Archive for June, 2006

IL PC QUESTO SCONOSCIUTO, PICCO DI ANALFABETI IN ITALIA

Friday, June 23rd, 2006

[ansa.it] BRUXELLES - Cliccare su un mouse per avviare un qualsiasi programma sul computer è un gesto ancora ignoto alla maggioranza degli italiani: secondo un sondaggio condotto da Eurostat nel 2005, il 59% degli intervistati in Italia si è dichiarato infatti incapace di svolgere le operazioni informatiche basilari.

Questa nuova forma di analfabetismo è praticamente la norma tra gli over-55 della penisola (l’87% non ha la minima conoscenza informatica) ma è anche molto diffusa tra i giovani: il 28% degli italiani nella fascia tra i 16 e i 24 anni e il 14% degli studenti.

Il sondaggio Eurostat rileva che l’analfabetismo informatico, pur toccando i suoi picchi in Italia e Grecia (dove è il 65% degli intervistati a dire di non conoscere il computer) è molto diffuso in generale in Europa, nonostante le istituzioni europee si siano poste l’obiettivo di trasformare l’Ue entro il 2010 nell’economia basata sulla conoscenza (anche e soprattutto virtuale) più sviluppata del mondo.

L’ufficio statistico dell’Ue ha presentato a un campione di oltre 180.000 europei un questionario per capire il grado di conoscenza delle operazioni informatiche, da quelle più semplici come copiare un file alle più complesse come creare un programma: il 37% non ha idea di che cosa si tratti. Nella fascia tra i 55 e i 74 anni, la percentuale sale al 65%.

Se l’Europa non ride l’Italia piange, anche perché dai dati emerge un’enorme diffusione dell’analfabetismo virtuale tra i disoccupati, cioé tra coloro che potrebbero maggiormente investire in corsi di formazione per riciclarsi in un mercato del lavoro sempre più informatizzato: il 62% dei disoccupati italiani non conosce il computer a fronte di una media europea del 39%.

E la situazione difficilmente cambierà nel breve termine, se si considera che soltanto il 4% degli italiani intervistati da Eurostat ha detto di aver svolto un corso di informatica nel corso dell’ultimo anno. La percentuale più bassa d’Europa, in questo caso inferiore anche alla Grecia (7%).

Utilizzando il parametro del genere, sono le donne le meno informatizzare in Italia: il 64% non conosce il computer a fronte del 53% degli uomini. Il divario di 11 punti percentuali é inferiore soltanto a quello registrato nel minuscolo Lussemburgo. Nel resto dell’Europa le differenze di genere sono in invece minime, mentre in Ungheria l’analfabetismo informatico é più diffuso tra gli uomini.

Mentre un numero crescente di operazioni della vita di tutti i giorni si trasferisce sul computer e in particolare su internet, dai contatti con l’amministrazione pubblica (e-government) all’acquisto di biglietti di ogni genere, dalla spesa al supermercato alla gestione del conto in banca, l’Italia resta al palo, come confermato da un altro recente sondaggio di Eurostat in base al quale i due terzi degli italiani (62%) non si è mai collegato a internet.

Italia medaglia di bronzo alla RoboCup

Friday, June 23rd, 2006

[lastampa.it] Ad aggiudicarsi l’ambito premio della principale competizione internazionale di robotica, svoltasi quest’anno a Brema con la partecipazione di oltre cento gruppi provenienti da tutto il mondo è stata Lucia, un robot per la supervisione domestica degli anziani interamente concepito da una squadra di ricercatori dell’Istituto di Scienze e Tecnologie della Cognizione del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR).

Oltre a possedere la capacità di muoversi con sicurezza nell’ambiente domestico, Lucia è in grado di gestire autonomamente diversi aspetti della vita quotidiana di un anziano, comprendendone un certo numero di bisogni e arrivando addirittura a correggere i suoi errori.

RoboCup quest’anno si è articolata in tre categorie: la robotica per i soccorsi, ossia l’utilizzo di macchine intelligenti al posto dei soccorritori in disastri naturali ed altre situazioni a grosso rischio per l’uomo; lo sport, una classica disciplina delle macchine governate con i principi dell’intelligenza artificiale, dove degli automi giocano a calcio; la robotica domestica, ossia macchine dalle sembianze umane impiegate come assistenti casalinghi, ed è in questa disciplina che c’è stato il bronzo italiano.

La competizione si è articolata in tre prove atte a misurare le performance tecniche dei robot: navigazione, person-following, e manipolazione. Inoltre, le squadre hanno anche partecipato ad una prova libera in cui i sistemi robotici hanno mostrato degli esempi concreti di utilizzo dei robot in ambiente casalingo. Le migliori cinque squadre hanno poi partecipato alla finale. Primi classificati i tedeschi del team Allemaniacs, secondi gli statunitensi dell’università Carnegie Mellon e terzi gli italiani.

Il team RoboCare è scaturito da un progetto finanziato dal Ministero della ricerca scientifica nel 2000 e finito quest’anno. La squadra RoboCare che ha vinto la competizione è composta dagli ingeneri Riccardo Leone, Federico Pecora e Riccardo Rasconi, che hanno lavorato insieme al gruppo di robotica del Prof. Daniele Nardi dell’Università di Roma La Sapienza.

Tv, slitta a 2008 transizione a digitale per Sardegna,V. D’Aosta

Friday, June 23rd, 2006

[reuters.it] ROMA (Reuters) - Per Sardegna e Valle D’Aosta slitta al 2008 dal 31 luglio di quest’anno la transizione delle trasmissioni televisive analogiche al nuovo sistema digitale.

Lo ha annunciato il ministro per le Comunicazioni Paolo Gentiloni, nel corso di una conferenza stampa assieme ai governatori delle due regioni, Renato Soru e Luciano Caveri.

“Abbiamo previsto la data del primo marzo per la Sardegna e del primo ottobre per la Valle D’Aosta”, ha detto il ministro.

L’Italia punta a convertire al digitale tutti i programmi televisivi su scala nazionale entro la fine del 2008. Il ministro non ha comunque escluso slittamenti anche per questo obiettivo.

“Non c’è dubbio che la fase di transizione avrà tempi più lunghi, per ora ci occupiamo delle due regioni”, ha precisato il ministro.

“Ho sempre detto, e non me lo rimangio, che la tempistica fissata per la transizione è poco credibile”, ha aggiunto.

Nel 2001, il governo Amato fissò su scala nazionale il target del 31 dicembre 2006 per il cosiddetto “switch off”. Il governo Berlusconi ha poi fatto slittare alla fine del 2008 l’obiettivo.

Vodafone: parte il super Umts…Hsdpa

Friday, June 16th, 2006

[alground.com] Navigare in rete alla velocità di 1.8 megabit al secondo, una velocità circa quattro volte maggiore di quella attualmente raggiungibile con l’Umts. E’ quello che da domani sarà possibile grazie a Hsdpa, il nuovo servizio Umts lanciato dalla compagnia Vodafone. Il nuovo servizio, sebbene abbia delle prestazioni sicuramente inferiori rispetto ad un collegamento Adsl sulla rete di tipo fisso, permetterà comunque di navigare con l’ausilio della banda larga, anche direttamente da casa grazie alla Internet box di Vodafone, che consentirà di collegare ad una rete i pc fissi e i laptop portatili, mentre, se si vuole navigare con il proprio cellulare basterà inserire la propria Sim in una nuova connect card o in un nuovo telefonino. Bastano 30 euro per avere a disposizione 30 ore di navigazione. Il servizio, che sulle prime sarà operativo solo nelle zone di Milano e Torino, ben presto, si pensa alla fine del corrente mese, potrà arrivare a coprire la stessa zona del normale Umts.

Una lunga storia - La vodafone Italia ha lanciato per prima nel nostro paese, la banda larga mobile, ed ora prosegue sulla stessa linea con il nuovo servizio Hsdpa: quest’ultimo è creato appositamente per il trasferimento di grandi quantità di dati a costi decisamente più contenuti rispetto alla media, oltre ad essere in grado di supportare applicazioni fra le più innovative come l’amato download di giochi e musica, e le applicazioni business. Attualmente sono 29 le reti Hsdpa, numero che dovrebbe salire a 32 entro al fine del 2006. Allo stesso modo, i mezzi tecnici che supportano questa nuova tecnologia conoscono un periodo di estremo sviluppo, più 56% rispetto al febbraio del 2005. E, di conseguenza, sono stati ben 14 i modelli di telefonini dotati di questa tecnologia prodotti e distribuiti dai 13 fornitori attualmente operativi sul mercato. Numeri che confermano il successo della tecnologia e della soddisfazione degli utenti che cresce anno dopo anno. A fronte di una crescita così rapida, gli esperti prevedono che ben l’80% degli utenti che utlizzano dispositivi mobili si affiderà all’Hsdpa, sistema che con il passare del tempo permetterà applicazioni sempre più efficienti, volumi di scambio dei dati sempre più consistenti e, soprattutto, costi sempre più ridotti.

Da non trascurare, tuttavia, l’invito alla prudenza rivolto dagli analisti di Visiongain. L’analista Goran Nastic ha infatti confermato che “Per la maggior parte degli operatori, l’Hsdpa è relativamente economico e semplice da sviluppare rispetto al W-CDMA e in più ha il potenziale per stimolare l’Arpu dati”,rimarcando però che “una trasmissione dati più veloce non implica necessariamente un’esperienza migliore e un maggiore uso dei dati”. Prudenza più che confermata, dal momento che solo il 10% degli utenti dotati di tecnologia a livelli simi è un fruitore fisso dei servizi: “L’Hsdpa – ha precisato Nastic – non è la risposta, ma è un passo nella direzione giusta”.

Preoccupazioni finanziarie - Neo in questa rosea atmosfera, la situazione non perfettamente felice di Vodafone sotto l’aspetto finanziario. La gestione della società preoccupa notevolmente gli investitori i quali, secondo quanto dichiarato dal Times, hanno deciso una riunione per definire la strategia migliore per rilanciare la società e correggere alcuni difetti di gestione, strategia che sarà presentata ai dirigenti della Vodafone, il che non esclude, anzi, la possibilità che si verifichi al più presto un rinnovamente radicale del CDA Vodafone.

Arrivano i nuovi processori Intel:Amd abbasserà i prezzi?

Friday, June 16th, 2006

[lastampa.it] Amd starebbe per rilasciare un nuovo listino con prezzi molto ribassati su tutti i suoi processori in vista dell’annunciato arrivo delle cpu per notebook Core 2 Duo, le nuove soluzioni Intel basate su architettura Conroe.

Secondo voci ancora non ufficiali, questa strategia commerciale permetterebbe alle cpu Athlon 64 e Sempron, prodotte da Amd, di essere maggiormente competitive sia con le cpu Conroe che con quelle Pentium 4 e Pentium D. Per queste ultime, infatti, Intel praticherà una consistente riduzione di prezzo per meglio allinearle rispetto alle nuove soluzioni.

Nel mondo informatico c’è dunque molta attesa sia per il debutto dei nuovi processori, che dovrebbe avvenire il prossimo 23 luglio, sia per la conferma del possibile ritocco ai prezzi, sul quale Amd non ha rilasciato commenti.

Via Verdi 49: la sit-com Tim per il cellulare

Friday, June 16th, 2006

[dgmag.it] La tv sul cellulare è una realtà sempre più diffusa, sulla quale le aziende puntano per trovare un nuovo sbocco e grazie alla quale nuovi palinsesti vengono creati a regola d’arte per chi vuole vedere la televisione tramite lo schermo di un cellulare.

E così debutta stasera su Alice Home Tv e sui cellulari Tim la nuova sit-com Via Verdi 49, primo esempio di format multimediale convergente, studiato per la trasmissione sulla TV via Internet e sulla piattaforma mobile.

Ogni puntata sarà composta da due episodi della durata di circa 6 minuti ciascuno, per un totale di 104 episodi e andrà in onda gratuitamente dal lunedì al venerdì alle ore 21.15.

Tutti gli episodi di Via Verdi 49 saranno disponibili on demand e consultabili per personaggio protagonista oppure in ordine cronologico.

Via Verdi 49 racconta in chiave comica le storie di vita quotidiana degli abitanti di un condominio popolare, in cui i protagonisti sono vittime apparentemente inconsapevoli di un portinaio irriverente e beffardo. Un personaggio curioso e dal carattere difficile, rappresentato dal suono della voce e dalle mani gesticolanti, ma del quale non si vede mai il volto. Le divertenti vicende dei condomini si svolgono nell’androne del palazzo e sono riprese da una telecamera fissa posizionata all’interno della guardiola.

Il portinaio è il regista e la causa scatenante di tutte le gag che vedono coinvolti, in ogni puntata, diversi personaggi dello spettacolo provenienti da Zelig ed una o più guest star nel ruolo di se stessi.

Tra gli ospiti che partecipano a Via Verdi 49 ci sono Dolcenera, i Fichi D’India, Max Pisu, Ugo Conti, Luca Dirisio, Rocco Barbaro, Dado, Mauro di Francesco e gli Zero Assoluto.

Una regia originale ed innovativa, basata su inquadrature fisse e molto strette, darà l’illusione che gli strampalati personaggi della sit-com attraversino lo schermo del televisore o del telefonino per interagire con gli spettatori.

L’interattività con il pubblico è una delle caratteristiche di Via Verdi 49: da Rosso Alice, il portale ADSL di Telecom Italia, sarà infatti possibile inviare videomessaggi al portiere del condominio, che saranno opportunamente selezionati per l’inserimento negli episodi in fase di post produzione.

In questo modo, utilizzando gli strumenti di comunicazione tipici della web community, gli spettatori potranno partecipare attivamente alla sit-com, inserendosi a pieno titolo nello script; pagando un Mms 1 euro (IVA inclusa) e un videomessaggio via email i.Box in relazione alla dimensione in Kb del filmato ma calcolando un costo di 0,06 centesimi di euro per Kb.

Su Rosso Alice sarà inoltre disponibile una sezione dedicata alla sit-com con tutte le curiosità, le schede complete dei personaggi protagonisti e videoclip estratti dai vari episodi andati in onda.

Nel portale mobile di Tim sarà presente uno spazio dedicato a Via Verdi 49 con la possibilità di vedere i videoclip delle puntate.

Il Mail on Sunday: «Vita da schiavi per produrre gli iPod»

Friday, June 16th, 2006

[panorama.it]  15 ore di lavoro al giorno. 40 euro di stipendio mensili. Stanze dormitorio all’interno degli stabilimenti. Uomini armati per vigilare sui ritmi lavorativi. Per assemblare lo Shuffle e il Nano, gli operai cinesi sono sottoposti a un regime carcerario severissimo. Lo svela un’inchiesta-denuncia del quotidiano

40 euro al mese per 15 ore di lavoro medie al giorno. Condizioni lavorative simili a quelle dell’Inghilterra dickensiana, con gli oltre 200mila operai costretti a dormire in stanze dormitorio con cento posti letto all’interno degli stabilimenti.

Il tutto sotto la stretta sorveglianza di personale armato che controlla chiunque entri ed esca per evitare episodi di spionaggio industriale.
Forza lavoro composta principalmente da donne, ritenute più oneste e affidabili, costrette a lavorare in piedi per quasi tutta la giornata, sottoposte a punizioni continue nel quadro di un regime normativo che gli operai non esitano a definire militaresco e carcerario.
Gli stabilimenti - secondo l’inchiesta del Maily on Sunday che ha scoperchiato il caso - si trovano a Longhua, non lontano da Hong Kong, di proprietà della taiwanese Foxccon. Il prodotto assemblato è il Nano, il più popolare gadget del momento, inventato dagli ingegneri di Steve Jobs a Cupertino in California e assemblato - in condizioni massacranti - in Cina.

AVVIATA INDAGINE INTERNA
Le chiamano ipod City, sterminate cittadelle operaie cinesi dove i lavoratori non vedono quasi mai la luce del sole. Più fortunati, si fa per dire, gli operai impiegati a Suzhou, vicino a Shangai, nell’assemblaggio dello Shuffle: i dormitori sono all’esterno della fabbrica, il salario è il doppio rispetto a quello percepito dai lavoratori del Nano (80 euro mensili), ma metà dello stipendio se ne va in vitto e alloggio versato direttamente alla stessa azienda che li impiega.
Il danno d’immagine per la Apple di Steve Jobs potrebbe essere devastante. La società calforniana del patron della Mela che ha costruito il suo successo anche su slogan d’effetto come Think Different ha subito diramato un comunicato: «La Apple si impegna a garantire che le condizioni di lavoro adottate dai nostri fornitori siano sicure e che i dipendenti siano trattati con rispetto e dignità». E’ stata avviata anche un’indagine interna per verificare la denuncia del Mail e il rispetto del codice antisicriminatorio sottoscritto dall’azienda californiana. Sul trattamento dei lavoratori che producono i più popolari gadget del momento si gioca parte della credibilità di un’azienda che negli ultimi anni ha venduto quasi 50 milioni di esemplari di Ipod in tutto il mondo. E che su un’idea di libertà e creatività ha costruito parte del proprio successo.

Spazio,Pamela a caccia antimateria

Friday, June 16th, 2006

[tgcom.it] Lanciato strumento scientifico italiano

E’ partita con successo, con il lancio dello strumento scientifico italiano Pamela, la missione spaziale italo-russa. Il lancio è avvenuto, come previsto, questa mattina dalla base russa di Baikonur, nel Kazakhstan. Pamela è un satellite italiano che raccoglierà dati per studiare fenomeni ancora misteriosi come l’antimateria e la materia oscura.

Pamela, una sigla che sta ad indicare il Payload for Antimatter Matter Exploration and Light-nuclei Astrophysics, è stato lanciato in orbita alle 11,00 ora locale, le 6,00 ora italiana. E rimarrà nello spazio per almeno tre anni, su un’orbita ellittica quasi polare tra 300 e 600 chilometri d’altezza. La missione è frutto di una collaborazione tra l’Agenzia Spaziale e Istituti di ricerca russi e l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, con la partecipazione dell’Agenzia Spaziale Italiana e il contributo delle agenzie spaziali e università tedesche e svedesi.

“L’antimateria e la materia oscura - spiegano Asi e Infn - sono tra le questioni più controverse e affascinanti che la fisica moderna si trova ad affrontare: oggi sappiamo che l’universo è costituito soltanto per il 5% dalla materia a noi più familiare, quella fatta di protoni, neutroni ed elettroni. Si calcola invece che il 70% di ciò che esiste nel cosmo sia costituito da una sostanza invisibile e omogenea chiamata “energia oscura”. L’ultimo 25% sarebbe invece formato da materia oscura, cioé da particelle molto diverse dalla materia ordinaria, non aggregate in corpi celesti, e in parte ancora sconosciute”.

L’antimateria è invece rarissima nel nostro universo, ma secondo le teorie più accreditate, dopo il Big Bang si sarebbe formata in quantità uguale alla materia. Materia e antimateria si sarebbero poi quasi immediatamente annientate vicendevolmente in un lampo di energia. Da questo processo sorprendentemente “avanzo” una piccolissima percentuale di materia, quella che oggi forma le stelle, i pianeti, noi stessi e tutto ciò che conosciamo.

Pamela cercherà quindi di scoprire perché, se in origine materia e antimateria erano in quantità uguali avanzò solo un po’ della prima e quale è la differenza fra le due. Il metodo con cui procederà sarà basato sullo studio dei raggi cosmici: particelle energetiche di diversa natura che giungono dallo spazio, fornendo importanti informazioni sulla sorgente cosmica che li ha emessi e sul cosmo in generale. In particolare, Pamela misurerà il flusso, l’energia e le caratteristiche di raggi cosmici di origine galattica, interplanetaria e solare, con una precisione mai ottenuta prima.

Lo strumento pesa quasi 500 kg, ha le dimensioni di un parallelepipedo alto 1,3 metri, con una base quadrata di 75 centimetri di lato. E’ composto da un grande magnete corredato da un notevole numero di rivelatori che permettono di riconoscere le particelle che compongono i raggi cosmici, tracciarne la traiettoria e misurarne l’energia. Poi, sofisticati dispositivi elettronici permettono la lettura dei dati ottenuti. Grazie a queste avanzatissime apparecchiature, i ricercatori potranno realizzare per la prima volta osservazioni di lungo periodo senza il disturbo dell’atmosfera con la quale i raggi cosmici interagiscono. Finora, dati di questo tipo sono stati raccolti da strumenti posti su palloni stratosferici, e una volta anche sullo Space Shuttle, ma sempre per breve tempo.

Per Piergiorgio Picozza, direttore della sezione Infn dell’Università di Roma Tor Vergata, che ha coordinato il lavoro delle sezioni Infn di Firenze, Napoli, Roma Tor Vergata, Trieste, Bari, dei Laboratori Nazionali di Frascati e della collaborazione internazionale, “Il lancio di Pamela rappresenta un momento di grande emozione per tutta la collaborazione, il coronamento di anni di studi portati avanti in gran parte da giovani ricercatori. Pamela al momento è lo strumento più sviluppato in questo settore dell’astrofisica”.

L’inquinamento al Polo minaccia gli animali

Friday, June 16th, 2006

[corriere.it] Correnti oceaniche e venti scaricano i veleni dell’uomo sull’Artico. A rischio i sistemi ormonali e immunitari e le capacità riproduttive

MILANO - Nell’estremo nord del Mondo c’è qualcosa che non va. Da tempo gli scienziati denunciano che correnti oceaniche e venti scaricano sull’Artico i veleni prodotti dall’uomo e contaminano sempre di più un ecosistema dal quale dipendiamo tutti. I primi a pagarne le conseguenze, secondo l’ultimo rapporto del Wwf, sono i circa 4 milioni di abitanti e specie animali che vivono al Polo Nord: ci sono le prove dei danni che colpiscono le diversi specie.

COCKTAIL DI VELENI - Un cocktail di veleni colpisce mammiferi e uccelli, compromettendone in modo grave lo stato di salute, l’abilità a resistere in un ambiente estremo, la capacità di riproduzione, lo sviluppo. In particolare si è rilevato che l’esposizione alle sostanze chimiche tossiche interferisce con il sistema ormonale e immunitario, modifica i livelli di vitamina A e provoca fragilità della struttura ossea. Ciò vuol dire che a essere alterate sono le principali funzioni vitali: metabolismo, sviluppo, fertilità, determinazione del sesso, funzioni neurologiche, stimoli della fame e della sete, impulsi sessuali.ù
OSSA PIU’ SOTTILI - Gli orsi polari, per esempio, al vertice della catena alimentare, risultano gravemente contaminati da sostanze attualmente in uso negli elettrodomestici, come i ritardanti di fiamma bromurati (Bfr) e i composti perfluorinati, con conseguenti alterazioni del sistema immunitario, ormonale e diminuzione dello spessore delle ossa. I beluga, che prediligono acque costiere poco profonde e risalgono le foci dei fiumi, aree ad altissima concentrazione di inquinanti chimici, sono tra le specie artiche più intossicate, tanto che i corpi di alcuni esemplari trovati morti, provenienti dall’estuario del fiume San Lorenzo in Canada, sono stati smaltiti come rifiuti tossici.
UOVA CONTAMINATE - Per quello che riguarda gli uccelli poi c’è da osservare che molte sostanze chimiche tossiche si concentrano nel tessuto adiposo e, al momento della deposizione, passano nelle uova, con la conseguenza che l’embrione già nelle prime fasi di sviluppo è esposto ai contaminanti chimici. L’esposizione alle sostanze chimiche tossiche insieme ai cambiamenti climatici e alla perdita di habitat genera una miscela micidiale che mette a rischio la sopravvivenza stessa delle specie artiche.
DISCARICA TRA I GHIACCI - «L’Artico sta diventando sempre più una sorta di discarica chimica», ha commentato Gianfranco Bologna, direttore scientifico del Wwf Italia. «Molti tra i prodotti chimici tossici che usiamo nelle nostre case finiscono nell’Artico». Un momento decisivo, in questo contesto che sta assumendo contorni sempre più allarmanti, sarà quando il Parlamento Europeo, a fine ottobre prossimo, tornerà a decidere su Reach – Registrazione, valutazione e autorizzazione delle sostanze chimiche.

Ecomafia, in Italia 19 milioni di rifiuti finiscono nel nulla

Friday, June 16th, 2006

[ilsole24ore.com] Aumenta il traffico di rifiuti in Italia e la rifiuti-connection supera i confini del Mezzogiorno e allunga i tentacoli sul Nord: lo attesta “Ecomafia 2006”, rapporto annuale di Legambiente sull’illegalità ambientale in Italia e sul ruolo della criminalità presentato questa mattina a Roma.
Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige sono diventate spesso destinazioni di arrivo o di smaltimento dei rifiuti illegali.
Il traffico di rifiuti, dunque, cresce, segnando nel 2005 un aumento del 16,5% rispetto al 2004, con 18,8 milioni di tonnellate di rifiuti spariti nel nulla. La Cina sta diventando la nuova mecca dello smaltimento illegale dei rifiuti pericolosi italiani ed europei, soprattutto sul fronte dei rifiuti elettronici. Alcune stime dell’Unione europea attestano che ogni anno ci sono 11 milioni di tonnellate di tecno-spazzatura da smaltire. Notevole anche il legname illegale contaminato da diossina che viaggia dall’Africa verso l’Italia. In aumento anche i traffici di specie protette, animali e vegetali per un valore di 7 miliardi di euro l’anno.

«Ormai le ecomafie e la criminalità ambientale - dice Roberto Della Seta, presidente nazionale di Legambiente - puntano a insediarsi in ogni angolo d’Italia e a svolgere un ruolo centrale anche nei traffici internazionali. La magistratura e le forze dell’ordine svolgono un’opera meritoria, ma per segnare successi decisivi servono contromisure immediate anche sul piano della volontà politica e delle norme, a cominciare dal pieno inserimento dei reati ambientali nel codice penale che Legambiente reclama inutilmente da anni. Alle forze dell’ordine vanno poi date più risorse, più uomini e più mezzi. Occorre inoltre un potenziamento delle attività di controllo, in particolar modo nel campo dei rifiuti e in quello dell’abusivismo edilizio, e un maggiore impegno a livello europeo».

Il ministro dell’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio si è dichiarato d’accordo sull’inserimento dei delitti contro l’ambiente nel codice penale. «Bisogna aiutare le forze dell’ordine - dice il ministro dell’Ambiente - ad avere il massimo di sinergie possibili, evitando dispersione di energie e sovrapposizioni di interventi e ottimizzando il ricorso alle risorse e alle nuove tecnologie disponibili. La depurazione delle acque, da un lato e una nuova politica dei rifiuti, dall’altro, sono le vere grandi opere del Paese».

Sono state registrate 4.797 infrazioni nel ciclo dei rifiuti (16,5% in più rispetto al 2004), realizzati 1.906 sequestri, 200 in più del 2004. Sono state denunciate o arrestate 5.221 persone, con una media di 14 al giorno. Il maggior numero di illeciti si rileva in Puglia (597 infrazioni), seguita da Campania (514), Veneto (389) e Sicilia (340). Gli illeciti interessano sempre più il Nord, tanto che nelle indagini sono impegnate 23 procure dell’Italia centro-settentrionale e 12 del Sud.

In aumento anche l’abusivismo edilizio, testimoniato dall’aumento del 27% dei sequestri. In generale nel 2005 in Italia si sono verificati 3 illeciti ambientali ogni ora, in tutto 23.660. Nel 2005 sono state realizzate 31mila costruzioni abusive, contro le 41mila del 2004. Al primo posto per cementificazione abusiva la Campania, seguita da Calabria, Sicilia e Puglia. Campania in vetta anche sul fronte degli abusi nelle aree protette accertati soprattutto nel parco nazionale del Vesuvio e nel parco nazionale del Cilento Vallo di Diano. Subito dopo seguono Sardegna e Lazio.
Dal 2003 al 2005 sono stati accertati 2.973 abusi nelle aree protette, con sequestri di immobili stimati in 150 milioni di euro. Su tutto il territorio nazionale sono stati invece sequestrati oltre un miliardo di euro di immobili. Il business dell’ecomafia nel 2005 è stato stimato da Legambiente in 22,4 miliardi di euro.