Usa: un diritto navigare in ufficio

[TgCom]Chi naviga in Rete durante le ore d’ufficio non può essere licenziato per giusta causa. L’ha stabilito una sentenza americana chiamata a risolvere la vicenda di un impiegato del Dipartimento per l’educazione di New York con una sfrenata passione per Internet, giornali online, siti di viaggi e accusato dai suoi superiori di abusare del Web. Secondo il giudice amministrativo, negli Usa la Rete deve essere considerata alla stessa stregua del telefono e dunque non rappresenta una minaccia per l’efficienza sul posto di lavoro.

Inequivocabili le parole della corte: “Toquir Chouri non può essere licenziato perché non ha commesso alcuna violazione. Ormai Internet è diventato l’equivalente del giornale o del telefono, una combinazione tra comunicazione e informazione che è entrata a far parte della vita di tutti i giorni. Al massimo, nei confronti dell’impiegato è ammesso un rimprovero”. Da un punto di vista formale si tratta di una sentenza storica che per la prima volta cataloga Internet tra gli strumenti di lavoro più utilizzati senza discriminazioni di sorta.

E in Italia? Secondo il Corriere della Sera, una regola precisa non esiste, ma le norme di riferimento si trovano nel codice civile, negli articoli 2104 e 2105. “Dall’interpretazione combinata di entrambi gli articoli si può concludere che chi lavora lo fa nell’interesse dell’impresa e che dunque il suo personale interesse è sempre subordinato a quello del datore - spiega Emilio Tosi, docente di Diritto privato dell’informatica all’Università Bicocca di Milano -  Accedere a Internet di per sé non può essere motivo di licenziamento, ammesso che non si commettano reati penali, consultando siti pedopornografici o partecipando attivamente a truffe telematiche”.

A sancire l’abuso del Web in ufficio spesso sono delle sfumature. “La sottile linea oltre la quale un dipendente abusa degli strumenti di lavoro sono le stesse policy aziendali - aggiunge ancora Tosi - Alcuni gruppi sono molto tolleranti, altri sono molto rigidi: l’importante è che la politica interna sull’utilizzo del Web sia molto chiara ai dipendenti”.

In termini pratici, dunque, nessun giudice può scagionare un impiegato statale che utilizza pc e telefono per  vendere e comprare azioni, ma nessuna azienda può nemmeno licenziare un suo dipendente se questo consulta il meteo online per capire che tempo farà nei giorni a seguire. In ogni caso, nel nostro Paese, stando a quanto riferito dagli esperti, anche per l’uso del Web in ufficio vige sempre la stessa legge: quella del buon senso.

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