Archive for March, 2007

CeBIT 2007: arriva Starfish. Vodafone testa Skype sul cellulare

Friday, March 16th, 2007

[key4biz.it] Al CeBIT di Hannover Vodafone ha aggiunto un nuovo tassello alla sua internet strategy e dopo i servizi di eBay, YouTube e MySpace ha deciso di portare sul telefonino anche Skype, il re indiscusso del VoIP.

Il gigante mondiale della telefonia mobile ha messo a punto una nuova soluzione – battezzata Starfish – per permettere agli utenti di accedere alla lista dei contatti delle chat e dei programmi per le chiamate su internet - da MSN a Yahoo!, Aol e Skype – di inviare messaggi e fare telefonate online a un prezzo che batte ogni concorrenza.

Il sistema utilizza la rete GSM solo per connettersi a alla stazione radio wireless, ma poi il resto della chiamata passa da internet invece che dalla rete telefonica. Così anche se si chiama una persona che sta dall’altra parte del mondo, il costo della chiamata è minimo.

Skype utilizza infatti le connessioni internet a banda larga per telefonare bypassando le tradizionali linee telefoniche, per le quali viene utilizzata in genere una tariffazione al minuto. Le chiamate ad altri utenti Skype sono quindi gratuite, mentre quelle verso normali utenti sono molto più economiche di quelle effettuate via telefono.

Vodafone, tuttavia, non ha ancora deciso se e come il nuovo sistema verrà commercializzato, dal momento che Starfish – e i sistemi VoIP in generale – sono considerati una minaccia per i profitti della telefonia mobile.

“Non abbiamo ancora deciso se lo lanceremo, né i termini commerciali o i prezzi”, ha infatti spiegato Jan Holzberg, product manager del gruppo.

Starfish segna l’inizio di una nuova avventura per Vodafone, che alcune settimane fa aveva siglato un accordo anche con la casa madre di Skype, eBay, ma non è certo una novità per Skype che lo scorso anno aveva siglato un accordo con l’operatore 3.

Il gruppo Skype, acquisito da eBay per 2,6 miliardi di dollari, vanta un curriculum di tutto rispetto: disponibile in 27 lingue, Skype è il software VoIP più utilizzato, tanto da dar vita a un fenomeno, quello dello skyping, diffuso in tutto il mondo.

Le ultime cifre diffuse dalla società parlano di oltre 500 milioni di download, mentre la compagnia sta lavorando a nuovi dispositivi e accessori per portare l’esperienza VoIP su un nuovo livello.

La decisione di Vodafone, sebbene ancora molto vaga sul reale sviluppo della soluzione Starfish, segna di fatto un’inversione di tendenza tra gli operatori mobili, che si sono finora dimostrati reticenti a sostenere il VoIP, considerato anzi loro nemico numero uno.

Uno degli ostacoli maggiori alla diffusione del VoIP dal telefonino riguarda anche il fatto che sono ancora pochissimi gli operatori che applicano tariffe flat o comunque veramente economiche per la connessione a banda larga dal telefonino.

Usare dunque la connessione wireless dal cellulare per parlare via Skype è ancora tutt’altro che conveniente.

Operatori e i costruttori interessati agli sviluppi di Skype sono tanti, ma sono ancora veramente pochi i carrier disposti a creare pacchetti tariffari adeguati a godersi tutti i vantaggi delle telefonate su internet.

La maggior parte dei gestori infatti applica prezzi molto alti per magabyte scaricato sul telefonino, come insegna la storia del ragazzo italiano che si è visto addebitare una somma di 50 mila euro per aver scaricato sul cellulare un paio di film.

Le 150 oasi del Panda viste dal satellite

Friday, March 16th, 2007

[repubblica.it] ROMA - Dalle foreste pluviali alle zone umide, dalle vette immacolate ai paradisi caraibici. Sono questi ambienti naturali fragili e minacciati il campo d’intervento privilegiato del Wwf, organizzazione internazionale impegnata da quasi mezzo secolo nella conservazione e nella tutela del patrimonio naturalistico. Oggi grazie alle moderne tecnologie messe a disposizione da internet, è possibile farsi un’idea immediata e realistica della portata di questo lavoro. Il Wwf ha stretto infatti un accordo con Google Earth che rende possibile visitare online le oltre 150 oasi dell’organizzazione del panda sparse in tutto il mondo, dall’Asia all’Africa, dall’America Latina all’Europa.

Un accordo, spiega il segretario generale del Wwf Italia Michele Candotti, che “renderà immediato l’accesso alle aree in cui abbiamo sviluppato programmi di conservazione”. “L’intera rete del Wwf internazionale - ha precisato - è visibile sulla mappa del mondo e cliccando sul logo del panda si potrà entrare nel dettaglio delle location geografiche”. Soddisfatti per l’intesa raggiunta anche i responsabili del più importante motore di ricerca. Secondo John Hanke, direttore di Google Earth e del servizio mappe di Google, “Google Earth è una risorsa utilissima per la comunità ambientale”. “Siamo felici - ha aggiunto - che il Wwf abbia scelto Google Earth come piattaforma per diffondere il suo lavoro di conservazione”.

Girando sul web si potrà così avere l’immediata percezione della battaglia in corso nelle aree più minacciate del Pianeta, capire quale specie, foresta, fiume, porzione di mare è da salvaguardare, quali sono i programmi in corso per salvare habitat minacciati come i fiumi e i ghiacciai dell’Himalaya oppure le isole Galapagos, oppure animali a rischio d’estinzione come l’elefante della Namibia. Oltre ad ammirare le immagini, gli utenti di Google Earth potranno approfondire i singoli progetti del Wwf, leggendone una descrizione.

Blu-ray: “Entro tre anni batteremo anche i DVD”

Friday, March 16th, 2007

[macitynet.it]  Tre anni. Ecco quanto tempo prevede di impiegare il consorzio Blu-ray per spingere il suo formato a battere in termini di vendite e di popolarità gli attuali e tradizionali DVD.

Il proclama, decisamente molto ambizioso, è giunto nel contesto del Cebit, la fiera dell’informatica che si è aperta oggi. A lanciarlo Frank Simonis, presidente europeo della del gruppo che sostiene lo standard per i dischi con contenuti ad alta definizione. “Entro tre anni * ha detto Simonis * non si sentirà parlare altro che di Blu-ray”.

La ragione per cui in Europa, per ora, Blu-ray ha ancora scarsa presa è determinata dal fatto che l’hardware compatibile con il formato non è ancora così popolare come negli Usa o in Giappone. In pratica secondo Simonis nel vecchio continente si dovrà attendere il lancio, ormai imminente, della PlayStation 3 che contiene un lettore Blu-ray per vedere un’esplosione di vendite pari a quella che si verifica altrove. Là dove le PS3 sono già commerciate, sostiene 20th Century Fox, i Blu-ray sono commercializzati in numero doppio rispetto agli HD DVD

Il consorzio che sostiene quest’ultimo standard replica sostenendo che i calcoli includono solo i blockbuster e i film delle grandi case di produzione di Hollywood. Calcolando le produzioni nazionali e indipendenti si dovrebbero rifare i conti perché, dice il gruppo che sostiene HD DVD, in diversi paesi di Asia ed Europa si preferisce proprio HD DVD per i ridotti costi di implementazione.

ITunes nel mirino della Ue: deve aprirsi a tutti i lettori

Friday, March 16th, 2007

[yahoo.com] Bruxelles, 13 mar . (Adnkronos/Aki) - Il commissario europeo per la protezione dei consumatori Meglena Kuneva farà pressioni affinché Apple modifiche la strategia finora seguita dalla società di non aprire il suo music store online iTunes a lettori musicali diversi dall’iPod. E’ stata lei stessa, confermando quanto già trapelato alla stampa, a confermare che la Commissione ha deciso di intervenire nella questione. “Non mi asterrò da fare pressioni”, ha infatti dichiarato all’agenzia online ‘Help Consumatori’. “Resto in forte contatto con il commissario alla Concorrenza Neelie Kroes e, anche se non si può ancora parlare di violazione delle normative Ue, approfondirò questo piano perché non posso chiudere gli occhi quando i consumatori avanzano lamentele e richieste di tutela a Bruxelles”.

Kuneva ha inoltre spiegato che “prenderà contatti anche con Apple” a proposito delle limitazioni imposte su iTunes perché “i consumatori dovrebbero essere liberi di scegliere” dove desiderano ascoltare la musica. “Pensate - ha spiegato ancora la Commissaria- che sia giusto che un Cd sia riprodotto in tutti i lettori Cd mentre un brano di iTunes possa essere sentito solo su un iPod? Io no. Qualcosa deve cambiare per far sì che tutti i consumatori possano approfittare di questo servizio on line”.

Il commissario non è sola. In molti paesi, tra cui Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Norvegia, Svezia e Olanda, le associazioni dei consumatori hanno presentato esposti contro il colosso informatico.

Microsoft Live disponibile per Xbox e Vista

Friday, March 16th, 2007

[Repubblica.it] Il debutto con il lancio della versione di Halo 2. Ma l’integrazione totale arriverà a giugno con l’uscita del nuovo game Shadowrun

Presto l’annosa querelle tra videogiocatori su computer e quelli su console potrebbe essere risolta con una colossale sfida. Microsoft ha annunciato oggi che il suo servizio online Live, che ha attirato sinora 6 milioni di giocatori su console Xbox 360, verrà inaugurato a maggio anche per gli utenti dei personal computer che utilizzano il nuovo sistema operativo Windows Vista.

La notizia giunge un anno dopo il lancio di Bill Gates della parola d’ordine “Gaming anywhere”: l’idea di Microsoft, aveva detto il presidente del colosso informatico, è quella di poter far giocare chiunque e “ovunque”, collegando tra loro console di videogiochi, telefonini e computer. Portare il servizio Live sui pc è una tappa fondamentale per raggiungere l’obiettivo prefissato e accaparrarsi un’altra fetta del mercato dei videogiochi stimato in circa 22 miliardi e 700 milioni di euro.

La versione per pc del servizio online debutterà il prossimo 8 maggio con il lancio della versione per Windows Vista di “Halo 2″, il celebre sparatutto di Microsoft, anche se l’integrazione non sarà totale fin da subito. Per il crossplatform gaming bisognerà infatti aspettare giugno e l’uscita di giochi come Shadowrun (un titolo sviluppato ad hoc) e Uno: solo allora utenti di pc e di console potranno giocare gli uni contro gli altri. Gli abbonati a Live avranno solo bisogno di un account per ususfrire del servizio, sia che utilizzino un computer che una console.

Per quanto riguarda l’account, le informazioni saranno da subito trasferibili direttamente sul proprio profilo Live, mentre la scelta rimane tra una sottoscrizione gratuita (silver) ed una pagamento (gold). Tra i privilegi salienti che Microsoft offre per 50 dollari l’anno ci sono il ranking di tutti gli incontri (TrueSkills), la possibilità di giocare con o contro altri utenti e l’apertura al già citato “crossplatform gaming”. >La piattaforma Xbox Live è uno dei più grandi successi relativi al mondo delle console di terza generazione, una caratteristica che per molti versi ha stimolato l’acquisto della Xbox360 rispetto ai concorrenti che sul piano del gioco in rete sono leggermente più indietro. Nintendo propone un catalogo fatto da un nutrito parco giochi che comprende anche titoli di console passate, ma la possibilità di una vera interazione sociale è scarsa. L’alternativa di Sony sembra molto promettente, ma al momento tarda ad arrivare sul mercato. Xbox Live, invece, punta molto sull’interazione tra videogiocatori, che sebbene non potranno giocare gli uni contro gli altri da subito, potranno comunque scambiarsi messaggi testuali e vocali.

Con questa mossa, il gigante di Redmond, aumenterà non solo i guadagni relativi alla pubblicità e alle sottoscrizioni degli abbonamenti, ma creerà anche un circolo virtuoso per il quale i prodotti della famiglia Microsoft incrementeranno reciprocamente il loro valore. Già solo con quest’annuncio, infatti, si prevede un beneficio per le vendite di Windows Vista.

Il servizio online di Microsoft è stato uno dei fattori chiave per le vendite della sua console Xbox 360, che, lanciata a novembre del 2005, con Playstation 3 di Sony e Wii di Nintendo si contende il mercato da circa 22 miliardi e 700 milioni di euro dei videogiochi

Web, toolbar di Windows Live preinstallata sui computer Lenovo

Friday, March 16th, 2007

[reuters.it] SEATTLE, 14 marzo (Reuters) - Microsoft (MSFT.O: Quotazione, Profilo) ha raggiunto un accordo con Lenovo (0992.HK: Quotazione, Profilo) per preinstallare sui computer dell’azienda cinese la toolbar Winows Live, che include servizi online tra i quali un motore di ricerca. Lo hanno annunciato ieri le due aziende.

L’accordo tra Microsoft e Lenovo, il terzo produttore al mondo di personal computer, va a sostituire quello che la casa cinese aveva precedentemente con Google (GOOG.O: Quotazione, Profilo) e che prevedeva la preinstallazione della toolbar di Google sui computer fissi e portatili di Lenovo.

Live.com, il motore di ricerca di Microsoft, sarà impostato come homepage nei computer Lenovo e Internet Explorer avrà preinstallata la toolbar Windows Live.

Gli utenti potranno cambiare le impostazioni, ma molte persone tendono mantenere la configurazione preinstallata. L’accordo punta a incrementare il traffico dei servizi online di Microsoft e a intaccare il dominio di Google nei servizi di ricerca online.

La posizione di leader di Google nelle ricerche sul Web attira molti investitori e molta pubblicità nelle pagine dove compaiono i risultati delle ricerche. Windows Live Search è terza dopo Google e Yahoo (YHOO.O: Quotazione, Profilo) con una quota di mercato dell’11%, secondo i dati dell’istituto di ricerca comScore Networks.

Lenovo, che ha acquistato l’unità computer di Ibm nel 2005, è il primo produttore di computer che raggiunge un accordo con Windows Live.

Google promette l’anonimato degli utenti

Friday, March 16th, 2007

[visionblog.it] Il fatto: Google dichiara ufficialmente un cambiamento di rotta rispetto al trattamento dei dati personali. L’impegno da ieri intrapreso con i propri utenti, è quello di mantenere le informazioni disponibili a eventuali richieste governative per un periodo limitato, che va dai 18 ai 24 mesi; allo scadere dei due anni, tutti i dati personali verranno oscurati e resi anonimi, impedendo qualsiasi collegamento tra gli individui e le ricerche effettuate su Google.

Il contesto: Attualmente, tutte le informazioni personali sulle ricerche online vengono archiviate a tempo indeterminato; la nuova strategia imporrà l’oscuramento delle ultime cifre degli indirizzi IP, impedendo così di risalire al computer – e all’utente – che ha inviato la richiesta al search engine. In realtà, Google cerca, con questa mossa, di redimersi dalle accuse che incolpano l’azienda di Page e Brin come collaboratori della censura governativa internazionale (in particolare in Cina e, più recentemente, in India): un passo indietro che riporta la realtà poco più vicina al «Don’t be evil» un tempo promesso. Non a caso, sono gli stessi avvocati della grande G, Peter Fleischer e Nicole Wong, a riportare la decisione sul sito ufficiale, caricando l’annuncio di un’aura ancora più marcata. Inoltre, il limite dei 24 mesi prima dell’anonimato potrà essere prorogato in presenza di nuove normative, garantendo comunque ai governi l’accesso ai database come già oggi accade. [continua]

I dati: Google raccoglie diversi tipi di informazioni che, presi isolatamente oppure incrociati tra loro, permettono di risalire ai percorsi effettuati da qualsiasi utente. In particolare si tratta delle chiavi di ricerca digitate nel motore, gli indirizzi web richiamati, i cookies, gli indirizzi IP e il tipo di browser degli internauti, ma anche la lingua impostata, la data e l’ora. Questi dati non sono importanti unicamente per questioni di sicurezza, ma anche per strategie commerciali che prevedono il profilamento dell’utenza: oscurando l’identità dei navigatori, Google mantiene così la possibilità di aggregare i dati – anche anonimi – a scopo di marketing, senza influenzare negativamente le strategie delle aziende.

Le G Apps: L’attuazione della nuova politica sulla riservatezza avverrà entro l’anno e riguarderà, per ora, solamente il motore di ricerca. Per quanto riguarda gli altri servizi di Google, non sono state ancora rese pubbliche le nuove direttive, ma è confermato l’impegno in difesa della privacy. In particolare, nel comunicato stampa vengono citate le funzioni “off the record” di Google Talk, “pause” e “lock search” di Google Desktop che impediscono di memorizzare le conversazioni o l’indicizzazione degli elementi visualizzati. La mole di dati personali, che vengono ogni giorno raccolti da Google in tutto il mondo, sono l’origine delle polemiche più accese riservate a Mountain View: accentrare milioni di dati sensibili – tra cui email, comunicazioni private e documenti – nelle mani di una singola potenza, può mettere a rischio la riservatezza di dati personali e aziendali.

Viacom denuncia YouTube per violazione di copyright

Friday, March 16th, 2007

[pcpiufacile.it] L’accusa è di avere “costruito un business lucroso sfruttando la devozione dei fan verso le opere creative di altri per arricchirsi”. Ma Google, che ha acquisito YouTube nel 2006, non avrebbe ancora ricevuto la citazione

Un attacco ad alzo zero, senza usare mezzi termini. Viacom, un colosso che controlla 130 network televisivi al mondo (tra i quali Mtv e Paramount), ha annunciato di avere citato YouTube per una “violazione grave e intenzionale del diritto d’autore”. L’atto è stato depositato negli scorsi giorni presso la Corte federale di New York: Viacom chiede oltre un miliardo di dollari di danni per circa 160mila video (visti 1,5 miliardi di volte) protetti da copyright e diffusi da YouTube senza autorizzazione.

Secondo Viacom, come si legge in una nota della società, YouTube avrebbe “costruito un redditizio business sfruttando la devozione dei fan nei confronti del lavoro creativo di altri allo scopo di arricchire se stesso e la sua casa madre Google”. “Il loro modello di business - continua la nota - è chiaramente illegale e in chiaro conflitto con la legge sul copyright”. E la decisione di arrivare fino alle vie legali è stata presa dopo mesi di trattative inconcludenti. E’ inaccettabile, sostiene Viacom, che YouTube giri a chi detiene il diritto d’autore anche l’onere di individuare i video che violano tali diritti. Un punto di vista probabilmente legittimo in cui tuttavia ci si dimentica di considerare anche la promozione deriva dalla ripubblicazione su YouTube di contenuti video. E anche del fatto, visibile a tutti, che la qualità dei video di YouTube non è esattamente la più elevata in circolazione.

Poco importa a Viacom che YouTube, proprio lo scorso mese, abbia eliminato dagli archivi qualcosa come 100mila clip non in regola con il copyright, perlopiù stralci di programmi televisivi prodotti da controllate di Viacom. Né hanno contato le rassicurazioni di YouTube sulla futura Installazione di un sistema avanzato di protezione. E in ogni caso stiamo sempre parlando della Grande G, quella stessa Google che controlla il più importante motore di ricerca al mondo. L’azienda fondata da Brin e Page, infatti, non sembra particolarmente scossa dalla citazione. Anzi, ha fatto sapere in una nota di “non avere ricevuto alcuna citazione” e di essere “sicura che YouTube abbia rispettato i diritti d’autore”. E che il tribunale le darà ragione.

Per capire quale rilevanza legale avrà questa vicenda bisogna aspettare che si pronunci la Corte federale di New York. Nel frattempo, però, è chiaro che la questione dei video su Internet ha cambiato marcia. Comincia a diventare realmente un business, anche per i produttori di contenuti video. E di conseguenza cominciano le liti legali per capire cosa è possibile fare e cosa viola la legge. Prendiamo per esempio il caso Viacom-YouTube: Viacom, oltre a controllare diversi network televisivi, ha stretto da poco un accordo con la neonata Joost, tv online basata sui meccanismi del P2P; YouTube, invece, ha stretto un accordo molto simile con BBC, che userà la Piattaforma di Google per distribuire su web i propri notiziari e programmi. In ballo c’è il futuristico (ancora per poco) mercato della Ip-Tv e dei video in rete. Che poi significa pubblicità di nuova generazione, con la possibilità offerta da Internet di raggiungere target molto precisi di ascoltatori. E di profilarli in modo molto facile sulla base di sesso, età, interessi e zone geografiche. Tutte cose che la televisione normale è impossibile fare, con buona pace dell’Auditel i cui dati sono puramente proiettivi, estrapolazioni basate sul campione (che immaginiamo sia ben studiato e soprattutto rappresentito della popolazione italiana) di telespettatori che hanno installato in casa il marchingegno di rilevazione dati.

Avere dati infinitamente più precisi sui telespettatori della nuova tv via Internet (o dovremmo chiamarli inter-spettatori?), e soprattutto avere tali dati a costo zero (non sono necessari macchinari speciali di rilevamento dati), per il mercato pubblicitario significa poter portare il modello pay-per-click o pay-per-view all’interno del mondo televisivo. E potersi inventare meccanismi nuovi. E’ questo il vero oggetto della contesa: i contenuti video protetti da copyright rientrano solo incidentalmente, come mezzo tramite il quale poter veicolare i contenuti pubblicitari.

Sarà molto interessante seguire gli sviluppi di questa causa. Che potrebbe anche porre le basi del futuro diritto d’autore. Ammesso che qualcuno si renda conto che i modelli di diritto d’autore ancora in vigore risalgono letteralmente al secolo scorso, a un mondo che ormai è completamente diverso.

Tabbaccai & Ricariche telefoniche : A noi solo elemosina

Friday, March 16th, 2007

[ilrestodelcarlino.net] Roma, 13 marzo 2007 - Come gia’ annunciato nei giorni scorsi, la Federazione italiana tabaccai, a seguito della notizia che gli operatori hanno abbattuto o abbatteranno a breve i margini spettanti alla rete distributiva, ha indetto per il 20 marzo lo sciopero della vendita di tutte le ricariche telefoniche.

“La categoria- ha dichiarato Giovanni Risso, presidente nazionale Fit- da anni garantisce una distribuzione capillare ed efficiente al servizio del consumatore ed e’ stata un fattore determinante per il successo della telefonia mobile nel nostro Paese. E’ il momento di veder riconosciuti i nostri diritti. Non e’ piu’ pensabile incassare miliardi di euro per conto dei gestori ed essere remunerati con aggi da elemosina”.

” Tengo a precisare, perche’ i consumatori conoscano il nostro effettivo margine sul servizio, che su una ricarica da 10 euro il tabaccaio percepiva in media 30 centesimi (al lordo delle tasse), mentre in futuro, a seguito delle dette diminuzioni, non saranno piu’ di 25. E’ giunto il momento di dire basta!”.

La Fit si scusa con i clienti per il disagio che verra’ arrecato “ma la categoria non puo’ restare silente di fronte a questa inaccettabile contrazione dei propri margini commerciali, gia’ oggi assolutamente inadeguati”.

Second Life 1^ parte

Friday, March 16th, 2007

[Cani Sciolti] Negli ultimi giorni è tutto un rincorrersi di ministri, ministeri, regioni ed enti che entrano a far parte di Second life, ed allora non conoscendo l’argomento ed essendo molto curioso, mi sono andato ad informare su cosa fosse e come funzionasse questa vita virtuale, per cercare di capire a cosa sia dovuta questa nuova moda e quali vantaggi abbia.

Cominciamo dall’inizio, Second life è un invenzione dei Linden Lab di Philip Rosedale, e come spiega lo stesso creatore è un evoluzione dei giochi di ruolo e delle chat, un mondo dove non c’è competitività o antagonismo, o almeno cosi dovrebbe essere in teoria.

Gli utenti o giocatori iscritti sono 4,5 milioni in tutto il mondo, ma considerando che anche solo per vedere come funziona il tutto bisogna registrarsi il numero di iscritti è enormemente superiore a quello delle persone che realmente entrano regolarmente in Second life, difatti le presenze online registrate dalla home page varia da 25 a 30  mila presenze nelle ore di punta e  secondo calcoli  approsimativi si ritiene che  al massimo ci   siano 300/400 mila giocatori di cui una buona percentuale vive il gioco come se fosse la loro vita.

Nel gioco ci sono 4.417 isole su cui gli avatar ( giocatori ) possono costruire, i prezzi variano dai 5$ ai 195$ mensili a seconda se l’appezzamento di terreno sia da un minimo di 512 mq ad un massimo di 65.000 mq
Nel gioco si possono guadagnare soldi reali attraverso la vendita di oggetti o immobili o attraverso la conversione della moneta locale ( linden dollar ) che viene venduta anche su siti come Ebay ad un prezzo di 260 linden dollar contro 1 $.
Ma come si può osservare da uno studio compiuto dalla Bocconi, in febbraio 25.000 giocatori hanno avuto un flusso positivo di Linden dollar, ma nel 53% dei casi per un valore inferiore ai 10$ e nel 73% dei casi inferiore ai 50$, ma a frote di un tempo impiegato che non è dato sapere con precisione ma di certo significativo.
Certamente la possibilità di guadagnare denaro ha fatto si che ci fosse chi riesce a tramutarlo in un flusso di cassa notevole, come rappresentato dalla Anshe Chang Studios, società che si occupa di sviluppare e vendere immobili virtuali, una specie di chiavi in mano per chi non vuol perdere tempo, che ha un fatturato di diversi milioni di $, cosa che ha sicuramente ingolosito la nostrana Gabetti che ha aperto un ufficio con l’intento di partecipare al mercato.

Da questa mia iniziale ricerca ho capito il funzionamento del gioco, ci si registra, si crea un avatar e si comincia a girare per il mondo virtuale e volendo ci si può comprare della terra e costruirci un attività, o esporre oggetti o creare uffici da cui lanciare i propri messaggi, interagendo con altri avatar e cosi via come fosse una vita normale, ci sono pub, discoteche e di tutto un pò.

A questo punto, dopo aver conosciuto cosa sia questo Second life, mi sono chiesto alcune cose sui giocatori e su certi personaggi o istituzioni che ci entrano, ampliando la ricerca per capire meglio e crearmi un opinione.

Come ho detto ci sono studi che rivelano che diverse persone dedicano molto tempo a Second life trasferendo i normali rapporti sociali in questo gioco.
Queste persone evadono dai problemi reali e s’immergono in una realtà che non esiste creandosi un personaggio migliore di come loro sono realmente, probabilmente lo fanno delusi da quello che il mondo gli offre e forse non si rendono conto che il mondo con i suoi problemi è pronto a seguirli anche nel virtuale.
Stanno arrivando i politici, ci sono le multinazionali, ci sono i pusher che vendono la droga ( seclemina ), rappresentata da uno script che viene acquistato e che al suo utilizzo crea suoni ed immagini ipnotiche con pavimenti che si squagliano, una cosa veramente stupida considerando che sia chi si droga che chi entra costantemente in un attività virtuale fuggono dalla realtà, acquistare una droga virtuale per fuggira da una realtà virtuale che uno si è creato diventa un vero paradosso.
C’è il sesso virtuale, per cui vale lo stesso discorso fatto sopra, entrare in una realtà virtuale per comprare sesso virtuale.
Secondo il mio parere queste sono persone da aiutare perchè se domani Second life chiudesse sarebbe come privarli della loro vita, provate ad immaginarvi domani di svegliarvi e non trovare più le cose che siete abituati a fare, bel trauma vero ?
Ed invece nonostante i numeri dicano che anche come veicolo pubblicitario sia piuttosto limitato c’è chi pensa bene di creare concerti esclusivi di artisti famosi, o di proiettare film come Xmen prima su Second life che nelle sale Usa.
A mio parere queste sono discutibili mosse pubblicitarie per catturare quelle persone che nella vita reale mai verrebbero agganciate per il semplice motivo che non hanno una vita reale, viene data un senso d’importanza superiore al virtuale, creando una dissociazione ancor maggiore in certi suoi partecipanti che si sentono cosi ancor più ” fighi “, amplificando la distanza da quello che sono realmente.

Domani continuerò analizzando le parole iniziali di Rosendale e le scelte dei nostri politici,  discutibili anch’esse.