Confermata la condanna del blogger egiziano

[lastampa.it]
IL CAIRO
«Non ci resta che ricorrere in Cassazione, cosa che faremo prima possibile». È quanto ha dichiarato Ahmed Seif, avvocato per la difesa di Nabil Kareem Soleiman, poco dopo la conferma, in Corte d’appello, della condanna a quattro anni di carcere per il blogger di Alessandria d’Egitto.

«La Corte d’appello ha confermato quello che il tribunale aveva stabilito in primo grado, la condanna per incitamento all’odio dell’Islam e vilipendio del presidente della repubblica - ha spiegato Seif - e di conseguenza non ha apportato nessuna modifica della pena, che rimane di quattro anni».

La notizia della condanna in appello di Kareem si è diffusa in un lampo sui siti internet e i principali blog egiziani. Quello di Kareem costituirebbe un precedente pericoloso, secondo gli attivisti per i diritti umani, che temono possa inaugurare in Egitto una nuova era di persecuzioni contro i blogger. «Kareem era presente in aula, ma non ho potuto parlargli - ha aggiunto l’avvocato -. C’era una folla enorme di sostenitori e giornalisti. Abbiamo depositato la domanda e speriamo di poterlo incontrare questa settimana o la prossima». Il caso di Kareem, blogger 22enne, condannato per «incitamento all’odio dell’Islam» e «vilipendio del capo dello Stato, dopo aver espresso sul suo diario on-line posizioni contro l’Università di Al Azhar del Cairo, ha suscitato indignazione e campagne di sostegno in suo favore in Egitto e all’estero. Dopo la condanna in primo grado, considerata uno schiaffo alla libertà di espressione dalle organizzazioni internazionali, le autorità del Cairo hanno difeso la sentenza della corte e protestato contro quelle che definiscono «ingerenze negli affari interni del paese».

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