Archive for the 'E-commerce' Category

È Lenovo l’azienda hi-tech più eco-friendly

Friday, April 6th, 2007

[corriere.it] Greenpeace dà i voti alle industrie più amiche dell’ambiente.
La prima è la cinese Lenovo, l’ultima Apple

La prima produttrice di computer cinese è al top della classifica delle 14 aziende hi-tech più impegnate in materia di politica ambientale stilata da Greenpeace. La pagella fa subito discutere, anche perché, come fa notare Bbc, all’ultimo posto si trova il marchio della mela morsicata.
IMPRESE AMICHE DELL’AMBIENTE - Ormai la parola eco-friendly è entrata nel linguaggio comune e in effetti gli inglesi hanno una certa vocazione nel tradurre in maniera sintetica locuzioni e concetti articolati: una società è eco-friendly quando rispetta l’ambiente, quando crea una cultura di sensibilità nei confronti di quello che in gergo si chiama sviluppo sostenibile, quando si impegna a utilizzare materiali eco compatibili e a non usare sostanze chimiche pericolose e quando comunque ricicla i materiali tossici di cui fa uso. Il linguaggio anglosassone ha coniato un’altra definizione a questo proposito: corporate social responsibility, definizione che in realtà non si limita a guardare solo all’ambiente, ma sposta l’attenzione in genere verso la responsabilità delle aziende nei confronti della società, del lavoro e del pianeta.
I BUONI PROPOSITI PRIMA DI TUTTO - Il concetto è che si può fare profitti non perdendo di vista le proprie responsabilità. Greenpeace, nell’aggiornamento della sua Guide to Greener Electronics, ha preso in esame vari parametri e ha anche deciso di premiare le buone intenzioni: in una realtà, quella cinese, dove l’attenzione verso l’ecologia è decisamente carente, Lenovo ha dimostrato di impegnarsi molto in questa direzione, promuovendo una politica di riciclaggio a tutto tondo e soprattutto dimostrando un progresso convincente. La società cinese si è conquistata dunque un punteggio di otto (su dieci), laddove Apple, a dispetto di un’immagine alternativa che ha sempre sposato, si è aggiudicata un punteggio di 2,7. Nella precedente edizione della guida era stata Nokia a conquistare la leadership, ma questa volta il brand cinese l’ha sorpassata, nonostante non disponga ancora di materiali alternativi nella produzione elettronica. Stupisce anche l’insufficienza che si sono aggiudicati Sony e LG Electronics (rispettivamente undicesimo e dodicesimo posto), anche perché il brand giapponese è stato il primo a fissare una data (il 2008) per la rimozione di alcune sostanze tossiche (ftalati, berillio e alcuni composti dell’antimonio): a penalizzare i due marchi tecnologici è stata una politica di doppio standard, poiché secondo la classifica di Greenpeace le due aziende hanno adottato strategie contraddittorie, promuovendo in alcuni stati un comportamento ecologico e in altri (in particolare negli Stati Uniti) chiedendo ai consumatori di pagare il prezzo per il riciclaggio dei rifiuti tecnologici.
IL CASO APPLE – È l’azienda di Jobs ad aver alimentato le critiche in relazione alla lista. Dalla società di Cupertino fanno sapere di non essere d’accordo con i criteri di giudizio di Greenpeace e a dar loro manforte ci pensano le parole di elogio della Electrical and Electronics Engineers, che sottolinea come Apple abbia eliminato l’uso del piombo nella produzione dei monitor. Greenpeace però insiste, inserendo l’azienda nella categoria bad o partially bad (cattiva o parzialmente cattiva) nella maggior parte dei parametri esaminati, e sostenendo tra le righe che la sua è una politica più di apparenza che di sostanziale impegno. La polemica è aperta.

La Ue costringerà Microsoft

Friday, April 6th, 2007

[repubblica.it] ROMA - Il colosso informatico Microsoft sarà costretto - in seguito alla condanna del marzo 2004 - dalla Commissione europea a rivelare alla concorrenza i segreti del proprio sistema operativo Windows. E il tutto chiedendo un compenso molto più basso dell’attuale. E’ quanto scrive oggi il presigioso quotidiano finanziario inglese Financial Times citando un documento riservato. Le informazioni che il numero 1 del software dovrebbe rivelare sono indispensabili per le aziende che vogliono elaborare software compatibili con Windows.

Una rivelazione che ha registrato una immediata e ufficiale reazione dell’azienda di Redmond. Un portavoce di Microsoft replica al Financial Times affermando che il suo gruppo “risponderà esaustivamente entro il 23 aprile alle obiezioni sollevate dalla Commissione. Riteniamo - continua - di essere in regola con le decisioni del marzo 2004 e che i nostri protocolli siano ragionevoli e non discriminatori”. Da Bruxelles, invece, nessuna reazione. La commissione europea preferisce non commentare la notizia rivelata dal quotidiano britannico.

Questa accelerazione del contenzioso tra la Microsoft e l’Ue arriva dopo che l’esecutivo europeo aveva richiesto a Microsoft - già condannata per abuso di posizione dominantedi - di adeguare le licenze sulle informazioni del suo sistema operativo Windows. Attualmente la Microsoft richiede alle società che vogliono utilizzare il suo sistema operativo il 5,95% delle entrate sui sistemi applicativi operanti. La commissione invece aveva chiesto a Microsoft di applicare royalty molto più basse. Secondo il Financial Times, Ibm, Oracle e Sun hanno fatto rilevare a Bruxelles che i prezzi applicati da Microsoft sono troppo elevati e la stessa commissione, secondo il Ft riconosce che “i prezzi richiesti da Microsoft sono proibitivi e non consentono di sviluppare prodotti che avrebbero prospettive di business fattibili”.

Bruxelles aveva dato tempo fino a Microsoft fino al 3 aprile per speigare perché non rispetta ancora la condanna nei suoi confronti del marzo 2004 per abuso di posizione dominante. Un termine prorogato di altre tre settimane, fino al 23 aprile. Il primo marzo, la Commissione aveva minacciato l’azienda di nuove multe quotidiane.

Il telefonino delle Poste parlerà con Vodafone

Friday, April 6th, 2007

[punto-informatico.it] Roma - A conferma delle anticipazioni circolate alla fine di marzo, è finalmente giunta una conferma ufficiale: Poste Italiane e Vodafone Italia hanno siglato la partnership che porterà il gruppo guidato da Massimo Sarmi a estendere il proprio business al settore della telefonia mobile.

“Grazie all’accordo - si legge in una nota diffusa dall’operatore britannico - Vodafone metterà a disposizione di Poste Italiane la propria infrastruttura di rete grazie alla quale l’Azienda sarà il primo gruppo postale al mondo ad entrare nella telefonia mobile”. Le Poste potranno offrire servizi di telefonia (anche in roaming), SMS e traffico dati su una piattaforma che, spiega ancora Vodafone, “consentirà l’integrazione tra i sistemi delle due aziende lasciando a Poste Italiane la piena ed autonoma gestione del cliente”.

Come negli obiettivi dichiarati da Sarmi, il servizio sarà reso operativo entro l’anno e sarà interamente gestito da Poste Italiane attraverso i suoi 14 mila uffici postali e 40 mila sportelli, oltre ad altri canali di vendita quali il web e il call center. “Nella sua nuova veste di operatore mobile - si legge ancora nella nota - Poste Italiane utilizzerà il suo brand, sarà esclusivo titolare del rapporto con i Clienti, avrà a disposizione un prefisso dedicato e gestirà tutte le attività commerciali e di assistenza clienti. Poste Italiane potrà scegliere i servizi da offrire con decisioni e processi completamente indipendenti e con una sua totale autonomia tariffaria”.

Le previsioni dell’operazione parlano di numeri più che considerevoli: secondo IlSole24Ore l’ingresso nel settore della telefonia mobile apre alle Poste un business il cui valore può arrivare al mezzo miliardo di euro con margini del 20%, sulla base degli obiettivi stimati di due milioni di SIM entro cinque anni.

Blu-ray: “Entro tre anni batteremo anche i DVD”

Friday, March 16th, 2007

[macitynet.it]  Tre anni. Ecco quanto tempo prevede di impiegare il consorzio Blu-ray per spingere il suo formato a battere in termini di vendite e di popolarità gli attuali e tradizionali DVD.

Il proclama, decisamente molto ambizioso, è giunto nel contesto del Cebit, la fiera dell’informatica che si è aperta oggi. A lanciarlo Frank Simonis, presidente europeo della del gruppo che sostiene lo standard per i dischi con contenuti ad alta definizione. “Entro tre anni * ha detto Simonis * non si sentirà parlare altro che di Blu-ray”.

La ragione per cui in Europa, per ora, Blu-ray ha ancora scarsa presa è determinata dal fatto che l’hardware compatibile con il formato non è ancora così popolare come negli Usa o in Giappone. In pratica secondo Simonis nel vecchio continente si dovrà attendere il lancio, ormai imminente, della PlayStation 3 che contiene un lettore Blu-ray per vedere un’esplosione di vendite pari a quella che si verifica altrove. Là dove le PS3 sono già commerciate, sostiene 20th Century Fox, i Blu-ray sono commercializzati in numero doppio rispetto agli HD DVD

Il consorzio che sostiene quest’ultimo standard replica sostenendo che i calcoli includono solo i blockbuster e i film delle grandi case di produzione di Hollywood. Calcolando le produzioni nazionali e indipendenti si dovrebbero rifare i conti perché, dice il gruppo che sostiene HD DVD, in diversi paesi di Asia ed Europa si preferisce proprio HD DVD per i ridotti costi di implementazione.

Web, toolbar di Windows Live preinstallata sui computer Lenovo

Friday, March 16th, 2007

[reuters.it] SEATTLE, 14 marzo (Reuters) - Microsoft (MSFT.O: Quotazione, Profilo) ha raggiunto un accordo con Lenovo (0992.HK: Quotazione, Profilo) per preinstallare sui computer dell’azienda cinese la toolbar Winows Live, che include servizi online tra i quali un motore di ricerca. Lo hanno annunciato ieri le due aziende.

L’accordo tra Microsoft e Lenovo, il terzo produttore al mondo di personal computer, va a sostituire quello che la casa cinese aveva precedentemente con Google (GOOG.O: Quotazione, Profilo) e che prevedeva la preinstallazione della toolbar di Google sui computer fissi e portatili di Lenovo.

Live.com, il motore di ricerca di Microsoft, sarà impostato come homepage nei computer Lenovo e Internet Explorer avrà preinstallata la toolbar Windows Live.

Gli utenti potranno cambiare le impostazioni, ma molte persone tendono mantenere la configurazione preinstallata. L’accordo punta a incrementare il traffico dei servizi online di Microsoft e a intaccare il dominio di Google nei servizi di ricerca online.

La posizione di leader di Google nelle ricerche sul Web attira molti investitori e molta pubblicità nelle pagine dove compaiono i risultati delle ricerche. Windows Live Search è terza dopo Google e Yahoo (YHOO.O: Quotazione, Profilo) con una quota di mercato dell’11%, secondo i dati dell’istituto di ricerca comScore Networks.

Lenovo, che ha acquistato l’unità computer di Ibm nel 2005, è il primo produttore di computer che raggiunge un accordo con Windows Live.

Nel 2020 lo shopping sempre più online

Tuesday, February 20th, 2007

[datamanager.it] Il destino dello shopping è sempre più online, almeno secondo quanto riportato da uno studio inglese.
Lo shopping online potrebbe quadruplicarsi entro il 2020 e occupare il 40% delle vendite al dettaglio.
I risultati dell’indagine condotta dal servizio indipendente di comparazione dei prezzi uSwitch.com e presentata dal direttore dei servizi di comunicazione Steve Weller mostrano un costante incremento delle vendite via web.
In particolare le vendite online potrebbero raggiungere quota 40 miliardi di sterline (59 miliardi di euro) entro la fine del 2007.
Le vendite online hanno subito un’impennata negli ultimi anni e sono passate dal 2% del totale delle vendite al dettaglio nel 2002 al 15% di quest’anno.
L’indagine realizzata in collaborazione con l’azienda di ricerche di mercato YouGov, parla di vendite per circa 162 miliardi di sterline (240 miliardi di euro) nei prossimi 13 anni.
L’aumento delle vendite che dovrebbe raggiungere il 40% nel 2020 è in stretta relazione con l’aumento delle connessioni a banda larga.
Gli utenti acquistano principalmente online vacanze, musica e film.
Tra i vantaggi dello shopping online ci sarebbe la convenienza, infatti, secondo i ricercatori, una famiglia può risparmiare 500 sterline (743 euro) all’anno comprando beni e servizi online invece nei negozi tradizionali.

Warner e Sony Bmg investiranno in Cina su musica per cellulari

Friday, January 26th, 2007

[reuters.it]  NEW YORK (Reuters) - Sony Bmg Music Entertainment e Warner Music Group hanno annunciato oggi una serie di investimenti strategici in una società cinese che produce strumenti tecnologici per scaricare brani musicali sui cellulari, in Cina.

Strizzando l’occhio al mercato cinese che lascia intravedere grandi potenzialità economiche, con circa 460 milioni di utenti di telefoni cellulari, Sony Bmg e Warner Music hanno investito in Access China Media Solutions, una partnership tra la compagnia americana Melodeo Inc. e la giapponese Access Co. Ltd.

Le società hanno fatto sapere che vedono il mondo del telefono cellulare come il futuro dell’industria musicale in Cina, colpita duramente dal fenomeno della pirateria.

Access China si concentrerà sullo sviluppo di tecnologie che favoriranno i consumatori nello scaricare brani musicali interi sui propri cellulari.

“Crediamo che buona parte di questi consumatori guarderà ai propri cellulari come a un mezzo di divertimento”, ha detto Thomas Hesse, presidente del settore di Global digital business alla Sony BMG.

L’industria musicale vede la distribuzione attraverso telefoni cellulari come un modo più sicuro per distribuire la musica rispetto a Internet o ai cd.

EMusic lancerà servizio di download musicale in tutta Europa

Friday, September 15th, 2006

[reuters.it] LONDRA (Reuters) - Il servizio di download di musica digitale eMusic viene lanciato oggi in tutta Europa nel tentativo di diventare la principale alternativa al leader del mercato iTunes, come negli Stati Uniti.

EMusic sarà il primo servizio lanciato in tutti i 25 stati membri dell’Unione europea, testa a testa con iTunes in grossi mercati come Germania e Gran Bretagna e portando il primo servizio legale di download nei più piccoli, compresi Malta e Ungheria.

Il servizio si differenzia come l’unico in larga scala a offrire brani in formato MP3, il che significa che possono essere ascoltati su qualsiasi lettore compreso l’iPod. Le canzoni scaricate da iTunes di Apple Computer possono essere usate solo sull’iPod.

In genere è usato da un pubblico più anziano rispetto a iTunes ed è famoso soprattutto tra gli amanti di jazz e musica classica.

EMusic ha a disposizione 1,7 milioni di canzoni da 8.500 etichette indipendenti, compresi brani di Johnny Cash, Bob Marley, Franz Ferdinand e Bjork.

Nessuno delle quattro principali case discografiche al mondo, che occupano i tre quarti del marcato, forniscono canzoni a eMusic per questioni legate alla protezione del copyright.

“Come il Sundance che ha fatto diventare i film indipendenti un genere, noi stiamo facendo lo stesso con la musica indipendente”, ha detto l’amministratore delegato David Pakman in una intervista.

Ha aggiunto che eMusic continua a tenere colloqui con Universal music di Vivendi, Sony BMG[BERT.UL], EMI e Warner Music