Spagna, arrestato per virus
[cellulare-magazine.it] Giovane di Valencia finito in cella: 115mila smartphone infettati con più di 20 varianti di virus. Sette mesi di indagini.
Cosa volesse guadagnarci, a parte il sottile e perverso piacere di mettere nei guai il prossimo, non si sa. Quello che è certo è che il ricavo immediato è stato un paio di manette e l’incarcerazione per aver infettato 115 mila cellulari giocando con i virus CommWarrior e Cabir.
L’untore del XXII secolo è uno spagnolo di 28 anni, originario di Valencia. Lo ha braccato e arrestato la polizia madrilena, risalendo a ritroso i flussi di virus che da sette mesi inondavano decine e decine di migliaia di smartphone con varianti sempre nuove di CommWarrior e Cabir, che avevano fatto capolino in Europa nel 2005, in contemporanea con i mondiali di Atletica di Helsinki.
All’arresto in Spagna è stato dato grande risalto, tanto che la notizia della conclusione dell’indagine è stata annunciata dallo stesso ministero dell’Interno di Madrid. Vittime dei virus gli smartphone di alta gamma che usano il sistema operativo Symbian (il più diffuso al mondo). I canali usati sono quelli tradizionali: il sistema di trasmissione Bluetooth e gli MMS.
L’operazione Leslie - dal nome della fidanzata del giovane - è iniziata in realtà sette mesi fa, e ha portato al sequestro di computer, vari hard disk, nove telefoni cellulari e altri dispostivi elettronici, dice il ministero.
I virus si propagavano a tutti i telefoni raggiunti via Bluetooth, che a loro volta inviavano un MMS a tutti i numeri in agenda.
I messaggi erano camuffati sotto la copertura di immagini erotiche, suonerie, notizie di sport, applicazioni di chat e addirittura un presunto nuovo antivirus per telefonini.
