Lotta all’inquinamento : Arriva “Atmosfera”
[repubblica.it] E’ la nuova stazione automatica intelligente basata sulle reti neurali
capace di autoprogrammarsi per prevedere i livelli di inquinamento dell’aria.
Solo il nome è già tutto in programma: “Atmosfera”, ovvero la nuova stazione automatica intelligente ad autoapprendimento, basata sulle reti neurali, capace di autoprogrammarsi per prevedere i livelli di inquinamento dell’aria. Quali le differenze rispetto agli attuali sistemi in uso? Facile. Ogni singola centralina può individuare i singoli inquinanti con previsioni di dettaglio su base oraria, superando la genericità delle medie giornaliere.
Le reti neurali su cui è basato il sistema (uscito dai laboratori dell’Enea) permettono in sostanza di sapere con un anticipo fino a tre giorni quali sostanze inquinanti si verranno a concentrare negli specifici luoghi in cui avviene la misurazione. Queste capacità derivano dall’analisi del vento, dei movimenti delle masse d’aria e delle dinamiche meteo nei bassi strati dell’atmosfera.
Cuore di “Atmosfera” è il SODAR (SOund Detecting And Ranging), un tele-sensore che rileva, tramite onde acustiche, gli andamenti del vento (in orizzontale e in verticale) e della struttura termica alle quote significative per l’inquinamento urbano. Ogni singola Stazione Automatica Intelligente, dedicata ad una realtà urbana, è in grado di prevedere, a 24-48-72 ore, le concentrazioni di CO (monossido di carbonio), SO2 (biossido di zolfo), O3 (ozono), PM10 (particolato di polveri sospese), NO e NO2 (ossidi di azoto), C6H6 (benzene). Il sistema, dunque, controlla i principali inquinanti su aree urbane.
Ma cosa si può fare, in concreto, con questo sistema?
Tre cose: prevedere “a grana fine” i livelli di inquinamento urbano monitorando le masse d’aria sulle città. Intervenire prima (e non dopo) con azioni mirate. Valutare rigorosamente l’efficacia delle misure adottate.
Sugli sviluppi del sistema “ATMOSFERA” sono intervenute le massime autorità scientifiche nazionali ed internazionali: Vittorio Canuto della NASA e Columbia University, Sergej Zilitinkevich dell’Università di Helsinki, Igor Esau del Bjørknes Center for Climate Research (Norvegia), Domenico Anfossi del CNR ISAC di Torino, Harindra J. Fernando dell’Arizona University.
