Pirateria in lieve recessione
[databusiness.it] Il software pirata, in Italia fa danni per oltre un miliardo di euro mentre a livello mondiale la stima è di 40 miliardi di dollari. Il tasso di illegalità, però, è in lievissima contrazione.
Oltre un terzo del software installato nel 2006 sui personal computer di tutto il mondo non era legale. Sempre nel 2006, il tasso di illegalità in Europa si è attestato al 36%, in lievissimo calo rispetto al 37% del 2005.
Secondo gli ultimi dati rilasciati da Idc, la monetizzazione dei danni causati dal software pirata nel Vecchio Continente è stata di 1,038 miliardi di euro, 119 milioni di euro in meno rispetto all’anno precedente mentre a livello mondiale la stima di Bsa porta l’ammontare della cifra a 40 miliardi di dollari.
In generale, la sensibilità alle normative che regolano l’uso del software sta crescendo, soprattutto nei mercati emergenti: in Cina, per esempio, il calo in tre anni è stato pari al 10% che, quantificato in dollari, significano 864 milioni. Nel rapporto annuale che Idc ha stilato su richiesta della Business Software Alliance, anche l’Italia ha ridotto il tasso di illegalità di un -2%, passando dal 53% del 2005 al 51% del 2006.
Tuttavia il nostro Paese rimane nella lista nera del Ministero per il Commercio Statunitense, che nella watch list del 2007 ci ha inserito tra quegli Stati dove la proprietà intellettuale dei prodotti non è tutelata. Confrontando i dati relativi agli altri Stati occidentali economicamente sviluppati, il valore italiano è l’unico ad avere tassi di pirateria quasi balcanici.
Lo scenario però sta cambiando, da un lato grazie alle iniziative congiunte tra la Business Software Alliance e la Guardia di Finanza italiana per contrastare il fenomeno e, dall’altro, all’opera di evangelizzazione dei produttori di software che stanno comunicando in maniera efficace afferma gli effettivi vantaggi che un programma originale può portare rispetto a uno copiato.
Singolare è un dato che Idc rileva sul resto dell’Europa: anche se complessivamente le perdite sono costanti, aumenta il tasso di illegalità in Finlandia e in Germania, mentre cala del 3% in Grecia che, pur restando fanalino di coda della classifica europea, ha attuato modifiche legislative che hanno permesso alla polizia di investigare anche sugli asset informatici.
Secondo Idc le previsioni per i prossimi quattro anni sono di 250 miliardi di euro investiti in software per computer ma, se il tasso di pirateria dovesse mantenere il regime attuale, le ricadute potrebbero essere molto pesanti, con perdite pari a circa 133 miliardi di euro.
