Archive for September, 2006

YouTube e MySpace violano le leggi sul copyright?

Friday, September 15th, 2006

[punto-informatico.it]  New York (USA) - Il successo di YouTube e di MySpace, due enormi comunità virtuali che permettono agli utenti di distribuire filmati e canzoni sul web, ha iniziato ad infastidire la più grande major discografica, Universal. Doug Morris, CEO dell’etichetta discografica, ha infatti definito YouTube e MySpace come due “pirati multimediali”, colpevoli delle sistematiche violazioni del copyright da parte degli utenti.

Attraverso YouTube e MySpace si può infatti inviare e condividere file audiovisivi con visitatori ed altri utenti. Ogni giorno, centinaia di materiali audiovisivi protetti dal copyright vengono diffusi senza alcun tipo d’autorizzazione: non è un mistero che su YouTube, ad esempio, si possano trovare tutti gli ultimi videoclip di Madonna, così come interi concerti di artisti famosi.

“Siamo pronti a fare i conti con tutti i nuovi business di questo tipo”, hanno riferito i legali del gruppo Universal, “ci devono decine di milioni di dollari”. Secondo l’agenzia Reuters, gli avvocati di Universal potrebbero scegliere due modalità d’azione: richiedere un ingente risarcimento economico, lasciando intatte le dinamiche d’uso di YouTube e MySpace, oppure costringere i servizi ad adottare regolamenti ferrei che impongano il rispetto del copyright.

Per il momento, YouTube e MySpace non effettuano nessun controllo sullo status legale dei contenuti multimediali inviati dagli utenti. Recentemente YouTube è stato duramente criticato per via della gigantesca quantità d’audiovisivi illegali ospitati sui server dell’azienda. Con una semplice ricerca è possibile avere accesso a documentari del National Geographic, cartoni animati e persino film interi.

Tuttavia, è doveroso considerare che la qualità degli audiovisivi diffusi sui social network e sui servizi di condivisione è particolarmente bassa, assai lontana dalla qualità dei prodotti commerciali. Ciò che spaventa le major discografiche è che i portali come YouTube possano diventare le MTV del domani.

“Abbiamo imparato una dura lezione con MTV”, ha detto Morris: secondo il CEO di Universal, il canale televisivo tematico ha costruito un impero mandando in onda videoclip musicali in modo assolutamente gratuito, senza lasciare neanche uno spicciolo ad Universal. Adesso che per creare una televisione digitale basta una connessione ad Internet ed un apparato informatico, le major ritengono che non si possa lasciar spazio alla concorrenza.

Ma siamo sicuri che un’artista come Britney Spears avrebbe avuto una carriera altrettanto brillante senza l’appoggio di MTV? Senza i video mandati in rotazione ed in modo assolutamente gratuito? A volte, condividere gratuitamente videoclip conviene più che venderli: è una questione di punti di vista, specialmente nel mercato discografico.

In vendita l’auto ad Idrogeno

Friday, September 15th, 2006

[repubblica.it]  Forse è presto per dire “arriva l’auto a idrogeno”, ma la rivoluzione è innescata: ad aprile Bmw venderà in Nord America, Europa e Giappone, la Serie 7 a idrogeno. Il prezzo? Identico a quello della corrispettiva versione a benzina: ossia un piccolo capitale perché la vettura a idrogeno deriva dalla 760iL che costa in leasing circa 3500 euro al mese.

E si tratta ancora di un prezzo di grande favore perché la 760 a idrogeno in realtà costa talmente tanto che (testuale dalla dichiarazione di un portavoce Bmw) “è impossibile da comprare per chiunque”.

D’altra parte il progetto Bmw per la Serie 7 a idrogeno è piuttosto complesso - è iniziato nel 1978 - e parte dal presupposto che il cliente non debba rinunciare alle prestazioni di una normale vettura. Ecco perché alla fine il motore è un 6000 V12 da 260 cavalli (problemi di consumi con l’idrogeno non ci sono…): la Bmw superecologica scatta da 0 a 100 km/h in 9,5 secondi ed è in grado di raggiungere una velocità massima (limitata elettronicamente) di 230 km/h. Il tutto conservando il tradizionale sistema di alimentazione perché se il cliente non trova un distributore di idrogeno (cosa piuttosto facile visto che attualmente in Italia non ce ne è neanche uno…) la macchina funziona regolarmente a benzina. La doppia alimentazione regala così anche una bella autonomia: oltre 700 chilometri (500 a benzina e 200 a idrogeno).

L’operazione Bmw tra l’altro è piuttosto concreta: la 7 a idrogeno sarà venduta in un centinaio di esemplari entro il 2007, non certo pochi per una vettura del genere. La Serie 7 che sarà venduta non è un prototipo assemblato alla meglio ma nasce dallo stesso processo di sviluppo del prodotto (PDP, Product Development Process), obbligatorio per tutte le nuove Bmw. “La nostra Serie 7 a idrogeno - dicono con orgoglio alla Bmw - ha, pertanto, raggiunto un livello di sviluppo sensibilmente superiore a quello di tutte le automobili dimostrative e ai prototipi a idrogeno costruiti fino a oggi e si è dimostrata conforme all’omologazione secondo le normative e gli standard tedeschi e CEE”.

Vedremo. Certo è che l’impegno su questo fronte è comune anche ad altre marche: DaimlerChrysler, GM, Ford e Gruppo Volkswagen hanno in programma lo sviluppo di motori ibridi. Ma anche altre marche vogliono sviluppare questa tecnologia e potrebbero unire le forze a quelle di un’altra azienda per dividere i costi.

Ma torniamo alla serie 7: utilizzata a idrogeno, questa Bnw non emette altro che vapore acqueo. “Il concetto di mobilità sostenibile - spiegano a Monaco Bmw - in assenza di scarichi nocivi non riguarda soltanto il funzionamento e l’utilizzo reale dell’automobile, ma anche la generazione di fonti di energia: oggi è risaputo che l’umanità ha bisogno di alternative all’uso dei combustibili fossili, la cui disponibilità è limitata.

Contrariamente a questi combustibili convenzionali, l’idrogeno che è parte del ciclo rigenerativo della natura è in grado di soddisfare i requisiti futuri sia per quanto attiene alla sua generazione sia alla sostenibilità. Recuperato dalla biomassa - continuano gli ingegneri della casa tedesca - oppure sfruttando l’energia solare, eolica e idrica, l’idrogeno è una risorsa virtualmente inesauribile che, in caso di necessità, può essere generata anche usando gas naturale, biogas o altre fonti di energia primaria”. La rivoluzione, insomma, è appena iniziata.

La Resa di eDonkey: Addio a Tutti!

Friday, September 15th, 2006

[tweakness.net] Dopo l’annunciata resa di un anno fa, il popolare client P2P eDonkey abbandona il campo e paga il fio. La notizia è di ieri: MetaMachine, l’azienda produttrice di eDonkey, si è accordata con la RIAA (Recording Industry Association of America) e ha patteggiato il pagamento di 30 milioni di dollari per i danni arrecati all’industria. eDonkey è l’ultima vittima della persecuzione giudiziaria dell’industria musicale nei confronti della rete P2P sulla scia della decisione della Corte Suprema statunitense nel caso MGM vs. Grokster.

La storia. Era il 2002, poco dopo la caduta di Napster, dozzine di aziende iniziavano a popolare il panorama P2P con l’intento di colmare il vuoto lasciato dal popolare software di file-sharing musicale. Una di queste era MetaMachine, con base a New York, azienda guidata da due talentuosi, affamati di gloria, Sam Yagan e Jed McCaleb. Insieme, i due crearono il client eDonkey, una applicazione rivoluzionaria che cambiò di fatto il modo in cui i file di grandi dimensioni venivano scambiati online. In quel periodo il panorama P2P era dominato da FastTrack (KaZaA, Grokster), basato sul protocollo Gnutella, (migliorato in scalabilità, ed evoluto attraverso il concetto di supernodo), la seconda generazione dei protocolli P2P.

La tecnologia eDonkey tuttavia era all’avanguardia rispetto a FastTrack per quanto riguarda la capacità di trasferire file di grandi dimensioni. Come BitTorrent, anche eDonkey infatti è una rete (semi)decentralizzata che si occupa di “spezzare” i file in piccoli segmenti creando micro-sciami di download che incrementano notevolmente l’efficienza del trasferimento file. eDonkey inoltre permetteva agli operatori indipendenti di creare i propri server di indexing, e questo consentì alla rete di estendersi a macchia d’olio in poco tempo in tutto il mondo. Per risolvere il problema dei server, necessari a “guidare” i client nel network, MetaMachine aveva sviluppato anche una nuova versione più decentralizzata del protocollo, chiamata Overnet. Anche Overnet segnò un grande passo avanti per il P2P, ma l’attaccamento degli utenti alle “community centralizzate” non permise mai a questa rete avanzata di rimpiazzare eDonkey. La rete eDonkey traeva beneficio anche dai famosi siti di indexing che offrivano link verificati o “hash link” in modo da garantire alle community download sicuri. Lo stesso non accadeva invece per FastTrack, presto divenuta “impopolare” per l’alto numero di fake e file corrotti. Di lì a breve BitTorrent sarebbe divenuto il network di file-sharing più vasto, in termini di consumo di banda, ma eDonkey2000 non perse mai in popolarità, e la sua particolare capacità di “far trovare” file rari o non comuni non ha oggi rivali nel settore. La fortuna di eDonkey si deve anche ai numerosi client, diversi da quello ufficiale, nati sulla spinta della comunità open-source (conoscete eMule?).

A Giugno 2005 tuttavia, dopo una lunga battaglia legale, l’industria riuscì a sferrare il suo colpo più duro all’intera community P2P. La Corte Suprema si espresse sul caso MGM vs. Grokster sentenziando la responsabilità degli sviluppatori P2P nel caso di violazione di copyright da parte degli utenti dei loro software. Nel Settembre successivo la RIAA contattò le principali aziende legate al P2P invitandole a cessare l’attività, e offrendo di risolvere la disputa in “pre-litigation”. Tra patteggiamenti e chiusure fu subito effetto domino: caddero Grokster, BearShare, WinMX, LimeWire e iMesh, mentre Ares Galaxy passò ad una distribuzione open-source. A fine Settembre 2005 il presidente di MetaMachine, Sam Yagan, annunciò la resa di eDonkey (mancanza di fondi per affrontare la battaglia legale). eDonkey si sarebbe dovuto trasformare in un “online content retailer” operante in un ambiente P2P chiuso.

La fine di eDonkey: A partire dall’11 Settembre scorso gli utenti del client eDonkey ricevono un messaggio pop-up all’apertura del programma: “Il client eDonkey2000 non è più disponibile. Visitate eDonkey2000.com per avere dettagli”. Sul sito c’è solo un altro messaggio: “If you steal music or movies, you are breaking the law. Courts around the world - including the United States Supreme Court - have ruled that businesses and individuals can be prosecuted for illegal downloading. You are not anonymous when you illegally download copyrighted material. Your IP address is XX.XXX.XXX.XX and has been logged. Respect the music, download legally. Goodbye Everyone”. MetaMachine con ogni probabilità abbandona definitivamente il mondo P2P, almeno questo si deduce dagli estratti dell’accordo di patteggiamento pubblicati da Slyck.com. E il network? Il client eDonkey non esiste più, ma a questo software faceva riferimento solo il 10% della community. La routine quotidiana di file-sharing passa ora interamente sulle spalle (schiena?) di eMule, ultimo grande faro di questo protocollo P2P.

Nasce una nuova società per superare i limiti dell’ UMTS

Friday, September 15th, 2006

[newsmobile.it] Sette operatori internazionali di telefonia hanno annunciato ieri di aver formato un organizzazione che si occuperà di esaminare se è possibile che la tecnologia wireless a banda larga si evolva ancora e superi gli attuali standard 3G.
“L’iniziativa delle reti mobili di nuova generazione (Ngmn), che questa settimana è diventata una società britannica, ha creato i presupposti per lo sviluppo di una nuova rete mobile a banda larga più ampia”, fanno sapere le società internazionali in un comunicato.
Le sette società sono: China Mobile, KPN, NTT DoCoMo, Orange, Sprint Nextel, T-Mobile e Vodafone.
Ngmn lavorerà assieme ai sistemi (wireless) standard già esistenti per favorire lo sviluppo e la standardizzazione delle tecnologie mobili di nuova generazione, si legge nel comunicato.

Australia, indagato re dello spam

Friday, September 15th, 2006

[tgcom.it] In carcere per il Viagra. E’ questo quello che rischia un uomo di Melbourne, che ha noleggiato 35 server da un provider olandese per inviare miliardi di email indesiderate che pubblicizzavano le famose pillole blu contro l’impotenza maschile. Grande l’entusiasmo delle autorità australiane, certe di aver individuato uno dei più grandi spammer del mondo.

“Un’analisi preliminare dei messaggi diramati nella campagna di spam ha accertato che sono stati inviati almeno due miliardi di email, che in massima parte promuovevano prodotti Viagra”, ha dichiarato Lyn Maddock, la presidente dell’Australian Communications and Media Authority, dopo la perquisizione della casa dell’indagato. Le indagini erano partite proprio da una segnalazione dell’Authority olandese per le telecomunicazioni, secondo cui un residente australiano era responsabile di una vera e propria inondazione di spam internazionale.

“I 35 server olandesi erano stati noleggiati da un piccolo provider per una cifra pari a circa 8mila euro al mese e sono stati usati giorno e notte per almeno un anno per inviare spam”, ha riferito Maddock. Lo spam sotto esame dell’Acma sembra sia stato inviato tutto dall’estero, ma le indagini continuano per vedere se nella campagna sia stato coinvolto anche un link australiano. Secondo la legge australiana anti spam, in vigore da aprile 2004, è infatti un reato partecipare all’invio di spam, ma solo se vi è un link australiano. Le pene previste sono pari a un massimo di 132 mila euro al giorno di multa per le aziende al primo reato, e fino a 600 mila euro al giorno per i recidivi.

EMusic lancerà servizio di download musicale in tutta Europa

Friday, September 15th, 2006

[reuters.it] LONDRA (Reuters) - Il servizio di download di musica digitale eMusic viene lanciato oggi in tutta Europa nel tentativo di diventare la principale alternativa al leader del mercato iTunes, come negli Stati Uniti.

EMusic sarà il primo servizio lanciato in tutti i 25 stati membri dell’Unione europea, testa a testa con iTunes in grossi mercati come Germania e Gran Bretagna e portando il primo servizio legale di download nei più piccoli, compresi Malta e Ungheria.

Il servizio si differenzia come l’unico in larga scala a offrire brani in formato MP3, il che significa che possono essere ascoltati su qualsiasi lettore compreso l’iPod. Le canzoni scaricate da iTunes di Apple Computer possono essere usate solo sull’iPod.

In genere è usato da un pubblico più anziano rispetto a iTunes ed è famoso soprattutto tra gli amanti di jazz e musica classica.

EMusic ha a disposizione 1,7 milioni di canzoni da 8.500 etichette indipendenti, compresi brani di Johnny Cash, Bob Marley, Franz Ferdinand e Bjork.

Nessuno delle quattro principali case discografiche al mondo, che occupano i tre quarti del marcato, forniscono canzoni a eMusic per questioni legate alla protezione del copyright.

“Come il Sundance che ha fatto diventare i film indipendenti un genere, noi stiamo facendo lo stesso con la musica indipendente”, ha detto l’amministratore delegato David Pakman in una intervista.

Ha aggiunto che eMusic continua a tenere colloqui con Universal music di Vivendi, Sony BMG[BERT.UL], EMI e Warner Music

Spazio: Prima passeggiata spaziale

Friday, September 15th, 2006

[rainews24.it]  Da questa mattina Heidemarie Stefanyshyn-Piper e Joe Tanner, membri dell’equipaggio dell’Atlantis, stanno lavorando all’esterno della Stazione orbitante internazionale (Iss) per ultimare i lavori preparatori che permetteranno di agganciare il modulo p3/p4 alla stazione.

La struttura di 17 tonnellate è stata trasportata dall’Atlantis e installata grazie al braccio robotico dello shuttle. Il modulo con due pannelli solari rifornirà di energia la Iss, raddoppiandone di fatto la sua capacità energetica, inoltre la struttura permetterà di gestire i servizi di comunicazione e aiuterà nell’analisi dei dati scientifici.

Durante la passeggiata il Centro di controllo della missione, a Houston, aveva avvertito i due astronauti che un’ispezione dello scudo termico non sarebbe stata necessaria. Le foto che erano state inviate ieri dalla stazione hanno confermato che lo scudo è in ottime condizioni e non ci sono pericoli per il prossimo rientro.

In tutto le passeggiate spaziali previste dal programma della spedizione sono tre. Lo shuttle era decollato sabato dalla base della Nasa a Cape Canaveral, in Florida; il lancio era riuscito soltanto al settimo tentativo.

Nuovi ipod

Friday, September 15th, 2006

[arezzoweb.it] Apple® ha presentato oggi il nuovissimo iPod® nano, con un case in alluminio completamente ridisegnato, un’incredibile autonomia di 24 ore e capacità di archiviazione dei brani musicali più che raddoppiata, il tutto allo stesso prezzo rispetto alla generazione precedente. Il nuovo iPod nano è caratterizzato dall’innovativa Click Wheel (ghiera cliccabile) di Apple ed ha un design ancora più piccolo, sottile e leggero, disponibile nei colori argento, rosa, verde, azzurro e nero.

“iPod nano è il player di musica digitale più famoso del mondo; l’abbiamo completamente riprogettato per renderlo ancora migliore” ha dichiarato Steve Jobs, CEO di Apple. “Il nuovo iPod nano offre ancora di più di ciò che gli appassionati di musica amano nei propri iPod: capacità di archiviazione raddoppiata a parità di prezzo, ben 24 ore di autonomia con una sola ricarica e un accattivante design in alluminio proposto in cinque brillanti colori. ”

Le cinque brillanti tinte del nuovo case in alluminio soddisfano ogni gusto e si adattano con versatilità allo stile di vita degli utenti. La seconda generazione di iPod nano è ancora più compatta rispetto alla precedente e ha un display più brillante per una visualizzazione cristallina delle copertine degli album e di foto digitali - ne può contenere fino a 25.000. La ricerca dei brani, anche in movimento, è ulteriormente semplificata e resa più efficace da nuove funzionalità intuitive come “Ricerca” e “Scroll Rapido” e, grazie alla totale integrazione con iTunes® 7 e iTunes Store (www.itunes.com), gli utenti possono attingere al catalogo di oltre 3,5 milioni di canzoni del negozio di musica digitale numero 1 al mondo.

Il nuovo iPod nano supporta la riproduzione “gapless” degli album, che elimina le pause tra i brani per godersi un album come vorrebbe l’artista che lo produce; il nuovo iPod nano è inoltre caratterizzato dalla tecnologia Auto-Sync di Apple (in attesa di brevetto) che scarica automaticamente la raccolta di musica, foto o podcast dell’utente su iPod nano e la aggiorna ogni volta che si collega il lettore a un computer Mac® o Windows tramite USB 2.0. La seconda generazione di iPod nano ha una batteria con autonomia fino a 24 ore e assicura una riproduzione continua assolutamente “skip-free”*.

Con la seconda generazione di iPod nano, Apple lancia anche una serie di accessori pensati per il nuovo lettore: auricolari con laccetto da collo, fascia da braccio, dock e un nuovissimo alimentatore USB incredibilmente compatto (quasi la metà del precedente alimentatore USB) per ricaricare iPod anche in viaggio. Il nuovo iPod nano dispone di connettore dock da 30 pin per l’utilizzo con un’ampia gamma di prodotti terze parti, dagli altoparlanti stereo per la casa alle automobili dotati di integrazione con iPod. Esistono attualmente oltre 3000 accessori per iPod. La seconda generazione di iPod nano è compatibile anche con lo Sport Kit Nike+iPod e supporta gli accessori per la registrazione vocale.

Prezzi e disponibilità
I nuovi iPod nano sono già disponibili su Apple Store® (www.apple.com/italystore) e presso i rivenditori autorizzati Apple a un prezzo Apple Store di €149 (iva inclusa) per il modello da 2GB color argento, €199 (iva inclusa) per il modello da 4GB in argento, rosa, verde e azzurro, e €249 (iva inclusa) per il modello da 8GB in nero. Tutti i modelli di iPod nano sono forniti con nuovi auricolari, che ottimizzano comfort, praticità e qualità del suono, e cavo USB 2.0.

Per quanto riguarda gli accessori opzionali per la seconda generazione di iPod nano, i prezzi consigliati per la vendita sono i seguenti: auricolari con laccetto da collo €39 (iva inclusa); fascia da braccio €29 (iva inclusa); dock per iPod nano €29 (iva inclusa); alimentatore USB per iPod €29 (iva inclusa).

iPod nano richiede un computer Mac con porta USB 2.0 e Mac OS® X versione 10.3.9 o successiva e iTunes 7.0 o successivo; oppure un PC Windows con porta USB 2.0 e Windows 2000 (Service Pack 4), Windows XP Home o Professional (Service Pack 2) e iTunes 7.0 o successivo. È richiesto inoltre un accesso a Internet, per cui si raccomanda una connessione a banda larga.

* La durata della batteria e il numero dei cicli di ricarica variano a seconda dell’utilizzo e delle impostazioni. Vedere il sito www.apple.com/it/batteries per ulteriori informazioni. La capacità musicale si basa su una stima di quattro minuti per canzone con compressione AAC a 128Kbps; la capacità effettiva varia in base al contenuto. La capacità fotografica si basa su foto visualizzabili su iPod trasferite da iTunes

A dicembre debutto giapponese per WII di Nintendo

Friday, September 15th, 2006

[lastampa.it]  Nintendo annuncia il lancio del suo nuovo gioiellino: la console WII, in uscita il prossimo 2 dicembre in Giappone al prezzo di circa 2,500 yen. Restano ancora riservate le date del rilascio sui mercati statunitense ed europeo, ma la promessa riguardo ai costi è che non dovrebbero superare i 250 dollari, un prezzo estremamente concorrenziale.

Per il cuore dell’erede di GameGube, la casa giapponese ha scelto una versione personalizzata del processore «PowerPc» sviluppato da IBM, dalle cui fabbriche è uscita anche l’architettura «Cell», che equipaggerà la nuova Playstation 3 di Sony, la cui uscita europea è stata di recente posticipata.

La concorrenza si prevede forte anche da parte di Microsoft, sul mercato con la sua Xbox 360 da quasi un anno, che prepara la sfida nutrendo la sua console con un buon numero di nuovi giochi.

Nel settore dell’intrattenimento digitale, novità anche per Digital Bros che ha appena siglato un nuovo accordo con la californiana Crave Entertainment, azienda attiva nella creazione e pubblicazione di videogiochi per console, per la distribuzione, in esclusiva per Europa, Sud Africa e Australia, di otto nuovi giochi per le console PlayStation 2, PlayStation Portable, GameBoy Advance e Nintendo WII.

Chi ha paura dello Zune cattivo?

Friday, September 15th, 2006

[macitynet.it]  Microsoft presenta Zune, ma l’iPod killer sempra non impressionare nessuno. Secondo gli analisti ci vuole ben altro per spaventare Apple e scalzare il primato di iPod.

Schermo da tre pollici invece che da 2,5, connessione Wifi e un case anche di colore marrone. Sembrano essere questi i principali “vantaggi competitivi” di Zune, il player di Microsoft, nei confronti di iPod, almeno stando ai dettagli rivelati oggi nel corso di un incontro con la stampa.

Quanto comunicato ai giornalisti corrisponde dunque a quello che già si conosceva del lettore che dovrebbe mettere in difficoltà iPod e costruire una nuova dimensione alternativa, in grado di attaccare il primato del lettore MP3 di Apple. Oltre allo schermo di generose dimensioni e al Wifi, Zune avrà un disco da 30 GB, una radio Fm e una pseudo-clickwheel che di tale ha solo l’apparenza visto che in realtà è una semplice bottoniera mascherata, per la precisione una cosiddetta D-Pad, directionali Pad, ovvero un controllo a croce già visto in diversi antichi sistemi di input per video giochi.

In attesa di sapere la durata della batteria (non rivelata) e il prezzo (”molto competitivo” secondo Microsoft, ma neppure questo reso noto) il principale elemento di differenziazione di Zune rispetto ad iPod è il Wifi e sulla capacità di connettere in rete vari Zune e costruire una sorta di piattaforma sociale per l’interscambio della musica su cui Redmontd punta gran part delle sue carte. Ma le modalità di condivisione appaiono piuttosto limitate.
La stessa canzone può essere condivisa solo una volta con lo stesso utente e può essere suonata “in condivisione” solo tre volte e in ogni caso dopo tre giorni dalla prima riproduzione via Wifi non può più essere inviata via wireless.

Per supportare la “rivoluzione”, parole di J Allard, padre della Xbox e oggi a capo del gruppo che sviluppa Zune, Microsoft lancerà anche un negozio di musica digitale che partirà nei prossimi giorni, dal momento in cui Zune sarà disponibile nei negozi. Il team creativo di Microsoft non deve avere trascorso giorni segregato in qualche località segreta a pensare e ripensare ad un oome accattivante se, come pare, il nome il negozio concorrente di iTunes Store Zune Marketplace (il mercato di Zune).

Nessuno degli analisti che ha potuto apprendere e in qualche caso anche provare il lettore di Microsoft pare particolarmente entusiasta di esso. Il più positivo è Matt Rosoff, un fedele osservatore delle cose di casa Redmond. In un rapporto scritto per Directions on Microsoft sostiene che Zune potrebbe conquistare una solida seconda posizione dietro ad iPod. “Microsoft - dice Rosoff - ha fatto bene a focalizzare la sua attenzione su un dispositivo che sia un buon lettore di musica digitale, non troppo sofisticato e semplice da usare”.
Secondo Rosoff per riuscire nell’impresa di collocarsi alle spalle di Apple dovrà dimostrare di essere riuscita a creare un buon dispositivo che interagisce altrettanto bene con il software che lo supporta.

Non sono così ottimisti altri analisti come Michael Gartenberg secondo cui “Zune ben difficilmente sarà il killer di iPod”; Carl Howe di Blackfriars, molto più direttamente afferma che “se Microsoft si è sentita obbligata a rispondere agli annunci di Apple pensando di rovinare il Natale della concorrente presentando in anticipo le specifiche di Zune ha buttato un’occasione per riuscirci. La gente può confrontare Zune con gli iPod e mentre può comprare gli iPod non può comprare Zune”

Secondo altri analisti per Microsoft sarà dura imporsi anche perché Apple ha compiuto un capolavoro di marketing riuscendo a convincere la gente che chi acquista qualche cosa che non è un iPod, compra un prodotto inferiore. Secondo Ted Schadler, di Forrester Reasearch, Microsoft si sentirebbe “frustrata di fronte alla realtà di una concorrente che è riuscita a dimostrare che cosa significa avere un prodotto eccezionale e facile da usare. Le innovazioni tecnologiche introdotte in Zune non basteranno mai a sconfiggere iPod”. La stesa opinione arriva da Ross Rubin di Npd: “non si può dire che Zune non avrà alcun effetto sul mercato ma si può essere ragionevolmente certi che non sarà questa prima generazione a competere con quanto ha da offrire Apple”

Forse considerando tutti questi aspetti Microsoft, inizialmente, non lancerà Zune al di fuori del mercato americano. “Vogliamo partire in piccolo - ha detto J Allard - e cominciamo da qui, dagli Usa. Abbiamo molto da imparare sugli altri mercati prima di cominciare ad attaccarli”