Archive for June, 2007

Robot bambino

Friday, June 8th, 2007

[ecplanet.com] Nel 2005, il numero delle nascite ha toccato in Giappone il punto più basso della storia. Per rimediare, l’Agenzia Nazionale per la Scienza e la Tecnologia ha presentato ad Osaka “CB2”, (Child-Robot with Biomimetic Body), un robot bambino con un corpo biomimetico, alto 1 metro e 30 centimetri che pesa 33 chilogrammi, pensato per emulare le abilità fisiche e sensoriali di un cucciolo d’uomo di 18 mesi.

Con l’invecchiamento progressivo della popolazione giapponese (e non solo), ormai è dato per scontato negli ambienti scientifici che in un prossimo non troppo lontano futuro, robot con sembianze umanoidi saranno impiegati in massa al posto delle odierne badanti per accudire le persone che hanno bisogno di assistenza o di compagnia.

CB2 è dotato di un sistema visivo, uditivo e tattile che gli permette di acquisire dati dall’ambiente circostante, grazie a 200 sensori sparpagliati sotto la pelle grigia in silicone. Può compiere però movimenti limitati: agitare gambe e braccia, voltarsi da solo e mettersi in posizione eretta solo con l’aiuto di una persona. Inoltre, rispetto ad altri modelli di automi sviluppati in Giappone, capaci di interloquire con gli esseri umani, CB2 può comunicare solo con il movimento di occhi e palpebre, espressioni facciali e versi tipici dei bambini. La particolarità di CB2 risiede nella sua capacità di acquisire dati dalle sue esperienze, che, in teoria, gli consentirà di sviluppare un livello intellettivo pari a quello di un fanciullo di tre anni.

La metà degli italiani non usa Internet

Friday, June 8th, 2007

[ampletech.net] Nell’era delle tecnologie il 52% degli italiani non usa ancora Internet. E parliamo di qualcosa come 26.6 milioni di italiani. Se poi si analizza quel 31% che rappresenta la reale “avanguardia tecnologica” si assiste ad un’ulteriore suddivisione: a fronte di un 14% della popolazione (qualcosa come 7.4 milioni di italiani) che abbina un uso consapevole, interattivo ed evoluto delle tecnologie con un’elevata propensione al consumo di contenuti culturali (sono i cosiddetti Eclettici), troviamo un 17%, pari a 8.9 milioni di italiani (i cosiddetti Technofan) che utilizzano le tecnologie per lo più in modo passivo, come svago o per comunicare. Dai dati che emergono dall’indagine probabilmente questo gap rischia nel futuro di aumentare. E’ questa la fotografia tracciata da ACNielsen nell’indagine “Liquidi e mutanti. Industrie dei contenuti & consumatori digitali” commissionata dall’Osservatorio permanente sui contenuti digitali, presentata oggi a Roma.

La ricerca è stata realizzata su un campione rappresentativo della popolazione italiana di 8.500 individui con più di 14 anni per la parte quantitativa e su specifici focus group per cinque tipologie di utilizzatori di contenuti (dai 13 ai 50enni) per la parte qualitativa.

Ad orientare gli utenti verso un utilizzo evoluto e interattivo delle nuove tecnologie non è tanto la disponibilità o l’uso frequente delle tecnologie nuove e di tendenza: la tecnologia di per sé costituisce uno strumento neutro. Quello che fa la differenza è l’abitudine alla fruizione di consumi culturali. Maggiore è il consumo di cultura e maggiore è la propensione all’uso di tecnologie innovative: sono gli Eclettici, forti lettori, alti acquirenti di musica e DVD e consumatori di cinema, i più forti utilizzatori delle potenzialità offerte dal Web 2.0. I forti fruitori di programmi TV tendono invece a un consumo tecnologico ridotto: più che di digital divide è quindi più corretto parlare di cultural divide. Non emergono nemmeno grandi differenze tra Nord e Sud, conta invece molto di più se si vive in una grande città o in un piccolo centro.

Uso evoluto delle tecnologie e forti consumi culturali sono strettamente legati: dall’indagine emerge chiaramente però che - ed è questo il segnale più preoccupante - anche i genitori tecnologicamente più avanzati, non riescano a trasmettere la passione per la cultura ai figli, che, di conseguenza sempre di più, utilizzeranno le tecnologie come puro gadget. Anche i figli di genitori Eclettici, legati cioè alle tecnologie e alla cultura, stanno migrando nel gruppo dei Technofan, sicuramente emancipati in fatto di tecnologia, ma poco dotati di strumenti culturali che permettano loro di controllarla e gestirla.

Per quanto riguarda il diverso comportamento tra i due sessi, un segnale positivo viene dalle più giovani: non solo le 14-24enni usano Internet quanto i loro colleghi maschi ma l’utilizzo settimanale di forum e blog vede un’incidenza superiore tra le donne giovani (14-24 anni) rispetto ai loro coetanei maschi (43% vs 35% tra le 14-19enni e 28% vs 19% tra le 20-24enni, base utilizzatori internet), probabilmente per maggior bisogno confronto e condivisione. A partire dai 25 anni sono invece i maschi ad essere maggiori utilizzatori. Al contrario l’utilizzo di sistemi di file sharing risulta un “fatto maschile” in tutte le fasce d’età.

Le piattaforme più utilizzate: (almeno una volta alla settimana) il PC con DVD (39%) e il cellulare con MP3/video/fotocamera (33%), seguito dal lettore DVD (26%). Lettore MP3/i-Pod e TV LCD/al plasma seguono con il 15%. Sistemi di messaggistica istantanea (MSN Messenger, Skype) e forum/blog sono i servizi Internet più frequentemente utilizzati: lo usano almeno una volta la settimana rispettivamente il 27% e il 22% degli utilizzatori di internet. Gli acquisti di contenuti online sono ancora un fenomeno di nicchia, in ascesa ma di nicchia; l’acquisto di CD, DVD e libri avviene infatti ancora massicciamente offline. L’acquisto online è un fenomeno che interessa ad oggi circa il 10% degli heavy user di internet, coloro che si connettono da casa tutti i giorni o quasi (e il 3% se riportato alla popolazione italiana nel suo complesso). Il ruolo di internet è ancora solo emergente, ad eccezione del P2P per la musica (15% della popolazione) e i video (11% della popolazione). La musica acquistata regolarmente via web si attesta all’8% della popolazione.

“L’indagine evidenzia in modo chiaro che l’utilizzo consapevole ed evoluto delle tecnologie dipende in gran parte dagli strumenti culturali di cui gli utilizzatori sono dotati” – ha sottolineato il presidente del Gruppo Editoria Digitale di AIE, Fernando Folini – Solo creando condizioni per il loro sviluppo sarà possibile sfruttare e sviluppare al meglio le opportunità che le innovazioni man mano presenteranno.

Google Earth: Fotografata in tanga Polemica sulle mappe

Friday, June 8th, 2007

[ilrestodelcarlino.it] Associazioni in difesa della privacy in rivlota a causa della immagini in grado di cogliere ignari cittadini in situazioni talvolta imbarazzanti

New York, 7 giugno 2007 - Il sistema di mappe satellitari di Google sta scatenando una vera e propria rivolta tra le associazioni per la difesa per la privacy, a causa della qualità sempre più dettagliata delle immagini, in grado di cogliere ignari cittadini in situazioni talvolta imbarazzanti.

A scatenare l’indignazione, questa volta, la fotografia di una ragazza immortalata mentre sta entrando nella propria automobile in una strada di San Francisco, con il tanga ben in vista lasciato scoperto dai jeans a vita bassa mentre lei si piega per sedersi.

“Con l’opzione Street View gli utenti possono letteralmente muoversi per le vie di una città, controllare ristoranti, negozi e segnali stradali” si legge sul sito web del famoso motore di ricerca. Ma per gli attivisti, una tecnologia così sofisticata consente anche di osservare i passanti ignari, immortalati loro malgrado, in momenti di vita quotidiana.

Cantieri “artistici” sul web

Friday, June 8th, 2007

[datamanager.it] Il restauro degli Uffizi di Firenze in diretta su Internet

Il progetto del restauro degli Uffizi di Firenze sarà in diretta sul web non solo con immagini in tempo reale, ma anche attraverso documentazioni progettuali, schede tecniche, cenni storici e tutto ciò che riguarda la realtà del cantiere in un museo.
Sul sito www.nuoviuffizi.it ogni giorno si potrà visualizzare lo stato d’avanzamento dei lavori, documentato con fotografie, video e immagini in 2D e 3D.
I “Nuovi Uffizi” sono finanziati dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali che ha stanziato una somma di circa 49 milioni di euro per restaurare i 27.000 mq di superficie calpestabile del museo.
Il sito mostrerà le varie fasi del cantiere diretto dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio delle Province di Firenze, Pistoia e Prato.
www.nuoviuffizi.it permetterà agli utenti di capire la complessità degli interventi da effettuare e di conoscere le zone inagibili nelle varie fasi del restauro.

Hi-tech, milioni di oggetti in pattumiera ancora funzionanti

Friday, June 8th, 2007

[ilsole24ore.com] Più di otto milioni di oggetti tecnologici ancora funzionanti finiscono dimenticati nelle cantine delle case degli italiani, mentre altri milioni di dispositivi sono gettati via anche se ancora perfettamente integri, con gravi ripercussioni per il patrimonio naturale. Lo rivela una ricerca realizzata da Research International per eBay in occasione della giornata mondiale per l’ambiente, per la quale sono state intervistate 1.000 persone di età compresa tra i 18 e i 65 anni. Nonostante le difficoltà economiche degli ultimi anni, gli italiani manifestano ancora una certa propensione all’acquisto e alla sostituzione di oggetti tecnologici: alcuni apparecchi come forni a gas, tv, lavatrici, aspirapolvere, hanno un ciclo di utilizzo di lunga durata, cioè di circa 8 anni. La sostituzione con un elettrodomestico nuovo avviene però quando il 22% di questi dispositivi è ancora funzionante (26% nel caso degli aspirapolvere, 30% per gli Hi-fi e addirittura 35% per i forni a gas o elettrici).

In questi casi, la maggior parte degli italiani tende a tenere in casa questi oggetti oppure a disfarsene: i ricercatori di Research International hanno stimato che, visti i dati del sondaggio, circa 8 milioni di elettrodomestici a vita lunga rischiano di restare inutilizzati nelle case italiane o di finire in una discarica. Solo una piccola parte degli intervistati, meno del 2%, ha rivenduto questo tipo di oggetti, ma la percentuale potrebbe crescere di molto nei prossimi anni: l’11% prevede di fare in futuro questo tipo di scelta e il 2% si potrebbe affidare al commercio on line. Un altro tipo di dispositivi, come cellulari, lettori Mp3, Pc, hanno invece un ciclo di vita “breve”, con un tempo di utilizzo medio di circa 4 anni: in questo caso addirittura il 50% degli apparecchi è sostituito quando è ancora funzionante. I telefoni cellulari, ad esempio, sono cambiati tendenzialmente ogni 3 anni, e nel 35% dei casi, sono dimenticati in casa e non sono riutilizzati. Questo significa un numero molto alto di piccoli oggetti non utilizzati che, secondo la ricerca, ammontano a circa 18 milioni. Del resto gli oggetti tecnologici diventano obsoleti in fretta e risultano di fatto inutilizzabili anche se perfettamente funzionante. Chi userebbe ancora un vecchio 386 con Windows 3.11 del 1992 o un telefonino Motorola D460 del 1997? per non parlare di un più nuovo Nokia 5150 del 2000? Non è detto che funzionante voglia dire usabile davvero.

L’indagine segnala però come, per gli oggetti a vita breve, gli italiani siano molto più disponibili a prendere in considerazione l’ipotesi della vendita: il 14,8% del campione pensa di rivendere questo tipo di dispositivi, mentre il 5,4% prevede di farlo tramite eBay e dunque tramite il commercio on line.

I guru del software libero in audizione alla Camera

Friday, June 8th, 2007

[lastampa.it] La Commissione cultura della Camera ha oggi ascoltato i due maggiori rappresentanti mondiali del movimento del software libero/open source, Richard Stallman e Bruce Perens. Prima dell’audizione i due ‘padri fondatori’ del movimento sono stati ricevuti dal Presidente della Camera Fausto Bertinotti.

Stallman e Perens hanno rappresentato alla commissione il pericolo dei brevetti sul software (non in vigore in Italia) per lo sviluppo della scienza informatica.

“Brevettare del software è come brevettare una sinfonia” – ha spiegato Stallman – “se ciò fosse stato possibile, Beethoven avrebbe avuto molte difficoltà a comporre le sue musiche”.

Stallman si è detto favorevole all’introduzione obbligatoria del software libero nelle pubbliche amministrazioni e nell’istruzione, proposta contenuta in un progetto di legge presentato alla Camera da Pietro Folena come anche in diversi progetti di legge regionale (Emilia, Puglia, Campania, Toscana). “Le pubbliche amministrazione con il software libero assicurerebbero la loro totale indipendenza e maggiore libertà per i cittadini”.

Bruce Perens ha spiegato che “grazie alla libertà assicurata dalle nostre licenze sono sorti software molto migliori e più affidabili, costruiti da centinaia di migliaia di programmatori in tutto il mondo che lavorano attraverso Internet. Io spesso – ha proseguito – ho curato un software libero per lo Space Shuttle”.

Oggi grandi case produttrici di software, ad esempio la Sun (inventrice del noto linguaggio Java, usato un po’ ovunque su Internet) “sono impegnate sul software libero/open source grazie a questa innovazione che Stallman, Linus Trovalds, io e molti altri abbiamo contribuito a creare”.

Entrambi hanno fortemente criticato la politica condotta da altre grandi aziende come la Microsoft, invitando i parlamentari a non apporre ostacoli (come appunto i brevetti) sullo sviluppo del software. “Vogliamo competere ad armi pari” ha concluso Perens.

Pietro Folena, in conclusione, ha richiamato i contenuti del suo disegno di legge sul software libero. “La pubblica amministrazione ha il dovere, verso i cittadini, di gestire i dati e le informazioni in modo trasparente e verificabile, cosa che solo il software libero assicura. Così come anche l’indipendenza dal singolo fornitore e quindi la neutralità sia rispetto alla tecnologia che al mercato”.

Folena ha poi criticato il recente accordo tra governo e Microsoft. “Ho già parlato con il ministro Mussi – ha concluso – per proporgli di prendere in considerazione la controproposta dell’associazione italiana del software libero insieme ad alcune università ed aziende grandi e piccole per dotare l’Italia di centri di ricerca e sviluppo sul software libero come sta accadendo in molti paesi, sia quelli con economie emergenti che alcuni nostri partner europei”.

Infine, riferendosi alle critiche mossegli oggi dalla Fimi (la Federazione dell’industria della musica) riguardo ad un emendamento al ddl Bersani, si è detto stupito: “Il presidente Mazza sa bene che anche grandi marchi appartenenti alla sua stessa federazione stanno abbandonando l’idea di imporre lucchetti ai contenuti digitali. Non si affrontano i problemi dell’industria mandando la polizia nelle case degli italiani”.

Roma, via al festival dell’innovazione

Friday, June 8th, 2007

[corriere.it] In mostra i computer che hanno fatto storia, dai primi Commodore agli Olivetti e la videoinstallazione del poeta Sanguineti

Le parole del poeta Edoardo Sanguineti che in forma di ologramma guida il pubblico nel mondo dell’hi-tech servendosi di una video-installazione e le immagini che raccontano un quarto di secolo di pc. Si apre così oggi all’Ara Pacis di Roma la prima edizione del festival dell’Innovazione: una quattro giorni di oggetti tecnologici, musica, cinema e dibattiti interamente dedicati al tema dell’innovazione. Con un’immersione nel mondo virtuale di Second Life.

VIDEO-INSTALLAZIONE - Il via dunque con Sanguineti in holopresenza: lo si vede a grandezza naturale, come se fosse in carne e ossa davanti al pubblico. ma anche nello maxischermo alle sue spalle che avvolge la stessa immagine holo. Nell’installazione la presenza olografica è infatti inserita davanti a uno schermo sul quale viene proiettato un “set virtuale” costituito da ambientazioni 3D e immagini. Il risultato è che vengono a costituirsi due dimensioni spaziali che si intersecano nell’immagine di Sanguineti: Sanguineti a dimensione reale che espone il suo discorso al pubblico presente nella sala; e Sanguineti che esce dalla sala ed entra nella dimensione virtuale dello schermo video. Con questa installazione viene creato un evento virtuale di 12 minuti in cui il poeta accompagna il pubblico in un viaggio nella storia dell’innovazione.

LA MOSTRA - Protagonista il computer: «C’era una volta il pc» è il titolo della mostra che nel museo dell’Ara Pacis affianca i calcolatori che hanno fatto storia a rare e curiose pubblicità d’epoca. Cimeli della collezione privata di Massimiliano Fabrizi: «L’idea di collezionare i computer prodotti nella prima fase della rivoluzione informatica, iniziata nel 1975, è alimentata quindi dal desiderio di preservare i protagonisti di un cambiamento planetario - racconta -. Un cambiamento, molti lo ignorano, dovuto all’ingegno di un fisico italiano: Federico Faggin, padre del primo microprocessore della storia, realizzato nel 1971 in un laboratorio della Silicon Valley».

CINEMA - In un contesto come questo, non poteva mancare il cinema. Nelle tre sale messe a disposizione dal Metropolitan, si svolge la rassegna cinematografica «Fuori dall’orbita» curata da Enrico Ghezzi, dedicata ai pionieri dell’innovazione, a uomini e macchine, a videogiochi, rete, realtà virtuali e a tecnologia e potere.

CAMPUS - Sarà anche il festival dei bambini e dei cittadini. Un’occasione per avvicinare i più piccoli e le scuole al mondo dell’informatica, attraverso campus allestiti nel Giardino dell’Innovazione in via di Ripetta. E nella stessa area, grazie alla connessione wireless, sarà possibile connettersi e navigare gratuitamente in Internet per tutti i giorni dell’evento.

Spazio, SkyMed è in orbita

Friday, June 8th, 2007

[tgcom.it] Batticuore e grande emozione alla fine del countdown per il lancio del primo satellite della costellazione italiana per l’osservazione della Terra, Cosmo SkyMed. La serata è stata perfetta fin dall’inizio. Le condizioni meteorologiche erano ideali:  alla base americana di Vandenberg c’era una serata limpida e serena tanto che la scia lasciata del vettore Delta II della Boeing è stato visibile a lungo.

Ma l’entusiasmo si è scatenato quando, a 58 minuti dal lancio, il satellite è stato lanciato in orbita: un evento accolto da un gradissimo applauso e bandierine italiane. Grazie alla tecnologia di Cosmo SkyMed si apre una nuova fase nella storia dell’osservazione della Terra, promossa da un programma da un miliardo di dollari gestito dall’ Agenzia Spaziale Italiana (Asi), finanziato dai ministeri di Ricerca, Difesa e Sviluppo economico e realizzato dall’industria italiana con Thales Alenia Space Italia e Telespazio (Finmeccanica Thales). ‘’

“E’ stato un successo pieno'’, ha detto il presidente dell’Asi, Giovanni Bignami. ‘’Trascurabile ha aggiunto il problema che aveva portato a interrompere per qualche minuto il conto alla rovescia. La Boeing ha tenuto la situazione perfettamente sotto controllo'’. Molto probabilmente, ha aggiunto, si è trattato di un problema di software. Così il satellite è partito alle 19,35 (le 4,35 del mattino in Italia), proprio a ridosso dalla fine della finestra di lancio, tenendo tutti con il cuore in gola fino all’ultimo momento. Emozionato ed entusiasta il ministro della Difesa, Arturo Parisi, che ha seguito il lancio dalla sede romana della Thales Alenia Space Italia e che considera il programma Cosmo SkyMed un ‘’primato da difendere e da riuscire a condividere con gli italiani'’.

Pienamente soddisfatto anche l’amministratore delegato della Thales Alenia Space Italia, Carlo Alberto Penazzi: ‘’Siamo all’inizio ha detto - ed è un inizio che ci dà una grande spinta. Il primo satellite di questa costellazione avrà un grossissimo peso in capacità funzionale e prospettive future'’. Per il responsabile del programma Cosmo SkyMed per la Difesa, ammiraglio Roberto Leopardi, il risultato di oggi “è stato il risultato di un importante gioco di squadra'’ destinato ad aprire l’era delle missioni duali, ad uso civile e di difesa. ‘’Più che il momento del lancio ha detto la fase più emozionante è stata l’immissione in orbita, festeggiata in sala controllo con baci e abbracci molto sentiti: e’ stata un’emozione per tutti'’.