Google è una nuova Microsoft?

[mytech.it] Proprio come la storia dell’uomo, caratterizzata dalla nascita e dal declino di un impero dopo l’altro, anche l’industria informatica, nei pochi decenni della sua esistenza, è stata dominata da una grande azienda dopo l’altra. Durante l’era del mainframe era l’Ibm a indossare la corona, ma poi, con il passaggio a macchine più piccole nell’era del personal computer, ha annaspato e si è vista usurpare il trono dalla Microsoft. Oggi, all’alba della nuova era dei servizi su Internet, molti considerano Google l’erede al trono. La nuova arrivata è maturata, diventando un potente gigante del settore, e nell’ambiente informatico, affermare che “Google è diventata la nuova Microsoft” è ormai diventato un luogo comune. È vero?
Il paragone è al tempo stesso un complimento e un rimprovero: è un complimento perché denota che ora Google è diventata l’azienda che definisce l’ambiente in cui operano altre società tecnologiche, proprio come hanno fatto, a loro tempo, Ibm e Microsoft. Come accadeva per Microsoft nel suo periodo d’oro, oggi Google è l’azienda tecnologica in cui aspirano a lavorare i geni dell’informatica, incarna lo zeitgeist della tecnologia ed è una società estremamente apprezzata il cui nome è familiare a tutti. Il confronto però è anche un rimprovero perché evidenzia la crescente preoccupazione che Google oggi sia diventata così potente da non far più del bene nemmeno a se stessa o al proprio settore o, addirittura, al mondo in genere.

TROPPO POTERE
Per molti, Google è la principale porta di accesso a Internet. Per molte aziende on-line, ottenere una buona posizione nel suo motore di ricerca, il cui funzionamento costituisce un segreto custodito molto gelosamente, è una questione di vita o di morte. I critici (incluso Bill Gates della Microsoft) sostengono che nelle mani di Google si è concentrato troppo potere. Pare che la Microsoft e altre grandi società operanti su Internet, tra cui eBay, Amazon e Yahoo!, stiano attualmente studiando varie alleanze per creare un contrappeso contro il nuovo mostro della rete. E le aziende più piccole si sentono ancora più vulnerabili: non appena Google afferma di voler entrare in un particolare mercato, i pesci piccoli di quel settore corrono ai ripari, a meno che non siano così fortunati da essere acquisiti da Google.
E non è solo una questione di affari. Lo scorso gennaio, Google ha danneggiato irreparabilmente la propria reputazione presso i fanatici della tecnologia più idealisti, aprendo una versione censurata del proprio servizio di ricerca per gli utenti cinesi. Come sostengono i critici, cedendo al governo cinese, Google ha svuotato di significato il motto aziendale, “don’t be evil” (non essere cattivo, ndt). Dagli esordi come semplice motore di ricerca, le ambizioni sempre più alte di Google, aumentate da una serie di nuove iniziative svelate durante la sua annuale Giornata dei media, oggi la fanno apparire sia temibile sia incoerente nel suo tentativo di allargarsi sempre più. Lo stesso destino era toccato a Microsoft.
Ma dov’è la differenza?

DIFFERENZE TRA GOOGLE E MICROSOFT
Tuttavia, tra Google e Microsoft esistono delle differenze fondamentali. Innanzitutto, Google è molto più innovativa e la scelta di lavorare con team piccoli e flessibili le ha permesso fino a oggi di rimanere innovativa pur ingrandendosi. Microsoft, al contrario, è andata in crisi proprio a causa della sua dimensione e della sua posizione dominante. È meno innovativa nei mercati in cui deve fare i conti con una concorrenza meno forte, come i sistemi operativi, il software per ufficio e i browser web, ma, stranamente, è ancora capace di modernizzarsi nei settori in cui ha rivali potenti (soprattutto in quello dei videogame).
Comunque, ciò che più conta sono le differenze che suggeriscono che Google non riuscirà a imporre un blocco del settore alla maniera di Ibm o Microsoft. La posizione dominante di Ibm era dovuta al fatto che era proprietaria dell’hardware e del software dei propri computer mainframe. Nell’era del Pc, l’hardware è diventato un bene di largo consumo e la Microsoft si è costruita un monopolio molto redditizio incentrato sul proprio sistema operativo proprietario, Windows. Ma nella nuova era dei servizi Internet dominano gli open standard, i rivali sono sempre a distanza di un solo click del mouse, e le aziende hanno molto meno possibilità di imporre un blocco con beni proprietari.

Provate a non usare software Microsoft per un giorno, soprattutto se lavorate in un ufficio, e vi renderete conto delle difficoltà; ma sopravvivere a un giorno senza Google è relativamente facile. Google ha concorrenti forti in tutti gli ambiti in cui opera: i motori di ricerca, la pubblicità on-line, il mapping, i servizi software, e così via. Le ditte importanti come Yahoo!, che prima appaltava le operazioni di ricerca a Google, sono passati ad altre tecnologie. La quota di mercato di Google è passata da percentuali vicine all’80% a un mero 50% di oggi. Forse, la prova più chiara del fatto che il continuo predominio di Google non è inevitabile è il destino di AltaVista, il precedente big della ricerca in Internet. Chi se lo ricorda oggi?
Senza un blocco con beni proprietari a proteggere la sua posizione dominante, Google dovrà lavorare sodo per restare in vetta. Ed è qui, alla fine, che il paragone con Microsoft non regge più. Google può forse essere l’elemento che più si avvicina a una Microsoft della nuova era, e di certo le due aziende si vedono reciprocamente come due grandi rivali, ma una delle cose migliori dell’era di Internet è che non si può dare per scontato che finisca con l’essere dominata da un unico gigante stile Microsoft.

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