IBM presenta il POWER6
[datamanager.it] Ha una velocità doppia del predecessore e consente di dimezzare il consumo di elettricità. Grazie alla sua potenza si può scaricare in 60 secondi l’intero catalogo iTunes
IBM presenta il microprocessore più veloce mai costruito e un nuovo server ultra-potente, che sfrutta le innovazioni del chip in termini di risparmio energetico e tecnologia di virtualizzazione. Il nuovo server detiene il valore più elevato in tutti i quattro maggiori benchmark per prestazioni commerciali e tecniche .
Il processore dual-core POWER6 raddoppia la velocità della precedente generazione POWER5 - da 3,5 a 4.7 GHz - utilizzando la stessa quantità di energia elettrica. Ciò significa che il nuovo processore consente di aumentare le prestazioni del 100 per cento e dimezza il consumo elettrico.
Questo nuovo server da 2 a 16 core offre prestazioni per core 3 volte superiori ai sistemi HP Superdome sulla base del benchmark TPC-C. La velocità di processore del POWER6 è circa 3 volte quella del più recente processore HP Itanium della linea di server HP. La larghezza di banda del POWER6 – 300 gigabytes per secondo – consentirebbe di scaricare l’intero catalogo iTunes in 60 secondi – 30 volte più veloce di HP Itanium.
Ma il nuovo server offre più delle pure e semplici prestazioni: è la macchina per il consolidamento più potente del mondo e contiene hardware e software speciali, che consentono di creare molti server “virtuali” in un singolo box.
Ad esempio, IBM calcola che 30 SunFire v890s possano essere consolidati in un singolo rack della nuova macchina IBM, risparmiando fino a 100.000 dollari l’anno sui costi energetici. Secondo IDC, IBM ha guadagnato 10,4 punti di quota di fatturato UNIX negli ultimi cinque anni – rispetto alla perdita di HP di 5,3 punti e alla perdita di Sun di 1,4 punti . La nuova macchina offrirà nuove opportunità per crescere in questo mercato.
Benchmark Grand Slam
A dimostrazione della sua notevole flessibilità, il nuovo IBM System p 570, con POWER6, conquista il primo posto nei quattro benchmark prestazionali più diffusamente utilizzati per i server basati su Unix – SPECint2006 (che misura la capacità di calcolo di numeri interi, comune nelle applicazioni di business), SPECfp2006 (che misura la capacità di calcolo in virgola mobile richiesta per le applicazioni scientifiche), SPECjbb2005 (che misura le performance Java™ in operazioni commerciali per secondo) e TPC-C (che misura la capacità di elaborazione delle transazioni) . È la prima volta che un singolo sistema detiene la leadership in tutte le quattro categorie. Il System p570 già oggi detiene più di 25 record in tema di benchmark sia nelle applicazioni business sia in quelle tecniche .
Questa superiorità in termini di prestazioni è dovuta soprattutto alla progettazione bilanciata del sistema. IBM è riuscita a migliorare le prestazioni del processore e la progettazione del sistema (dimensioni di cache e larghezza di banda) del nuovo server in modo bilanciato.
POWER6 ha una cache totale di 8MB per chip – quattro volte quella di POWER5 – per tenere il passo con l’impressionante larghezza di banda. Al contrario, in molti altri server ci si concentra principalmente sulle prestazioni del processore, a spese della capacità del server di inviare dati al chip a una velocità in grado di sfruttare pienamente la potenza del processore stesso.
POWER6: un design innovativo
Il chip POWER6 nel nuovo server IBM System p570 detiene una serie di “primati” del settore. È il primo microprocessore in grado di calcolare via hardware l’aritmetica in virgola mobile. Finora i calcoli riguardanti i numeri con punti decimali (virgola mobile) venivano eseguiti utilizzando il software. La capacità di virgola mobile incorporata offre un enorme vantaggio alle aziende che gestiscono programmi fiscali, finanziari ed ERP complessi.
POWER6 è costruito utilizzando l‘avanzata tecnologia di processo IBM a 65 nanometri. In un momento in cui alcuni esperti hanno predetto la fine della Legge di Moore, secondo cui la velocità del processore raddoppia ogni 18 mesi, la rivoluzione IBM è guidata da un serie di innovazioni conseguite nel corso del progetto quinquennale di sviluppo del POWER6. Queste comprendono:
• Un modo innovativo di gestire le istruzioni eseguite all’interno del chip. I ricercatori IBM hanno individuato per primi un metodo per aumentare le prestazioni del chip mantenendo fisso il numero di stadi di pipeline ( i segmenti di operazioni che devono essere completati in un singolo ciclo di clock ) ma velocizzando ogni stadio. Si elimina così il lavoro superfluo e e si svolge una maggiore quantità di lavoro in parallelo. Di conseguenza, i tempi di esecuzione vengono dimezzati e il consumo energetico si riduce.
• La scelta di alimentare separatamente i circuiti che non possono lavorare a bassa tensione ha consentito a IBM di ridurre drasticamente l’alimentazione per il resto del chip.
• Possibilità di agire su tensione e frequenza, in modo di abbassare il consumo di elettricità del chip fino al 50 per cento, con un minimo impatto sulle prestazioni.
• Un nuovo metodo di progettazione che consente al POWER6 di lavorare a bassa tensione, in tal modo lo stesso chip può essere utilizzato in ambienti blade a bassa potenza così come in grandi macchine di multiprocessing simmetrico ad alte prestazioni. Il chip ha larghezza di banda configurabile, quindi permette ai clienti di scegliere prestazioni massime o costi minimi.
Il POWER6 introduce nuove altre tecniche per conservare la potenza e ridurre il calore generato dai server. I clock del processore possono essere spenti dinamicamente quando non servono e riaccesi quando devono essere eseguite le istruzioni.
Il risparmio si realizza anche quando la memoria non è pienamente utilizzata, poiché l’alimentazione alle parti delle memoria non utilizzate viene dinamicamente spenta e riaccesa quando è necessario. Nei casi in cui si rilevi una condizione di surriscaldamento, il POWER6 può ridurre la velocità di esecuzione delle istruzioni per restare entro un margine di temperatura accettabile, definito dall’utente.
IBM prevede di introdurre il chip POWER6 in tutte le linee di server System p e System i.
Il primo server UNIX che introduce un nuovo concetto di virtualizzazione
Oggi IBM ha annunciato un’altra novità nel settore, una funzionalità che fornisce ai clienti la possibilità di spostare le macchine virtuali attive da un server fisico UNIX a un altro, mantenendo una disponibilità continua. Denominata “POWER6 Live Partition Mobility”, questa tecnologia - attualmente in beta test con disponibilità generalizzata nell’anno - consente ai clienti di spostare partizioni virtualizzate attive senza sospenderle temporaneamente.
Mentre i sistemi dei concorrenti richiedono un’interruzione per il reboot del sistema UNIX e dello stack software, IBM è in grado di aiutare i clienti a ottimizzare l’utilizzo delle risorse su una scala più vasta, consentendo agli amministratori di pensare a grandi gruppi di server come a una risorsa fluida, anziché focalizzarsi su ciascun server come entità singola con uno scopo dedicato.
Sul fronte dei servizi, IBM Global Technology Services ha annunciato un’offerta completa di servizi che aiutano i clienti ad abbreviare il tempo richiesto per valutare, pianificare, realizzare e integrare i nuovi server System p POWER 6 nell’ambiente di produzione.
