All’Italia maglia nera in mobilità

[adnkronos.com] Roma, 13 set. - (Adnkronos/Ign) - Italia bocciata in qualità della mobilità che condiziona il tempo libero del 57,5% degli italiani. E’ quanto emerge dal 1° Rapporto Aci-Eurispes sulla Qualità della Mobilità nelle province italiane, presentato oggi a Roma nella sede dell’Automobile Club d’Italia e nell’ambito del quale è stata condotta un’indagine campionaria su 3.500 cittadini.

Nello specifico il rapporto, di seicento pagine, fotografa un Paese incapace di soddisfare la richiesta di mobilità dei propri cittadini, costretti a privilegiare, in assenza di valide alternative, l’uso indiscriminato dell’auto. Un Paese privo di un sistema adeguato di trasporto pubblico ma privo anche delle infrastrutture necessarie per far fronte all’inevitabile costante aumento del traffico veicolare.

Per quanto riguarda qualità della mobilità, la provincia di Aosta è al primo posto seguita da Siena, Parma, Pisa e Terni. Città che, sebbene tra le migliori, sono ancora ben lontane dagli standard imposti dalla società del ventunesimo secolo: infatti nessuna delle 103 province italiane si avvicina al modello ideale. L’esame della graduatoria riporta tra i primi venti posti ben dieci province dell’Italia centrale (nell’ordine, Siena, Pisa, Terni, Lucca, Arezzo, Perugia, Massa, Firenze, Pesaro ed Ascoli Piceno), sei del Nord-Ovest (Aosta, Mantova, Trento, Biella, Cuneo, Brescia) e quattro del Nord-Est (Parma, Ravenna, Udine e Bologna). Per quanto riguarda le province meridionali, negli ultimi posti si posizionano tutte città del Sud (a partire dalla 82esima posizione), con performance estremamente negative per l’Italia insulare.

Critica appare la questione mobilità in Sicilia con ben cinque province che si collocano agli ultimissimi posti: Ragusa (93°), Trapani (98°), Siracusa (99°), Agrigento (101°) e Caltanissetta (102°). Detiene il primato negativo una provincia pugliese, Foggia, che si colloca in ultima posizione, ma anche le altre conseguono risultati poco soddisfacenti: Bari 100esima, Taranto 90esima e Brindisi 83esima. Neppure la Sardegna appare invidiabile con ben tre province su quattro in zona critica (Nuoro 96esima, Oristano 84esima e Sassari 80esima) e Cagliari a circa meta’ della classifica (58° posto).

Dall’indagine emerge che tempi di spostamento e della mobilità condizionano il tempo libero del 57,5% degli italiani anche se una percentuale consistente (40,5%) non si dice condizionata. Ad essere più condizionati dai tempi di spostamento sono gli abitanti delle città metropolitane: 67,5% contro il 58,3% registrato nei piccoli comuni, il 52,5% nei medi comuni, il 52,8% nei gradi comuni. Per muoversi ed evitare il traffico, l’accorgimento più adottato è quello di evitare il più possibile gli orari di punta (34,9%) ma il 29% afferma di non usare alcun accorgimento, mentre il 22% sceglie itinerari alternativi. Decisamente meno numerosi sono coloro che per evitare il traffico si muovono prevalentemente nelle vicinanze della propria abitazione (9,5%) o ascoltano i notiziari informativi (2%).

Il lavoro è tra i principali motivi di spostamento (58,3%) e l’auto privata è sicuramente il mezzo privilegiato da oltre il 64%. Per il 22,8% degli intervistati gli spostamenti sono piuttosto legati soprattutto allo svago e al compimento di commissioni, mentre per il 17,7% a motivi di studio. Riguardo ai fattori che influiscono sulla scelta del mezzo proprio, il 36,9% degli intervistati indica come principale la rapidità con cui è possibile raggiungere il luogo di destinazione

Tra i mezzi di trasporto pubblico, gli intervistati privilegiano invece l’autobus urbano, utilizzato spesso (12,1%) o sempre (7,4%) da circa un quinto del campione (il 19,5%). Meno gettonati gli altri mezzi di trasporto, pubblici o privati che siano, come il ciclomotore, utilizzato spesso o sistematicamente dal 15,5% del campione, il treno (11%), la bicicletta (9,7%) o l’autobus extraurbano (5,4%). Pochissimi, infine, gli intervistati che si muovono abitualmente con la metropolitana (2,1%) o il taxi (1,2%).

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