[ASSODIGITALE.IT] Dalle conclusioni del Rapporto E-Family presentato da Confindustria ed Anie emerge una preoccupante realtà secondo la quale età, sesso, inglese si confermano come i tre aspetti del digital divide: e che metà Italia è analfabeta di Internet, NONOSTANTE GLI SFORZI MESSI IN ATTO FINO AD OGGI.
È vicino alla soglia del 60% la percentuale delle famiglie dotate di almeno un personal computer in Italia. E oltre la metà delle famiglie italiane vanta anche almeno un internauta tra i suoi componenti. Queste percentuali salgono al 90% quando si parla di telefonini.
Dalle conclusioni del rapporto realizzato in collaborazione con Niche Consulting, emerge che la componente femminile della popolazione è in fase di recupero. E che per superare il ritardo digitale che interessa particolarmente casalinghe ed anziani, occorre indirizzare azioni sulla loro formazione con modalità appropriate.
Il digital divide non presenta caratteri geografici: il Mezzogiorno risulta quasi allineato al Centro-nord e i piccoli centri «inseguono» le città.
Sono arrivate a quota 60% della popolazione le famiglie ‘digitali’ italiane, che si avvalgono dei vantaggi dell’innovazione tecnologica dietro sollecitazione dei figli in età scolastica e a causa del livello di istruzione e attività lavorativa dei componenti. Ma vi è anche un 40% di popolazione italiana che continua a rimanere indietro.
Sono le persone anziane, le casalinghe e coloro che non conoscono la lingua inglese, che hanno grandi difficoltà ad avvicinarsi al mondo delle nuove tecnologie. E’ questa, in sintesi, la fotografia della popolazione italiana che offre il Rapporto e-Family 2007, presentato oggi a Roma da Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici e da Anie, Federazione nazionale imprese elettrotecniche ed elettroniche.
Grande vivacità nella diffusione di nuove tecnologie e servizi per le famiglie
Il 2006 ha visto articolarsi in modo significativo il panorama tecnologico della famiglia italiana. In particolare le innovazioni digitali che hanno registrato maggiori dinamiche sono:
- Personal computer: circa 2,5 milioni di nuovi PC (sempre più spesso si tratta di acquisti destinati a sostituire tecnologie diventate obsolete o di secondi/terzi PC domestici). In buona parte si tratta di PC portatili (notebook) la cui diffusione nelle famiglie è pressoché raddoppiata negli ultimi due anni, passando dall’11% nel 2004 al 20% del 2006 come tasso di presenza nelle case.
-Banda larga: il 2006 ha registrato il boom dei collegamenti a “tariffa fissa”, passati da 1,5 a 3,7 milioni (il 60% dei collegamenti internet da casa)
-cellulari di terza generazione (UMTS): il parco utilizzatori è cresciuto di 5 milioni in un anno.
-Fotografia digitale: 1,3 milioni di nuove fotocamere (anche in questo caso si tratta in buona parte di acquisti destinati a sostituire tecnologie diventate obsolete).
-Televisori LCD: 1,9 milione di nuovi schermi di medio-grande formato.
-Stampanti: 800.000 nuove stampanti multi-funzione.
-Lettori portatili di musica digitale (MP3): la diffusione è passata in soli 2 anni dal 4 al 24% delle famiglie.
Secondo l’indagine, giunta alla sua settima edizione, nel 2006 nelle case degli italiani è avvenuto il boom dei collegamenti a banda larga a tariffa fissa, passati da 1,5 a 3,7 milioni. Sono inoltre entrati più di 2,5 milioni di nuovi Pc, per la maggior parte portatili, 1,3 milioni di nuove fotocamere digitali, 800.000 nuove stampanti multi-funzione, senza contare i 5 milioni di nuovi utenti di cellulari di terza generazione Umts.
Secondo lo studio è questa la dimostrazione che esiste una dimensione familiare italiana molto vivace, fortemente orientata verso l’innovazione e allineata agli standard internazionali nell’utilizzo delle nuove tecnologie. Anzi, addirittura prima nel mondo nel caso dell’utilizzo di cellulari e degli Umts.
‘’Il Rapporto e-Family - ha commentato Alberto Tripi, presidente di Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici - indica come il processo per la costruzione della cosiddetta Società della conoscenza, che rappresenta l’obiettivo della politica europea varata a Lisbona per rendere competitiva l’Ue, in Italia si configuri come un fenomeno che riceve il maggior impulso proprio dal basso. Cioè da quella larga fetta di popolazione, ormai maggioritaria, che, investendo sulle innovazioni tecnologiche ritenute utili, scavalca così arretratezze strutturali, politiche e culturali del nostro Paese'’.
Il presidente della Federazione Anie, Guidalberto Guidi, ha rilevato come il Rapporto e-Family 2007 ‘’confermi una tendenza già in atto da qualche tempo e in continua crescita: la spiccata propensione del consumatore italiano all’acquisto di prodotti di elettronica di consumo tecnologicamente evoluti. Una evidenza, questa, dai rilevanti risvolti sociali, se si pensa alla pluralità e all’accessibilità di tali strumenti, che permettono una diffusione ampia e senza barriere di informazioni e cultura. Il caso delle TV a schermo piatto è emblematico: nel 2007 si prevede che gli acquisti di flat tv da parte delle famiglie italiane raggiungeranno per la prima volta quelli degli apparecchi tradizionali a tubo catodico'’.