Italia, regno della tv ma il Web piace di più

[corriere.it] Il 72% della popolazione vede solo e unicamente programmi sul piccolo schermo ma internet è il mezzo che soddisfa maggiormente

ROMA - L’Italia è ancora un paese di “teledipendenti”, dove l’uso degli altri media, rispetto alla tv tradizionale, non si può definire propriamente di massa, a esclusione del telefonino, l’unico mezzo in grado di competere con il piccolo schermo dal momento che viene usato dal 79% della popolazione sopra i 14 anni. Il mezzo che suscita però maggiore soddisfazione è Internet. È questo l’identikit delle preferenze mediatiche degli italiani che, nel contesto europeo disegnato dal sesto rapporto sulla comunicazione Censis-Ucsi (Unione cattolica stampa italiana). mostra un paese dove la trasformazione del modello televisivo procede più lentamente che negli altri paesi dell’Unione.
INTERNET - Per quanto attiene il grado di soddisfazione quella più alta assegnata a Internet (75% delle persone), poi i libri (64%), i quotidiani (54%), la radio (53%), il teletext (48%) e solo all’ultimo posto la TV (42%). Per «approfondire» si usano: la televisione (73%), i quotidiani (43%) i libri (36%), Internet (32%), la radio (28%), e i settimanali (23%). La graduatoria della massima soddisfazione è invece: internet (76%), i libri (72%), la radio e i quotidiani (52%), la televisione e i settimanali (48%).
IL 72% VEDE SOLO TV TRADIZIONALE - Non soddisfa ma la si guarda: in Italia il 72% della popolazione vede solo e unicamente programmi della tv tradizionale (sistema analogico terrestre) a fronte del 65% della Spagna e della Francia, del 50% della Germania e del 31% della Gran Bretagna, afferma il rapporto presentato presso la sala del Cenacolo della Camera. Viceversa negli altri paesi sotto esame il cellulare telefonico scende sempre al quinto posto tra i media con percentuali sotto il 50%, tranne che in Spagna dove figura al secondo posto con il 78%. Ma solo in lieve vantaggio rispetto alla radio (73%) e ai quotidiani (68%).
ITALIA IN RITARDO - Anche Internet in Italia non è ancora un mezzo di massa. Insomma, secondo il Rapporto 2006 «l’Italia corre, ma gli altri sono già molto lontani». Il «notevole incremento» che negli ultimi anni si è registrato in Italia rispetto alla capacità di accostarsi ad un maggior numero di media per assolvere alle necessitá informative e comunicative «non ci ha ancora collocato su di un piano analogo a quello dei grandi Paesi europei». E il rischio - ammonisce il Rapporto - è che «pur muovendoci velocemente, le distanze possono ancora aumentare».
PAESE TELEDIPENDENTE - L’Italia appare “teledipendente”, non tanto per l’estensione del pubblico televisivo, quanto per la limitazione riscontrata nel pubblico degli altri media. In Gran Bretagna, ad esempio, il pubblico della tv tradizionale è superiore a quello italiano (99,9% contro, 93,9%), però la radio figura all’80,1% contro il 63,5% dell’Italia; i quotidiani nel Regno Unito sono diffusi al 77,9% contro il 59,1% dell’Italia; i libri al 75% (al 55,3% nel nostro Paese); internet al 61,4% contro il 37,6% dell’Italia. È la Francia ad avere il profilo più simile a quello del nostro Paese. Escludendo la tv tradizionale, che oltralpe si ferma all’82,7%, e la radio all’80% contro il nostro 63,5%, per tutti gli altri media i dati francesi non si discostano molto da quelli italiani. Per quanto attiene i libri in Gran Bretagna e in Germania il pubblico dei lettori comprende circa i tre quarti della popolazione, in Francia e Spagna la percentuale è di circa due terzi, mentre in Italia si riesce appena a superare la soglia della metá della popolazione che ha letto almeno un libro nell’ultimo anno.

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