[pcpiufacile.it] E’ il primo ‘Forum mondiale sul governo di Internet’ (Fgi) e i lavori si sono aperti a Vouliagmeni, una località a 30 kilometri da Atene, in Grecia. Per molti un appuntamento storico per la rete, sia per il numero di partecipanti sia per i temi all’ordine del giorno. Ma il forum è uno spazio di confronto e discussione, non saranno prese decisioni finali
L’apputamento ’storico’, il Forum mondiale sul governo di Internet, è cominciato ieri in una località a 30 kilometri da Atene. Patrocinato dalle Nazioni Unite, riunisce i rappresentanti di 90 paesi, di aziende che operano in rete come Yahoo!, Google e Microsoft, di istituti internazionali come l’Ue, l’Ocse e il Consiglio d’Europa e di organizzazioni in difesa dei diritti umani, come Amnesty International. All’ordine del giorno temi molto importanti, come il cybercrime, la lotta allo spam, la libertà di espressione in Rete, l’accesso libero a Internet. E per la prima volta le milleduecento persone che per quattro giorni parteciperanno all’Fgi, provenienti dal settore privato e da quello pubblico, si parleranno su un piano di parità.
Lo scorso anno si tenne l’ultimo Vertice mondiale sulla società dell’infromazione, a Tunisi. Ma le aziende private non erano poste sullo stesso piano delle istituzioni internazionali. E per quanto possa sembrare strano, quando si parla di Internet alcune aziende, come Google, sembrano molto più titolate a parlare di qualche istituzione internazionale il cui interesse per Internet spesso è meramente superficiale. Ieri il premier greco, Kostas Karamanlis, ha aperto i lavori dicendosi orgoglios che il primo tentativo di rendere la rete accessibile a tutti si svolga proprio in Grecia. E ha aggiunto che Internet è una delle sfide più importanti dei nostri tempi.
Difficile dar torto a Karamanlis. Intorno a Internet ruotano tanti interessi e diverse problematiche che un tempo erano tipiche della società “tradizionale” ma che su Internet si sono rivelati altrettanto difficili da gestire. La libertà d’espressione, per esempio, la censura, o il diritto di accesso alla Rete. I lavori del Forum per questo motivo sono stati divisi in otto temi che riguardano il ‘Carattere aperto’ di Internet, la sicurezza, la diversità e l’accessibilità alla rete. Eppure il Forum non è un organismo decisionale. Questa sua tipicità è stata sottolineata da molti dei partecipanti: è uno “spazio di dialogo” sul tema della governabilità di Internet, e di conseguenza non ci sarà alcuna discussione per arrivare a una conclusione finale.
Simili “spazi di dialogo” di norma non portano a nulla di concreto. E devono tanta partecipazione proprio al fatto che, in definitiva, non si prendono decisioni e dunque non si rischia nulla a partecipare. Tuttavia è un fatto importante. La Internet Governance, la governabilità di Internet, è da diversi anni un vero e proprio problema internazionale il cui cardine è la questione dei Dns (Domain Name System, ovvero sistema di amministrazione dei nomi). E’ grazie ai Dns che la rete funziona, perché questi server sono in grado di trasformare gli indirizzi Ip numerici in ‘nomi di Internet’, ovvero indirizzi che un essere umano riesce a ricordare meglio (i nomi dei siti, che spesso cominciano con www). E un po’ per tradizione, un po’ per convenienza, il sistema di amministrazione dei nomi è ancora in mano all’Icann, la Internet Corporation for Assigned Name and Numbers, il cui scopo istituzionale è “coordinare la gestione degli elementi tecnici del Dns per assicurare la risolvibilità universale in modo che tutti gli utenti di Internet possano trovare tutti gli indirizzi validi”.
Fondata come ente internazionale non-profit il 18 settembre del 1998, ICANN ha proseguito il lavoro che in precedenza era stato svolto da IANA. Assegna gli indirizzi Ip e gestisce i domini top-level generici e i codici internazionali. Ma per farlo si basa su un contratto firmato con il Dipartimento per il Commercio degli Stati Uniti, ovvero sono gli Usa, anche se indirettamente, a svolgere un ruolo particolarmente importante nella gestione e nell’assegnazione dei domini Internet. Aggiugendo che il 14 marzo 2002, in un incontro pubblico in Ghana, ICANN ha deciso di ridurre la partecipazione diretta del pubblico nella sua stessa gestione, e che nell’ultimo biennio le spese programmate dall’ente sono quasi raddoppiate (da 8,27 milioni di dollari a 15,83 milioni), sono molti gli enti e i paesi che considerano l’intera questione di ICANN particolarmente controversa.
Anche se questo Fgi non arriverà ad alcun documento conclusivo, ha il grande merito di avere almeno messo in chiaro le posizioni dei vari paesi sulla questione. L’Unione Europea, in particolare, ritiene che nessun governo o nessun organismo interstatale debba intromettersi nelle funzioni quotidianoe di Internet. Il coinvolgimento diretto dei governi, infatti, secondo l’Ue potrebbe creare problemi e mettere in pericolo la stessa stabilità della rete.
Dunque meglio il dialogo, come quello consentito dal Forum che d’ora in poi si svolgerà ogni anno. Meglio promuovere un organismo realmente non governativo per controllare e gestire il funzionamento di Internet. Ma non è una strada facile. Difficilmente ICANN e il governo Usa rinunceranno alla propria posizione di controllo maturata negli anni in cui Internet era una cosa per pochi, tipicamente nordamericana. E per ora il Forum è ’solo’ uno spazio “di confronto e discussione”.