Archive for November, 2007

Wind lancia “Superchannel”, servizio di news sul cellulare

Wednesday, November 21st, 2007

[reuters.it]  MILANO (Reuters) - Wind ha lanciato ieri “Superchannel”, un nuovo servizio che consentirà agli utenti di cellulari di leggere sul display le ultimissime notizie rimanendo sempre aggiornati.

La compagnia telefonica, per prima in Italia e in Europa, ha introdotto sul display un nastro a scorrimento veloce che permetterà di leggere le news senza dover premere alcun tasto e, se si vorrà un approfondimento, basterà un solo clic per visualizzare la notizia completa.

A partire da ieri il servizio, che si avvale della fornitura di partner come Ansa, è fruibile con un terminale Samsung S710i, venduto a 99 euro.

“Superchannel” è veicolato tramite la tecnologia i-mode, ideata dalla giapponese NTT DoCoMo, di cui Wind ha l’esclusiva per l’Italia.

Il direttore commerciale di Wind, Fabrizio Bona, ha commentato: ” ‘Superchannel’ trasformerà da `pull’ a `push’ l’accesso alle informazioni … Si potranno leggere le news senza il minimo sforzo, in mobilità e sempre aggiornate”.

Kindle: il libro del futuro?

Wednesday, November 21st, 2007

[thedailybit.net] Potrebbe rivelarsi il device dell’anno, oppure accusare un  fiasco colossale.
Sta di fatto che rispetto ai suoi predecessori, “Kindle”,  il lettore di libri elettronici presentato da Jeff Bezos, fondatore e Ceo di Amazon, potrebbe anche funzionare. Perché alle spalle c’è la più ricca e intelligente libreria delnewsweek kindle mondo.

Il prodotto, per ora disponibile solo negli Usa, è stato presentato sulla copertina del settimanale Newsweek.

Le caratteristiche estetiche non sono entusiasmanti. Si chiede ad esempio  Rex Hammock: “perché non stipulare un accordo con la Apple per utilizzare una versione più estesa di un iPod Touch”?

Inoltre, ci si chiede, come mai  un device come Kindle, in fase di sviluppo dal 2004, propone nuovamente l’idea dell’ebook in sostituzione della carta stampata, idea non nuova, dove altri hanno già fallito in passato: colossi come Sony, Microsoft e decine di start-up hanno infatti già tentato di sostituire la carta con i device digitali e non ci sono riusciti.

In più, Kindle non è affatto un apparecchio “convergente”. Cioè non può essere utilizzato da telefono, computer, agenda. E’ “solo” un eBook reader, un lettore di testate giornalistiche e libri digitali.

Forse la risposta si trova nella parola “mobilità”! Oltre a consentire di memorizzare (e scaricare da Amazon.com)  200 libri contemporaneamente,  permette anche la connessione a internet senza fili, attraverso un sistema chiamato Whispernet, basato sui servizi a larga banda offerti dalla telefonia cellulare.

Dunque possibilità di avere sempre con sé l’ultima versione aggiornata  giornali, riviste, pdf, blog… L’offerta prevede infatti anche le versioni online dei quotidiani “New York Times”, “Wall Street Journal”, “Washington Post” e “Le Monde” e settimanali.

Per questo Bezos ha sottolineato che non dovremmo pensare a kindle com a un prodotto, a uno strumento, bensì a un servizio.

Un’altra novità che è rimbombata come una provocazione nella blogosfera è il Blog a pagamento. L’idea è stata accolta quasi come una eresia tra il popolo dei blogger e non è passata inosservata, tanto che Mathew Ingram non usa giri di parole affermando che Amazon deve essersi fumata qualcosa per  proporre un’iscrizione a pagamento ai feed di blog selezionati, per un costo di 1.99 $ al mese per blog.

Tuttavia personalmente non vedo come blog come slashdot.org o Engadget non debbano richiedere, prima o poi, un abbonamento per le notizie pubblicate, vista la qualità eccellente con cui si presentano alcuni articoli rispetto alla carta stampata o ai newspaper digitali.

Tralascerei invece tutti i discorsi legati al futuro dell’editoria, retaggio più di un lontano passato (ricordate le discussioni del 1995 sui CD-Rom che avrebbero secondo alcuni annichilito il libro?). Il libro allora è sopravvissuto, più che mai, anzi sembra che grazie a Internet respiri nuova linfa vitale.
Pensate solo a cosa è accaduto per fenomeni come Harry Potter, il Codice da Vinci o gli italianissimi bestseller di Federico Moccia: bene o male si possa dire di questi prodotti editoriali commerciali, alimentati dagli stessi social network digitali, hanno tuttavia saputo addirittura offrire nuove speranze al  futuro del cinema come arte di intrattenimento di massa e ai giovanissimi hanno saputo instillare la curiosità per la lettura.

Insomma, non ci dispiacerebbe che un lettore come iPod Touch o Kindle sostituisse i quotidiani, troppo lenti per comunicare e troppo rapidi nel finire tra la carta straccia: salveremmo sicuramente milioni di alberi.

Il libro? Tutta un’altra storia!

Come scrive NewsWeek, il libro è il miglior gadget mai inventato: è più affidabile di qualunque memoria di massa o CD quando si tratta di conservare dei dati, e possiede  l’interfaccia più intuitiva che si possa immaginare senza avere bisogno di batterie. Si può migliorare un’invenzione come questa?

Curiosità

Kindle è un termine di matrice anglosassone, probabilmente derivato  dalla parola vichinga del XII secolo “kynda”, che significa “fuoco”. Il verbo “to Kindle” significa “accendere un fuoco”,” illuminare” ovvero “illuminarsi”, “diventare animato” (lett. to become illuminated, to become animated)

Google pronta ad acquisire frequenze mobili

Wednesday, November 21st, 2007

[telefonino.net] Google è pronta ad offrire ben 4,6 miliardi di dollari per acquisire frequenze di telefonia mobile. L’offerta sarà presentata nell’asta per acquistare frequenze wireless che verranno cedute al miglior offerente dalla Federal Communications Commission il prossimo gennaio.
A scriverlo è il Wall Street Journal che cita persone informate della questione.

Google, utilizzando una licenza test sempre rilasciata dalla Federal Communications Commission statunitense, sta già testando una versione sperimentale della rete wireless a Mountain View, California. In questo la società californiana sta maturando un’esperienza che potrebbe tornarle utile se a gennaio vincesse l’asta di assegnazione frequenze, decidendo, quindi, di diventare un operatore nazionale di telefonia mobile.

PS3 più appetibile per gli sviluppatori !

Wednesday, November 21st, 2007

[punto-informatico.it] Tokyo - La licenza del development kit (SDK) di PlayStation 3 può ora essere acquistata a circa la metà del suo prezzo originario. Con questa mossa Sony spera di allargare la comunità di sviluppatori PS3, incrementando - per il medio-lungo termine - il numero di titoli compatibili con l’ultima incarnazione di PlayStation.

In Europa l’SDK è ora disponibile al prezzo di 7500 euro, una cifra che lo rende maggiormente alla portata delle case di sviluppo più piccole, le stesse da cui spesso provengono anche le idee più innovative e originali. Questo sconto è invece destinato ad influire ben poco sulle scelte degli studios più grandi e affermati, le cui strategie di sviluppo dipendono solo marginalmente dal costo degli SDK.

“Mano a mano che verrà sviluppato un numero crescente di titoli per PS3, Sony ridurrà significativamente il prezzo del Reference Tool: questo con l’obiettivo di contribuire a tagliare i costi di sviluppo della comunità di programmatori di giochi”, ha affermato Sony in un comunicato.
Va considerato che l’SDK per PS3 è ancora considerevolmente più caro rispetto a quello di Wii, che costa meno di 1500 euro: ciò tuttavia dipende anche dalla diversa piattaforma hardware alla base delle due console. Piattaforma, quella della console di Sony, che molti sviluppatori ritengono più difficile da programmare rispetto a quella di Wii e Xbox 360.

La riduzione del costo dell’SDK segue da vicino l’introduzione del modello di PS3 con hard disk da 40 GB, che, rispetto alla versione originale, costa 200 euro in meno. Sebbene una parte di consumatori abbia accolto questa versione “lite” di PS3 con poco entusiasmo, i dati di vendita sembrano premiare la scelta di Sony: in Giappone, ad esempio, la scorsa settimana le vendite di PS3 hanno persino superato, per la prima volta, quelle di Wii. Ma questo trend al rialzo si sta registrando un po’ in tutto il mondo, in parte dovuto anche al progressivo “sboom” di Wii, che su certi mercati comincia a dare segni di stanca.

La fine di Internet avverrà nel 2010

Wednesday, November 21st, 2007

[corriere.it] Accadrà quando i dati in circolo supereranno la capacità delle infrastrutture. Specie negli Usa.

Quando non c’era si viveva bene lo stesso, diciamolo, ma ora che c’è, per molti è difficile immaginare di poter stare senza. Parliamo dell’internet e di come si sia integrata perfettamente nella nostra esistenza, nella nostra quotidianità, diventando uno strumento prezioso sia per il lavoro che per lo studio e il tempo libero. Internet c’è, e probabilmente a nessuno passa per la testa l’idea che domani possa sparire, o non essere più così facilmente accessibile. Ma le cose potrebbero cambiare, molto presto, lasciando gli internauti con un palmo di naso di fronte al monitor nero.

TRAFFICO ECCESSIVO - Una ricerca condotta dagli studiosi del Nemertes Research Group rivela che da qui a due anni internet potrebbe non riuscire più a sopportare il peso dei nostri movimenti in rete e collassare tragicamente. Il motivo? L’incapacità delle attuali reti di reggere il traffico dati generato sia da parte degli utenti privati che dalle aziende. In particolare, gli analisti prevedono che la responsabilità della paralisi sarà imputabile principalmente ai contenuti web che appesantiscono le connessioni, come video streaming interattivi e trasferimenti di file in modalità peer-to-peer. Poco alla volta le maglie della rete finiranno con l’essere congestionate, e per il 2010 - stimano i ricercatori Nemertes - non saranno più vivibili.

PIÙ INVESTIMENTI - Che fare per evitare che ciò si verifichi? La soluzione è nelle mani dei provider e gestori della rete, che con tutta probabilità si vedranno costretti a investire cifre doppie rispetto a quelle preventivate per la ristrutturazione delle dorsali e lo sviluppo di nuove e più moderne infrastrutture. Si pensi che alla fine di quest’anno gli interanuti avranno creato circa 161 exabyte di dati (un exabyte, EB, equivale a circa 1,1 miliardi di gigabyte), che nel mese di maggio tre quarti degli utenti internet statunitensi hanno guardato una media di 158 minuti di video online, e che solo in Nord America saranno necessari investimenti nell’ordine dei 42-55 miliardi di dollari (28,4-37,2 miliardi di euro) per l’adeguamento delle reti alla domanda. I risultati dello studio confermano le preoccupazioni dell’Internet Innovation Alliance (Iia), che da tempo lancia moniti a proposito dell’imminente collasso delle linee sulle quali corrono i bit. Certo tale crescita non potrà che fare bene al web, ma solo se le autorità di ciascun Paese e i gestori delle reti prenderanno consapevolezza dell’accresciuta domanda attivandosi e rispondendo in modo adeguato.

Apple iPhone: e se in Italia arrivasse senza brand?

Wednesday, November 21st, 2007

[newsmobile.it] Dopo quelle relative all’uscita, iniziano a piovere dalla Rete tonnellate di rumors circa la presentazione di iPhone 3G per il mercato italiano. Dopo Tim, attualmente sarebbe Vodafone il gestore più accreditato per ottenere l’esclusiva di vendita del gioiello Apple per il nostro Paese; ma la notizia di ieri relativa al mercato tedesco (Vodafone Germania ottiene il blocco delle vendite di iPhone in esclusiva da parte di T-Mobile) francamente ci pare un controsenso e potrebbe risultare un precedente pericoloso, tanto dal farci dubitare che in Italia ci sarà un solo carrier in grado di vendere iPhone.
E se alla fine Apple lo commercializzasse senza alcun vincolo? Non sarebbe uno scandalo se il telefonino più atteso della storia venisse piazzato appositamente nel nostro Paese ad un prezzo elevato (900 euro?).
Chi vivrà, vedrà.
Non rimane che attendere il MacWorld di gennaio (e la fine dello stesso mese per l’arrivo nel mercato), ovvero l’evento che dovrebbe chiarire una volta per tutte la strategia di distribuzione di Apple in Italia per il suo telefonino.