I telefonini del futuro? Sono già tra noi

[corriere.it]Prova su strada di uno degli ultimi modelli e prospettive: vincerà la “convergenza” o i costi ancora troppo alti?

BERLINO - La telecamera si muove in una stanza polverosa e inquadra uno dopo l’altro i rottami di un mondo passato: una radio, una macchina fotografica, un televisore. E infine un iPod. Nel locale accanto, lindo e caldo, il loro assassino: un cellulare. Finirà così, con il telefono che si papperà tutto il resto in nome della convergenza?

FUTURO PRESENTE - Difficile dirlo. Ma difficile anche crederlo seriamente, dopo anni in cui la convergenza si è trasformata da traguardo possibile in lontana utopia se non in barzelletta. Un breve test sui telefonini di fascia alta e altissima appena usciti, però, fa davvero capire che quel tipo di futuro non è affatto distante. Avere l’Internet “always connected”, 24 ore al giorno, 7 giorni su 7 (il web “vero” e non un Wap qualunque) è già possibile. E portare in tasca un apparecchio che sostituisca (bene) una macchina fotografica digitale di fascia media, ora si può davvero. E altrettanto si può dire per chi preferisce lasciare a casa videocamera, palmare, pc notebook e lettore di musica Mp3. Con quelli che Anssi Vanjoki, vice-presidente Nokia e gran capo del multimedia, ci tiene a chiamare «multimedia computer» si può tutto quello di cui sopra.

BANDA LARGA - La connettività, innanzitutto. Finalmente sono arrivati nei negozi i cellulari evoluti che si agganciano a tutte le reti: Gsm, Gprs, 3G (Umts) e ora anche Wi-Fi. Un dettaglio, quest’ultimo, non da poco. Avere un tasca un telefono che supporta le reti senza fili locali consente di viaggiare all’interno degli “hot spot” in banda larga (vera) e di dimenticarsi i costi (ancora proibitivi) del trasferimento di dati sulle reti 3G. E questo vuol dire lavorare come in ufficio, magari con una tastiera pieghevole Bluetooth. Con tanto di allegati pesanti, da salvare su memorie sempre più capienti: in commercio ci sono terminali come il Nokia N91 o il Samsung SGH-i300 con dischi fissi da vari Gigabyte, e le schedine di memoria Mini SD (grandi come un’unghia) raggiungono ormai i 2 Gb e presto anche i 4. Dietro l’angolo ci sono velocità ancora maggiori: si chiamano Hsdpa e poi Hsupa, e faranno viaggiare fino a 14 Mbits.

SFIDA ALLE REFLEX - L’altra frontiera del futuro già presente è quella del multimedia. I camera-phone non sono certo una novità, ma chi avrebbe immaginato solo un paio d’anni fa che le case produttrici riuscissero a infilare un’ottica degna di una macchina fotografica vera su apparecchi nati per telefonare. Ora è successo: basta fare qualche scatto con gli ultimi cellulari, con risoluzioni da 3 Megapixel, zoom ottico e flash per rendersene conto. Nokia a Berlino ha presentato l’N93, che lancia la sfida anche alle videocamere compatte: qualità di registrazione Dvd e persino uno zoom ottico a tre ingrandimenti. E la foto-mania si sposa con il cosiddetto “Web 2.0”, l’evoluzione verso la community e l’interazione personale della rete negli ultimi anni: sempre la casa finlandese ha stretto un accordo con Flickr (la più celebre community di immagini online) per integrare il sito nel suo N73, un cellulare decisamente orientato alla fotografia. La corsa non si ferma: Sharp ha già annunciato in Giappone l’904SH, primo cellulare con display da 640 x 480 pixel (4 volte quelli attuali), mentre Samsung porterà a 8 i megapixel con l’SPH-V8200.

LA TV - L’altra rivoluzione annunciata è già arrivata: con il DVB-H sui cellulari arriva anche il digitale terrestre, la tv vera e propria. “3” ha varato un vero e proprio palinsesto e spera nel boom con l’esclusiva dei mondiali di calcio. Vodafone ha stretto un accordo con Mediaset per contenuti esclusivi. Anche Tim è della partita. Serviranno apparecchi dedicati, come l’Lg U900. La gente snobberà i “tivùfonini”, come qualcuno li ha già battezzati, o ne diventerà pazza? «Noi stiamo cercando di creare il concetto di “personal tv e video”, come negli anni Novanta creammo il concetto di “telefono personale” con il cellulare Gsm», spiega Harri Mannisto, capo della divisione Watch di Nokia Nseries.

LA PROVA - Un “test su strada” di un cellulare evoluto come l’N80 di Nokia, appena sbarcato nei negozi a un prezzo non per tutti (sopra i 500 euro, per capirsi), fa capire che la tecnologia “convergente” è già fra noi. Grazie al browser del sistema operativo Symbian e alla connessione Umts (o con una W-Lan dove possibile) si naviga rapidi e veloci, nonostante lo schermo ridotto. Le foto a 3 Megapixel sono convincenti, i video un po’ “pixellosi” ma sufficienti. Si scarica musica (ecco un’altra frontiera, e Anssi Vanjoki, rispondendo a una domanda, ha detto di Nokia: «Non abbiamo mai detto che non entreremo nella distribuzione di musica», che suona come mezza ammissione) e la si sente com il lettore Mp3 interno, evitando di passare dal pc. Una manna per gli smanettoni e per chi è sempre in giro, insomma. Il tasto dolente sono i costi d’uso: i dati sul telefonino in Italia si pagano cari e i contenuti pure. Per la sua tv, “3” parla di abbonamenti sui 15 euro al mese. Quanti saranno disposti a pagarli?

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