[thedailybit.net] Potrebbe rivelarsi il device dell’anno, oppure accusare un fiasco colossale.
Sta di fatto che rispetto ai suoi predecessori, “Kindle”, il lettore di libri elettronici presentato da Jeff Bezos, fondatore e Ceo di Amazon, potrebbe anche funzionare. Perché alle spalle c’è la più ricca e intelligente libreria delnewsweek kindle mondo.
Il prodotto, per ora disponibile solo negli Usa, è stato presentato sulla copertina del settimanale Newsweek.
Le caratteristiche estetiche non sono entusiasmanti. Si chiede ad esempio Rex Hammock: “perché non stipulare un accordo con la Apple per utilizzare una versione più estesa di un iPod Touch”?
Inoltre, ci si chiede, come mai un device come Kindle, in fase di sviluppo dal 2004, propone nuovamente l’idea dell’ebook in sostituzione della carta stampata, idea non nuova, dove altri hanno già fallito in passato: colossi come Sony, Microsoft e decine di start-up hanno infatti già tentato di sostituire la carta con i device digitali e non ci sono riusciti.
In più, Kindle non è affatto un apparecchio “convergente”. Cioè non può essere utilizzato da telefono, computer, agenda. E’ “solo” un eBook reader, un lettore di testate giornalistiche e libri digitali.
Forse la risposta si trova nella parola “mobilità”! Oltre a consentire di memorizzare (e scaricare da Amazon.com) 200 libri contemporaneamente, permette anche la connessione a internet senza fili, attraverso un sistema chiamato Whispernet, basato sui servizi a larga banda offerti dalla telefonia cellulare.
Dunque possibilità di avere sempre con sé l’ultima versione aggiornata giornali, riviste, pdf, blog… L’offerta prevede infatti anche le versioni online dei quotidiani “New York Times”, “Wall Street Journal”, “Washington Post” e “Le Monde” e settimanali.
Per questo Bezos ha sottolineato che non dovremmo pensare a kindle com a un prodotto, a uno strumento, bensì a un servizio.
Un’altra novità che è rimbombata come una provocazione nella blogosfera è il Blog a pagamento. L’idea è stata accolta quasi come una eresia tra il popolo dei blogger e non è passata inosservata, tanto che Mathew Ingram non usa giri di parole affermando che Amazon deve essersi fumata qualcosa per proporre un’iscrizione a pagamento ai feed di blog selezionati, per un costo di 1.99 $ al mese per blog.
Tuttavia personalmente non vedo come blog come slashdot.org o Engadget non debbano richiedere, prima o poi, un abbonamento per le notizie pubblicate, vista la qualità eccellente con cui si presentano alcuni articoli rispetto alla carta stampata o ai newspaper digitali.
Tralascerei invece tutti i discorsi legati al futuro dell’editoria, retaggio più di un lontano passato (ricordate le discussioni del 1995 sui CD-Rom che avrebbero secondo alcuni annichilito il libro?). Il libro allora è sopravvissuto, più che mai, anzi sembra che grazie a Internet respiri nuova linfa vitale.
Pensate solo a cosa è accaduto per fenomeni come Harry Potter, il Codice da Vinci o gli italianissimi bestseller di Federico Moccia: bene o male si possa dire di questi prodotti editoriali commerciali, alimentati dagli stessi social network digitali, hanno tuttavia saputo addirittura offrire nuove speranze al futuro del cinema come arte di intrattenimento di massa e ai giovanissimi hanno saputo instillare la curiosità per la lettura.
Insomma, non ci dispiacerebbe che un lettore come iPod Touch o Kindle sostituisse i quotidiani, troppo lenti per comunicare e troppo rapidi nel finire tra la carta straccia: salveremmo sicuramente milioni di alberi.
Il libro? Tutta un’altra storia!
Come scrive NewsWeek, il libro è il miglior gadget mai inventato: è più affidabile di qualunque memoria di massa o CD quando si tratta di conservare dei dati, e possiede l’interfaccia più intuitiva che si possa immaginare senza avere bisogno di batterie. Si può migliorare un’invenzione come questa?
Curiosità
Kindle è un termine di matrice anglosassone, probabilmente derivato dalla parola vichinga del XII secolo “kynda”, che significa “fuoco”. Il verbo “to Kindle” significa “accendere un fuoco”,” illuminare” ovvero “illuminarsi”, “diventare animato” (lett. to become illuminated, to become animated)