CPU : Intel nel mirino dell’Ue, rischia maxi multa
[corriere.it] Per la Commissione il big dei chip avrebbe commesso «abusi» nei confronti della rivale Amd. Ora rischia una sanzione da 4 miliardi
BRUXELLES - Il gigante americano dei microprocessori Intel finisce nel mirino dell’Unione europea e rischia una maxi multa. La Commissione europea ha confermato venerdì di aver inviato inviato il 26 luglio 2007 una comunicazione di addebiti, il primo passo di una formale procedura di infrazione del diritto comunitario, al big di Santa Clara, nella Silicon Valley.
ANTITRUST - Secondo un comunicato diffuso a Bruxelles, nella sua lettera l’Antitrust Ue contesta un «abuso di posizione dominante» nel mercato delle cosiddette “Computer processing units (Cpu) x86″. Tutto ciò con l’intento di escludere dal mercato il suo principale concorrente, l’altro colosso americano Amd, Advamced Micro Devices. L’indagine della Ue è partita addirittura nel 2001, sulla base di circonstanziate denunce da parte di Amd. I concorrenti accusano Intel di «boicottare» con pratiche commerciali discutibili e veri e propri reati i prodotti di Amd (che controlla circa il 20% del mercato mondiale dei chip contro l’80% in mano ad Intel).
TRE INFRAZIONI - L’abuso sarebbe di tre tipi: il primo, sconti sostanziali a diversi produttori di equipaggiamenti elettronici in cambio di acquisto esclusivo delle Cpu da Intel; il secondo, addirittura «pagamenti per indurre» questo tipo di clienti a ritardare o cancellare linee di prodotti con Cpu della Amd (in pratica tangenti); e infine, offerte sottocosto nelle gare di appalto per clienti strategici. «Intel - spiega la nota della Commissione - ha 10 settimane per rispondere e avrà il diritto di essere ascoltata in un’udienza orale. Se le conclusioni preliminari saranno confermate, la Commissione potrebbe chiedere a Intel di far cessare l’abuso e imporre una multa».
SANZIONI - Le sanzioni previste dalla normativa europea antitrust sono tutt’altro che insignificanti: prevedono una multa pari al 10% del giro d’affari globale delle aziende messe sotto accusa. Nel caso in cui Intel fosse riconosciuta colpevole di pratiche anticoncorrenziali, in pratica, potrebbe essere costretta a pagare una cifra elevatissima: fino a 4 miliardi di dollari, un decimo del fatturato del gruppo americano.
INTEL - Il colosso dei microchip ha accolto la notizia senza fare drammi: ha dieci settimane per rispondere alle accuse mosse dalla Commissione, che tra l’altro un paio d’anni fa mandò degli ispettori a prelevare documenti nel quartier generali del colosso. Intanto, i vertici di Intel hanno fatto sapere di non essere impressionati dall’evoluzione dell’inchiesta: «Del resto - hanno detto - questo è un’indagine che è partita per la denuncia di un concorrente, non di nostri clienti o consumatori. Riteniamo che il mercato dei chip sia molto competitivo, e che ognuno riscuota quello che merita: gli attori più bravi vengano premiati, i peggiori no». Amd, dopo anni di rincorsa, era riuscita a fine 2006 a rosicchiare quote di mercato a Intel, salendo fino al 25%. In realtà, le stime di marzo 2007, danno Amd molto più in basso: attorno al 19% della torta mondiale dei chip. Intel domina il mercato dei desktop equipaggiati con sistema operativo Windows di Microsoft: il 90% dei ricavi del big di Santa Clara deriva da questo segmento di mercato, tanto che il binomio Windows-Intel è passato alla sotria con l’acronimo «Wintel».
