Wind, l´anno del rilancio inizia con il quadruple play

[repubblica.it]E´ arrivato l´utile, calano i debiti e crescono ricavi e utenti. Ora punta sulle nuove tecnologie: lancia l´Iptv e porta in Italia il sistema giapponese per pagare via cellulare

(Roma) Rilancio di Wind su tutti i fronti: mobile, fisso ed Internet, primi utili nella storia della società con conseguente forte riduzione dell´indebitamento e poi ricavi, ebitda e clienti in crescita. Quello appena concluso è stato il primo anno della nuova gestione della società guidata da Naguib Sawiris nelle vesti di presidente e da Paolo Dal Pino in qualità di amministratore delegato, che stanno ora iniziando a preparare i numeri consuntivi del bilancio 2006. Troppo presto per fare cifre, ma la valutazione sui risultati raggiunti nei dodici mesi appena passati conferma un segno positivo.
Un quadro che consente alla società di mettere in cantiere una serie di nuove iniziative che verranno via via lanciate sul mercato nel corso dei prossimi dodici mesi e che riportano Wind in una posizione di primo piano sul fronte delle tecnologie e dei nuovi servizi a valore aggiunto. Si parte con l´Iptv, in rampa di lancio già nelle prossime settimane per arrivare, verso la fine dell´anno, ad un sistema che permetterà agli utenti di fare acquisti e pagamenti usando direttamente il cellulare. Si potrà insomma andare a fare la spesa pagando con il telefonino invece che con la carta di credito.
«Vuol dire che la strategia che abbiamo scelto, ha funzionato - è il primo commento di Paolo Dal Pino - Tanto più considerando che i risultati sono stati ottenuti in controtendenza rispetto ai vari rallentamenti della crescita registrati nel settore delle telecomunicazioni, dovuti sia alla saturazione del mercato mobile e sia ai tagli delle tariffe di terminazione».
Dove vi siete focalizzati? Quali sono gli aspetti che vi hanno consentito il rilancio?
«La definirei così: una strategia, precisa, che punta sulla semplicità e sulla chiarezza delle offerte e che, in sostanza, cerca di focalizzarsi sulle esigenze dei clienti. Quelle effettive».
Che cosa intende esattamente?
«E´ chiaro che stiamo parlando di un mercato di massa e delle sue grandi medie, non certo di quella minoranza di utenti smaliziati o di tecnofan. Vorrei ricordare che, grazie alla nostra semplicità e alla costante attenzione rivolta alle esigenze del cliente, Wind recentemente ha raggiunto una serie di ulteriori importanti risultati: la leadership nella ‘Customers Satisfaction´, rilevata da specifiche indagini condotte da Eurisko sul mercato residenziale. Nello specifico Wind è in testa alle classifiche in termini di soddisfazione generale e di fiducia, di prezzi e di offerta, e risulta essere una realtà “molto vicina ai bisogni dei clienti”. Wind è, inoltre, ai vertici delle speciali classifiche di “gradimento” della pubblicità».
Avete risolto i problemi relativi alla copertura della vostra rete mobile?
«Abbiamo attuato ingenti investimenti nella rete che hanno consentito a Wind un grado di copertura pari a quello di Tim e di Vodafone».
Questo per quanto riguarda la strada percorsa finora. Ora ci sono però dodici mesi davanti in cui metterete al vaglio del mercato una serie di nuove iniziative, sia per quanto riguarda la rete fissa, quella mobile e per Internet.
«Sì, a breve lanceremo la nostra IpTv, per cui stiamo già chiudendo accordi sui contenuti. Nella seconda parte dell´anno, sempre nell´ottica di proporre servizi utili ai clienti, sarà la volta di un sistema di pagamento via cellulare su tecnologia Felica. Nel web il nostro portale Libero, sempre più trait-d´union tra fisso e mobile, si arricchirà di nuove iniziative di “social networking”, le cosiddette comunità di utenti on-line, sulla scia del successo riscosso da Libero Video».
Il sistema per fare acquisti pagando con il telefonino è una novità in Italia. Se ne parla da tempo ma finora si è visto poco. Come lo realizzerete?
«Si tratta di un sistema abbastanza articolato, metterà in gioco molti attori e dispiegherà tutte le sue potenzialità poco alla volta fino a consentire di fare la spesa al supermercato pagando con il proprio telefonino. E Wind lo lancia grazie al sistema I-Mode, che si basa sulla tecnologia e il know how già sperimentati in Giappone dalla Ntt Docomo».
Sarete voi direttamente a gestire le transazioni?
«Il servizio funzionerà secondo la logica di tutto il mondo I-Mode: lasciando l´iniziativa ai fornitori di contenuti. In sintesi, noi ci limiteremo, come sempre, ad essere carriers. Ci sarà un fornitore di contenuti che avrà il compito scegliere la piattaforma tecnologica che gestirà i pagamenti e che stringerà accordi da una parte con il sistema delle carte di credito e, dall´altra, con quanti dovranno ricevere i pagamenti su degli appositi lettori, come in tutti gli altri Pos».
Ma come funzionerà, nella pratica?
«Come oggi quando si paga con un bancomat o con una carta di credito. Si arriva alla cassa e si fa passare la carta nel lettore del Pos. Solo che anziché prendere dal portafogli la carta, si appoggerà il cellulare sopra il lettore, poi il display del cellulare chiederà di digitare il proprio codice di sicurezza, come con il bancomat, e ogni utente lo farà sulla tastiera del suo telefonino. O magari, se è molto fiducioso, potrà tenerlo memorizzato nel cellulare e non avrà neanche bisogno di questo passaggio».
In Giappone è partito offrendo agli utenti la possibilità di pagare con il cellulare i biglietti dei treni o della metropolitana. Farete lo stesso anche qui in Italia?
«Sì, ma penso anche a soggetti che ricevono molti pagamenti. Stiamo trattando con le Poste o con il circuito delle tabaccherie, ma penso anche alle maggiori catene della grande distribuzione. Ma la nostra valutazione è che all´inizio sarà un´attività di nicchia».
E per quanto riguarda invece la strategia sulla rete fissa?
«Procediamo nello stesso modo. Intanto abbiamo raggiunto buoni risultati. Nel corso dell´anno abbiamo prima strutturato la rete in Ull (in unbundling. ndr) e poi continuato a crescere. Adesso Infostrada ha raggiunto il milione di utenti in accesso diretto. Abbiamo cioè un milione di famiglie in unbundlilng, che non pagano più il canone a Telecom e di cui gestiamo direttamente la linea telefonica. I nostri utenti a banda larga, connessi in Adsl sono ora 700 mila, con un aumento del 42%. E questa è una base che ci consente di iniziare a lavorare su livelli di offerta più complessa».
Cioè?
«Nelle prossime settimane partiranno dei pacchetti integrati di triple e quadruple play: offerte di voce su rete fissa, Internet, tv e mobile».
Sulla rete fissa sembrate meno prudenti che sul mobile.
«No, è sempre la stessa visione. Cresce la domanda di nuovi servizi legati alla banda larga fissa e noi ci siamo. Pensiamo di avere ancora dei margini. Però è certo che dovremo puntare di più sui nuovi servizi. E infatti lo stiamo facendo. La convergenza fra il fisso e il mobile è importante, ma ciò che per noi ha maggior peso, in questo momento, è la convergenza voce-Internet, che è alla base della nostra strategia. Si inquadra in quest´ottica il recente accordo da 80 milioni di euro siglato con Alcatel proprio per la copertura sul territorio e fornire servizi avanzati di triple-quadruple play sulla rete Infostrada».
Ma sulla tv mobile non avete novità?
«No, lì no. Per adesso mi sembra un settore in cui di certo ci sono soltanto i costi per acquisire frequenze e costruire reti».

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