Archive for October, 2006

ALLARME SPIONAGGIO SUI PC DI CASA

Tuesday, October 31st, 2006

[assodigitale.it] Sono in aumento gli attacchi da parte di hackers, specie sui Pc domestici, dove la sicurezza è debole

Chiunque utilizzi la Rete da casa è sempre più a rischio, o peggio, è già vittima dei pirati del web, che pare si introducano nei pc per rubare il maggior numero di informazioni, oltre a provocare danni al sistema operativo.

L’”Internet Security Threat Report”, pubblicato dalla nota casa di antivirus Symantec, spiega che “gli utenti domestici spesso non sono dotati di misure di sicurezza adeguate, e quindi sono sempre più colpiti dagli attacchi”.

Questo rapporto analizza il periodo compreso tra gennaio e giugno 2006; gli utenti domestici sono la categoria più colpita dagli attacchi (86%), seguiti dalle società di servizi finanziari.

Marco Riboli, Country manager Symantec Italia spiega: “Per gli hacker, l’utente finale rappresenta l’anello debole della catena della sicurezza ed è pertanto oggetto continuo di attacchi a scopo di profitto”.

Da gennaio a giugno 2006, le vulnerabilità delle applicazioni Internet rappresentavano un bel 69%, e quelle dei browser internet sono sempre le più diffuse: ben 47 in Mozilla, 38 in Explorer e 12 in Safari.

Anche il phising è in aumento con 157.477 messaggi, (+81%).

Italia, regno della tv ma il Web piace di più

Tuesday, October 31st, 2006

[corriere.it] Il 72% della popolazione vede solo e unicamente programmi sul piccolo schermo ma internet è il mezzo che soddisfa maggiormente

ROMA - L’Italia è ancora un paese di “teledipendenti”, dove l’uso degli altri media, rispetto alla tv tradizionale, non si può definire propriamente di massa, a esclusione del telefonino, l’unico mezzo in grado di competere con il piccolo schermo dal momento che viene usato dal 79% della popolazione sopra i 14 anni. Il mezzo che suscita però maggiore soddisfazione è Internet. È questo l’identikit delle preferenze mediatiche degli italiani che, nel contesto europeo disegnato dal sesto rapporto sulla comunicazione Censis-Ucsi (Unione cattolica stampa italiana). mostra un paese dove la trasformazione del modello televisivo procede più lentamente che negli altri paesi dell’Unione.
INTERNET - Per quanto attiene il grado di soddisfazione quella più alta assegnata a Internet (75% delle persone), poi i libri (64%), i quotidiani (54%), la radio (53%), il teletext (48%) e solo all’ultimo posto la TV (42%). Per «approfondire» si usano: la televisione (73%), i quotidiani (43%) i libri (36%), Internet (32%), la radio (28%), e i settimanali (23%). La graduatoria della massima soddisfazione è invece: internet (76%), i libri (72%), la radio e i quotidiani (52%), la televisione e i settimanali (48%).
IL 72% VEDE SOLO TV TRADIZIONALE - Non soddisfa ma la si guarda: in Italia il 72% della popolazione vede solo e unicamente programmi della tv tradizionale (sistema analogico terrestre) a fronte del 65% della Spagna e della Francia, del 50% della Germania e del 31% della Gran Bretagna, afferma il rapporto presentato presso la sala del Cenacolo della Camera. Viceversa negli altri paesi sotto esame il cellulare telefonico scende sempre al quinto posto tra i media con percentuali sotto il 50%, tranne che in Spagna dove figura al secondo posto con il 78%. Ma solo in lieve vantaggio rispetto alla radio (73%) e ai quotidiani (68%).
ITALIA IN RITARDO - Anche Internet in Italia non è ancora un mezzo di massa. Insomma, secondo il Rapporto 2006 «l’Italia corre, ma gli altri sono già molto lontani». Il «notevole incremento» che negli ultimi anni si è registrato in Italia rispetto alla capacità di accostarsi ad un maggior numero di media per assolvere alle necessitá informative e comunicative «non ci ha ancora collocato su di un piano analogo a quello dei grandi Paesi europei». E il rischio - ammonisce il Rapporto - è che «pur muovendoci velocemente, le distanze possono ancora aumentare».
PAESE TELEDIPENDENTE - L’Italia appare “teledipendente”, non tanto per l’estensione del pubblico televisivo, quanto per la limitazione riscontrata nel pubblico degli altri media. In Gran Bretagna, ad esempio, il pubblico della tv tradizionale è superiore a quello italiano (99,9% contro, 93,9%), però la radio figura all’80,1% contro il 63,5% dell’Italia; i quotidiani nel Regno Unito sono diffusi al 77,9% contro il 59,1% dell’Italia; i libri al 75% (al 55,3% nel nostro Paese); internet al 61,4% contro il 37,6% dell’Italia. È la Francia ad avere il profilo più simile a quello del nostro Paese. Escludendo la tv tradizionale, che oltralpe si ferma all’82,7%, e la radio all’80% contro il nostro 63,5%, per tutti gli altri media i dati francesi non si discostano molto da quelli italiani. Per quanto attiene i libri in Gran Bretagna e in Germania il pubblico dei lettori comprende circa i tre quarti della popolazione, in Francia e Spagna la percentuale è di circa due terzi, mentre in Italia si riesce appena a superare la soglia della metá della popolazione che ha letto almeno un libro nell’ultimo anno.

Il Forum mondiale su Internet si apre ad Atene

Tuesday, October 31st, 2006

[pcpiufacile.it] E’ il primo ‘Forum mondiale sul governo di Internet’ (Fgi) e i lavori si sono aperti a Vouliagmeni, una località a 30 kilometri da Atene, in Grecia. Per molti un appuntamento storico per la rete, sia per il numero di partecipanti sia per i temi all’ordine del giorno. Ma il forum è uno spazio di confronto e discussione, non saranno prese decisioni finali

L’apputamento ’storico’, il Forum mondiale sul governo di Internet, è cominciato ieri in una località a 30 kilometri da Atene. Patrocinato dalle Nazioni Unite, riunisce i rappresentanti di 90 paesi, di aziende che operano in rete come Yahoo!, Google e Microsoft, di istituti internazionali come l’Ue, l’Ocse e il Consiglio d’Europa e di organizzazioni in difesa dei diritti umani, come Amnesty International. All’ordine del giorno temi molto importanti, come il cybercrime, la lotta allo spam, la libertà di espressione in Rete, l’accesso libero a Internet. E per la prima volta le milleduecento persone che per quattro giorni parteciperanno all’Fgi, provenienti dal settore privato e da quello pubblico, si parleranno su un piano di parità.

Lo scorso anno si tenne l’ultimo Vertice mondiale sulla società dell’infromazione, a Tunisi. Ma le aziende private non erano poste sullo stesso piano delle istituzioni internazionali. E per quanto possa sembrare strano, quando si parla di Internet alcune aziende, come Google, sembrano molto più titolate a parlare di qualche istituzione internazionale il cui interesse per Internet spesso è meramente superficiale. Ieri il premier greco, Kostas Karamanlis, ha aperto i lavori dicendosi orgoglios che il primo tentativo di rendere la rete accessibile a tutti si svolga proprio in Grecia. E ha aggiunto che Internet è una delle sfide più importanti dei nostri tempi.

Difficile dar torto a Karamanlis. Intorno a Internet ruotano tanti interessi e diverse problematiche che un tempo erano tipiche della società “tradizionale” ma che su Internet si sono rivelati altrettanto difficili da gestire. La libertà d’espressione, per esempio, la censura, o il diritto di accesso alla Rete. I lavori del Forum per questo motivo sono stati divisi in otto temi che riguardano il ‘Carattere aperto’ di Internet, la sicurezza, la diversità e l’accessibilità alla rete. Eppure il Forum non è un organismo decisionale. Questa sua tipicità è stata sottolineata da molti dei partecipanti: è uno “spazio di dialogo” sul tema della governabilità di Internet, e di conseguenza non ci sarà alcuna discussione per arrivare a una conclusione finale.

Simili “spazi di dialogo” di norma non portano a nulla di concreto. E devono tanta partecipazione proprio al fatto che, in definitiva, non si prendono decisioni e dunque non si rischia nulla a partecipare. Tuttavia è un fatto importante. La Internet Governance, la governabilità di Internet, è da diversi anni un vero e proprio problema internazionale il cui cardine è la questione dei Dns (Domain Name System, ovvero sistema di amministrazione dei nomi). E’ grazie ai Dns che la rete funziona, perché questi server sono in grado di trasformare gli indirizzi Ip numerici in ‘nomi di Internet’, ovvero indirizzi che un essere umano riesce a ricordare meglio (i nomi dei siti, che spesso cominciano con www). E un po’ per tradizione, un po’ per convenienza, il sistema di amministrazione dei nomi è ancora in mano all’Icann, la Internet Corporation for Assigned Name and Numbers, il cui scopo istituzionale è “coordinare la gestione degli elementi tecnici del Dns per assicurare la risolvibilità universale in modo che tutti gli utenti di Internet possano trovare tutti gli indirizzi validi”.
Fondata come ente internazionale non-profit il 18 settembre del 1998, ICANN ha proseguito il lavoro che in precedenza era stato svolto da IANA. Assegna gli indirizzi Ip e gestisce i domini top-level generici e i codici internazionali. Ma per farlo si basa su un contratto firmato con il Dipartimento per il Commercio degli Stati Uniti, ovvero sono gli Usa, anche se indirettamente, a svolgere un ruolo particolarmente importante nella gestione e nell’assegnazione dei domini Internet. Aggiugendo che il 14 marzo 2002, in un incontro pubblico in Ghana, ICANN ha deciso di ridurre la partecipazione diretta del pubblico nella sua stessa gestione, e che nell’ultimo biennio le spese programmate dall’ente sono quasi raddoppiate (da 8,27 milioni di dollari a 15,83 milioni), sono molti gli enti e i paesi che considerano l’intera questione di ICANN particolarmente controversa.

Anche se questo Fgi non arriverà ad alcun documento conclusivo, ha il grande merito di avere almeno messo in chiaro le posizioni dei vari paesi sulla questione. L’Unione Europea, in particolare, ritiene che nessun governo o nessun organismo interstatale debba intromettersi nelle funzioni quotidianoe di Internet. Il coinvolgimento diretto dei governi, infatti, secondo l’Ue potrebbe creare problemi e mettere in pericolo la stessa stabilità della rete.

Dunque meglio il dialogo, come quello consentito dal Forum che d’ora in poi si svolgerà ogni anno. Meglio promuovere un organismo realmente non governativo per controllare e gestire il funzionamento di Internet. Ma non è una strada facile. Difficilmente ICANN e il governo Usa rinunceranno alla propria posizione di controllo maturata negli anni in cui Internet era una cosa per pochi, tipicamente nordamericana. E per ora il Forum è ’solo’ uno spazio “di confronto e discussione”.

Compost : ma gli Italiani ne conoscono il significato?

Tuesday, October 31st, 2006

In Italia non è una pratica molto diffusa a differrenza di alcune zone del nord Europa e degli Usa,
questi ultimi riesco a praticarla anche in casa e negli uffici.

Il compostaggio o compost è la tecnica di decomposizione di materia organica in nutrimento per le vostre piante da orto o da giardino.
Permettendovi inoltre un notevole risparmio per la concimazione utilizzando un prodotto naturale invece di concimi chimici.

I vantaggi sono di carattere economici, sociali e pratici, ma anche un po’ di paienza e di tempo per dedicarsi a questa ‘missione’.
Purtroppo non vi è un’incentivazione dallo stato per uno sgravio sulla tassa dei rifiuti per chi pratica il compost,
perchè se la maggioranza degli italiani praticasse questa tecnica si risolverebbe il problema dell’emergenza rifiuti in quanto la restante parte dei rifiuti è composta da materiale riciclabile.

Il materiale per iniziare il compostaggio è molto limitato, serve lo spazio per allocare un contenitore che può essere di legno, di plastica o di acciaio. Le dimensioni dipendono dalla quantità di rifiuti che si generano al giorno e possono variare da una cassetta di legno ad un barile da 200litri.In vendita vi sono anche contenitori appositi con apertura per inserire il materiare e apertura laterale per la raccolta del terriccio finale.
Il contenitore deve avere dei fori sul fondo per evitare i ristagni dell’acqua in eccesso, pertanto in casa e sul balcone conviene utilizzare una specie di sottovaso.

Un esempio di contenitore per compost fai da te.

Vi sono due tipi di compostaggio quello semplice con l’inserimento del materiale e la decomposizione ad opera di batteri e il compostaggio con i vermi quest’ultimo è più adeguato se si vuole effettuare il compost in casa o sul balcone in quanto i vermi accelerano il lavoro di decomposizione, rendono areato  e scagionano il pericolo di eventuali odori.

I vermi, chiamati vermi rossi possono essere acquistati nei negozi di pesca come esce vanno bene dalle 3 alle 10 scatole a seconda della massa di compost.
Sapendo che un verme pesa 0,5 grammi circa e che consuma al giorno metà del suo peso 0,25 grammi circa, se si immete  100 grammi al giorno di rifiuti ci vorranno 400 vermi.
Come inizio si puo’ partire con pochi vermi, la colonia si moltiplicherà nel giro di tre mesi.

Per compostare con i vermi si deve preparare una base di 4/5 cm nella composta costituita da cartone e carta di giornale non colorata ne’ patinata solo le parti bianche e nere fatte a strisce, bagnate ed impastate con un po’ di terra o sabbia, per poi inserirci i vermi, vedrete che inizierano ad introdursi in questo materiale più velocemente se compiti dalla luce solare o artificiale.

Ora dovrete solo gettarci la parte organica della vostra immondizia:

- capature (foglie di insalate, buccie varie,…)
- fondi di te e di caffè
- scarti versi (potature del vostro giardino, foglie degli alberi, rasatura dell’erba del giardino)
- cocce dell’uovo
- …

Non inserire vetro, metalli, tessuti, plastica e tutte quelle cose che non si decompongono.

Si consiglia di inserire pezzi piccoli e sotterrare leggermente nel compost il materiale per evitare odori ed accelerare la decomposizione.

Per quanto concerne il compostaggio semplice basta indrodurre il materiale organico come per il compost con i vermi.

La raccolta del terriccio nero e dal profumo di sottobosco si deve attendere dai 2 ai 6 mesi.

Le vostre piante apprezzeranno moltissimo i vostri sforzi e voi gusterete i vostri ortaggi più profumati e gustosi.