installazione la presenza olografica è infatti inserita davanti a uno schermo sul quale viene proiettato un “set virtuale” costituito da ambientazioni 3D e immagini. Il risultato è che vengono a costituirsi due dimensioni spaziali che si intersecano nell’immagine di Sanguineti: Sanguineti a dimensione reale che espone il suo discorso al pubblico presente nella sala; e Sanguineti che esce dalla sala ed entra nella dimensione virtuale dello schermo video. Con questa installazione viene creato un evento virtuale di 12 minuti in cui il poeta accompagna il pubblico in un viaggio nella storia dell’innovazione.

LA MOSTRA - Protagonista il computer: «C’era una volta il pc» è il titolo della mostra che nel museo dell’Ara Pacis affianca i calcolatori che hanno fatto storia a rare e curiose pubblicità d’epoca. Cimeli della collezione privata di Massimiliano Fabrizi: «L’idea di collezionare i computer prodotti nella prima fase della rivoluzione informatica, iniziata nel 1975, è alimentata quindi dal desiderio di preservare i protagonisti di un cambiamento planetario - racconta -. Un cambiamento, molti lo ignorano, dovuto all’ingegno di un fisico italiano: Federico Faggin, padre del primo microprocessore della storia, realizzato nel 1971 in un laboratorio della Silicon Valley».

CINEMA - In un contesto come questo, non poteva mancare il cinema. Nelle tre sale messe a disposizione dal Metropolitan, si svolge la rassegna cinematografica «Fuori dall’orbita» curata da Enrico Ghezzi, dedicata ai pionieri dell’innovazione, a uomini e macchine, a videogiochi, rete, realtà virtuali e a tecnologia e potere.

CAMPUS - Sarà anche il festival dei bambini e dei cittadini. Un’occasione per avvicinare i più piccoli e le scuole al mondo dell’informatica, attraverso campus allestiti nel Giardino dell’Innovazione in via di Ripetta. E nella stessa area, grazie alla connessione wireless, sarà possibile connettersi e navigare gratuitamente in Internet per tutti i giorni dell’evento.

Web, toolbar di Windows Live preinstallata sui computer Lenovo

Friday, March 16th, 2007

[reuters.it] SEATTLE, 14 marzo (Reuters) - Microsoft (MSFT.O: Quotazione, Profilo) ha raggiunto un accordo con Lenovo (0992.HK: Quotazione, Profilo) per preinstallare sui computer dell’azienda cinese la toolbar Winows Live, che include servizi online tra i quali un motore di ricerca. Lo hanno annunciato ieri le due aziende.

L’accordo tra Microsoft e Lenovo, il terzo produttore al mondo di personal computer, va a sostituire quello che la casa cinese aveva precedentemente con Google (GOOG.O: Quotazione, Profilo) e che prevedeva la preinstallazione della toolbar di Google sui computer fissi e portatili di Lenovo.

Live.com, il motore di ricerca di Microsoft, sarà impostato come homepage nei computer Lenovo e Internet Explorer avrà preinstallata la toolbar Windows Live.

Gli utenti potranno cambiare le impostazioni, ma molte persone tendono mantenere la configurazione preinstallata. L’accordo punta a incrementare il traffico dei servizi online di Microsoft e a intaccare il dominio di Google nei servizi di ricerca online.

La posizione di leader di Google nelle ricerche sul Web attira molti investitori e molta pubblicità nelle pagine dove compaiono i risultati delle ricerche. Windows Live Search è terza dopo Google e Yahoo (YHOO.O: Quotazione, Profilo) con una quota di mercato dell’11%, secondo i dati dell’istituto di ricerca comScore Networks.

Lenovo, che ha acquistato l’unità computer di Ibm nel 2005, è il primo produttore di computer che raggiunge un accordo con Windows Live.

I server Sun avranno di nuovo chip Intel

Friday, January 26th, 2007

[programmazione.it] Jonathan Schwartz e Paul Otellini, rispettivamente direttori esecutivi di Sun Microsystems e Intel, hanno recentemente dichiarato che ufficializzeranno a breve una partnership tra le due case madri.

I primi server frutto di questo accordo non si faranno attendere: probabilmente già nella prima metà del 2007 Sun Microsystems potrà vendere server basati su tecnologia Xeon. Inoltre Otellini è convinto di integrare le tecnologie nella produzione di una versione x86 del sistema operativo Solaris, elevandolo quindi allo stato mainstream fino ad ora associato solo a Windows e Linux. Questo significa che in futuro le risorse tecniche di progettazione saranno focalizzate anche alla realizzazione di test e di verifiche sul software, migliorando la resa finale dei prodotti.

Al di là delle conseguenze commerciali dell’accordo, di cui a breve si avrà anche un rendiconto sul Wall Street Journal ad opera della Banca d’America, è da notare il ritorno sui propri passi di Sun Microsystems, che nel 2005 aveva messo alla porta i processori Intel nella linea x86 definendoli “lenti e ad alto consumo energetico”, sostituendoli con modelli Opteron. I nuovi modelli Xeon 5100 Woodcrest e Xeon 5300 Clovertown hanno però colmato la lacuna riportando in auge Intel.

Nonostante ci si aspetti che Sun Microsystems continuerà ad utilizzare i propri processori Sparc e gli Opteron per motivi contrattuali e di rientro delle risorse, l’ufficializzazione è prevista in occasione di una conferenza congiunta lunedì prossimo al St. Regis Hotel di San Francisco.