Motori di Ricerca: Microsoft alla riscossa!

[corriere.it] La società di Bill Gates rinnova il suo motore di ricerca. Con Live Search, ora nella fase di test al pubblico, Google è nel mirino

REDMOND (Stati Uniti) – Come a «guardie e ladri». Con i ruoli che si invertono di volta in volta . Esattamente come nel popolare gioco da bambini (nell’era pre-PlayStation ovviamente), Microsoft e Google giocano a inseguirsi. E a seconda del terreno della competizione, ora sono i due ragazzi terribili di Mountain View a rincorrere (come nel caso delle applicazioni per la produttività in ufficio), ora è il vecchio Bill Gates che si affanna per colmare la distanza, come succede quando si parla di motori di ricerca. E’ proprio questo infatti il settore in cui il fiato del fondatore della Microsoft appare più corto al confronto con gli agguerriti rivali. E appunto nel campo più avverso Microsoft spera oggi di recuperare terreno con una nuova mossa: il lancio del nuovo search engine della casa, Live Search che esce oggi dalla fase di test pubblico cominciata il marzo scorso.
LIVE ALL’ATTACCO - Il motore rinnovato è la punta di diamante della nuova strategia Internet di Microsoft. Una manovra che ruota intorno a una piattaforma integrata di servizi, denominata Windows Live che tiene insieme posta elettronica, spazi di socialità (i cosiddetti Spaces), e svariate funzionalità di ricerca. Il nuovo marchio dovrebbe pian piano integrarsi con il tradizionale Msn e infine sostituirlo.
MIGLIORAMENTI – Quanto al nuovo motore, Microsoft fa sapere di avere introdotto alcune funzionalità che permettono di raffinare ulteriormente la ricerca e di restringerla ad ambiti definiti. Di un certo rilievo, inoltre, i miglioramenti sul versante multimediale. Il nuovo Live Search permette infatti di salvare le immagini considerate interessanti dall’utente in una sorta di lavagnetta virtuale posta acanto alla maschera della ricerca. Diviene così possibile creare una proprio archivio di foto da recuperare velocemente in caso di necessità. Una piacevole novità e una piccola soddisfazione. Almeno su questo piccolo dettaglio, quelli di Google sono rimasti indietro.

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