Archive for February, 2007

Mediaset guarda alla telefonia mobile.

Tuesday, February 20th, 2007

[trend-online.com] Il gruppo Mediaset potrebbe entrare nel mercato della telefonia mobile. È quanto suggerisce oggi in un’intervista al “Corriere della Sera” il vicepresidente della società, Pierluigi Berlusconi. “Oggi c’è la possibilità di essere operatori virtuali – ha affermato Berlusconi junior - quindi, come Tim, Vodafone e Wind offrono servizi voce e contenuti tv, non è da escludere che noi, oltre alla tv potremo fornire voce e altri servizi sui telefonini e via banda larga”.
Il figlio dell’ex premier chiede però al Governo di non “incatenare” la sua compagnia con normative rigide come il ddl Gentilon e accenna poi ad un interesse di Mediaset per Endemol, interesse di cui aveva parlato lo stesso John De Mol, fondatore della società olandese messa in vendita qualche mese fa dalla spagnola Telefonica. “Una coerenza industriale ci sarebbe – ha detto Berlusconi – noi siamo in 2 paesi, Italia e Spagna; loro sono presenti in 22 mercati”.
Quanto alla televisione, Mediaset aspira a offrire servizi “innovativi sia tecnologicamente sia commercialmente indirizzati a chi vorrà avere una tv sempre più moderna”, ma senza ricorrere alla tv via cavo. “Tutto avverrà via etere”, ha sottolineato il vicepresidente.

Nel 2020 lo shopping sempre più online

Tuesday, February 20th, 2007

[datamanager.it] Il destino dello shopping è sempre più online, almeno secondo quanto riportato da uno studio inglese.
Lo shopping online potrebbe quadruplicarsi entro il 2020 e occupare il 40% delle vendite al dettaglio.
I risultati dell’indagine condotta dal servizio indipendente di comparazione dei prezzi uSwitch.com e presentata dal direttore dei servizi di comunicazione Steve Weller mostrano un costante incremento delle vendite via web.
In particolare le vendite online potrebbero raggiungere quota 40 miliardi di sterline (59 miliardi di euro) entro la fine del 2007.
Le vendite online hanno subito un’impennata negli ultimi anni e sono passate dal 2% del totale delle vendite al dettaglio nel 2002 al 15% di quest’anno.
L’indagine realizzata in collaborazione con l’azienda di ricerche di mercato YouGov, parla di vendite per circa 162 miliardi di sterline (240 miliardi di euro) nei prossimi 13 anni.
L’aumento delle vendite che dovrebbe raggiungere il 40% nel 2020 è in stretta relazione con l’aumento delle connessioni a banda larga.
Gli utenti acquistano principalmente online vacanze, musica e film.
Tra i vantaggi dello shopping online ci sarebbe la convenienza, infatti, secondo i ricercatori, una famiglia può risparmiare 500 sterline (743 euro) all’anno comprando beni e servizi online invece nei negozi tradizionali.

Il calcio finisce in rete

Tuesday, February 20th, 2007

[theinquirer.net] NASCE SU YouTube un canale dedicato al Chelsea Football Club. È il frutto di un accordo tra il portale di condivisione video di Google e la famosissima squadra di calcio inglese.

Il portale di condivisione video YouTube si arricchisce di un nuovo servizio: un canale tutto dedicato alla squadra del Chelsea. L’accordo a prevede la pubblicazione di contenuti video originali legati alla squadra di Abramovich e risolve parzialmente a Google l’annoso problema delle questioni legali con il mondo del calcio per la pubblicazione di materiale poco controllato.

Sono esclusi i diritti per le partite dal vivo, che rappresenterebbero una sconvolgente rivoluzione per il mondo del calcio, ma ci sarà comunque molta carne al fuoco. Nell’accordo la squadra ha il diritto di applicare filtri ai contenuti e il canale rappresenterà per loro un’ottimo veicolo promozionale.

Altre informazioni le trovate qui.

Tlc: riflettori puntati sull’India. Dopo la Cina, nuovo Eldorado per i carrier

Tuesday, February 20th, 2007

[key4biz.it]L’industria della  telefonia mobile  ha scoperto, dopo la Cina, un nuovo Eldorado: l’India.

Dopo diversi anni trascorsi a parlare e valutare le enormi potenzialità del mercato cinese, l’accordo da 11 miliardi di dollari per l’acquisto dell’operatore mobile Hutchison Essar da parte del colosso britannico Vodafone ha contribuito a puntare i riflettori proprio verso l’India.

Con i suoi 150 milioni di utenti e una penetrazione ferma ad appena il 15% della popolazione, l’India rappresenta già il quarto mercato mobile mondiale, dietro la Cina, gli Stati Uniti e la Russia.

Secondo le stime del governo, gli utenti mobili dovrebbero raggiungere quota 500 milioni nel 2010, mentre già entro la fine di quest’anno il Paese dovrebbe superare la Russia.

La mossa di Vodafone ha quindi aperto la strada agli appetiti degli operatori occidentali: anche la francese Orange, ha fatto sapere di stare valutando eventuali acquisizioni sul mercato, “appena si presenterà la giusta opportunità”, anche se alcuni analisti hanno considerato troppo alta la cifra pagata dal gruppo britannico per Essar.

Allo stesso modo, molte compagnie telefoniche indiane stanno guardando con attenzione ai mercati occidentali, in attesa che anche per loro si presenti l’occasione giusta.

Sul fronte cinese, intanto, sembra esserci calma piatta: tutti attendono l’assegnazione delle licenze di terza generazione, ma le continue dilazioni del governo sembra stiano facendo spazientire molti vendor, che pure attendevano con ansia un’operazione data più volte per imminente.

Sono anni infatti che la Cina promette di assegnare le licenze 3G ‘al più presto’. L’ultimo annuncio diceva che la terza generazione avrebbe debuttato in tempo per le Olimpiadi di Pechino 2008.

C’è anche chi crede che – visto l’enorme sviluppo del mercato wireless cinese – il TD-SCDMA (accettato come standard 3G internazionale nel 2000) sarà un temibile concorrente per gli altri standard, anche se probabilmente, il largo uso del Gsm in Cina risulterà in una più ampia diffusione dello standard WCDMA.

Molti osservatori davano per certo l’annuncio dell’assegnazione delle licenze 3G in Cina nel corso del 3GSM di Barcellona, ma il China Pavilion ha in effetti ospitato solo qualche azienda minore e ha destato scarsa attenzione nel pubblico e negli addetti ai lavori.

Ancora prima di assegnare le licenze 3G, inoltre, la Cina è già passata alle sperimentazioni del 4G, lanciate nel distretto Changning di Shanghai, dopo un field trial condotto a ottobre 2006.

Secondo Lin Cheng, presidente per l’Europa del vendor cinese ZTE, “…il governo cinese vuole assicurarsi di scegliere lo standard giusto, visto che la tecnologia deve ancora essere migliorata”.

La Cina, come è noto, ha sviluppato un proprio standard – il TD-SCDMA – che dovrebbe competere con gli standard globali W-CDMA (wideband CDMA) e CDMA2000 EV-DO (evolution data optimized), utilizzati nel resto del mondo.

Il nuovo standard dovrà essere affidabile e garantire economie di scala per raggiungere il successo, ma è ancora troppo giovane e poco testato sul campo per essere esportato così che, quand’anche arriverà sul mercato cinese, sarà difficilmente apprezzato da coloro che si trovano a dover viaggiare all’estero.

Quando lo standard arriverà sul mercato, inoltre, alter tecnologie nuove e migliori – come il WiMax – saranno già state lanciate nella fase commerciale. Il TD-SCDMA, allora, sembrerà davvero “troppo piccolo, troppo tardi”.

Cina: 14 miliardi sms di auguri per il capodanno

Tuesday, February 20th, 2007

[adnkronos.com]Hong Kong, 20 feb. (Adnkronos/Dpa)- Saranno circa 14 miliardi gli sms di auguri che i cinesi si manderanno nel prossimo fine settimana, al culmine dei festeggiamenti per il Capodanno. La stima e’ del quotidiano di Hong Kong, South Morning China Post, e supera del 10% quella dell’anno scorso. Su un 1,3 miliardi di cinesi, sono 460 milioni i possessori di telefono cellulare. L’anno scorso sono stati mandati 429,9 miliardi di sms, con una media di 1,2 miliardi al giorno. Il capodanno, secondo il calendario lunare, e’ la festa piu’ sentita dai cinesi. Questo sara’ l’anno del maiale, l’ultimo del ciclo di 12 anni dello zodiaco cinese, considerato particolarmente fortunato.

Xm e Sirius si fondono, nasce il gigante della radio satellitare

Tuesday, February 20th, 2007

[finanzaonline.com] La radio satellitare stenta a sfondare persino negli Stati Uniti e così i due principali operatori del settore Xm Satellite Radio e Sirius decidono di allearsi. Un’operazione non di poco conto anche dal punto di vista finanziario. Il nuovo gruppo, in cui le due società avranno lo stesso numero di azioni, avrà infatti un valore di mercato di 13 miliardi di dollari, con un indebitamento netto complessivo di 1,6 miliardi.  Il matrimonio, da cui le due società prevedono sinergie di costo complessive tra i 3 e i 7 miliardi, porterà il totale degli utenti serviti a 14 milioni. Non è stato ancora ufficializzata la nuova denominazione che il gruppo assumerà.

Xm e Sirius sono stati i due primi operatori a offrire il servizio radio satellitare, offrendo servizi a pagamento per ascoltare centinaia di canali tematici in tutte le aree del mondo, senza però raggiungere i traguardi sperati, primo tra tutti far inserire i propri dispositivi nelle versioni di serie delle auto prodotte dalle case automobilistiche statunitensi. Nel tentativo di aumentare la propria popolarità Sirius nel 2004 ha messo sotto contratto per 500 milioni di dollari l’irriverente disk jockey Howard Stern, una delle voci più note dell’etere americano.

Secondo l’accordo gli azionisti Xm riceveranno 4,6 azioni Sirius per ogni azione posseduta. L’attuale ceo di Sirius, Mel Karmazin, diventerà l’amministratore delegato del nuovo gruppo, mentre il presidente di Xm, Gary Pasons, ne sarà il presidente. Le due società continueranno a trasmettere indipendentemente fino al perfezionamento della fusione che dovrà comunque superare l’esame della Federal Communications Commission e della divisione antitrust del Dipartimento di Giustizia. Solo lo scorso mese il presidente dell’Fcc, Kevin Martin, aveva dichiarato che le regole dell’agenzia avrebbero impedito un’operazione come quella annunciata, ad alto rischio di creare un monopolio. Dubbio è infatti l’effetto sulle tariffe applicate, finora oscillanti intorno ai 12,95 dollari al mese.

Il mercato non ha potuto finora esprimersi sul merger. Wall Street era infatti chiusa ieri per la festività del Presidents Day. Le azioni della controllata canadese di Xm, Canadian Satellite Radio Holdings, hanno però chiuso con un rialzo di circa il 27%. La valutazione implicita nello scambio azionario prevede infatti un premio di circa il 22% per gli azionisti Xm rispetto alla chiusura di venerdì, quando il titolo aveva terminato a 13,98 dollari.

Lanciati 5 satelliti Usa per studiare tempeste elettromagnetiche

Tuesday, February 20th, 2007

[reuters.it] CAPE CANAVERAL, Usa (Reuters) - Cinque satelliti sono stati lanciati ieri nello spazio dalla Florida su un razzo Delta senza equipaggio a bordo. I satelliti dovranno studiare le tempeste elettromagnetiche, l’aspetto misterioso del fenomeno che causa le affascinanti aurore.

La missione del costo di 200 milioni di dollari si prevede aiuterà gli scienziati a sviluppare migliori tecniche di previsioni delle tempeste solari potenzialmente pericolose, che possono mettere fuori combattimento reti elettriche, satelliti per la navigazione e di altro tipo, oltre che costringere le linee aeree ad abbandonare le rotte polari a causa della perdita di contatti radio.

I satelliti sono stati portati in orbita da un missile Delta 2 costruito dalla Boeing, partito dalla base di Cape Canaveral in Florida.

Phishing, il pericolo arriva dagli sms

Tuesday, February 20th, 2007

[miaeconomia.com]Nuovo capitlo sul Phishing, definito come l’ultima frontiera delle frodi telematiche che consente di rubare i dati personali di un utente, come le chiavi di accesso al servizio di home banking o il numero di carta di credito.
Quasi un migliaio di possessori di carte di credito CartaSì sono stati infatti abilmente raggirati. Ma invece delle solite e-mail truffe, i poveri malcapitati hanno ricevuto un messaggino sul cellulare in cui si chiedevano i dati personali.

La mente della truffa è un giovane di Varese che con un semplice stratagemma è riuscito a impossessarsi dei dati bancari ed a usarli in maniera fraudolenta.

Il raggiro, in particolare, resta invariato ma si concretizza con l’invio di sms, apparentemente provenienti da una banca o da una società emittente carte di credito che invitano il destinatario a chiamare un altrettanto falso numero verde. Il testo del messaggio era più o meno il seguente: “Attenzione, chiami il numero xxxxxxx di Servizi Interbancari per verificare la transazione della sua carta di credito al fine di evitarne usi fraudolenti”. Così una volta contattato il numero, rispondeva una voce preregistrata che chiedeva al cliente di fornire le proprie informazioni riservate. E così i dati finivano nella mani dell’hacker che riceveva gratuitamente e con poco sforzo la chiave per entrare nella banca on line o nel servizio di commercio con carta di credito.

Ben 870 gli sms inviati in meno di un anno secondo la Polizia Postale e delle Comunicazioni. Numeri di telefono che, forse, il ragazzo di Varese ha messo insieme mentre lavorava in un’agenzia di viaggi. Naturalmente quando i legittimi proprietari delle carte truffate si accorgevano delle voci strane sul proprio estratto conto si affrettavano anche a segnalare la vicenda a CartaSì per bloccare la carta. Ma la truffa nel frattempo era già stata consumata.

Il giovane è stato scoperto e indagato.

Cuba e la revolucion del software libero

Tuesday, February 20th, 2007

[lastampa.i]Comunismo contro imperialismo 2.0. Il governo cubano ha deciso di proseguire il suo duello con gli Stati Uniti anche sul versante tecnologico, eliminando il sistema operativo Windows dai computer degli uffici statali e puntando su Linux e sul software libero.

La decisione è stata resa nota al termine della dodicesima confererenza Informatica, svoltasi la scorsa settimana a L’Avana e culminata nell’intervento del guru del free software Richard Stallman. Adottando Linux, Cuba segue l’esempio di altri stati, come il Venezuela del presidente Chavez (uno dei più grandi amici pubblici di Fidel Castro), il Brasile di Lula e la Norvegia.

Nel caso dell’isola caraibica, ovviamente la scelta si riveste di significati ideologici, peraltro sottolineati nel discorso d’apertura della conferenza dal ministro delle comunicazioni Ramiro Valdés Menéndez. Nel testo, disponibile integralmente online, Valdés fa più volte riferimento alla collaborazione tra l’industria informatica e i servizi segreti americani, ricordando anche una dichiarazione di Bill Gates secondo cui “i sostenitori del software aperto sono i nuovi comunisti”. Un pensiero che è stato preso alla lettera.

Il settore dell’Information technology a Cuba viaggia ancora molto a rilento, sia per ragioni esterne che interne. A causa dell’embargo americano, oggi l’isola trova molti problemi nell’approvvigionamento di pc e software ed è collegata al resto del mondo con Internet soltanto via satellite (nonostante, come ha ricordato Valdés, alcune dorsali a fibra ottica usate per i collegamenti internazionali giacciano sul fondo del mare a pochi chilometri dalle coste cubane).

Allo stesso tempo, lo stato di L’Avana viene considerato da Reporters Sans Frontières come uno dei tredici paesi “nemici di Internet“, a causa del divieto ai cittadini di connettersi alla Rete attraverso computer privati e delle rigide norme che limitano la libertà d’espressione online.

Windows Vista vende meno di XP

Tuesday, February 20th, 2007

[punto-informatico.it]Steve Ballmer ha voluto moderare l’entusiasmo con cui molti analisti finanziari hanno accolto il lancio consumer di Vista. Svelati inoltre nuovi dettagli dell’accordo con Novell

Redmond (USA) - Le previsioni degli analisti sui profitti derivanti dalla vendita di Windows Vista nell’anno fiscale 2008 sono “troppo aggressive”. È con queste parole che pochi giorni fa il CEO di Microsoft, Steve Ballmer, ha voluto correggere quanto dichiarato da molti analisti.

Ballmer ha spiegato che sebbene il lancio di Vista abbia fatto schizzare la vendità di PC a stelle e strisce di oltre il 170%, durante le prime due settimane di lancio il nuovo sistema operativo ha venduto meno copie di quanto abbia fatto a suo tempo Windows XP.

Secondo uno studio pubblicato da NPD Group, le copie retail di Windows Vista vendute ad una settimana dal debutto sono state quasi il 60% in meno rispetto a quelle di Windows XP, generando solo i due terzi dei profitti di quest’ultimo. NPD sottolinea poi come il prezzo medio di Vista sia di circa il 65% più elevato di quello di XP, e che il 30% delle edizioni di Vista finora vendute sono rappresentate dalla Ultimate (il cui costo integrale, in Italia, è di 600 euro).

NPD ha infine aggiunto che l’attuale impennata nella vendita dei PC è solo un fuoco di paglia: i numeri sarebbero infatti ampiamente gonfiati dal fatto che molte persone hanno atteso l’uscita di Vista per cambiare computer, ma sul medio periodo non si prevede un grosso aumento del tasso medio di crescita del mercato PC.

La presentazione di questi dati è stata seguita, verso la fine della scorsa settimana, da una sensibile flessione del valore azionario di Microsoft.

Ballmer ha anche parlato delle previsioni di spesa per il prossimo anno ed ha elencato le aree di attività in cui nei prossimi quattro anni Microsoft prevede di registrare crescite di un certo rilievo.

Lo scorso venerdì CRN.com ha pubblicato i risultati di un sondaggio effettuato tra vari solution provider americani che ha portato alla luce i dieci problemi di Vista e Office 2007 più lamentati dalle aziende: tra questi si trovano mancanza o scarsa qualità dei driver, invasività di certe funzionalità di sicurezza e poca familiarità degli utenti con la nuova interfaccia di Office.

Microsoft ha detto di non voler rilasciare ancora alcuna informazione ufficiale in merito alle prossime versioni di Windows e Office. Pare ormai assodato, comunque, che i nomi in codice saranno rispettivamente Windows 7 (che apparentemente si riferisce alla generazione del kernel NT) e Office 14 (il numero 13 è stato saltato per motivi scaramantici). Alcune nuovi indiscrezioni su tali prodotti vengono riportate in questo articolo di BetaNews.com.

La scorsa settimana Microsoft e Novell hanno svelato nuovi dettagli sull’accordo di collaborazione tecnica firmato lo scorso novembre. Le due aziende hanno ribadito il proprio impegno nello sviluppo di tecnologie che le permettano di migliorare l’interoperabilità tra Windows e Linux in quattro aree: virtualizzazione, Web service per la gestione di server reali e virtuali, interoperabilità tra directory e sistemi di identity e compatibilità dei formati documentali.

Per quanto riguarda la virtualizzazione, le due partner hanno spiegato di essere al lavoro su una soluzione che permetterà il consolidamento di server in data center basati su piattaforme eterogenee. Questo sforzo congiunto si concretizzerà nello sviluppo di una tecnologia che consentirà ai clienti di effettuare quanto segue:

- ospitare SUSE Linux Enterprise Server 10 di Novell come istanza virtualizzata di una release di Virtual Server 2005 R2, disponibile nella prima metà del 2007 attraverso un service pack;

- ospitare SUSE Linux Enterprise Server 10 come istanza virtuale esplicita (enlightened guest) di Windows Server Longhorn grazie al supporto, da parte del primo, della tecnologia di virtualizzazione di Longhorn: tale supporto sarà disponibile entro 180 giorni dal rilascio del nuovo Windows Server, prevista per la seconda metà del 2007;

- ospitare Windows Server Longhorn come istanza paravirtualizzata di SUSE Linux Enterprise Server 10, utilizzando la tecnologia di virtualizzazione open source Xen.

Microsoft e Novell stanno anche collaborando su soluzioni per i web service basate su standard quali Web Services for Management (WS-Management), che supporta l’iniziativa denominata Distributed Management Task Force (DMTF) per rendere disponibili risorse di gestione attraverso un insieme di protocolli Web Service. A tal proposito, Novell sta collaborando con la comunità open source per sviluppare un’implementazione open source delle specifiche WS-Management. Novell ZENworks Orchestrator e Microsoft System Center Operations Manager 2007 incorporeranno WS-Management entro l’anno.

L’interoperabilità tra Windows e SUSE Linux sarà raggiunta anche a livello di directory e identity, questo utilizzando protocolli basati su standard e “progettati - si legge in un comunicato - per migliorare sensibilmente il controllo degli accessi a risorse IT gestite sia con Novell eDirectory che con Microsoft Active Directory”.

Sul fronte dei formati di documenti, Novell sta cooperando con Microsoft e altri soggetti a un progetto open source che prevede la creazione di un convertitore bidirezionale per testi, fogli di calcolo e presentazioni tra il formato OpenDocument (ODF), supportato in primis da OpenOffice, e Open XML, il formato di file predefinito di Office 2007.

Lo scorso 2 febbraio Microsoft ha annunciato la disponibilità di Open XML/ODF Translator per Office 2007/2003/XP. Entro la fine di febbraio Novell rilascerà un Open XML/ODF Translator per l’edizione Novell di OpenOffice.org. Sia Novell che Microsoft hanno espresso la volontà di estendere il supporto del convertitore ai fogli di calcolo e alle presentazioni”.

“La maggior parte dei nostri clienti dispone di ambienti eterogenei, da noi definiti mixed source, e desidera che i propri fornitori di piattaforme si assumano la responsabilità di favorire il dialogo tra i sistemi”, ha dichiarato Jeff Jaffe, executive vice president e CTO di Novell. “È in questo che consiste il nostro accordo di collaborazione tecnica con Microsoft. Stiamo lavorando insieme per offrire vera interoperabilità tra Windows Server e SUSE Linux Enterprise Server e insieme garantire gli investimenti dei comuni clienti sui reciproci prodotti”.

Il CEO di Novell, Ron Hovespian, ha poi ribadito che l’accordo con Microsoft non impedisce alla propria azienda di continuare a competere con quest’ultima in modo diretto, attaccando Windows Vista con tutte le armi in suo possesso.