Ecomafia, in Italia 19 milioni di rifiuti finiscono nel nulla

[ilsole24ore.com] Aumenta il traffico di rifiuti in Italia e la rifiuti-connection supera i confini del Mezzogiorno e allunga i tentacoli sul Nord: lo attesta “Ecomafia 2006”, rapporto annuale di Legambiente sull’illegalità ambientale in Italia e sul ruolo della criminalità presentato questa mattina a Roma.
Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige sono diventate spesso destinazioni di arrivo o di smaltimento dei rifiuti illegali.
Il traffico di rifiuti, dunque, cresce, segnando nel 2005 un aumento del 16,5% rispetto al 2004, con 18,8 milioni di tonnellate di rifiuti spariti nel nulla. La Cina sta diventando la nuova mecca dello smaltimento illegale dei rifiuti pericolosi italiani ed europei, soprattutto sul fronte dei rifiuti elettronici. Alcune stime dell’Unione europea attestano che ogni anno ci sono 11 milioni di tonnellate di tecno-spazzatura da smaltire. Notevole anche il legname illegale contaminato da diossina che viaggia dall’Africa verso l’Italia. In aumento anche i traffici di specie protette, animali e vegetali per un valore di 7 miliardi di euro l’anno.
«Ormai le ecomafie e la criminalità ambientale - dice Roberto Della Seta, presidente nazionale di Legambiente - puntano a insediarsi in ogni angolo d’Italia e a svolgere un ruolo centrale anche nei traffici internazionali. La magistratura e le forze dell’ordine svolgono un’opera meritoria, ma per segnare successi decisivi servono contromisure immediate anche sul piano della volontà politica e delle norme, a cominciare dal pieno inserimento dei reati ambientali nel codice penale che Legambiente reclama inutilmente da anni. Alle forze dell’ordine vanno poi date più risorse, più uomini e più mezzi. Occorre inoltre un potenziamento delle attività di controllo, in particolar modo nel campo dei rifiuti e in quello dell’abusivismo edilizio, e un maggiore impegno a livello europeo».
Il ministro dell’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio si è dichiarato d’accordo sull’inserimento dei delitti contro l’ambiente nel codice penale. «Bisogna aiutare le forze dell’ordine - dice il ministro dell’Ambiente - ad avere il massimo di sinergie possibili, evitando dispersione di energie e sovrapposizioni di interventi e ottimizzando il ricorso alle risorse e alle nuove tecnologie disponibili. La depurazione delle acque, da un lato e una nuova politica dei rifiuti, dall’altro, sono le vere grandi opere del Paese».
Sono state registrate 4.797 infrazioni nel ciclo dei rifiuti (16,5% in più rispetto al 2004), realizzati 1.906 sequestri, 200 in più del 2004. Sono state denunciate o arrestate 5.221 persone, con una media di 14 al giorno. Il maggior numero di illeciti si rileva in Puglia (597 infrazioni), seguita da Campania (514), Veneto (389) e Sicilia (340). Gli illeciti interessano sempre più il Nord, tanto che nelle indagini sono impegnate 23 procure dell’Italia centro-settentrionale e 12 del Sud.
In aumento anche l’abusivismo edilizio, testimoniato dall’aumento del 27% dei sequestri. In generale nel 2005 in Italia si sono verificati 3 illeciti ambientali ogni ora, in tutto 23.660. Nel 2005 sono state realizzate 31mila costruzioni abusive, contro le 41mila del 2004. Al primo posto per cementificazione abusiva la Campania, seguita da Calabria, Sicilia e Puglia. Campania in vetta anche sul fronte degli abusi nelle aree protette accertati soprattutto nel parco nazionale del Vesuvio e nel parco nazionale del Cilento Vallo di Diano. Subito dopo seguono Sardegna e Lazio.
Dal 2003 al 2005 sono stati accertati 2.973 abusi nelle aree protette, con sequestri di immobili stimati in 150 milioni di euro. Su tutto il territorio nazionale sono stati invece sequestrati oltre un miliardo di euro di immobili. Il business dell’ecomafia nel 2005 è stato stimato da Legambiente in 22,4 miliardi di euro.
