Le 150 oasi del Panda viste dal satellite

[repubblica.it] ROMA - Dalle foreste pluviali alle zone umide, dalle vette immacolate ai paradisi caraibici. Sono questi ambienti naturali fragili e minacciati il campo d’intervento privilegiato del Wwf, organizzazione internazionale impegnata da quasi mezzo secolo nella conservazione e nella tutela del patrimonio naturalistico. Oggi grazie alle moderne tecnologie messe a disposizione da internet, è possibile farsi un’idea immediata e realistica della portata di questo lavoro. Il Wwf ha stretto infatti un accordo con Google Earth che rende possibile visitare online le oltre 150 oasi dell’organizzazione del panda sparse in tutto il mondo, dall’Asia all’Africa, dall’America Latina all’Europa.

Un accordo, spiega il segretario generale del Wwf Italia Michele Candotti, che “renderà immediato l’accesso alle aree in cui abbiamo sviluppato programmi di conservazione”. “L’intera rete del Wwf internazionale - ha precisato - è visibile sulla mappa del mondo e cliccando sul logo del panda si potrà entrare nel dettaglio delle location geografiche”. Soddisfatti per l’intesa raggiunta anche i responsabili del più importante motore di ricerca. Secondo John Hanke, direttore di Google Earth e del servizio mappe di Google, “Google Earth è una risorsa utilissima per la comunità ambientale”. “Siamo felici - ha aggiunto - che il Wwf abbia scelto Google Earth come piattaforma per diffondere il suo lavoro di conservazione”.

Girando sul web si potrà così avere l’immediata percezione della battaglia in corso nelle aree più minacciate del Pianeta, capire quale specie, foresta, fiume, porzione di mare è da salvaguardare, quali sono i programmi in corso per salvare habitat minacciati come i fiumi e i ghiacciai dell’Himalaya oppure le isole Galapagos, oppure animali a rischio d’estinzione come l’elefante della Namibia. Oltre ad ammirare le immagini, gli utenti di Google Earth potranno approfondire i singoli progetti del Wwf, leggendone una descrizione.

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