Archive for December, 2006

Singhiozzi ADSL, basta migrare a OpenDNS?

Tuesday, December 19th, 2006

[punto-informatico.it] Lo sostengono i molti che hanno risolto i propri problemi di connettività modificando gli indirizzi dei server DNS. Ma gli addetti ai lavori avvertono: la rete italiana soffre di più profondi problemi strutturali.

Roma - Tra le molte segnalazioni che continuano ad arrivare dagli utenti sulle difficoltà di navigazione, arrivano anche email che spiegano come sono state risolte, in particolare modificando nei parametri della connessione gli indirizzi dei server DNS. Grazie al passa parola in rete molti hanno optato per le soluzioni diOpenDNS.

Attivo dal mese di luglio, propone un servizio di Domain Name System che, a fronte di un po’ di pubblicità, promette velocità, sicurezza e un minor rischio di errori nella battitura degli indirizzi web. In un recente post nel suo blog, OpenDNS dà il benvenuto agli utenti che ne hanno scelto la soluzione e che, allo stesso post, rispondono con commenti entusiastici.

Le ragioni per cui questa “migrazione” può funzionare si trovano forse nelle parole di Telecom Italia raccolte la scorsa settimana da Punto Informatico: Telecom identificava la causa di questi problemi di connessione nella “notevole diffusione di software malevolo di tipo spyware o adware il cui effetto si manifesta nella possibile difficoltà di connessione e nel saltuario sovraccarico dei sistemi DNS dei vari Internet Service Provider”. Ai più appare quindi verosimile che la “migrazione” dell’utenza verso impostazioni differenti di server DNS, possa aver risolto i problemi di “sovraccarico dei sistemi DNS dei vari ISP” menzionati da Telecom.

Problema risolto, dunque? Non sembra detta l’ultima parola: nonostante i festeggiamenti di molti utenti, non manca chi manifesta, dati alla mano, il proprio scetticismo sul fatto che questa soluzione sia risolutiva. La causa dell’inconveniente, sostengono molti, risiederebbe in un’estrema saturazione del backbone ATM, su cui viaggiano le ADSL “entry level” di Telecom e degli operatori alternativi.

Ai dubbi già manifestati da Stefano Quintarelli di AIIP, che in settembre aveva dato conto di alcune avvisaglie sul degrado prestazionale delle dorsali offerte da Telecom sul mercato wholesale, fanno eco le perplessità di Gigi Tagliapietra, presidente Clusit (Associazione Italiana per la Sicurezza Informatica), che esprime la convinzione che “le difficoltà pesanti che la rete sta incontrando non sono in parte imputabili al worm ma piuttosto a una fragilità intrinseca della rete italiana dovuta anche al sovraccarico di traffico a cui è sottoposta, non controbilanciato da investimenti adeguati per il potenziamento”.

“È come un organismo - continua Tagliapietra - che, debilitato da scarsa alimentazione, si trovi in seria difficoltà per un attacco di influenza che, se l’organismo fosse sano, non causerebbe problemi particolarmente gravi. Se penso poi che in questo contesto strutturale, Telecom sta spingendo come non mai per aumentare il numero dei clienti (…) c’è da domandarsi se quella politica così poco lungimirante stia già dando i suoi effetti più negativi. Sempre che non ci sia qualche altro problema tecnico che l’attacco ai DNS innesca come concausa”.

Il problema mostra quindi svariate sfaccettature, ed è di non facile identificazione. La questione, di conseguenza, sembra tutt’altro che chiusa.

Wii, maxi-richiamo da Nintendo

Tuesday, December 19th, 2006

[tgcom.it] Brutte notizie da Nintendo. Il colosso giapponese ha infatti annunciato a Tokyo un richiamo di massa per 3,2 milioni di lacci di sicurezza impiegati nel controller della nuova console “Wii”. I problemi legati all’innovativo comando wireless erano già emersi pochi giorni dopo il lancio del nuovo gioiello hi-tech e online era apparso anche un sito Internet che raccoglieva un’esilarante raccolta degli inconvenienti più bizzarri capitati agli utenti Wii durante il gioco.

Nel dettaglio, stando alle testimonianze di molti player, il laccio di sicurezza del sistema di comando, sviluppato appositamente per evitare che il controller senza fili sfugga di mano, non sarebbe sufficientemente resistente e avrebbe causato diversi guai.

A detta degli utenti, la conseguenza più frequente per la rottura del laccio è stata il danneggiamento parziale o totale dello schermo dei televisori a cui è connessa la console, ma in alcuni casi il controller sfuggito di mano ha colpito anche delle persone ferendole.

Ma le cattive notizie per Nintendo non sono finite qui. Contemporaneamente al maxi-richiamo di Wii, infatti, il gigante nipponico ha annunciato un ulteriore richiamo per la console portatile DS e la sostituzione di circa 200.000 adattatori commercializzati sul mercato giapponese.

La ricerca dei brevetti è made in Google

Tuesday, December 19th, 2006

[panorama.it] Limitato - per ora - agli Usa, il nuovo servizio di ricerche di Google permette di esplorare oltre duecento anni di opere dell’ingegno

Non si ferma di certo al Web o ai libri la mission di Google di “organizzare le informazioni a livello mondiale e renderle universalmente accessibili e fruibili”. Il nuovo passo di BigG è Patent Search, un motore di ricerca dedicato a tutti i brevetti depositati presso United States Patent and Trademark Office (USPTO).

Due secoli di scoperte - molte delle quali hanno cambiato il corso della storia e della ricerca scientifica - possono ora essere consultate con le stesse funzionalità offerte da Book Search: quindi, ricerca per parole chiave, inventore, date, argomento. Ma a rendere Patent Search interessante è soprattutto la possibilità di entrare dentro i risultati e così leggere l’abstract, visualizzare le immagini, scorrere le pagine, ingrandirle, lanciare query all’interno dei documenti. Come per Google Book, presto dovrebbero essere implementate anche le funzionalità di stampa e download in locale dei risultati.
Uno strumento prezioso, quindi, per chiunque appartenga alla comunità scientifica, ma anche per semplici curiosi. Al momento sono presenti “solo” i 7 milioni di brevetti registrati negli Stati Uniti, ma Google intende andare avanti e stringere accordi con i governi di altri Paesi per espandere il più possibile la copertura.

Istat: web poco diffuso, ma sempre più usato

Tuesday, December 19th, 2006

[corriere.it] Rapporto sulle tecnologie dell’informazione: rete Internet diffusa solo nel 40% delle case ma acquisti on line crescono del 20%

ROMA - La rete Internet è ancora poco diffusa in Italia, ma sempre più utilizzata da chi può accedervi, anche se ancora poco capita da commericanti e imprese. E’ il doppio volto del web come emerge dalla ricerca dell’Istat sulle tecnologie dell’informazione e della comunicazione utilizzate dalle famiglie e dalle imprese, ricerca effettuata nel febbraio 2006.
RITARDO - Italia in ritardo nell’Ue dei 25 per il possesso di internet in casa: il nostro paese si colloca al 40% rispetto da una media del 52%. Nella classifica europea si trova al quindicesimo posto. In testa alla classifica europea ci sono Olanda (80%), Danimarca (79%), Svezia (77%); in coda Grecia (23%), Slovacchia (27%), Ungheria (32%). L’Italia si colloca quindi circa alla metà dai primi paesi. Vicini a noi troviamo la Francia (41%), la Spagna (39%), il Portogallo (35%). L’Istat ha rilevato che la principale motivazione all’origine dello scarso accesso ad internet nelle case è soprattutto che manca il pc nelle famiglie (53,9%) e che non si accede al web dalle abitazioni (64,4%). Tra i motivi di chi non naviga in rete, c’è il disinteresse (39,6%), la mancanza di capacità (31,9%). Si attestano intorno al 2% le motivazioni come la disabilità fisica, la privacy e la pericolosità dei contenuti di internet. Per l’Istat il mancato accesso alla rete è di natura socioculturale piuttosto che economico in quanto la maggior parte delle famiglie «non percepisce l’utilità di questo strumento o non si ritiene in grado di utilizzarlo».
USO DEL WEB - Chi però possiede un accesso alla rete lo usa sempre più spesso. Cresce infatti l’amore delle famiglie italiane per l’acquisto online. Nell’ultimo anno quasi 3 milioni di italiani che usano la rete hanno fatto acquisti attraverso Internet (20,6%); lo scorso anno erano stati 2.647.000 (15,2%). In genere, dai 6 anni in su, il 25,7% delle persone - nel complesso 4.830.000 persone - hanno comprato merci e servizi per uso privato. Per lo più gli acquisti on line riguardano viaggi e soggiorni (35,8%); seguono libri, giornali (28,7%); film e musica (23,5%); biglietti per spettacoli (18,4). A ricorrere di più all’e-commerce sono gli uomini (24,8% contro il 15,4% delle donne), i giovani fra i 25 e 34 anni (27,3%), i cittadini del centro nord rispetto al sud (42,6% contro 21%).
COMMERCIO ON-LINE - Nonostante l’incremento degli acquisti elettronici le imprese italiane non amano il commercio on line: l’Italia è, infatti, al penultimo posto sia per gli acquisti sia per le vendite tramite internet all’interno dell’Unione Europea. Nonostante questo, il livello di utilizzo della rete fra le aziende italiane è pari al 93%, poco al di sotto quindi della media comunitaria pari al 94%.
Per quanto riguarda il commercio elettronico, per il quale i dati sono relativi al 2005, l’Istat segnala che il fenomeno «stenta a decollare a livello di tutti i paesi dell’Unione Europea e, in generale, le imprese sono più portate ad acquistare che a vendere on line. L’Italia è penultima sia negli acquisti che nelle vendite on line», con il 10% che compra in rete ed il 3% che vende. «Al pari della diffusione di Internet, quasi tutte le imprese - precisa l’Istat - si dotano di qualche strumento di sicurezza per evitare o ridurre i rischi derivanti dall’intrusione dall’esterno di virus ed altri attacchi informatici. L’Italia è in linea con la media europea». In Italia il 93% usa almeno uno strumento di sicurezza, a fronte del 92% della media europea.
E-GOVERNMENT - Il rapporto Istat evidenzia però come l’Italia sia ai primi posti in Europa per quanto riguarda l’e-government, l’accesso ai servizi della Pubblica amministrazione tramite internet. L’uso di internet per relazionarsi con la Pubblica amministrazione è infatti abbastanza diffuso. Infatti, il 37,4% degli utenti di Internet usa il web per ottenere informazioni dalla Pubblica amministrazione, il 26,8% per scaricare moduli da siti della Pubblica amministrazione e il 12,6% per spedire moduli compilati della Pubblica amministrazione. Dal punto di vista generazionale sono soprattutto gli adulti tra i 25 e i 64 anni ad utilizzare di più Internet per cercare informazioni e per scaricare moduli della Pubblica amministrazione.
BENI TECNOLOGICI - In Italia i beni tecnologici più diffusi sono la televisione, presente nel 93,9% delle famiglie e il cellulare (82,3%). Seguono il videoregistratore (63%), il lettore Dvd (50,7%), il personal computer (46,1%), l’accesso ad Internet (35,6%). L’Istat fotografa così la disponibilitá presso le famiglie delle nuove tecnologie. Il televisore è uno dei beni che è stato interessato dalle maggiori trasformazioni. L’87,8% delle famiglie possiede ancora il televisore analogico di tipo tradizionale, mentre il 5,2% delle famiglie possiede un televisore digitale. Il 25% delle famiglie possiede un’antenna parabolica, il 15,2% il decoder digitale terrestre mentre è ancora bassa (3,9%) la quota di famiglie che possiede la TV via cavo. Rispetto al 2005 aumenta soprattutto il possesso del cellulare (dall’80,8% all’82,3%) e del personal computer (dal 43,9% al 46,1%). L’accesso ad Internet è piuttosto stabile (dal 34,5% al 35,6%) ma migliora la qualitá della connessione usata per accedere ad Internet da casa: diminuisce, infatti, la quota di connessioni a banda stretta (modem su linea telefonica tradizionale o linea telefonica Isdn) che passa dal 21,6% al 18,7% e aumenta, invece, la quota di famiglie con connessione a banda larga (linea telefonica ADSL o altro tipo di connessione a banda larga) che passa dall’11,6% al 14,4%.