Archive for April, 2007

Class Action contro Microsoft: Windows Vista Home Basic non piace

Friday, April 6th, 2007

[hwupgrade.it] “Critiche a Microsoft per gli adesivi “Vista Capable” e i limiti di Microsoft Windows Vista Home Basic”

Ancora brutte notizie relative alla possibilità di upgrade da Microsoft Windows XP a Windows Vista. Come riporta Betanews.com, a Washington un cliente insoddisfatto ha intentato una class action nei confronti di Microsoft.

Su un sistema acquistato a fine 2006 era presente il classico adesivo “Vista Capable” che dovrebbe garantire, insieme al coupon inserito nelle confezioni del prodotto, un rapido upgrade all’ultimo sistema operativo di Microsoft.

Il contenzioso è nato nel momento in cui l’utente ha scoperto che per il proprio sistema era possibile accedere solo a Microsoft Windows Vista Home Basic, la versione entry level e priva ad esempio dell’interfaccia Aeroglass. Viene fatto notare che in merito a tale limite è stata effettuata una ridotta campagna informativa.

La questione non è certo nuova e già svariati autorevoli commenti sono stati pubblicati nei mesi scorsi. Tra essi citiamo una dura presa di posizione di Acer che affermo come Windows Vista Home Premium fosse da considerare il “vero” nuovo sistema operativo.

Pagare Online utilizzando il telefono cellulare

Friday, April 6th, 2007

[cellulari.it] OneBip.com offre una nuova e sicura modalità di pagamento pensata per transazioni di valore inferiore ai 10 euro: online utilizzando il credito del telefono cellulare, senza bisogno di una carta di credito o di un conto corrente bancario
In un contesto in cui il fenomeno Web 2.0 continua ad influenzare le modalità di interazione, di ricerca delle informazioni e dei processi di acquisto, le comunità web e i rivenditori online si stanno ponendo il quesito su come si possano incrementare i ricavi. Nonostante i consumatori abbiano più volte manifestato il loro interesse verso i servizi e contenuti digitali offerti dal Web 2.0, come per esempio i giochi di ruolo, il social networking, siti di dating, e-book e blog, spesso sono stati riluttanti a utilizzare le proprie carte di credito per pagamenti di importo inferiore ai €10 – i cosiddetti micro-pagamenti, un mercato stimato in oltre $18 Miliardi entro il 2010.

OneBip è oggi in grado di fornire la soluzione a tale problema, consentendo agli utenti di trasformare il credito del proprio cellulare in denaro da spendere su internet. A differenza di altri sistemi presenti sul mercato, per usare OneBip non è necessario un conto bancario o possedere una carta di credito. Utilizzando OneBip il valore della transazione viene direttamente addebitato sulla bolletta telefonica o dedotto dalla carta pre-pagata. OneBip dà inoltre la possibilità di consultare online lo storico degli acquisti e monitorare le spese effettuate tramite il telefono cellulare.

OneBip offre ai siti web una nuova modalità per vendere e monetizzare i propri servizi. La piattaforma di OneBip permette, infatti, di accettare pagamenti da telefoni cellulari in pochi minuti tramite un semplice processo di configurazione online. L’utilizzo di OneBip consente così di acquisire nuovi clienti ed aumentare le vendite. Attualmente attivo in Gran Bretagna, Germania e Stati Uniti, OneBip prevede l’estensione del servizio nei principali mercati internet entro il 2009. “Le novità degli ultimi giorni in tema di normativa europea sui servizi di pagamento premiano la nostra visione di mercato e ci confermano che OneBip si sta muovendo nella direzione giusta.” Afferma Diego Mortillaro, presidente di OneBip “Nella sola Gran Bretagna, primo paese a recepire la direttiva europea sull’e-money e primo paese nel quale OneBip è stato lanciato, in poco più di 2 mesi oltre 20.000 utenti hanno registrato un account su OneBip e più di 600 siti lo stanno utilizzando per aumentare i ricavi attraverso la vendita dei loro prodotti e servizi digitali.”

“L’utilizzo della carta di credito ha da sempre rappresentato una barriera per i micro-pagamenti online.” Afferma Marko Maras, CEO di OneBip.”Da diversi anni i consumatori sono abituati ad utilizzare il telefono cellulare per pagamenti di diversa natura. Grazie alla forte crescita dei telefoni cellulari a livello mondiale, con OneBip i proprietari di siti web possono disporre di un nuovo sistema di pagamento che garantisce una penetrazione superiore alle carte di credito aumentando così le proprie vendite.” Afferma Diego Mortillaro, Presidente di OneBip “In un mercato complesso e frammentato come quello dei micro-pagamenti, con OneBip abbiamo, per la prima volta, reso disponibile ai possessori di un sito internet, un modo facile ed immediato per accettare pagamenti da tutti i consumatori.

OneBip offre agli utenti finali un’alternativa semplice e sicura per pagare online perché garantisce il rispetto della normativa di ogni paese nonché le richieste in materia di sicurezza degli Operatori di telefonia mobile.”

È Lenovo l’azienda hi-tech più eco-friendly

Friday, April 6th, 2007

[corriere.it] Greenpeace dà i voti alle industrie più amiche dell’ambiente.
La prima è la cinese Lenovo, l’ultima Apple

La prima produttrice di computer cinese è al top della classifica delle 14 aziende hi-tech più impegnate in materia di politica ambientale stilata da Greenpeace. La pagella fa subito discutere, anche perché, come fa notare Bbc, all’ultimo posto si trova il marchio della mela morsicata.
IMPRESE AMICHE DELL’AMBIENTE - Ormai la parola eco-friendly è entrata nel linguaggio comune e in effetti gli inglesi hanno una certa vocazione nel tradurre in maniera sintetica locuzioni e concetti articolati: una società è eco-friendly quando rispetta l’ambiente, quando crea una cultura di sensibilità nei confronti di quello che in gergo si chiama sviluppo sostenibile, quando si impegna a utilizzare materiali eco compatibili e a non usare sostanze chimiche pericolose e quando comunque ricicla i materiali tossici di cui fa uso. Il linguaggio anglosassone ha coniato un’altra definizione a questo proposito: corporate social responsibility, definizione che in realtà non si limita a guardare solo all’ambiente, ma sposta l’attenzione in genere verso la responsabilità delle aziende nei confronti della società, del lavoro e del pianeta.
I BUONI PROPOSITI PRIMA DI TUTTO - Il concetto è che si può fare profitti non perdendo di vista le proprie responsabilità. Greenpeace, nell’aggiornamento della sua Guide to Greener Electronics, ha preso in esame vari parametri e ha anche deciso di premiare le buone intenzioni: in una realtà, quella cinese, dove l’attenzione verso l’ecologia è decisamente carente, Lenovo ha dimostrato di impegnarsi molto in questa direzione, promuovendo una politica di riciclaggio a tutto tondo e soprattutto dimostrando un progresso convincente. La società cinese si è conquistata dunque un punteggio di otto (su dieci), laddove Apple, a dispetto di un’immagine alternativa che ha sempre sposato, si è aggiudicata un punteggio di 2,7. Nella precedente edizione della guida era stata Nokia a conquistare la leadership, ma questa volta il brand cinese l’ha sorpassata, nonostante non disponga ancora di materiali alternativi nella produzione elettronica. Stupisce anche l’insufficienza che si sono aggiudicati Sony e LG Electronics (rispettivamente undicesimo e dodicesimo posto), anche perché il brand giapponese è stato il primo a fissare una data (il 2008) per la rimozione di alcune sostanze tossiche (ftalati, berillio e alcuni composti dell’antimonio): a penalizzare i due marchi tecnologici è stata una politica di doppio standard, poiché secondo la classifica di Greenpeace le due aziende hanno adottato strategie contraddittorie, promuovendo in alcuni stati un comportamento ecologico e in altri (in particolare negli Stati Uniti) chiedendo ai consumatori di pagare il prezzo per il riciclaggio dei rifiuti tecnologici.
IL CASO APPLE – È l’azienda di Jobs ad aver alimentato le critiche in relazione alla lista. Dalla società di Cupertino fanno sapere di non essere d’accordo con i criteri di giudizio di Greenpeace e a dar loro manforte ci pensano le parole di elogio della Electrical and Electronics Engineers, che sottolinea come Apple abbia eliminato l’uso del piombo nella produzione dei monitor. Greenpeace però insiste, inserendo l’azienda nella categoria bad o partially bad (cattiva o parzialmente cattiva) nella maggior parte dei parametri esaminati, e sostenendo tra le righe che la sua è una politica più di apparenza che di sostanziale impegno. La polemica è aperta.

Web 2.0, italiani passano più tempo sulle community, dice studio

Friday, April 6th, 2007

[reuters.it] MILANO (Reuters) - Le community, i siti come My.Space e YouTube e i blog attraggono sempre più navigatori in Italia, dove il 56% degli internauti a gennaio ha visitato almeno una volta i siti della cosiddetta galassia “Web 2.0″.

Lo rivelano i dati del mese di gennaio raccolti da Nielsen/NetRatings in uno studio sul fenomeno, noto come “Web 2.0″ o “My.Internet”, ovvero l’ambiente in cui si sono sviluppati siti e applicazioni web che mettono il controllo del contenuto nelle mani del consumatore.

A gennaio il 56% dei navigatori italiani, pari a 11 milioni 380 mila persone, hanno visitato almeno una volta i siti del Web 2.0, scrive Nielsen/NetRatings, che si occupa di ricerche di mercato sull’audience di internet.

In particolare, questi utenti mostrano dati di consumo della rete più elevati rispetto alla media (27 ore e 50 minuti contro le 18 ore e 36 minuti della media), e si collegano più assiduamente alla rete (44 collegamenti mensili contro i 29 della media).

La ricerca, che analizza dati da casa e da ufficio, ha analizzato 75 siti, internazionali e nazionali e fa parte di un osservatorio sul Web 2.0 che monitora mese per mese l’andamento di questo fenomeno.

“Le applicazioni Web 2.0 facilitano la distribuzione dei contenuti e la socializzazione”, ha dichiarato in una nota Daniele Sommavilla, vicepresidente Sud Europa di Nielsen//NetRatings.

“Gli utenti hanno uno stimolo particolare ad affacciarsi alla finestra dell’online con continuità, per aggiornarsi, verificare se qualcuno ha risposto allo stimolo messo in rete precedentemente, condividere un’informazione, un parere, un’esperienza”.

COMMUNITIES IN TESTA

Entrando nel dettaglio della ricerca, la categoria My.Internet è sesta per visitatori unici tra le categorie di siti più visitati, appena dopo quelli di News e Informazione e sopra ai siti di eGovernment e di eCommerce.

Tra le tipologie di siti Web 2.0 più visitati, Nielsen//NetRatings ha individuato otto categorie con in testa le Communities (8 milioni di utenti), seguita dal gruppo dei “Giants”, i giganti, ovvero Wikipedia, My Space e specialmente YouTube. Questi siti hanno superato i 7 milioni di visitatori a gennaio, con crescite in alcuni casi a quattro cifre nel corso degli ultimi 12 mesi, si legge nel rapporto.

In comparazione con i principali paesi europei, gli italiani sono quinti con il 37% di utenti sul totale dei navigatori per questi tre siti: in testa Spagna (43%), seguita da Regno Unito (42%), Francia (41%) e Germania (39%).

In terza posizione i siti di blog, con 4,4 milioni di utenti, seguiti dai siti che consentono di ricercare, scaricare e proporre alla rete video, con oltre 3 milioni di persone dedite a queste attività.

La ricerca individua spazi importanti di crescita per i siti di sharing e hosting fotografico, come Flickr, o dei siti legati ai motori di ricerca “umani”, come Yahoo! Answers.

I siti di vita virtuale come SecondLife, Habbo (preferito dai minorenni), o NeoPets per i propri animali domestici (preferito dalle donne) “stanno avendo uno sviluppo vertiginoso”, secondo la ricerca, non tanto in termini di utenti unici (poco più di 50.000 visitatori italiani a gennaio hanno visitato Second Life) ma per il maggior tempo speso in questi territori paralleli dai navigatori My.Internet: oltre 40 minuti in media al mese.

E’ possibile scaricare un estratto dello studio Nielesen//NetRatings sul Web 2.0 al seguente link:http://www.netratings.com/downloads/Nielsen_NetRatings_Web20.pdf

Intel presenta Centrino Pro

Friday, April 6th, 2007

[hwupgrade.it] “Ufficializzata da parte di Intel la nuova piattaforma mobile indicata fino ad oggi con il nome di Santa Rosa. Uno sguardo a cosa cambierà con l’introduzione di Centrino Pro”

Intel presenta ufficialmente Centrino Pro, la piattaforma per PC portatili fino ad ora indicata come Santa Rosa. Annunciata già in occasione dell’edizione primaverile dell’IDF dell’anno passato (approfondimenti nel nostro articolo dedicato a questo indirizzo), la nuova piattaforma andrà ad affiancare le soluzioni “Napa” Centrino Duo presenti in commercio, aggiungendo alcune interessanti caratterisithce rispetto a quanto è possibile trovare oggi nei PC portatili basati su chipset Intel.

Riconfermato l’utilizzo di processori Intel Core Duo “Merom” nella piattaforma, anche se trovano spazio nuove funzionalità legate alla virtualizzazione ed una frequenza di BUS portata a 800 MHz. Scendendo nel dettaglio della virtualizzazione, Intel Centrino Pro prevede funzionalità rivolte alla gestione avanzata della stessa, grazie all’integrazione della Intel Active Management Technology 2.5 (AMT), derivata direttamente dalla piattaforma vPro per sistemi desktop.

Grosse novità sul fronte della connettività Wireless, garantita dall’adozione del chip Wi-Fi Link 4965AGN; come è facile intuire dalla sigla finale, la compatibilità dei protocolli è estesa all’IEEE 802.11n con transfer rate massimo teorico fino a 300 Mbps, oltre a quelli della telefonia cellulare 3,5G, con transfer rate massimo, sempre teorico, di 1,8 Mbps.

Altra novità di grande importanza è costituita dal cosiddetto “modulo Robson”, battezzato ufficialmente da Intel come Turbo Memory. Questo modulo prevede l’adozione nativa di un quantitativo variabile di memoria NAND Flash, che potrà essere sfruttata dal sistema operativo Vista per velocizzare sia il processo di avvio della macchina, sia le operazioni svolte più di frequente durante l’utilizzo normale del PC. Intel proporrà versioni da 512 Mbytes e da 1 Gbyte di memoria Turbo Memory con le prime versioni di notebook Santa Rosa, per poi passare a tagli superiori a seconda della domanda del mercato nella seconda metà dell’anno.

Il sistema operativo menzionato infatti eseguirà una copia dei file usati più di frequente e li archivierà in questa memoria supplementare, della quale sfrutterà i bassi valori di seek time (rispetto ai dischi rigidi) per ottenere benefici prestazionali. Il logo Intel Centrino Pro indicherà dunque quei PC portatili dotati delle caratteristiche appena descritte; attesi per la seconda metà dell’anno alcuni aggiornamenti di piattaforma, legati soprattutto alla connettività Wireless.

Wwf: le dieci meraviglie naturali del mondo sono a rischio

Friday, April 6th, 2007

[lastampa.it] Dalle vette più alte del pianeta ai coloratissimi abissi degli oceani, specie, paesaggi, ecosistemi straordinariamente affascinanti e di fondamentale importanza ecologica rischiano di non sopravvivere agli impatti del cambiamento climatico indotti dall’intervento umano, che sta ormai procedendo a ritmi insostenibili. Lo sottolinea l’ultimo dossier del WWF «Salviamo le meraviglie naturali del mondo dal cambiamento climatico», a un giorno dal rapporto del secondo Gruppo di Lavoro dell’IPCC (Comitato Intergovernativo sul Mutamento Climatico) sugli impatti, la vulnerabilità e l’adattamento ai cambiamenti climatici, la cui pubblicazione è prevista per domani.

Sono dieci le meraviglie della natura più a rischio scelte come focus dal WWF, molte le altre che presto o tardi subiranno un analogo grado di minaccia.

«La barriera corallina - il cui valore complessivo, fondato sulla ricchezza di biodiversità che raccoglie, è calcolato approssimativamente in 30 miliardi di dollari - si sta sbiancando per le elevate temperature dei mari e rischia una progressiva distruzione, con drammatiche conseguenze per le innumerevoli forme di vita che vi trovano sostentamento (pari al 25% della vita marina) e per molte popolazioni in via di sviluppo- ammonisce il WWF. - Ma soffrirà, ad esempio, anche il deserto di Chihuahua, l’area desertica più ricca di biodiversità con oltre 3.500 specie di piante di cui un migliaio endemiche, il cui delicato equilibrio idrico è seriamente minacciato dalla variazione delle precipitazioni e dai lunghi periodi di siccità. Mentre il motore idraulico del mondo, il Rio delle Amazzoni, che riversa nell’oceano circa un quinto dell’acqua dolce che complessivamente vi confluisce ed è un regolatore climatico per tutto il pianeta, subirà un prosciugamento diffuso, con la possibilità che buona parte della foresta pluviale si trasformi in un’arida savana».

«Il WWF fa la sua parte, con oltre 2,000 progetti di conservazione attiva, - commenta Gianfranco Bologna, Direttore scientifico WWF Italia. - Si tratta di esempi concreti di attuazione della sostenibilità, ma possono restare gocce nell’oceano se non si verifica rapidamente un forte impegno politico per reagire ai cambiamenti che noi stessi stiamo inducendo nei sistemi naturali. Fino a quando a bordo del ’trenò di Kyoto non saranno saliti anche Stati Uniti e Australia, come richiesto anche dal Commissario Ue per l’ambiente Stavros Dimas, sarà più difficile vedere un futuro più roseo e sarà più difficile pretendere l’impegno di Cina e India per evitare che il sistema climatico vada fuori controllo».

Queste le dieci meraviglie della natura a rischio, secondo il WWF.
1. La barriera corallina (dal Pacifico ai Caraibi), che dà sostentamento al 25% della vita marina (compresi coccodrilli, tartarughe marine, balene e squali) oltre che alle popolazioni di molti paesi in via di sviluppo, per un valore pari a 30 miliardi di dollari.

2. L’ecoregione del deserto di Chihuahua (Messico e USA), il più esteso deserto dell’America settentrionale e il più ricco di biodiversità con oltre 3500 specie di piante (di cui un migliaio endemiche).

3. Il termometro del mondo: la foresta pluviale della Valdivia (Cile e Argentina) ospita l’alerce, che con i suoi 3.000 anni di età è il secondo albero più longevo del pianeta e il più «vecchio» testimone del clima.

4. Il parco di Sundarbans (India e Bangladesh), un intreccio di fiumi, isole e mangrovie dove il Gange, il Brahmaputra e il Meghna si incontrano. Le mangrovie del Sundarbans sono uno degli ultimi habitat al mondo della tigre del Bengala.

5. L’alto Yangtze (Cina) è il terzo fiume più lungo del pianeta, fornisce acqua, cibo ed elettricità a 450 milioni di persone. Nelle ricchissime foreste temperate del suo bacino vivono il panda rosso e il Takin, il bovide dal quale sarebbe derivato il mitico «vello d’oro» cercato dagli Argonauti.

6. Il Rio delle Amazzoni (Bolivia, Brasile, Perù, Colombia, Ecuador e Venezuela) è il secondo fiume più lungo del pianeta e riversa nell’oceano circa un quinto dell’acqua dolce che vi confluisce complessivamente.

7. Il mare di Bering e il Pacifico settentrionale (Alaska, USA), con i suoi 2,6 milioni kmq di acque artiche e sub-artiche e la sua costa riccamente frastagliata, ospita e sostiene una ricchissima biodiversità. Più del 50% del pescato annuale di USA e Russia proviene da qui.

8. I ghiacciai dell’Himalaya (Nepal, Cina, India) costituiscono la più alta concentrazione di ghiacci dopo le regioni polari (circa 33.000 kmq). Veri e propri «serbatoi» ghiacciati, danno acqua a centinaia di milioni di persone, oltre a una ricca varietà di specie animali.

9. Le foreste costiere dell’Africa orientale (Kenya, Tanzania e Mozambico) corrono lungo la costa dell’Africa orientale dalla Somalia meridionale fino al Mozambico, formando un’ecoregione mitigata dai venti dell’Oceano Indiano, habitat ideale per una grande varietà di specie.

10. L’ecoregione marina dell’Africa orientale (Somalia, Kenya, Tanzania, Mozambico e Sudafrica), che copre una distanza di 4.600 km, ospita una ricchissima biodiversità, comprese alcune delle barriere coralline più importanti dell’Oceano Indiano, foreste di mangrovie, le cinque specie di tartarughe dell’Oceano Indiano.

La Ue costringerà Microsoft

Friday, April 6th, 2007

[repubblica.it] ROMA - Il colosso informatico Microsoft sarà costretto - in seguito alla condanna del marzo 2004 - dalla Commissione europea a rivelare alla concorrenza i segreti del proprio sistema operativo Windows. E il tutto chiedendo un compenso molto più basso dell’attuale. E’ quanto scrive oggi il presigioso quotidiano finanziario inglese Financial Times citando un documento riservato. Le informazioni che il numero 1 del software dovrebbe rivelare sono indispensabili per le aziende che vogliono elaborare software compatibili con Windows.

Una rivelazione che ha registrato una immediata e ufficiale reazione dell’azienda di Redmond. Un portavoce di Microsoft replica al Financial Times affermando che il suo gruppo “risponderà esaustivamente entro il 23 aprile alle obiezioni sollevate dalla Commissione. Riteniamo - continua - di essere in regola con le decisioni del marzo 2004 e che i nostri protocolli siano ragionevoli e non discriminatori”. Da Bruxelles, invece, nessuna reazione. La commissione europea preferisce non commentare la notizia rivelata dal quotidiano britannico.

Questa accelerazione del contenzioso tra la Microsoft e l’Ue arriva dopo che l’esecutivo europeo aveva richiesto a Microsoft - già condannata per abuso di posizione dominantedi - di adeguare le licenze sulle informazioni del suo sistema operativo Windows. Attualmente la Microsoft richiede alle società che vogliono utilizzare il suo sistema operativo il 5,95% delle entrate sui sistemi applicativi operanti. La commissione invece aveva chiesto a Microsoft di applicare royalty molto più basse. Secondo il Financial Times, Ibm, Oracle e Sun hanno fatto rilevare a Bruxelles che i prezzi applicati da Microsoft sono troppo elevati e la stessa commissione, secondo il Ft riconosce che “i prezzi richiesti da Microsoft sono proibitivi e non consentono di sviluppare prodotti che avrebbero prospettive di business fattibili”.

Bruxelles aveva dato tempo fino a Microsoft fino al 3 aprile per speigare perché non rispetta ancora la condanna nei suoi confronti del marzo 2004 per abuso di posizione dominante. Un termine prorogato di altre tre settimane, fino al 23 aprile. Il primo marzo, la Commissione aveva minacciato l’azienda di nuove multe quotidiane.

Il telefonino delle Poste parlerà con Vodafone

Friday, April 6th, 2007

[punto-informatico.it] Roma - A conferma delle anticipazioni circolate alla fine di marzo, è finalmente giunta una conferma ufficiale: Poste Italiane e Vodafone Italia hanno siglato la partnership che porterà il gruppo guidato da Massimo Sarmi a estendere il proprio business al settore della telefonia mobile.

“Grazie all’accordo - si legge in una nota diffusa dall’operatore britannico - Vodafone metterà a disposizione di Poste Italiane la propria infrastruttura di rete grazie alla quale l’Azienda sarà il primo gruppo postale al mondo ad entrare nella telefonia mobile”. Le Poste potranno offrire servizi di telefonia (anche in roaming), SMS e traffico dati su una piattaforma che, spiega ancora Vodafone, “consentirà l’integrazione tra i sistemi delle due aziende lasciando a Poste Italiane la piena ed autonoma gestione del cliente”.

Come negli obiettivi dichiarati da Sarmi, il servizio sarà reso operativo entro l’anno e sarà interamente gestito da Poste Italiane attraverso i suoi 14 mila uffici postali e 40 mila sportelli, oltre ad altri canali di vendita quali il web e il call center. “Nella sua nuova veste di operatore mobile - si legge ancora nella nota - Poste Italiane utilizzerà il suo brand, sarà esclusivo titolare del rapporto con i Clienti, avrà a disposizione un prefisso dedicato e gestirà tutte le attività commerciali e di assistenza clienti. Poste Italiane potrà scegliere i servizi da offrire con decisioni e processi completamente indipendenti e con una sua totale autonomia tariffaria”.

Le previsioni dell’operazione parlano di numeri più che considerevoli: secondo IlSole24Ore l’ingresso nel settore della telefonia mobile apre alle Poste un business il cui valore può arrivare al mezzo miliardo di euro con margini del 20%, sulla base degli obiettivi stimati di due milioni di SIM entro cinque anni.