Archive for the 'E-commerce' Category

Toshiba, HD-DVD a prezzi stracciati

Friday, January 18th, 2008

[hwupgrade.it] “Lettore HD-DVD ora disponibile negli USA a circa 100 Euro. Prima risposta di Toshiba agli annunci che la vedono sfavorita nella lotta per l’alta definizione in ambito casalingo”

Un nuovo anno tutto da dimenticare per HD-DVD di Toshiba. Sia l’annuncio di Warner Bros. di abbandonare il supporto allo standard, sia il clima generale che vede operatori del settore e pubblico sempre più spostati verso Blu-ray, non contribuiscono certo a vedere un futuro roseo per lo standard HD-DVD.

In risposta ai recenti eventi, Toshiba trova nuova forza per lottare mettendo a disposizione del pubblico americano il lettore Toshiba HD-A3 a $ 129,99, ed il modello in grado di riprodurre flussi HD 1080p HD-A30 a $ 179,99. Nella confezione sono compresi due titoli, 300 e The Bourne Identity, oltre ad essere sempre valida l’offerta di ricevere a casa propria 5 ulteriori titoli, rigorosamente gratis.

Dailytech parla di atto di disperazione di Toshiba, che tenta così di convincere il pubblico a credere sempre più nel proprio standard. Difficile dire se questo servirà ad HD-DVD a non essere travolta dall’onda Blu-Ray di Sony; quel che è certo è che Toshiba sceglie la via dell’abbattimento dei prezzi per aumentare il bacino di utenza, da usare poi come biglietto da visita con le major rimastele fedeli. Non mancano infatti voci riguardanti la possibilità anche da parte di Paramount di abbandonare il supporto ad HD-DVD, sebbene lo studio cinematografico abbia recentemente smentito questa ipotesi.

Non si hanno notizie, per ora, di operazioni commerciali simili anche in Europa; la partita, sebbene in “zona Cesarini”, si gioca oltre Atlantico, dove hanno sede le più importanti case cinematografiche, motivo per il quale non ci resta che osservare l’epilogo di una guerra durata fin troppo.

Sette italiane fra le prime 100 software house europee

Wednesday, November 21st, 2007

[ilsole24ore.com]  Sono sette le aziende italiane inserite nella classifica «Truffle 100 Europe 2007», il ranking delle 100 principali imprese europee del software, con un fatturato annuo superiore a 20 milioni di euro: si tratta di Almaviva (13° posto), Zucchetti (20° posto), Txt E-Solutions (51° posto), Elsag Datamat (53° posto), Exprivia (64° posto), Gruppo Formula (70°posto) e Selesta ora NessPRO Italy (76° posto).

La classifica è stata presentata il 19 novembre a Bruxelles, nel corso di una manifestazione patrocinata dalla Commissione Europea, alla quale ha preso parte Viviane Reading, il Commissario europeo per la Società dell’Informazione e i Media. Gli enti promotori della classifica sono Truffle Capital (una delle principali società europee di private equity) e Syntec Informatique (l’Associazione che raggruppa le aziende It francesi), in collaborazione con le principali associazioni di categoria nazionali It in Europa, tra le quali AITech-Assinform, Agoria (Belgio), Bitkom (Germania), Intellect (Regno Unito).
«La presenza di 7 aziende italiane è importante. E’ la conferma che anche nel nostro Paese ci sono numerose eccellenze nella produzione del software, e che l’ingegneria informatica italiana è rispettata e che potrebbe cogliere nuovi spazi sui mercati europei - ha commentato Federico Barilli, direttore AITech-Assinform, (l’associazione di Confindustria delle aziende di informatica in Italia) - E’ significativo al riguardo che da quest’anno l’Italia partecipi alla cerimonia di presentazione del ranking attraverso la sua Associazione di riferimento. Molte altre sono le aziende italiane del settore It che sanno farsi valere a livello internazionale nella ricerca nel software e nello sviluppo di sistemi di comando e controllo sanitari, di monitoraggio e diagnostica ferroviari, di applicativi per telefonia mobile. È un fenomeno da far emergere. Anche per questo, AITech-Assinform ha avviato un’indagine “ad hoc” volta proprio a fare emergere le tante realtà italiane di software e servizi, con presenze, ambizioni e valenze innovative di rilievo internazionale».

Ebay e Google seppelliscono l’ascia di guerra

Wednesday, June 27th, 2007

[theinquirer.net] IL SITO DI ASTE eBay ha ripristinato la pubblicità su Google segnando la conclusione di un attrito con la società del noto motore di ricerca nato da divergenze in merito a un party promozionale.

eBay aveva ritirato la pubblicità da Google definendo l’operazione un “esperimento” per determinare quale fosse il modo più efficace di attirare i clienti sul proprio sito di shopping.

Tuttavia sembra più verosimile che si trattasse di una ritorsione per il party che Google aveva fissato per il 14 giugno con lo scopo di distogliere l’attenzione dalla festa annuale degli utenti di eBay a Boston.

eBay era uno dei maggiori clienti di Google per mezzo del sistema di marketing AdWords e il denaro non speso veso Google è stato impiegato per aumentare il carico pubblicitario a vantaggio dei suoi concorrenti.

Il portavoce di eBay Hani Durzy, rifacendosi alla dichiarazione iniziale, ha detto che l’esperimento dimostra che il sito di aste non ha bisogno di spendere tanto in pubblicità su Google. Tuttavia ha confermato che le due società continueranno a fare affari l’una con l’altra.

In ogni caso il fatto che Google abbia annullato la serata di gala, che aveva come scopo la promozione del suo nuovo servizio per i pagamenti online, deve essere servito a calmare gli animi.

Passo accelerato per la musica digitale

Wednesday, June 27th, 2007

[lastampa.it](NEW YORK) Secondo uno studio condotto dalla società Npd, specializzata in ricerche di mercato, iTunes, il programma di Apple che consente di acquistare canzoni online, è al terzo posto assoluto tra i rivenditori di musica negli Stati Uniti.

Nel primo trimestre di quest’anno, infatti, iTunes ha conquistato una quota di mercato per unità vendute del 9,8%, dietro ai supermercati Wal-Mart, con il 15,8%, e alla catena di grandi magazzini Best-Buy, con il 13,8 per cento. Npd ha considerato ogni 12 canzoni scaricate da iTunes come equivalenti a un cd acquistato in un negozio.

Il dato riflette una tendenza in atto da tempo nell’industria musicale: il calo inesorabile delle vendite dei compact disc e il contemporaneo aumento della musica commercializzata tramite Internet.

Secondo lo studio, quest’anno sono stati venduti circa 212 milioni di album, un calo del 16% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, mentre la musica digitale è cresciuta del 49%.

I dati forniti dalla società Nielsen Soundscan evidenziano anche che alla fine di maggio di quest’anno le vendite complessive di musica, in cd e altri formati sono salite del 14% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Amazon distribuirà musica libera da protezioni

Friday, May 18th, 2007

[reuters.it]  NEW YORK (Reuters) - Amazon.com ha annunciato oggi che lancerà più avanti nel corso dell’anno un music store digitale contenente milioni di canzoni libere dalla tecnologia di protezione del copyright, che limita i supporti su cui i consumatori possono ascoltare la loro musica.

L’azienda di Seattle ha affermato che il gruppo EMI ha rilasciato allo store la licenza del suo catalogo digitale.

Gli Mp3 di Amazon, liberi dalla protezione anti-pirateria consentiranno ai consumatori di ascoltare la loro musica teoricamente su qualsiasi dei loro dispositivi personali - inclusi personal computer, Macintosh Apple Inc., iPod di Apple, Zune di Microsoft - e di copiare le canzoni su compact disc per uso personale.

Apple e la vicenda Stock Options: Fred Anderson patteggia con la SEC

Thursday, April 26th, 2007

[hwupgrade.it] “Il precedente Chief Financial Officer della casa di Cupertino ha deciso di patteggiare con la SEC e versare un rimborso di 3,5 milioni di dollari”

Fred Anderson, il precedente Chief Financial Officer di Apple risultato implicato nella vicenda relativa alle irregolarità circa l’emissione di stock options tra il 1997 e il 2002, ha raggiunto un accordo di patteggiamento con la Securities and Exchange Commission (SEC) che prevede il pagamento di una ammenda di 150 mila dollari.

In questo modo la SEC non procederà al perseguimento civile di Anderson. All’ammenda va aggiunto inoltre il rimborso per i profitti generati dalle stock options irregolare, rimborso che ammonta a ben 3,5 milioni di dollari. Anderson continua però a sostenere la propria estraneità ai fatti e nega di aver condotto operazioni non rispettose delle regole sancite dalla SEC.

Nella vicenda fu considerata coinvolta anche Nancy Heinen, la precedente responsabile legale della compagnia della Mela. Secondo gli esiti dell’indagine la Heinen è stata considerata la responsabile della falsificazione dei documenti per l’approvazione delle stock options con un prezzo più favorevole rispetto a quello di mercato.

Nancy Heinen ha rifiutato, per ora, di patteggiare con la SEC, difendendo strenuamente la propria posizione: la ex responsabile legale di Apple ha infatti dichiarato, tramite il proprio avvocato, che è pronta a presentare una serie di documenti in grado di dare prova del proprio operato regolare.

Su iTunes in arrivo anche i testi delle canzoni

Thursday, April 26th, 2007

 [macitynet.it]  Yahoo si accorda con Gracenote per pubblicare i testi delle canzoni. Presto potrebbe arrivare anche un patto con iTunes.

Su iTunes potrebbe essere ormai prossimo il lancio di un servizio che fornisce, oltre che le canzoni, anche i testi delle stesse. La prospettiva di un “paroliere” per la musica in vendita su iTunes di cui si parla da tempo si è avvicinata con il lancio, avvenuto nel corso della giornata di oggi, di un accordo tra Yahoo e Gracenote per la pubblicazione di testi delle canzoni sulle pagine del popolare portale Internet.

Gracenote è un dei partner di Apple. Proprio sui suoi servizi si basa, ad esempio, il reperimento automatico dei titoli delle canzoni che vengono rippate da Cd. La scorsa estate quando Gracenote aveva ottenuto dalle case discografiche i diritti sui testi delle canzoni, in molti hanno pensato proprio ad Apple come primo utente del servizio e anche se Yahoo è arrivata prima, questo non significa che Apple sia esclusa. Anzi la stessa Gracenote conferma ufficialmente, per la prima volta, di essere in trattativa con Cupertino per offrire lo stesso servizio anche su iTunes. “Non abbiamo certo lanciato questa iniziativa * ha detto il Ceo di Gracenote Craig Palmer * a beneficio di un solo servizio; stiamo trattando con vari partner, compresa Apple. Quindi attendetevi altre novità in merito”

Gracenote potrebbe portare alle casse dei titolari dei diritti fino a 100 milioni di dollari l’anno, non molto rispetto ai 4 miliardi di dollari che giungono dalla vendita della musica, ma certamente più del nulla che ottengono dalla pubblicazione degli stessi testi su siti che traggono profitti dalla pubblicità, ma senza che gli autori dei testi ne ottengano alcun vantaggio economico.

FINE DRM MUSICA APPLE ITUNES QUALITA’ AUDIO SUPERIORE SU ITUNE STORE

Friday, April 6th, 2007

[assodigitale.it]Svolta epocale per l’Itunes Store di Apple che da maggio inizia a vendere files musicali di qualità audio superiore e senza protezione DRM ad un costo di 1,29 Euro Cadauno, cosa da tempo richiesta a gran voce dalla comunità di internet e da parecchi governi.

Apple® ha annunciato oggi che, a partire da maggio, a livello mondiale, l’intero catalogo digitale di musica della EMI Music sarà disponibile per l’acquisto su iTunes Store (www.itunes.it) senza DRM (senza cioè digital rights management).

I brani senza DRM della EMI saranno offerti ad un prezzo di 1,29 euro ciascuno, con la codifica AAC a 256 kbps, di qualità superiore, che renderà la qualità audio indistinguibile da quella della registrazione originale.

Inoltre, i clienti iTunes saranno in grado di aggiornare facilmente la loro intera collezione di contenuti EMI precedentemente acquistati alle versioni senza DRM in qualità superiore per soli 30 centesimi a canzone. iTunes continuerà ad offrire l’intero proprio catalogo, attualmente composto da oltre cinque milioni di canzoni, nella stessa versione attuale - con codifica AAC a 128 kbps con DRM — allo stesso prezzo di 99 centesimi per canzone,  e, allo stesso tempo, offrirà versioni in qualità superiore senza DRM non appena disponibili.

“Daremo ai clienti iTunes la scelta - le versioni attuali delle nostre canzoni allo stesso prezzo di 99 centesimi, o nuove versioni delle stesse canzoni, senza DRM e con anche una qualità audio superiore, per soli 30 centesimi in più,” ha affermato Steve Jobs, CEO di Apple. “Crediamo che i nostri clienti lo apprezzeranno e ci aspettiamo di vendere oltre la metà delle canzoni disponibili su iTunes in versione senza DRM entro la fine di quest’anno.”

“EMI e iTunes uniscono ancora una volta le proprie forze per far evolvere ulteriormente il settore della musica digitale, dando agli appassionati di musica una qualità audio superiore, che è virtualmente indistinguibile dalla registrazione originale, senza limiti di utilizzo sulla musica che amano, dei loro artisti preferiti,” ha affermato Eric Nicoli, CEO di EMI Group.

Con la musica senza DRM del catalogo EMI, i clienti iTunes avranno la possibilità di scaricare brani dei propri artisti preferiti EMI senza alcuna restrizione di utilizzo, che limiti la tipologia dei dispositivi o il numero dei computer su cui possono essere riprodotte le canzoni acquistate. Le canzoni senza DRM acquistate su iTunes Store saranno codificate in AAC a 256 kbps, il doppio rispetto all’attuale bit rate di 128 kbps, e saranno riproducibili su qualsiasi iPod, computer Mac o Windows, Apple TV e presto iPhone, così come su molti altri player di musica digitale.

L’ iTunes Store è ora dotato del più ampio catalogo al mondo con oltre cinque milioni di di canzoni, 350 serie televisive e oltre 400 film.

iTunes Store ha venduto oltre due miliardi di canzoni, 50
milioni di serie televisive e oltre 1,3 milioni di film; questi dati ne fanno il negozio online di musica, serie tv e film più famoso al mondo.  Le serie televisive e i film sono disponibili sono negli Stati Uniti, la disponibilità dei video varia a seconda della nazione.

Grazie alla leggendaria facilità d’uso di Apple, alle funzionalità d’avanguardia come il supporto integrato per il podcasting, alla condivisione di playlist iMix, alla perfetta integrazione con iPod e alla possibilità di trasformare i singoli acquistati in precedenza in album completi ad un prezzo ridotto, iTunes Store rappresenta il modo migliore per utenti Mac e PC di scoprire, acquistare ed scaricare musica e video online, legalmente.

Apple ha dato il via alla rivoluzione del personal computer negli anni ‘70, con Apple II, e lo ha reinventato un decennio più tardi, con l’introduzione del Macintosh. Ancora oggi Apple continua a guidare il settore grazie alla sua capacità di innovazione, con computer desktop e portatili, il sistema operativo OS X, gli applicativi iLife e quelli professionali. Apple sta inoltre guidando la rivoluzione dei media digitali con la linea di lettori di musica e video iPod e con il negozio online iTunes. Apple entrerà nel mercato della telefonia cellulare quest’anno con il suo rivoluzionario iPhone.

Class Action contro Microsoft: Windows Vista Home Basic non piace

Friday, April 6th, 2007

[hwupgrade.it] “Critiche a Microsoft per gli adesivi “Vista Capable” e i limiti di Microsoft Windows Vista Home Basic”

Ancora brutte notizie relative alla possibilità di upgrade da Microsoft Windows XP a Windows Vista. Come riporta Betanews.com, a Washington un cliente insoddisfatto ha intentato una class action nei confronti di Microsoft.

Su un sistema acquistato a fine 2006 era presente il classico adesivo “Vista Capable” che dovrebbe garantire, insieme al coupon inserito nelle confezioni del prodotto, un rapido upgrade all’ultimo sistema operativo di Microsoft.

Il contenzioso è nato nel momento in cui l’utente ha scoperto che per il proprio sistema era possibile accedere solo a Microsoft Windows Vista Home Basic, la versione entry level e priva ad esempio dell’interfaccia Aeroglass. Viene fatto notare che in merito a tale limite è stata effettuata una ridotta campagna informativa.

La questione non è certo nuova e già svariati autorevoli commenti sono stati pubblicati nei mesi scorsi. Tra essi citiamo una dura presa di posizione di Acer che affermo come Windows Vista Home Premium fosse da considerare il “vero” nuovo sistema operativo.

Pagare Online utilizzando il telefono cellulare

Friday, April 6th, 2007

[cellulari.it] OneBip.com offre una nuova e sicura modalità di pagamento pensata per transazioni di valore inferiore ai 10 euro: online utilizzando il credito del telefono cellulare, senza bisogno di una carta di credito o di un conto corrente bancario
In un contesto in cui il fenomeno Web 2.0 continua ad influenzare le modalità di interazione, di ricerca delle informazioni e dei processi di acquisto, le comunità web e i rivenditori online si stanno ponendo il quesito su come si possano incrementare i ricavi. Nonostante i consumatori abbiano più volte manifestato il loro interesse verso i servizi e contenuti digitali offerti dal Web 2.0, come per esempio i giochi di ruolo, il social networking, siti di dating, e-book e blog, spesso sono stati riluttanti a utilizzare le proprie carte di credito per pagamenti di importo inferiore ai €10 – i cosiddetti micro-pagamenti, un mercato stimato in oltre $18 Miliardi entro il 2010.

OneBip è oggi in grado di fornire la soluzione a tale problema, consentendo agli utenti di trasformare il credito del proprio cellulare in denaro da spendere su internet. A differenza di altri sistemi presenti sul mercato, per usare OneBip non è necessario un conto bancario o possedere una carta di credito. Utilizzando OneBip il valore della transazione viene direttamente addebitato sulla bolletta telefonica o dedotto dalla carta pre-pagata. OneBip dà inoltre la possibilità di consultare online lo storico degli acquisti e monitorare le spese effettuate tramite il telefono cellulare.

OneBip offre ai siti web una nuova modalità per vendere e monetizzare i propri servizi. La piattaforma di OneBip permette, infatti, di accettare pagamenti da telefoni cellulari in pochi minuti tramite un semplice processo di configurazione online. L’utilizzo di OneBip consente così di acquisire nuovi clienti ed aumentare le vendite. Attualmente attivo in Gran Bretagna, Germania e Stati Uniti, OneBip prevede l’estensione del servizio nei principali mercati internet entro il 2009. “Le novità degli ultimi giorni in tema di normativa europea sui servizi di pagamento premiano la nostra visione di mercato e ci confermano che OneBip si sta muovendo nella direzione giusta.” Afferma Diego Mortillaro, presidente di OneBip “Nella sola Gran Bretagna, primo paese a recepire la direttiva europea sull’e-money e primo paese nel quale OneBip è stato lanciato, in poco più di 2 mesi oltre 20.000 utenti hanno registrato un account su OneBip e più di 600 siti lo stanno utilizzando per aumentare i ricavi attraverso la vendita dei loro prodotti e servizi digitali.”

“L’utilizzo della carta di credito ha da sempre rappresentato una barriera per i micro-pagamenti online.” Afferma Marko Maras, CEO di OneBip.”Da diversi anni i consumatori sono abituati ad utilizzare il telefono cellulare per pagamenti di diversa natura. Grazie alla forte crescita dei telefoni cellulari a livello mondiale, con OneBip i proprietari di siti web possono disporre di un nuovo sistema di pagamento che garantisce una penetrazione superiore alle carte di credito aumentando così le proprie vendite.” Afferma Diego Mortillaro, Presidente di OneBip “In un mercato complesso e frammentato come quello dei micro-pagamenti, con OneBip abbiamo, per la prima volta, reso disponibile ai possessori di un sito internet, un modo facile ed immediato per accettare pagamenti da tutti i consumatori.

OneBip offre agli utenti finali un’alternativa semplice e sicura per pagare online perché garantisce il rispetto della normativa di ogni paese nonché le richieste in materia di sicurezza degli Operatori di telefonia mobile.”