[lanuovaecologia.it] Il comitato di regolamentazione degli organismi geneticamente modificati non esprime nessuna maggioranza, né favorevole né contraria, sull’utilizzo della specie Herculex Rv. L’Italia si astiene. La parola passa al Consiglio dei ministri europeo
I 27 stati membri dell’Ue non si sono pronunciati, oggi a Bruxelles, sull’utilizzo in Europa del mais transgenico 59122, chiamato anche Herculex RW. Lo ha annunciato la Commissione europea dopo che il Comitato di regolamentazione degli organismi geneticamente modificati (Ogm) nell’Ue, non è riuscito a riunire, sulla proposta di autorizzazione dell’esecutivo Ue, né una maggioranza a favore, né una contraria. Al momento del voto, hanno indicato fonti comunitarie all’Ansa, l’Italia si è astenuta, insieme ad altri partner tra cui Francia e Irlanda. La parola passa ora al Consiglio dei ministri dell’Ue.
La Commissione europea ha oggi deciso di inviare al Consiglio dei ministri dell’Ue la richiesta di autorizzazione alla commercializzazione sul mercato europeo di una barbabietola da zucchero geneticamente modificata (H7-1) dopo che il Comitato permanente per la catena alimentare e la salute animale dell’Ue non era riuscito, il 19 aprile scorso, a riunire sul dossier né una maggioranza a favore, né una contraria. In quell’occasione l’Italia insieme alla Francia si erano astenute. La richiesta di autorizzazione riguarda la vendita sul mercato europeo di alimenti per il consumo umano e animale di prodotti a base della barbabietola transgenica H7-1. Intanto i ministri dell’ambiente dell’Ue si confronteranno mercoledì 28 giugno, su un ulteriore dossier Ogm: quello relativo alla coltivazione di una patata transgenica a scopi industriali, ad esempio l’utilizzo nelle cartiere. Per evitare una contaminazione accidentale, la proposta prevede l’ eliminazione delle sementi dopo il loro utilizzo. Sulla patata transgenica i 27 ministri dell’ambiente si daranno battaglia al Consiglio Ue e l’Italia, secondo quanto appreso dall’Ansa, voterà contro la proposta.
Le reazioni. «Inspiegabile l’astensione del rappresentante del Ministero della Salute italiano». Così Ivan Verga direttore generale della Fondazione Diritti Genetici. Secondo Verga, «le grandi pressioni esercitate per ottenere l’autorizzazione di “Herculex” sono realizzate con lo scopo principale di evitare contenziosi legali fra gli Stati dell’Unione Europea e la multinazionale Pioneer responsabile dell’importazione illecita di un mais non autorizzato» che avrebbe già contaminato soprattutto in Irlanda partite di mais tradizionale. «Perché - si chiede Verga - il Ministero ha perso l’occasione di ribadire con un voto decisamente contrario che le sanatorie che favoriscono gli interessi delle multinazionali mettono a repentaglio la salute dei cittadini e l’economia agroalimentare europea che compete sui mercati in base alla qualità e alla sicurezza».
«Il copione sugli Ogm che va in scena in Europa è sempre lo stesso da anni – il commento dei Vas (Verdi Ambiente e società), una politica assente e balbettante da un lato, una burocrazia arrogante dall’altra e al centro le lobby che difendono gli interessi delle aziende agrochimiche e biotecnologiche». «Gli Ogm non servono all agricoltura – aggiunge la Cia – Confederazione italiana agricoltori - e, quindi, ogni decisione, sia a livello Ue che nazionale, deve andare in questa direzione. È necessario che l Europa abbia finalmente un atteggiamento chiaro evitando comportamenti poco trasparenti». La Cia, comunque, «esprime rammarico per il fatto che il rappresentante italiano in seno al Comitato di regolamentazione Ogm si sia soltanto astenuto e non abbia, invece, respinto in modo deciso la richiesta di utilizzo del mais Herculex».