Archive for July, 2006

Firma digitale: 2,6 milioni di smart card attive in Italia

Monday, July 31st, 2006

[nwi.it] Il monitoraggio del CNIPA sui 18 certificatori accreditati attivi ha rilevato che sono oltre 2,6 milioni le smart card con firma digitale in circolazione in Italia. Il 75% è stato rilasciato a imprenditori e la parte restante a professionisti e alla Pubblica Amministrazione.
Solo l’anno scorso - sottolinea il CNIPA - sono stati più di 35 milioni i documenti firmati e trasmessi in modo digitale. La diffusione di queste tecnologie ha portato, secondo Unioncamere, un risparmio superiore a 260 milioni di euro solo nei rapporti tra il Registro delle Imprese e le aziende nazionali.

Non ci sono comunque solo aspetti positivi: l’attività ispettiva del CNIPA ha ad esempio rilevato attribuzioni non legali della funzione di certificatore, versioni non corrette del software per il rinnovo dei certificati nella smart card, apposizioni o diffusioni di informazioni inesatte o ambigue. Molti, poi, gli interventi per verificare la conformità alle norme dei documenti sottoscritti digitalmente: in questo campo CNIPA sottolinea la collaborazione, nei casi dubbi, con il Garante per la protezione dei dati personali.

Entro novembre il CNIPA conta di predisporre le linee guida per la vigilanza sui certificatori qualificati, con le modalità operative della vigilanza stessa.

Google Code, open source in salsa G

Monday, July 31st, 2006

[punto-informatico.it] Il gigante californiano lancia una piattaforma per aggregare gli sviluppatori interessati ai progetti open source targati Google. Si appoggia a Sourceforge e promette una collaborazione più semplice.

Mountain View (USA) - L’ultimo progetto targato Google è la piattaforma collaborativa Code, pensata per i programmatori esterni che desiderano partecipare allo sviluppo dei software open source offerti dal motore di ricerca. Ancora in beta e decisamente incompleta, la piattaforma è stata accolta da numerosi esperti ed osservatori come un progetto ricco di potenzialità.

Attualmente l’interfaccia è piuttosto spartana e non può essere neanche paragonata alla complessità di Sourceforge, il punto di riferimento internazionale per centinaia di migliaia di sviluppatori open source. Google Code per il momento è incentrato sui software dell’azienda aperti a collaborazioni esterne ma la lista dei progetti di sviluppo è destinata ad espandersi anche ad altre tipologie di software.

Il motore di ricerca interno di Google Code può essere utilizzato per individuare cosiddette issue ed elementi che necessitano di sviluppo. Sebbene ancora allo stadio embrionale, il motore può diventare estremamente utile per effettuare ricerche all’interno dei codici sorgenti dei progetti presenti su Google Code.

Secondo Ryan Paul di Ars Technica, Google Code ha tutte le carte in regola per diventare “un leader nella nicchia dell’hosting dei progetti open source”. Questo perché Code, già integrato con Google Groups, potrebbe essere ulteriormente arricchito di GTalk e Gmail per fornire un vero e proprio framework groupware, estremamente utile per qualsiasi comunità di sviluppatori open-source.

Nel frattempo, alcuni ricercatori indipendenti hanno sfruttato le funzioni di Google per creare Bugle, motore di ricerca per individuare falle e bug all’interno dei codici sorgenti disponibili sul Web.

Sicurezza: falso link conduce alla home page clonata di Google Toolbar, al suo interno un pericoloso Trojan

Monday, July 31st, 2006

[adnkronos.com] Identificata una pericolosa minaccia nascosta all’interno di un falso link che conduce alla home page clonata della celebre Google Toolbar. L’email che lo contiene, avverte SurfControl, sta circolando in questi giorni e sembra apparentemente spedita dal dominio Google. Al suo interno si offrono agli utenti informazioni relative a una presunta nuova versione di Google Toolbar. Cliccando sul collegamento presente, l’utente viene condotto a un falso sito Google Toolbar, che risulta identico a quello vero, e indotto a scaricare l’aggiornamento di questo strumento. Il file che viene scaricato però è un pericoloso cavallo di Troia che consente di aggiungere il PC dell’utente a una rete di sistemi zombie. SurfControl ha immediatamente aggiornato i database di tutte le soluzioni per proteggere i sistemi da questa nuova minaccia e consiglia agli utenti di aggiornare al più presto tutti le proprie soluzioni anti-virus.

Tim passa alle trasmissioni “criptate”

Monday, July 31st, 2006

[newssms.it] Se fra gli utenti TIM ci fosse qualcuno che non ha resistito alla tentazione e fosse già in possesso di un TVfonino per vedere la TIM TV, attenzione: il suo Samsung SGH-P920 potrebbe avere bisogno di un aggiornamento.
Da alcuni giorni, nei negozi i-Tim Point, è infatti disponibile un software upgrade, che permetterà agli utenti di TIM TV, dotati di un SGH-P920, di vedere le trasmissioni televisive DVB-H in modalità criptata (CAS).

Da oggi, infatti, TIM non trasmetterà più “in chiaro”. Questa terminologia, con cui solo gli utenti della tv satellitare o digitale terrestre potrebbero avere confidenza, entra ora anche nel mondo della tv mobile.

TIM comunica che coloro che avessero acquistato un tvfonino Samsung “No CAS” avranno la possibilità di chiedere l’upgrade senza costi aggiuntivi e ottenere la nuova SIM 256KB DVB-H. Chi si affretterà e aggiornerà il proprio cellulare entro il 10 agosto, otterrà un bonus in traffico, da sfruttare entro 30 giorni, del valore di 30 euro per chiamate e videochiamate nazionali verso rete mobile TIM o reti fisse.

Aggiornamento di sicurezza per Firefox

Monday, July 31st, 2006

[pcself.com] Rilasciato da Mozilla un aggiornamento a Firefox e Thunderbird, l’1.5.0.5, che risove diverse vulnerabilità relative alla sicurezza, alcune delle quali sfruttabili per eseguire del codice da remoto.

In Firefox sono sono state risolte 12 vulnerabilità, sette delle quali classificate critiche, in grado di essere sfruttate per l’esecuzione di codice da remoto o per installare del software malware.

In Thunderbird sono state risolte invece 11 vulnerabilità, e di queste solo una identificata come critica.

Le vulnerabilità sono descritte a questo indirizzo di Mozilla.org, negli advisory di FrSIRT e Secunia e in questo post dell’Internet Storm Center.

Firefox e Thunderbird si aggiornano automaticamente, è comunque possibile effettuare il download manualmente delle rispettive versioni 1.5.0.5 da Mozilla.com o MozillaItalia.org.

Office, in arrivo la Beta 2 a pagamento

Monday, July 31st, 2006

[Webnews.it] Microsoft è pronta a rilasciare la nuova beta della suite Microsoft Office, ma nella prossima release vi sarà una novità alquanto peculiare distante dai semplici meccanismi del codice del software: la beta sarà infatti a pagamento. La cifra indicata da Microsoft è di 1.5 dollari per ogni unità, il che scoraggerà presumibilmente molti utenti dall’accedere ai 550 Mb di download (2Gb la versione completa) pur senza costituire un introito fondamentale per il gruppo.

I motivi della scelta sono chiaramente esplicitati da Microsoft: la beta attuale di Office è già stata scaricata oltre 3 milioni di volte, una cifra che quintuplica le attese del gruppo determinando un importante costo sia in quanto a banda fruita, sia in quanto a rallentamenti causati a quanti hanno desiderio/necessità di accedere alla beta. Imponendo un piccolo pagamento si ridurrà drasticamente il numero dei download e, pur ottenendo la base critica di tester utile a mettere alla prova la suite, si eliminerà una serie di problemi inerenti all’organizzazione di 3 milioni di persone (molti curiosi, non tutti collaboranti).

Non sono ovviamente mancate le proteste per la scelta di mettere in vendita (pur se ad una cifra quantomeno simbolica) il pacchetto, ma da parte di Microsoft si spiega che il tutto è frutto di una scelta contingente ed assolutamente straordinaria, dunque da non proiettarsi su altri software in futuro. La nuova beta peraltro non si annuncia con novità sostanziali rispetto alla precedente se non per l’aggiunta di pochi dettagli e soprattutto la soluzione di un certo numero di bug (vera finalità del beta test).

Lo spopolare online di servizi in fase beta ha probabilmente incoraggiato l’utenza a scaricare la suite Microsoft determinando un eccesso di domanda tale da imporre un prezzo ad una offerta che voleva essere gratuita (soprattutto in quanto in questo caso è l’utente ad offrire un servizio alla software house). A partire dal 2 Agosto la nuova beta sarà disponibile al download ed il dollaro e mezzo imposti compenseranno Microsoft dei problemi registrati in precedenza. Rimane a disposizione online il test drive gratuito accessibile via browser (solo con Internet Explorer).

L’Adsl da gioco targata Tiscali

Monday, July 31st, 2006

[Panorama.it] Gli utenti in unbundling hanno ora a disposizione una connessione pensata apposta per l’online gaming e per il Voip. Configurata in modalità Fast, costa 34,95 euro al mese e va a 10/1 Mbps

Il 28 luglio debutta, per i soli utenti coperti da rete unbundling, Tiscali Adsl Gaming, un’Adsl pensata ad hoc per il gioco online. E - aggiungo io- anche per il VoIP, visto che la sua caratteristica è di essere configurata in modalità Fast, il che abbassa la latenza media dai 60-70 millisecondi a 40-50 millisecondi. Una bassa latenza è congeniale per tutte le applicazioni sincrone, che richiedono uno scambio di dati quanto più possibile in tempo reale, con pochissimi ritardi: il VoIP, il gioco online, quindi, soprattutto.

Adsl Gaming costa 34,95 euro al mese e va a 10/1 Mbps. Come al solito, è possibile abbinarla all’offerta VoIP di Tiscali. A confermare questo nuovo interesse che Tiscali ha trovato per il gioco, ha deciso di supportare il primo campionato italiano di videogame, partito a giugno. Tiscali sarà presente alle diverse tappe della gara (Torino, Firenze, Milano, Napoli, Catania), offrendo la propria Adsl Gaming con una promozione speciale, ad oggi non comunicata.

La modalità Fast non è certo una novità nel settore. È stata da anni una carta giocata da provider minori per distinguersi; per la prima volta è stata introdotta da Ngi, noto portale per il gioco online. A differenza della normale modalità Adsl (Interleaved), la Fast non compie controlli sugli errori di trasmissione dati e così riduce la latenza.

L’assenza di controlli può creare problemi solo su doppini sfortunati, usurati o troppo lunghi, rendendo difficoltosa la connessione. In questo caso, al solito, il provider contatta l’utente e gli suggerisce di passare da Fast alla Interleaved.
Questa complicazione ha scoraggiato, finora, i grossi operatori a lanciare offerte Adsl in Fast. Un po’ perché hanno tanti utenti da gestire e quindi è meglio ridurre al minimo inconvenienti e problemi di connessione; un po’ perché si rivolgono a un target di massa, quindi in teoria meno interessato ad applicazioni di nicchia come il gioco online.

Tiscali è stato il primo grande operatore a superare il tabù della Fast: evidentemente ha pensato che i tempi sono maturi. Non a caso, però, la offre ai soli utenti coperti dalla sua rete in unbundling, dove può meglio controllare e gestire la connessione e dribblare eventuali problemi.

P2P, la Grande Conversione di Kazaa

Monday, July 31st, 2006

[Punto-informatico.it] Nel giorno in cui IFPI colloca l’Italia nella top ten della pirateria, la società che gestisce quello che è stato il più celebre network P2P risarcisce le major e firma un accordo che trasformerà Kazaa in un servizio legale

Roma - Nel mirino delle major discografiche da anni, soggetta a procedimenti giudiziari in diversi paesi e non più leader del peer-to-peer, Sharman Networks, produttrice del celeberrimo software P2P Kazaa, ha ceduto: nelle scorse ore è stato reso noto un accordo globale con l’industria musicale che pone fine al contenzioso legale.

La home page del software, mentre scriviamo, è immutata ma è destinata a cambiare presto: l’intesa firmata da Sharman con RIAA e IFPI prevede infatti che Kazaa diventi un servizio legale grazie a filtri di protezione del diritto d’autore che ne muteranno sostanzialmente la natura.

A Kazaa l’industria da anni attribuisce enormi danni alla discografia mondiale: il software, che nel 2003 è divenuto il programma più scaricato da Internet con oltre 200 milioni di download, al suo apice ha avuto fino a 4,2 milioni di utenti simultanei, molti dei quali impegnati nella condivisione di opere protette senza autorizzazione. Una pratica che secondo RIAA ed IFPI ha sottratto moltissime entrate alla distribuzione legale tradizionale.

Che le cose andassero male per Sharman si era capito sia dalla sentenza del 2005 con cui un tribunale australiano ha sancito la responsabilità dell’azienda per i comportamenti illeciti dei propri utenti sia dalla decisione con cui la Corte Suprema degli Stati Uniti nel giugno dello scorso anno ha dichiarato che i produttori di software peer-to-peer sono da considerarsi complici del download e della condivisione illegale di materiali tutelati dal diritto d’autore.

Dopo quattro anni di una battaglia legale senza precedenti Sharman ha accettato di risarcire le major sebbene non sia stato divulgato ufficialmente l’importo con cui si chiuderanno tutte le vertenze in corso. IFPI e RIAA parlano di “somma sostanziale”, altri di 115 milioni di dollari.

“Kazaa - dichiara John Kennedy, chairman e CEO di IFPI - era un servizio di file sharing che, violando i diritti degli autori e dei produttori discografici, ha causato gravi danni all’industria musicale. Le cause intentate contro Kazaa in varie giurisdizioni del mondo hanno dato risultati positivi, costringendo il servizio ad intraprendere una transizione verso un modello di distribuzione online legale. È il risultato migliore immaginabile per l’industria musicale. Kazaa, oltre a dover pagare danni considerevoli, diventerà un importante partner dell’industria discografica nell’affermazione di modelli legali di distribuzione digitale”.

Partner delle major? Quello che Sharman ha cercato di diventare per anni, sostenendo che i discografici dovessero cambiare modello di business e fare i conti con il peer-to-peer, ora si traduce in realtà, ma le condizioni le dettano i discografici.

“I vincitori - sostiene Mitch Bainwol, chairman e CEO di RIAA - sono i consumatori, gli artisti, le case discografiche e tutti coloro che fanno musica nonché i nostri partner nella comunità tecnologica”.

Di interesse il fatto che la clamorosa intesa Kazaa-major arrivi proprio nel giorno in cui IFPI presenta un nuovo rapporto sui danni causati dalla violazione del diritto d’autore nell’era digitale, un rapporto che per la prima volta classifica l’Italia tra i grandi paesi della pirateria internazionale.

Brasile, Canada, Cina, Grecia, Indonesia, Spagna, Corea, Messico, Russia e Italia. Sono questi i paesi di punta per quella che l’industria definisce emergenza pirateria digitale, una top ten nella quale per la prima volta entra anche il Belpaese e che è raccontata nel rapporto IFPI Protecting Creativity in Music.

Uno studio secondo cui nel 2005 sono stati scaricati illegalmente 20 miliardi di brani musicali, un elemento che viene visto non solo come danno per l’industria ma anche come proiezione delle potenzialità di un mercato legale. Le major sembrano convinte che la gratuità e disponibilità di pezzi del P2P sia in qualche modo equiparabile ai servizi di distribuzione legale online, incentrati su prezzi spesso non bassissimi e tecnologie DRM che non agevolano la libera fruizione di quanto acquistato.

Non è peraltro un teorema peregrino: nel 2005 IFPI valuta che le entrate dal mercato digitale legale siano triplicate rispetto all’anno precedente raggiungendo quota 1,1 miliardi di dollari. Dati che indicano per il 2006 una ulteriore sostenuta crescita.

Il rapporto, disponibile qui in PDF, cita studi secondo cui negli Stati Uniti un quarto del declino nelle vendite di CD sarebbe ascrivibile al peer-to-peer, una tesi da sempre sostenuta dalle major sebbene rimanga controversa per la presenza di rilevazioni che parlano di dati del tutto diversi.

Altri studi citati dal rapporto IFPI indicano che la crociata legale contro gli utenti peer-to-peer sta avendo un forte impatto sull’uso dei sistemi di sharing: viene citato lo studio Jupiter dello scorso novembre dal quale emergerebbe che gli europei ora usano di meno il P2P.

Più volte nel rapporto viene citato il caso AllofMp3.com, sito russo che vende musica a prezzi stracciati e che l’industria occidentale ha cercato in ogni modo di far chiudere, fin qui senza molto successo. “Gli appassionati di musica - scrivono gli estensori del rapporto - dovrebbero scegliere tra i molti servizi legali disponibili che compensano gli artisti anziché rivolgersi ad un servizio illegale che sfrutta la creatività degli altri per propri fini”. Una speranza che deve però fare i conti con la fruibilità dei contenuti di AllofMp3.com e altri siti simili, la cui musica viene offerta senza alcuna tecnologia anticopia oltreché a prezzi assolutamente concorrenziali con quelli dei jukebox online occidentali.

Le 20 pagine del rapporto nel complesso affrontano tutte le forme della pirateria, da quella tradizionale su CD masterizzati fino al “nuovo fronte” delle LAN universitarie, un’occasione certo utile per capire fino in fondo come l’industria discografica si prepara ad affrontare la “seconda fase” del “mercato Internet”.

Guida Crack Serial

Monday, July 31st, 2006

Guida Crack Serial Keygenerator Patch

Prefazione:
In questa breve guida cercherò di spiegare cosa sono i crack, serial, key generator e le patch.Ho notato che ci sono alcune persone che ne ignorano l’esistenza altre non riescono ad utilizzarle, forze anche perchè su internet si trovano migliaia di siti che offrono la possibilità di ricercare questi programmi attraverso il none e la versione del programma che vogliamo sbloccare, ma non spiegano come utilizzarli.

Crack:
I cracks sono generalmente utilizzati per avviare giochi masterizzati. Per prima cosa andare nella sezione “cracks & serial” inserire il nome del gioco con la relativa versione “Mio Gioco v 3.02″ e scegliere un motore di ricerca, consiglio di iniziare sempre dal primo e proseguire con gli altri motori se non si viene a capo di risultati.Una volta scaricato il crack sul computer, che in genere è zippato, per cui procuratevi winzip o un qualsiasi altro decompressore, decomprimetelo, copiate il file in esso contenuto che in genere è “game.exe” ed incollatelo nella cartella in cui è istallato il gioco,vi apparirà un messaggio che recita sovrascrivere il file game.exe … voi date ok. Es.: Mio Gioco si troverà in c:/programmi/mio gioco/.
Vi chiederete cosa faccia questo file che avete scaricato, se sia pericoloso, se contenga virus.Di solito è il file originale modificato, cioè gli vengono eliminate alcune parti come il controllo del cd per verificare se sia originale, oppure la sua presenza nel cdrom.Nel 99% dei casi non è dannoso ma una garanzia non può darla nessuno comunque state tranquilli, ho utilizzato molti crack,patch,key generator e non mi ha mai provocato danni al pc.

Serial:
I serials vengono utilizzati per registrarsi un programma trial senza pagare un euro, cioè programmi con tutte le funzionalità, ma che dopo un periodo di valutazione smettono di funzionare.Per il serial andate nella sezione “cracks & serial” inserire il nome del programma “programma v 1.1″ scegliere il motore di ricerca, iniziate dal primo così se non lo trovate inserite il sottostante.Una volta scaricato decomprimetelo con winzip o simile, aprite il file in esso contenuto con blocco note di windows o con un qualsiasi editor di testo, di solito è contenuto in un file con attributo .nfo perciò se scaricando il file trovate un file .diz non perdete neanche il tempo ad aprirlo contiene soltanto credits.Ora cercate di localizzare nel file .nfo il nome e il numero di serie per registrarvi il programma.Di solito è riportato nella prima parte del file.Inserite il nome e il codice nell’apposito campo di registrazione del programma a cui volete registrarvi ed il gioco è fatto.Es.: Nome: EVC Code: KXA9AA8AABAA32.

Keygenerator:
I keygenerator non sono altro che dei programmi in grado di creare un codice valido di registrazione personalizzato, cioè potete scegliere il nome a cui registrare il programma, questa è la differezza con i serial.Una volta inserito in questo programma il nome vi genera il codice da inserire nel campo di registrazione del vostro programma.Per trovarli leggetevi i Serial.

Patch
Alcuni programmi demo o trial che siano non dispongono di un campo in cui inserire il nome e il codice seriale per registrarvi il programma ed in questo caso entrano in gioco le patch che sbloccano questo programma.Per cercare le Pach leggete i Crack o Serial la tecnica è la stessa.

Conclusioni:
Purtroppo vi potrebbe capitare di non trovare il crack,serial,keygenerator o la patch, il mio consiglio, se è un gioco aspettate qualche settimana forse è appena uscito e i cracker ancora non l’hanno creato, se invece è un programma cercate di scaricarvi la versione di cui si trova il serial,keygenerato o la patch.
Ricordatevi il crack,serial,keygenerato o la patch è diverso da “Programma v 1.1″ a “Programma v 1.10″ non fatevi ingannare perchè altrimenti non vi funziona.

Navigazione Anonima

Monday, July 10th, 2006

Per navigare sul web con un buon anonimato è bene non utilizzare Internet Explorer per via delle innumerevoli vulnerabilità anche molto pericolose e ben documentate in rete su come sfruttarle. Pertanto vi consiglio di scaricarvi il browser gratuito Firefox e tenerlo aggiornato.

Vi sono molti programmi specifici per rendere la vostra navigazione anonima molto efficente con i multiproxy, ma per una normale navigazione è sufficiente impostare il browser per navigare con i proxy, si ha così la possibilità di navigare più velocemente. Perchè maggiore è il numero dei proxy utilizzati e minore sarà la vostra velocità di caricamento delle pagine web.

Ecco come lavorano i proxy:
WEB <==> Proxy <==> Server accesso alla rete <==> Voi

I proxy scaricano per voi le pagine web e voi le scaricherete dal proxy per questo motivo crescono i tempi di latenza dovuti alla velocità dei proxy.

Una buona raccolta di proxy aggiornati è reperibile su AliveProxy  quelli denominati hight anonymity la differenza fra gli altri sono i dati comunicati al server dove risiede la pagina web. Gli hight  non comunicano neanche la vostra nazionalità, gli anonymity nascondono solo  l’ip, mentre i  transparent  inviano negli header di indentificazione al server i vostri veri dati.

Per configurare il proxy andate: firefox–>Strumenti–>Opzioni–>Generale–>Impostazioni Connessione
Ora Spuntate “configurazione manuale dei proxy” ed inserire in “Proxy HTTP” l’ip e la porta e se il proxy è compatibile anche nelle altre voci.

Puo’ capitare che non si riesca a navigare in questo caso cambiate proxy le motivazioni possono essere diverse: il proxy è sovraccarico di connessioni, è stato disattivato, non siete abilitati ad utilizzarlo,…
Eliminate dopo ogni navigazione il contenuto nella cronologia, nei moduli, nei cookies e nella  cache.

Una volta configurato il browser per vedere quali informazioni inviate potete usare questa utility proxydetect.com