“Agile” salto in orbita

[lastampa.it] Satellite italiano scruta l’universo più violento.

Sono indiani ma hanno una puntualità svizzera: senza il minimo scarto sui tempi previsti, a mezzogiorno alle 12 di lunedì il satellite “Agile” ha spiccato il suo salto verso il cielo dalla base di Shiriharikota (Chennai-Madras) e dopo 1374 secondi, poco meno di 22 minuti, si è inserito in un’orbita equatoriale a 550 chilometri dalla Terra staccandosi dal quarto stadio del razzo “Pvsl”. Da lassù dovrebbe rivelarci gli ultimi segreti degli eventi più violenti dell’universo: collassi di stelle massicce, buchi neri che inghiottono enormi quantità di materia nel centro di galassie attive, resti di supernove, pulsar, lampi di raggi gamma provenienti da enigmatiche sorgenti non identificate.

Perché tante aspettative? Semplice. Per la prima volta con “Agile” gli astrofisici potranno osservare questi fenomeni contemporaneamente nei raggi X e nei raggi gamma, mentre finora hanno potuto affacciarsi a queste due finestre della radiazione elettromagnetica a più alta energia solo in tempi diversi: prima l’una e poi l’altra, o viceversa.

E’ il caso di dire che due occhi vedono meglio di uno. Osservando un ampio spettro di energie nello stesso tempo, si spera di capire meglio i fenomeni fisici che producono l’emissione di tutta quella radiazione. In particolare, le ricerche si concentreranno su 200 sorgenti misteriose che si trovano sparse sul piano equatoriale della nostra Via Lattea. Autentici Ufo dell’astrofisica.

“Agile” (da Astrorivelatore Gamma a Immagini Leggero) è coerente con il suo nome: pesa soltanto 350 chilogrammi, i suoi quattro strumenti sono stipati in un cubo di appena 60 centimetri di lato, ed è relativamente leggero anche il costo, 48 milioni di euro per l’intera missione più i 9,5 versati all’agenzia spaziale dell’India per il lancio con il razzo a quattro stadi “Pslv”.

Con “Agile” l’Italia ritorna nello spazio a undici anni dal lancio di “Beppo Sax” con un satellite interamente suo. Sotto la responsabilità dell’Asi (Agenzia spaziale italiana), dell’Infn (Istituto nazionale di fisica nucleare), dell’Inaf (Istituto nazionale di astrofisica), del Cnr e con il contributo dell’Enea e delle Università di Tor Vergata (Roma) e Trieste, “Agile” è stato costruito dalla capocommessa Gavazzi Space, che si è avvalsa a sua volta della collaborazione di Alcatel Alenia Spazio e della svizzera Oerlikon Contraves. Telespazio si occupa della gestione del satellite e della raccolta dati, in collegamento con la base San Marco di Malindi, creata in Kenya da Luigi Broglio negli Anni 60. La guida scientifica è affidata a Marco Tavani, già ricercatore a Princeton, ora a Tor Vergata, e a G. Barbiellini (Trieste).

Un intreccio di vicende politiche, scientifiche e amministrative ha fatto sì che il lancio di “Agile” avvenisse poche settimane dopo la nomina alla presidenza dell’Agenzia spaziale italiana di Giovanni Fabrizio Bignami, un astrofisico delle alte energie che questo satellite aveva fortemente voluto.

Con questa missione siamo in un campo di ricerca che nel nostro paese ha una grande tradizione. Fu Enrico Fermi a indirizzare l’interesse dei fisici verso i fenomeni dell’universo ad alta energia, che riteneva molto interessanti anche per la fisica delle particelle. E infatti i risultati non si fecero attendere: nuove particelle furono rivelate nei raggi cosmici da Giuseppe Occhialini, mentre Bruno Rossi e poi Riccardo Giacconi (premiato nel 2002 con il Nobel per la Fisica) furono i pionieri dell’osservazione del cielo nei raggi X e gamma, fino al lancio di “Beppo Sax” (battezzato in memoria di Occhialini) sotto la direzione scientifica di Livio Scarsi.

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